Tradire in vacanza (Capitolo 1)

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Tradire in vacanza (Capitolo 1)

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La mia storia con Stefano era cominciata nella maniera più semplice e banale che si possa immaginare.
Ma cominciamo, appunto, dall’inizio.
L’anno scorso, per le vacanze, ho scelto come meta la Puglia, per la bellezza della spiaggia e la limpidezza delle acque di Gallipoli.
Dopo una accurata ricerca sul web come faccio ogni anno, ho prenotato una villetta con piscina a pochissimi metri dal mare, adiacente a una piccola
spiaggia libera ma non affollata, così Roberto, il mio compagno, e io siamo finalmente partiti.
La nostra vacanza era un bellissimo squarcio di tempo trascorso tra sole, tuffi in piscina e panorami mozzafiato al tramonto, cenando poi
all’aperto nel giardino della villetta con la sua bellissima vista sul mare. Insomma, un piccolo paradiso.
Con la memoria ritorno a quei momenti, quindi da ora, per riviverli, userò il presente.
Mi piace prendere il sole nel pomeriggio, dato che intorno alle 15 c’è pochissima gente di mezza età, cosi pianto il mio ombrellone e non mi
preoccupo più di tanto di essere osservata, quindi mi spoglio e tolgo anche la parte superiore del pur ridottissimo costume.
Come di solito faccio mi spalmo un po’ di crema solare su tutto il corpo, compreso il seno, e mi adagio sul mio lettino bianco completamente spianato.
Ci vuole poco perché il sole ed il calore della spiaggia mi facciano sentire infuocata, cosi mi stendo a pancia in giù e divarico
un po’ le gambe, e così facendo lentamente sento le mie labbra segrete scivolare fuori dal perizoma del costume bianco lasciandone il filo
praticamente in mezzo. Beh… sono sincera. Un po’ mi piace provocare e mi eccito pensando che sicuramente l’accaduto non è passato inosservato.
Passano un paio di ore quando d’un tratto sento la voce del mio compagno che mi fa sobbalzare:

  • Tesoro… Mi hanno chiamato per una emergenza per cui devo partire tra poche ore! –
  • Caro… ma siamo in ferie! È cosi tanto urgente? –
  • Sì, tesoro. Questa volta è davvero urgente e non posso rifiutare visto che ho dato la mia reperibilità. –
  • Quanto tempo ti porterà via questa volta? – dico nascondendo a fatica il mio disappunto.
  • Non lo so per certo, cara. Ma penso di rientrare tra un paio di giorni. –
    Dopo qualche bacio e carezza Roberto rammaricato e di malumore si avvia verso la villa per prepararsi al suo viaggio.
    Roberto, purtroppo devo prenderne atto, è un uomo che ha messo sempre in primo posto il lavoro trascurando più di una volta i nostri
    periodi di relax e vacanza.
    Sono le sei del pomeriggio quando ormai in spiaggia è rimasta poca gente sparsa in giro ma è proprio quell’orario che mi ha sempre affascinata
    per il calar del sole.
    Concentrata sul telefono mentre scrivo con un’amica non mi accorgo subito di un uomo sui 50 anni, alto, moro e con un bel fisico asciutto che
    osserva il mio corpo soffermandosi sul mio seno nudo, ma la sua presenza non mi da fastidio, cosi continuo la mia chiacchierata in chat con la mia amica
    pur cercando di liberarmi per fare l’ultimo bagno della giornata.
    Entro lentamente in mare mentre le piccole onde mi cavalcano i piedi e le caviglie. Il venticello che soffia verso il mio corpo mi crea una sensazione
    talmente forte che i miei capezzoli si inturgidiscono immediatamente.
