Una giornata al mare

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Una giornata al mare

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Come ogni estate io e il mio compagno Marco ci trasferiamo nella nostra

casa al mare a Sabaudia.La villetta si trova a poca distanza dal mare. Non è

un bel momento per me: mi sento trascurata, Marco è freddo distaccato e

sembra trovare ogni scusa per non fare sesso con me. Gli ho perfino chiesto

se avesse qualche problema fisico, ma lui mi ha risposto infastidito che

sono solo le preoccupazioni per l’azienda (un grande ferramenta) che non

vanno molto bene. Fatto sta che sono ormai quaso due settimane che non

facciamo l’amore e questa astinenza comincia a pesarmi, e comincia a

venirmi il sospetto che abbia un’altra.
Sospetti che aumentano perchè il lunedì mi dice che deve tornare a Roma

per sistemare alcune pratiche in banca . Con Marco sembra andarsene

anche il sole, piove ed è proprio fresco. Non potendo andare in spiaggia

vado passeggio a negozi e la giornata trascorre noiosa.
Arriva martedì mattina, giornata che già si presenta con il cielo grigio.

Improvvisamente, mentre sorseggio un caffè caldo, suona il campanello. Mi

chiedo chi possa essere, non aspetto visite. Mi metto la vestaglia e vado ad

aprire. Alla porta c’è Dario, il migliore amico di Marco e suo collaboratore. Si

conoscono dai tempi del liceo.: “Ciao Sara, ti ho svegliata?” “No” rispondo

io.
Dario è vestito in modo elegante e curato, mi chiede: “Marco è in casa?”
“Purtroppo no, è partito per Roma e ormai tornerà venerdì sera, per il

prossimo weekend” rispondo triste.
Dario: “Peccato sia via, a parte che qui il tempo è pessimo, sembra inverno”
“Si vero, ho quasi freddo e poi mi annoio”
Dario “Io oggi vado a Roma, devo prendere un regalo per mia moglie Carla, ti

andrebbe di accompagnarmi, mi farebbe comodo il consiglio femminile”
“Si, perché no, mi annoio a morte qui! Aspettami mi preparo al volo e

andiamo, intanto ti verso un caffè”
Dopo aver offerto il caffé a Dario mi vesto al volo, la prospettiva di stare a

casa sola per una giornata intera mi faceva intristire, uscendo almeno mi

distraggo un po’.
Passiamo il resto della mattina in negozi molto belli. Dario mi chiede di

provare alcuni abiti, visto che (secondo lui) ho la stessa taglia della moglie. È

ora di pranzo e andiamo in un ristorantino del centro storico.
Dopo un pranzo delizioso andiamo in un elegangte negozio di intimo ; Dario

mi chiede di scegliere dell’intimo che secondo me poteva essere sexy. Io

consiglio una guepierre, perizoma e calze, tutto rigorosamente nero! Ed in

fine andiamo nella boutique di Gucci, per la scelta della borsa. Penso a

quanto è fortunata Carla, un guardaroba da favola!
È tardo pomeriggio e ci avviamo verso Sabaudia. Ho trascorso una giornata

veramente piacevole ed il sole, che ci regala un tramonto bellissimo sulla

laguna sembra promettere che all’indomani sarà splendente.
Dario parcheggia l’auto nel garage dell’appartamento. Spegne il motore. Mi

guarda negli occhi e mi dice: “Oggi ho passato con te una bellissima

giornata, non è vero che devo fare un regalo a mia moglie e vorrei che tutte
queste cose le tenessi tu”.
Io rimango quasi senza parole, poi gli dico “Mi sembra esagerato, non posso

accettare”“Ti prego Sara, per me aver trascorso questo tempo insieme vale

molto più di qualsiasi altra cosa.”
“Ma…..”…“Ascolta….ti chiedo solo un regalo, indossa tutto questo per me ed

accetta di uscire a cena stasera”
Io non so che rispondere, non me lo aspettavo, in fondo che c’è di male,

Darioè simpatico, si è comportato da gentiluomo, il vestito è bello e la borsa

di Gucci…una meraviglia. E poi…è amico di Marco da una vita, non ci proverà

mica con me.
“Ok accetto” gli rispondo con un sorriso.
Vado in doccia, che bello stare sotto l’acqua calda! Mi comincio a preparare.

