Io e Ale la prima volta

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Io e Ale la prima volta

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L’occasione capita per un mio viaggio di lavoro, fuori città al nord, lei mi accompagna. Lei relax shopping io al lavoro, di pomeriggio riesco a liberarmi e passare con lei un pomeriggio insieme al centro benessere dell’Hotel, verso le 17 scendiamo, pochissima gente, tra l’altro la stagione non era quella ideale e poi eravamo in giorni lavorativi.
Due vasche in piscina poi sul lettino a parlare a chiacchierare, l’arrivo di un signore distinto sui 60 anni o poco più che ci saluta, cortesia ed educazione, che interrompe il silenzio e la pace del momento.
Una sauna che ci piace molto, lei un minibikini bianco, lo slip ridotto sul davanti e sul dietro scivolava tra i glutei esaltando un lato B decisamente favoloso.
Io seduto nella sauna lei sdraiata rilassati, gustandoci il caldo il piacere, sdilacciando il reggiseno che comprime ed opprime, non passa inosservato all’ospite dell’hotel, che chiede il permesso di entrare.
Ci ritroviamo in 3 in sauna a parlare, le solite “chiacchiere” convenevoli dove la femminilità di Ale non passa inosservata e dove il ns contatto continuo provocava in lei sensazioni piacevoli che si manifestano in due capezzoli turgidi, dritti, invitanti.
Debbo dire che l’educazione del signore era notevole, mai fuori dalle righe, ma che guardava attentamente il fisico di Ale, guardava me, sicuramente invidiandomi per avere “cotanta fortuna”.
Il pomeriggio scorre piacevole.. sauna…idromassaggio con la compagnia dell’ospite , tra chiacchiere, battute….qualche barzelletta e dove la naturalezza della mia Donna attirava i ns occhi. Il camminare per il centro benessere deserto, quasi a sfilare per me e per lui ovviamente.
Lei ci lascia per andare in camera per prepararsi, noi li continuando a chiacchierare senza un fine; faccio la doccia li per evitare di occupare il bagno della camera. Sistematomi lo saluto e salgo in camera, ho prenotato un ristorante in collina per me e per lei.
Il tempo di prepararmi di vestirmi, abito nero camicia bianca e guardando Ale, splendida elegante sobria sexy, racchiudeva tutto quello che si chiede ad una moglie ad una donna
Tailleur nero, gonna sopra il ginocchio, spacco, camicia bianca senza reggiseno, giacca, decolte a spillo tacco 12.. calze…. Reggicalze.. rossetto intenso, occhi contornati di nero e sfumati di azzurro.
L’avrei presa li, subito, ……….meglio andare al ristornate, ottima cena del buon vino, qualche allusione qualche battuta sul pomeriggio e un eccitazione crescente immaginando il ritorno nella ns camera.
Il ritorno in auto, la mia mano a cercarla di continuo tra le sue gambe fino al pube al perizoma di strass, i suoi umori copiosi, le parole che aumentavano il desiderio, le battute sul pomeriggio passato, le mie dita che entrano, lei appoggiata allo schienale, le gambe leggermente divaricate. L’arrivo in hotel, il parcheggio in garage, scendo apro la sua portiera ammirando i suoi movimenti, la gonna che scopre il reggicalze.
Fuori appoggiata al muro un bacio, le dita dentro la bacio, lingua in gola.
Le mie dita che la penetrano che si muovono che roteano dentro di lei, i ns cuori che battono forte, il desiderio di prenderci li. Guardarla appoggiata al muro tra due auto, le mie dita dentro , la gonna sollevata, la sua mano che mi cerca, che lo tira fuori, attimi di piacere e di desiderio.
Interrotto da un rumore immediato, il passo di uomo che è già vicino, che si ferma notandoci e noi incapaci di reagire di spostarci, anzi forse compiaciuti di essere “guardati”. Un saluto un sorriso, il ns amico del pomeriggio, una risata tra di noi, le sue parole giustificandosi dell’interruzione, deve prendere delle sigarette nella sua auto. L’auto vicino alla ns. Una pagoda anni 70 (Mercedes cabrio se le ricordate) elegante e seducente come una bella donna.
Restando li, gli faccio i complimenti per l’auto, ne sono appassionato, cosi lo stesso Ale parliamo con lui restando in quella posizione come fosse normale, naturale.
Parliamo e ci ricomponiamo appena accettando un suo invito per un drink in città ed un giro sulla sua macchina.
Saliamo in 3 su una cabrio stretta, Ale accanto a me, in mezzo a noi quasi, spazi stretti ma decisamente piacevoli, percorrendo le strade deserte della città fino ad un bar. Le gambe di Ale intrecciate rannicchiate, la gonna che copre ben poco.
Troviamo un bar un Martini piacevole come le chiacchiere e dove l’eccitazione sale in ognuno di noi. I complimenti di lui su ns modo di essere coppia, della ns simpatia e della ns spontaneità.
Due drink di sera aumentano decisamente i bollori riducendo sensibilmente le barriere del pudore.
