Ritrovarsi su Tinder

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Ritrovarsi su Tinder

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La relazione con Stefania non andava più bene da mesi. Una sera al pub con gli amici iniziammo a parlare di Tinder e lo fecero con una tale enfasi che decisi di scaricarlo nonostante fossi fidanzato (almeno in teoria). Era notte fonda e mi sentivo ancora leggermente brillo. Iniziai a scorrere le foto e vidi un viso familiare. Marianna, 25.
“Aspetta, ma questa era in classe mia! Che ci fa a Torino anche lei?” Misi d’istinto il like, anche se avrei potuto scriverle su qualche social.
“Cazzo, lei sa che sono fidanzato… ho fatto un errore gravissimo, forse devo cancellare l’account…” , non feci in tempo, perché vinse il sonno. Al risveglio trovai una notifica su Instagram. Era un messaggio di Marianna! Mi chiedeva se ero proprio io quello su Tinder. Le dissi che probabilmente ne dovevamo discutere di persona e lei mi disse di raggiungerla a casa, perché stava aspettando un corriere e preferiva non uscire. Non tardai all’appuntamento, anche se pensavo solamente a quanto imbarazzante sarebbe stata la conversazione. Una vecchia compagna di classe che scopre un tentativo di tradimento su Tinder. Lei mi accolse nel suo piccolo appartamento e la trovai bella come sempre. Indossava dei pantaloni in pelle aderentissimi ed un maglione a collo alto. Aveva i capelli neri e lisci che le cadevano sulle spalle. Mi fece strada in soggiorno ed ovviamente non potei non guardarle il culo. Cavolo, era sempre uno spettacolo, dai tempi del primo anno. Preparò il caffè per entrambi ed iniziammo a parlare mettendoci di fianco sul divano. A differenza di come pensavo, non ci fu imbarazzo, mi veniva così spontaneo parlarle della mia storia. Anche lei fece lo stesso, elencando molte storie fallite. Ero incantato dalle sue labbra. Non riuscivo a non pensare ad altro e mentre lei continuava a parlare io non potevo fare a meno di pensare che ci eravamo ritrovati su Tinder, quindi dovevamo smetterla di fare quell’angolo di apertura e passare a qualcosa di più intenso. Le passai una mano sul viso mentre lei raccontava della sua ultima frequentazione.
“Non sa che si perde a lasciare una figa come te”, aggiunsi, con una frase forse goffa e banale. Lei sorrise senza dire nulla. La mia mano scese sul collo, spostando il maglione.
“Lo sai che al liceo eri il sogno di metà classe? Ancora ricordo quando in gita abbiamo dormito abbracciati ma non hai voluto fare nulla. Ti ho odiato!”, aggiunsi ridendo e passandole il braccio attorno al collo. Lei rimase ancora in silenzio ma in tutta risposta mi baciò. L’intensità di quel bacio fu spettacolare. Le sue labbra erano carnose e cercava la mia lingua per giocarci. Si mise a cavalcioni su di me e passò a baciarmi il collo, mentre iniziava un lento movimento col bacino. Le afferrai i fianchi e sollevai il maglione, poi le misi le mani sul culo, guidandola. Il suo corpo era florindo e splendido da avere sotto le mani. Dopo avermi fatto eccitare bene si alzò ed io come una fionda mi alzai continuandola a baciare. Si girò per condurmi nella stanza da letto, ma io la presi per i fianchi, facendole sentire la mia erezione fortissima fra le chiappe. Accennò un movimento di bacino ed io le sfilai il maglione e le slacciai il reggiseno. Le mie mani corsero al suo seno tonico, che le riempiva. Lei sembrava proprio gradire la cosa e prese a fare un movimento su e giù sul mio pene. Le stringevo i capezzoli e lei emetteva qualche gridolino di risposta. Si girò nuovamente e iniziò a spogliarmi, lasciandomi a torso nudo. Aveva gli occhi che esprimevano una voglia terribile e la nostra pelle scottava. Mi prese per mano e mi portò nella sua stanza, dove ci aspettava un letto matrimoniale. Voleva dormire comoda lei evidentemente. Si sedette a bordo letto e mi fece cenno di avvicinarmi. Il suo viso era esattamente all’altezza del mio pene, che si notava a pieno sotto i pantaloni. Prese a palparlo e scorrere entrambi le mani su di esso, poi lo estrasse dopo aver abbassato pantaloni ed intimo. Non avevo un erezione così imponente da tanto tempo. Mi segò subito, alternando rapide mosse a lenti movimenti. Con l’altra mano toccava i testicoli gonfi ed aumentava il mio piacere. Chiusi gli occhi istintivamente ad un certo punto e così fui colto di sorpresa: lo aveva preso in bocca. Prima solo il glande, poi scese su tutta l’asta. Anche qui alternava i movimenti, a volte tutto in bocca, a volte lo leccava con energia. Era uno dei pompini più belli che avessi mai ricevuto e divenne superbo quando alzò il pene per leccarmi i testicoli. Non so come non feci ad eiaculare in quel momento. Ci sapeva davvero fare…
Ora però volevo essere io a soddisfarla. Le dissi di alzarsi e di spogliarsi mentre la guardavo. Lei obbedì e si girò per mostrarmi il culo. Il pantalone di pelle scese lentamente sui glutei, mostrandoli nella loro bellezza. Appena fu nuda si girò verso di me ed io andai con l’approccio rude. La spinsi a letto e le allargai di forza le gambe. Baciandole la coscia destra salii al suo pube, dove mi accolse una figa rasata ma non recentemente. La mia lingua le stuzzicò il clitoride, facendola contorcere per tutto il tempo in cui mi dedicai a colpirlo. Scesi fra le labbra e tentai di penetrarla, per poi leccarla dall’alto in basso. Era un bagno di umori femminili e non volevo sottrarmi al darle piacere. La penetrai con un dito e presi un certo ritmo. Lei godeva parecchio ma non volevo stimolarla troppo con la masturbazione. Salii per bene sul letto e la guardai. Era nuda, sudata e splendida. Vogliosa. Come me. Strinsi il mio pene e mi posizionai per penetrarla. Ci guardammo negli occhi e lei mi sorrise maliziosa. Entrai con decisione, sentendo la sua vagina che si stringeva sul pene. Era bollente. Iniziai a prendere ritmo, cercando posizioni che mi dessero più forza. Alla fine per penetrarla bene le presi le cosce e la tiravo a me quando andavo in profondità. Questa posizione classica durò per un po’, poi le decise di farmi sdraiare e di salire a cavalcarmi. Guidò il pene durò dentro di sé e partì con dei movimenti precisi di bacino, per poi trovare confidenza con la posizione e scoparmi con velocità e precisione. Io da sotto la guardavo, giocavo coi suoi capezzoli e le afferravo il collo. Godevamo come non mai e lei ormai ansimava rumorosamente. Sentivo di essere al culmine, così la feci scendere e sdraiare a fianco a me, appena in tempo. Le venni addosso in maniera incontrollata. Lo sperma arrivò sul suo addome, sul suo collo e ad alcuni schizzi fino al viso. Ebbi un orgasmo molto forte. Rimanemmo a letto per un po’, stremati al punto tale che lei non si ripulì subito.

Qualche giorno dopo lasciai Stefania.

Durante l’estate andai a passare le ferie al Sud e rividi Marianna in una nota discoteca della costa.

 


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