Metto anche la guepierre e le calze, sarà estate ma fa fresco. Wow mi sta

benissimo addosso, sembro uscita da un film. Metto il vestito rosso,

meraviglioso”
Esco dalla mia stanza, Dario mi guarda e rimane senza fiato, mi dice: “Sei

bellissima”
Io quasi arrossisco e dico: “Grazie”
Mentre Dario approfitta della doccia io riempio la mia nuova Gucci e mi

sistemo i capelli. Indosso le scarpe con il tacco e … sono pronta.
Suona il telefono, é Marco. Mi chiede come sto e io rispondo “bene”. Non gli

racconto della giornata, in fondo lui fa il misterioso con me, si merita che io

faccia lo stesso con lui. Gli dico che mi manca e che spero torni presto.
Dario è a sua volta pronto ed usciamo.
Andiamo in un ristorante di Terracina,vicino al porticciolo, quando entro la

gente mi guarda: il mio vestito rosso non passa inosservato. La scollatura è

generosa e la mia quinta di seno è in bella mostra.
La serata trascorre piacevole, il vino bianco che accompagna il pesce mi da

allegria, ci gira un po’ alla testa e abbiamo la risata facile.
Comincia a far tardi, Dario mi riaccompagna a casa.
Scherziamo sul fatto che se i vigili lo fermano gli ritirano la patente.
Io gli dico “sali che ti faccio un caffè” almeno non ti addormenti per strada.
Entriamo in casa, io apro la porta e Dario mi segue chiudendola, ad un certo

punto mi prende per un braccio e mi porta a se cercando di baciarmi.
Io cerco di evitarlo, ma lui mi prende e mi stringe tra le sue braccia.
Sento un brivido e sento che il suo cazzo è duro, improvvisamente il mio

corpo ha una reazione, sento che la mia fica si bagna, mi prende la voglia di

essere posseduta da lui.
Mi libero dalle sue braccia, faccio un passo indietro, e mi sfilo in vestito.
Rimango davanti a lui in guepierre, calze e tacchi. Lui mi guarda, ha capito

che ora posso essere sua e mi dice: “Sei bellissima, ti ho sempre

desiderata!”
Mi stringe, mi bacia il collo e poi ci buttiamo sul divano.
Io ho ancora in mente il suo cazzo duro premuto su di me e lo cerco con le

mia mani. Lo sento pulsare sotto i pantaloni, lo tocco, lo scorro, è un gran bel

cazzo, mi eccito ancora di più.
La sua mano corre tra le mie cosce, mi scosta il perizoma e sente quanto

sono bagnata. Io quasi mi vergogno ma lui mi sfila le piccole mutandine e

comincia a leccarmi la fica.
É pelosa, (come piace a Marco) e la sua lingua scivola facendomi vibrare. Mi

eccita da matti, vengo quasi subito e godo come una cagna.
A quel punto mi sento quasi in colpa verso Marco ma, quando lui si alza e

vedo il pacco dentro i suoi boxer non resisto. Gli abbasso le mutande e

comincio a passare la lingua sul suo cazzo, un imponente bastone di carne.
Poi lo faccio sedere sul divano, mi metto in ginocchio davanti a lui. Comincio

a fargli un pompino e mentre lo faccio penso ai bei regali e tra me penso “te

le meriti proprio questo pompino”.
Lui è eccitato, e pure io, la mia passera quasi prude, allora salgo sopra lui,

vestita ancora con la guepierre, calze e tacchi. Comincio a cavalcarlo, sento il

suo cazzo duro dentro di me, mi piace da matti, vado su e giù urlando.
Dario affonda il suo viso tra le mie tette, mi scopre un capezzolo e comincia a

succhiarmelo.
Mi tira fuori entrambi e seni e me li stringe mentre io non smetto di andare su

e giù.Ad un tratto mi stringe i glutei, poi mi infila un dito nel culetto.
Io sussulto e godo ancora di più, lui gode altrettanto poi urla “vengo…vengo”

io non smetto, sento il suo schizzo caldo dentro me e godo con lui.
Crollo sopra il suo corpo. Lui mi bacia.
Mi alzo, con un misto di imbarazzo e residua eccitazione.
Mentre sono in piedi la sua sborra corre fuori dalla mia fica, scivolando sulle