Risaliamo in auto, Ale sempre in mezzo a noi con la gonna che scopre il reggicalze e i ns occhi, miei e suoi sono rivolti li, le battute sulla guida e sulla distrazione, la mia mano che accarezza quelle gambe infinite, le calze e il desiderio impellente di sentire la sua pelle, la mano di lei che cerca la mia patta. La mia mano e le mie dita sfiorano calze pelle, in un spazio ristretto, lui che guarda spostando la mano dalla leva del cambio alla gamba sx di Ale. Movimenti in sequenza in una strada deserta dritta, le ns mani sulle sue gambe la velocità inesistente della macchina e la mano di Ale che stringe che cerca il mio cazzo ma poi anche l’altro, le sue mani aperte allungate su di noi, le ns su di lei, il silenzio i respiri che diventano gemiti di piacere dove ogni freno inibitore salta, cercando sempre qualcosa di più.
Le mani di noi uomini che si alternano sul peri sul suo pube, sentendo gli umori scivolare sulle nostre dita, le sue mani che dolcemente e sapientemente accarezzavano, prima da sopra i pantaloni e poi estraendoli liberandoli. Eccitazione crescente continua, contorsionismo per arrivare ai punti focali, il suo tentativo di succhiarmi piegandosi su se stessa e tenendo in mano l’altro.
Sento la sua bocca e non resisto, lui trova uno spazio nascosto una via deserta della zona industriale e ferma la macchina. Scendo, prendo Ale per la mano, un bacio intenso profondo in gola, prima di appoggiarla al cofano dell’auto, piegata, gonna sui fianchi culo esposto, la luce della luna e dell’abitacolo rendeva tutto sublime.
Penetrarla è stato un attimo, un attimo esserle dentro, spingere, mani sui fianchi, muovermi desideroso, mentre lui dentro guardava il viso di Ale attraverso il parabrezza toccandosi, e gustandosi la scena.
Alessandra distesa sul cofano con il viso rivolto a me e poi a lui, mimava movimenti con la bocca e con la lingua mentre io continuavo a spingere, a muovermi, una volta forte e deciso , una volta lento.
Lui scende e tenendolo in mano, accarezza i capelli la schiena, il culo, strusciando la sua eccitazione sul corpo di quello schianto di donna, avvicinandosi a me. Come un intesa come fosse la cosa più naturale e spontanea mi sono spostato lasciando il posto a quel nostro amico che senza perdere un secondo si ritrova dentro di lei, pieno di eccitazione, spingendo forte a fondo, sfilandolo e rinfilandolo, mentre le mie mani accarezzano quei capelli e quel viso disteso sul cofano.
Un attimo e di nuovo il cambio, io dentro di lei a scorrere a roteare dentro a spingere sentendo i suoi gemiti i suoi mugolii aumentare ,sentire i suoi umori grondare sulle aste turgide aumentava desiderio e trasgressione.
Un nuovo cambio ancora, alternandoci eccitandoci ad ogni scambio dove io d’impulso inizio a sculacciarla incitandola, spingendo forte esplodendo dentro di lei tutto, tutto quello che avevo godendo con lei insieme a lei continuando forte veloce a spingere, dove il suo respiro e i sui gemiti erano incitamento a continuare, una frazione di secondo che lui mi sposta e si infila continuando quello che io avevo interrotto spingendo dentro di lei, piena del mio seme.
Lei in un orgasmo continuo ininterrotto mentre gridava il suo piacere, lui scaricava tutta l’eccitazione di una sera, riempiendola come mai avrebbe pensato.
Attimi di silenzio, attimi di consapevolezza del piacere dato e ricevuto, di un corpo e di una donna fantastica, la mia donna che si gira trattenendosi quel fluido con la mano , mentre noi davanti a lei, estasiati la guardavamo. Un sorriso di compiacimento di complicità di intesa tra noi e il suo gesto che manda in orbita ogni singolo neurone cerebrale; raccoglie e porta le sue dita alla bocca assaporando il piacere mixato dato da due uomini, per poi scivolare dolcemente, accovacciandosi sui tacchi e ringraziarci leccandoci a turno o insieme quello che restava del piacere.
La sua lingua li accarezzava, la sua bocca li accoglieva come un ringraziamento come una continuazione del piacere, come l’epilogo di una serata spettacolare, imprevista ma voluta da tutti noi.
Il ritorno in hotel, i saluti convenevoli ed il ritorno in camera da soli, hanno esaltato la ns forza la nostra unione passando una nottata intensa senza farci mancare nulla, addormentandoci nudi, sfiniti ed appagati sotto le lenzuola. Un bacio amore mio, prima di dormire.
 


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One thought on “Io e Ale la prima volta

  1. Altron

    Bellissimo, raccontato e scritto molto bene.
    Anche io condivido mia moglie con altri uomini.
    Lei però ha due amanti fissi e stabili.
    Lascio sempre che le vengano dentro in libertà per poi entrare come secondo.
    Ritengo che la parte migliore del essere cuckold sia guardare la propria compagna che gode con un altro uomo.
    Ho scritto anche io alcuni racconti , li puoi trovare in questo sito cercando per autore, sono Altron

     

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