Una scopata fuori programma in mascherina antivirus

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Una scopata fuori programma in mascherina antivirus

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Mi chiamo Sergio e sono un uomo sposato di 38 anni. Antonella è una bella ragazza sposata di 33 anni. Lavoriamo entrambi presso il centro commerciale della nostra città in Sicilia, Io gestisco un punto ventita di articoli sportivi, lei di indumenti intimi e maglieria femminili. I nostri punti vendita non sono adiacenti ma vicini, ci separa solamente un’altra attività. Ci vediamo, quindi, ogni giorno e siamo in grande confidenza. Spesso, nei momenti di poca affluenza, prendiamo il caffè insieme. Parliamo di tutto, anche di certe cose. Insomma, lei sa benissimo che me la scoperei volentieri e io so benissimo che le sono simpatico. Specialmente da quando, circa 5 mesi fa, trovandoci davanti la vetrina del suo negozio e ammirando, io, un bel completo reggiseno-slip di pizzo nero, le dissi che il completo indossato dal manichino non faceva lo stesso effetto che avrebbe fatto se l’avesse indossato lei esposta in vetrina. Rise divertita. Anche lusingata quando, inoltrandoci oltre nel discorso, le disse che sicuramente ne avrebbe venduto di più. Antonella è proprio una bella ragazza mora con i capelli a caschetto, un viso rotondetto con una bocca che sembra fatta apposta per fare pompini e un corpo polposo e armonioso nello stesso tempo. Qualche giorno dopo, trovandoci ancora là, fu lei a chiedermi se stessi ammirando l’intimo o il manichino. Non era una provocazione? Risposi che stavo immaginando lei in vetrina con le sue belle tette, il suo gran culo e le le sue cosce. Certo che rise divertita, pure io, ma arrossendo e con una smorfietta del mento mi fece capire che aveva apprezzato la mia battuta. Le attività sono chiuse da più di due settimane per via del coronavirus. Tuttavia ieri mattina decisi di fare una capatina al centro per un controllo e magari una spolveratina. Rimasi sorpreso: anche lei aveva avuto la stessa idea, solo che lei stava chiusendo la saracinesca e stava andando via. La saluto gia da lontano e man mano che mi avvicino mi spiega il motivo per cui si trova al centro. Io le dico che avevo avuto la stessa idea e già siamo a circa 5 metri. Sono più di 2 settimane che non la vedo e mi sembra ancora più bona. A guardare il suo culo fasciato da un paio di jeans attillato il cazzo mi diventa duro. Sorridendo mi dice di stare distante almeno 2 metri. Anzi dice che si mette la mascherina. La metto anch’io e le dico che questa chiusura non ci voleva. E’ d’accordo con me. Le chiedo se sta andando via e risponde di si. “Perchè non non ti fermi da me?” Le dico. “A fare che? Non possiamo nemmeno parlare. E se sei contaggiato?” Dice ridendo. “Non parliamo e stiamo con le mascherine. Vuol dire che le bocche non le usiamo”- Capisce benissimo quello che intendo dire ed è imbarazzata. “A parte il fatto che è no ti sembra questo il momento? Con questo pericolo che c’è in giro?” “Cerchiamo di non respirarci vicino”. E’ tutto chiaro. Vedo che è indecisa e mi guarda come se mi dicesse: vorrei ma non posso. “Dai vieni” dico incamminandomi. Mi segue lentamente e arriviamo davanti alla saracinesca. Giro la chiave e mentre sale su le dico: “Vuol dire che non ci baciamo”. Diventa più rossa del peperoncino. “E che fai allora?” Dice tanto perdire qualcosa mentre entriamo e senza accendere la luce richiudo la saracinesca. Non è per niente buio in quanto la saracinesca non è chiusa, bensì a sbarre verticali e orizzontali. La prendo per il braccio e ci spostiamo dall’ingresso. Ci mettiamo sul lato sinistro dove c’è un banconcino e incomincio a toccarla. Dice di stare distante e si gira. La predo da dietro e le palpo le tette. “Queste devi mettere esposte e non il manichino?” “Vero?” Le sfilo il piumoncino leggero e mentre mi tolgo la giacca si gira. “E se non ci incontravamo non era meglio? Metto la mano sul monte di venere e fra le cosce e si rigira dicendo che dobbiamo stare uno di fronte all’altra. Riesco ad aprire i suoi jeans mentre strofino il cazzo sul suo culo. Si muove lentamente e nonostante la mascherina sento: uhuuummmm. Allora porto la mano destra dentro le mutandine, gioco con i suoi peli e con la mano sinistra prendo quella sua e la porto sulla mia patta. Prende a tastarlo sempre più decisamente e intanto arrivo al suo clitoride. “Ihiiiiiiiaaa” sussurra divaricando istintivamente i piedi per