  • È stupendo questo orario della giornata non crede? –
  • Si stupendo, adoro questo orario… –
  • Piacere, mi chiamo Stefano. Le va se ci diamo del “tu”? –
  • Ma certo! Piacere, Luisa. –
  • Piacere mio, ovviamente… Sei del posto o in villeggiatura? –
  • Villeggiatura. Ho preso con il mio compagno una villetta, quella che vedi di colore azzurro. –
  • Stupenda, anch’io ho preso un appartamento nella zona, dista da qui un centinaio di metri. Scusa se mi permetto, ma il tuo compagno ti lascia
    sola proprio sul più bello della giornata? –
  • No, normalmente piace anche a lui ma purtroppo, per una emergenza di lavoro, è partito. Ma rientra tra un paio di giorni. –
  • Ah, capisco. –
    Il suo sguardo ogni tanto scende sul mio seno.
    Mi sento ammirata da uno sconosciuto per la prima volta e per giunta in spiaggia senza il mio uomo. È strano ma non mi sento imbarazzata anzi
    provo un grande piacere nell’essere ammirata.
  • È tardi ora… devo rientrare. È stato un piacere! –
  • Piacere tutto mio ripeto, Luisa. Spero di vederti domani mattina di nuovo in spiaggia. –
  • Certo mi troverai ancora qui, buona serata. –
    Durante la lunga doccia mi toccavo nella mia intimità, pensando a lui tutto il tempo,come un chiodo fisso. Pensavo già a quanto sarebbe stato
    bello divertirsi con lui in spiaggia o in piscina.
    Il telefono mi fa da sveglia. Sono le 8 del mattino e dopo una bella colazione con i classici cappuccino e cornetto, preparo la mia borsa e mi avvio
    verso la spiaggia.
    Casualmente lì non c’è ancora nessuno, cosi mi avvio per una breve passeggiata in cerca di qualche conchiglia da collezionare. Al mio rientro
    la spiaggetta è come al solito poco affollata ma gli occhi di alcuni mariti mi scrutano e mi diverte molto vedere le mogli indispettite al mio passaggio.
    Una voce che mi sembra familiare si fa sentire. Mi giro alla mia sinistra e vedo Stefano.
  • Buongiorno Luisa, ben ritrovata. –
  • Buongiorno Stefano, grazie! –
  • Vedo che hai l’ombrellone da sistemare. Posso darti una mano?
  • Si. Grazie. Gentilissimo… –
  • Nulla figurati. –
    Nel frattempo mi tolgo il copricostume e prendo dalla borsa le mie creme solari.
  • Oggi picchia di brutto il sole, Luisa. Attenta a non scottarti!… –
  • Sì, vero. Metto subito la crema, anzi se volessi darmi una mano mi faresti un piacere. – dissi sorridendo.
  • Volentieri Luisa –
    Mi distendo sul lettino con la pancia in giù e sento la crema scivolare sulla schiena lentamente sino alle mie natiche.
    Sento le sue mani possenti scivolare lentamente sul mio corpo spalmando la crema solare in ogni angolo, sino al fondoschiena.
    Non mi ero mai trovata prima in una simile situazione ma non mi sento imbarazzata per nulla anzi è piacevole e mi sento rilassata.
    Anche Stefano non scherza per nulla. Le sue mani trasportano la crema fin sulle mie natiche, non incontrando mia resistenza, massaggiandole
    con un movimento palpeggiante e ondulatorio.
    Mi slaccio il reggiseno in modo da fargli spalmare meglio la crema e Stefano non perde l’occasione per ricominciare a massaggiare la mia
    schiena scivolando sulla parte esterna del seno.
  • Ok Stefano… basta cosi, grazie. –
  • Di nulla Luisa. Complimenti, hai una pelle vellutata e morbida. –
  • Grazie, Stefano. –
    Mi giro sul lettino e questa volta mi tolgo il pezzo superiore del costume spalmandomi ancora crema solare sui seni completamente nudi e visibili a tutti.
  • Mamma mia Luisa! Che seno stupendo! sei stupenda… –
  • Grazie, sei gentilissimo. – dico. Ma penso che è anche qualcosa di più…
    Stefano è seduto sul lettino rivolto verso di me quando ad un tratto il mio sguardo si abbassa sui suoi boxer, dai quali traspare perfettamente
    la dimensione notevole della sua virilità.