calze.
Mi siedo per non sporcare in giro e lui lecca la mia fica piena della sua sborra.
Mi eccita ancora, ho voglia del suo cazzo, di nuovo, anche se ora è moscio e

sembra appagato.
Lui mi si avvicina, mi bacia sul collo, io gli prendo in mano il cazzo ancora e

lo sento crescere tra le mie dita, anche lui ha ancora voglia di me.
Mi spoglio del tutto, e andiamo a letto. Mi stendo e lui mi lecca ancora, poi mi

chiede di girarmi.
Io mi giro, lui mi accarezza il culetto, me lo morde pure e poi comincia a

giocare con il buchetto dietro. Mi eccita, mi chiede se lo ho già preso dietro e

rispondo di si, che Marco mi inculava(fino a qualche tempo fa) abitualmente

e che a me piace da matti prenderlo in culo. “Fai piano, però, il tuo cazzo è

molto più grosso di quello di Marco” “
La mia risposta lo eccita ancora di più e lo sento spingere sul mio culo con il

suo cazzo in tiro come fosse un adolescente.” Non ti preoccupare, ti piacerà

e quando lo proverai nel culo non potrai più farne a meno” risponde

sfrontato e sicuro di sè
Lo sento entrare nel mio culo, mi apre, è grosso, durissimo: un forte dolore

iniziale lascia spazio al pieno piacere.
Lui spinge dentro me il cazzo e mentre lo fa mi stringe le tette. Io emetto

gemiti di piacere, in quel momento vorrei avere un cazzo anche davanti oltre

che dietro, immagino che ci sia Marco a scoparmi la fica, il sogno della

doppia penetrazione e mi bagno tutta. Lui mi sente godere e mentre accelera

il ritmo dell’inculata mi dice: “Godi troia, sei una troia! Ti sfondo il culo

puttana” E in effetti un cazzo così grosso non l’ho mai preso nel culo, ma mi

piace da impazzire. Continua insultarmi in tutti i modi ma Io non sono offesa,

anzi lo incito ” Hai un cazzo fantastico, spaccami, riempimi ” Siamo entrambi

troppo eccitati.Lui sta quasi per venire e si ferma, rallenta, poi lo tira fuori.
Si sdraia accanto a me, mi bacia il viso e poi sento il suo cazzo di nuovo

entrare nella mia fica.
Mi scopa sul fianco guardandomi negli occhi. Poi sta per venire ancora e

rallenta. Tira fuori il suo cazzo e mi fa sdraiare. Mi apre le gambe e mi lecca,

mi lecca da farmi urlare mentre infila le sue dita nel mio culo. Io non riesco a

trattenermi, vengo come una vacca , urlo di piacere e mi dimeno. Lui è

eccitato a vedermi così e mi dice: “brava la mia troia, ora me lo succhi per

bene” Non trovavo le forze per alzarmi dopo l’orgasmo e lui sembra averlo

capito. Mi sale sopra a cavalcioni e mi mette il suo cazzo duro fino in gola. Poi

lo sfila e lo mette in mezzo alle tette. Io stringo le mie tette avvolgendo il pene

eretto in una calda spagnola.Dario comincia a fare su e giù mentre io con la

punta della lingua gli sfioro la cappella. Impazzivo dal piacere .”Sborrami in

faccia, fallo ora” gli urlo ed apro la bocca mettendo la lingua a due millimetri

dallo spacchetto della cappella. “Sborra dai, sborrami in faccia” continuo a

chiedere. Non aspettavo altro che una buona dose di sperma bollente.
E fiotti di sborra mi colpiscono il volto senza possibilità di sbagliare: I primi

schizzi arrivano sulle guance, invece il resto arriva vicino agli occhi. Il trucco

si mischia con lo sperma.
“Tutto dura poco ” lui urla e il suo cazzo continua a schizzare su di me, il mio

viso sente il calore della sua sborra e lui viene riempiendomi anche la bocca

che ho voluto teenere aperta per accogliere la calda crema..
È sfinito di piacere, si butta al mio fianco e mi fissa il viso sporco del suo

seme, mi sorride e mi dice: “non sai da quanto volevo scoparti”.
Io sono quasi stupita e gli dico: “ma sono la donna del tuo migliore amico!”
Lui mi tocca con il dito la sborra sul viso e mi risponde: “da oggi sei la mia

troia! Ti piacerà avere un amante…vedrai”

 


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