allargare le cosce. “Abbassati sti pantaloni” le dico, “Perchè? Che vuoi fare?” Chiede ansimando. Senza aspettare alcuna risposta li tira giù lentamente ancheggiando per farli scivolare meglio. Nel frattempo io faccio scivolare giù anche i miei insieme agli slip. Anche le sue matandine sono andate giù insieme ai jeans, cosicchè, abbassandomi un po, il mio cazzo è fra le sue chiappe. Il calore e la vigoria del mio cazzo fra le chiappe, la mia mano sinistra che le apre la fica e quella destra a giocare col suo clitoride, fanno svanire, se mai ne avesse, ogni remora e si abbandona al piacere. “Hai un culo così accogliente Antonè! E che fica! Un lago sei! Ti si è ingrossato il clitoride. Quando hai voglia così grosso ti diventa?” “Siiii, non lo so, siii, siiiii, continuaaa, siiiii. Fammi godere cosìììì” “Così? Nooo. Guarda come”- Quindi, mentre continuo e lei sussurra che sta per venire, le dico di liberarsi una gamba. Si libera della scarpa destra e poi della gamba dei jeans proprio quando non resiste più e agitandosi come se lo volesse nel culo, gode trattenendosi dal manifestare platealmente il suo piacere. “Ohoooouuuuuu, siii, mmm”- La giro, la prendo per i fianchi facendola sedere sul banconcino e la spingo con delicatezza come per dirle di sdraiarsi sui gomiti. Sta per dire qualcosa ma non ne ha il tempo in quanto vado con la lingua fra le sue cosce. “Ahaa! Sergio? Il virus” “No, non attacca nella fica” le dico prendendola a leccare. “Ahiii Se aha” Ancora godi? Ti piace?” “Siiii” “Dimmi che ti piace che te la lecco” “Sii. Mi piaceee, mi piace che me la lecchiii”- Altro che se le piace! Me lo dice più volte e quando le mordicchio e le succhio il clitoride sussurra: “Noo! Così noo, Ahoo, ancora mi fai venire. Siiiii, Uhuuuuuu.” Ho sotto gli occhi le vibrazioni di piacere del suo basso ventre equando dice: “Basta, bastaaa, Mi fai morire cosìì”- Risistemo la mascherina e l’aiuto a rimettersi seduta prendendola per le braccia. Le strofino il cazzo nella fica, lo impugna e mi dice di no perchè ha avuto il ciclo fino a tre giorni fa e senza preservativo non voleva rischiare. Sono deluso e me lo mena lentamente con la mano al contrario. Allora la faccio scendere e sul banconcino mi ci siedo io. Riprende a menarlo ma spingendola dalla nuca le dico di chinarsi. Capisce. “Un poco però” dice. Si china e mi lecca la cappella. “Mii che sei brava! Sempre l’ho pensato con questa lingua e questa bocca che hai”. Quindi lo ficca in bocca, ci gioca un po con la lingua e poi inizia a fare su e giù con la testa. Mi piace, non so che intenzioni ha ma dopo qualche minuto se lo sfila dalla bocca e si rialza. Capisco che non vuole la sborra in bocca. Continua a segarlo ma la fermo. Scendo dal banconcino. “Come vuoi fare?” Chiede. Le dico che voglio venire fra le sue chiappe e dice di no perchè puo essere pericoloso. Le dico di non preoccuparsi e la convinco a chinarsi in avanti appoggiandosi sul banconcino con le braccia. Glielo metto fra le chiappe e faccio su e giù. Mi dice di stare attento. Le dico di si mentre cerco di puntare il cazzo sul suo ano. Mi dice di non esagerare ma forzando piano la punta del cazzo si fa strada. Mi dice che sono mascalzone ed io le chiedo se nel culo le piace. “Si però non hai perso tempo”. Vado ancora dentro e lei: “Se vai piano mi piace di piùùù. Sii, cosìì”. Ormai è quasi tutto dentro e mi muovo ritmicamente. Mi dice che se lo sente grosso però le piace e se lo gusta. Con un colpo di reni glielo ficco tutto dentro. “Ahii! Carogna! Te la faccio pagare”. Invece se lo gusta tutto e le faccio sbattere più volte le palle sulla fica. Dopo cinque minuti durante i quali mi dice che se lo sente dentro lo stomaco, le dico che le sto venendo dentro. “Si, dai fammela sentire che mi piace”. Sborro gemendo e lei: “Si che bella calda. Uhuuuu, che ce l’hai calda. Ahaa che bello, pure io godooo”. Prima di sfilarglielo prendo, alla mia destra, una confezione di calze sportive della Nike, ne stacco una e quando lo tiro fuori glielo tappo per evitare che la sborra le scende in fica. Mentre ci rivestiamo dice: “Speriamo tutto bene” “Tranquilla” “Si, però tu per forza dietro lo dovevi mettere? Un minimo di rischio c’è sempre” “La prossima volta ti scasso la fica” “Si, la fica. Però col preservativo” “Allora devo camminare con i preservativi in tasca”. Rise. Le dissi che ancora non ci siamo baciati. “Fino a quando non c’è questa situazione non ci sperare”—

 


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