    La mia mente improvvisamente vaga…Non mi spaventano le sue dimensioni, anche perchè il mio compagno è abbastanza dotato, e la situazione che
    si è creata con Stefano devo ammettere che mi intriga profondamente.
    Il cielo non è più bello sereno, anzi delle nuvole minacciose si avvicinano rapidamente a noi ancora sdraiati sui lettini. Sinceramente sono
    indecisa se invitare Stefano nella mia villa visto che la distanza era più ridotta rispetto a quella del suo appartamento.
  • Stefano qui tra poco arriva un bel temporale. Forse è meglio ritirarci al coperto. –
  • Hai ragione Luisa. Anzi io ho già sentito qualche goccia… –
    D’istinto prendo la decisione e dico:
  • Su, andiamo allora! –
    “Velocemente arriviamo a casa ed entriamo. Le gocce sono molto grosse ma abbastanza rade. Si infittiscono con un forte scroscio ma poi, inaspettatamente, si arrestano e il cielo torna poco a poco limpido.
  • Che strano! A saperlo avremmo potuto stare in spiaggia. –
  • Beh, Luisa… che dire. Già che siamo qui, restiamoci. Che ne dici? Oltretutto vedo che la piscina è bellissima e invitante. E soprattutto siamo soli. – azzarda lui.
  • È vero. Comunque mettiti comodo Stefano, entra in piscina se ti va. Io vado in cucina a prenderti qualcosa di fresco. –
  • Va bene Luisa, la piscina è veramente stupenda. Un tuffo lo faccio volentieri. –
    Appoggio la mia borsa da mare e mi avvio in cucina a prendere un paio di bottiglie di mojito quando sento Stefano dire…
  • Luisa, vieni. Non perdere tempo. –
  • Eccomi arrivo. – Arrivata in piscina noto una cosa…
  • Vedo che ti piace fare il bagno nudo… –
  • Si Luisa, mi sono permesso di togliermi il costume visto che siamo soli, ma se ti da fastidio mi vesto. –
  • Fa nulla, ma quando esci dalla piscina copriti.. –
  • Va bene. Ma tu non entri in piscina? Dai spogliati anche tu, voglio vedere un tuo tuffo.-
    Accidenti mi sento imbarazzata, ma prendo coraggio e lentamente mi tolgo il costume.
    Eccitazione e imbarazzo devastano la mia mente. È la prima volta che mi ritrovo completamente nuda davanti ad un uomo conosciuto da poche ore.”
    Vedo lo sguardo di Stefano soffermarsi ad ogni curva del mio corpo e la cosa mi sta provocando una notevole eccitazione, ma devo contenermi il più possibile.
  • Accidenti Luisa, complimenti, che fisico che hai. –
  • Grazie Stefano, sei gentile. –
    Prendo un po’ di velocità e via in piscina. Un bel tuffo, e quando risalgo a galla mi ritrovo con Stefano dietro di me che mi appoggia le sue mani sulla spalla.
    Pian piano il suo corpo si avvicina al il mio e non passa tanto tempo che sento la sua grandissima eccitazione toccare il mio sedere.
    Cavolo adesso cosa faccio, mi stacco o mi lascio fare?
    Non ho il tempo di pensare che…
  • Luisa il tuo corpo mi ha sballato totalmente, non riesco a resistere. –
    Con una mano mi accarezza il seno sodo palpeggiandolo, e l’altra si sofferma fuori la dalla mia intimità sollecitando con due dita il clitoride.
    Oh, mio Dio! Cosa mi sta accadendo? Non voglio, non posso… ma sentire la sua erezione in mezzo al mio sedere e le sue dita sul mio bottoncino segreto mi fa venire improvvisamente e profondamente, provocandomi dei tremori alle gambe.
  • Basta Stefano, cosa stiamo facendo?… -“
 


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