Ragazzo timido

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Ragazzo timido

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Olga era una quarantacinquenne di Milano, carina e con delle belle curve, date dai tre/quattro chili in più del peso forma, un seno della quarta misura, capelli neri che tradivano le sue origini siciliane.
Il marito Carlo, con quindici anni in più, era un commerciante con un piccolo negozio che le consentiva di vivere dignitosamente.
Nei decenni passati, questa piccola attività aveva fruttato parecchio, aveva dato modo alla coppia di mettere da parte un bel gruzzolo oltre ad un alloggio a Loano, uno in montagna e il grande appartamento dove risiedevano.
Era una coppia che strideva, i quindici anni di differenza, parevano anche di più a prima vista, lei molto carina e lui uomo insignificante, nelle rare volte che Olga andava in negozio a dare una mano, più di una cliente la scambiava per figlia, lei ci rideva, ma lui no.
Avevano avuto il bimbo nel 2015 in tarda età, non lo aspettavano più, ma a quarantadue anni, Olga era rimasta incinta, lui a quel tempo ne aveva già cinquantasette, quindi decisero che la moglie poteva rimanere a casa ad occuparsi del bambino ed il marito si sarebbe arrangiato da solo.
In estate Olga, trascorreva un mese al mare con il bimbo, lui la raggiungeva il sabato sera e ripartiva la domenica dopo cena, lei non ne sentiva la mancanza perchè come marito Carlo valeva poco, era sempre stato un eiaculatore precoce e negli ultimi anni quasi niente, perchè i rapporti erano mensili quando andava bene.
La noia alla quale Olga era condannata, spesso diventava insopportabile, lei donna molto focosa, aveva dovuto rinunciare alla sua natura a causa di un marito fiacco e insensibile, negli anni, lo aveva tradito varie volte, aveva avuto altri uomini che le avevano fatto provare le gioie del sesso, ma dopo la nascita del piccolo, non aveva più avuto tempo per altre relazioni.
Nell’estate del 2018, era al mare con il bambino che oramai aveva quasi tre anni, tutte le mattine di buonora scendeva in spiaggia, a mezzogiorno ritornava per il pranzo e il sonnellino del bimbo poi dalle quattro di nuovo al mare, la vita anche quì la annoiava, spesso durante la pennichella si era masturbata fantasticando su un ipotetico amante.
Il mercoledì della prima settimana, tornando salì in ascensore insieme ad un ragazzo con la valigia, si fermarono entrambi al quinto piano e scoprì che lui abitava nell’alloggio di fianco al suo, gli chiese se era il figlio della Mara, e lui disse si, lei lo baciò sulle guance ed esclamò:
“Ma daaaiii….! Che sorpresa……non mi dire, sono anni che non ti vedevo, mai ti avrei riconosciuto, sei un uomo, da quanti anni non ci vediamo….???”
Il ragazzo rispose con gentilezza:
“Sono cinque anni che non ci vediamo, ora ho diciannove anni, noi veniamo sempre in agosto, voi invece a giugno luglio, quest’anno sono quì questo mese da solo perchè mi devo preparare per la maturità, i miei arrivano poi ad agosto e tu sarai già a Milano.”
lei era contenta della sorpresa e disse:
“Dunque avevi quattordici anni l’ultima volta che ci siamo incrociati, ecco perchè non ti avrei riconosciuto, eri un bambino, ora con quella barba e baffi…… dopo ti aspetto per il caffè, il bimbo dorme e ci facciamo quattro chiacchiere, mi dici le novità dei tuoi, come sono contenta Rikiiiiii……. non sai quanto ci si annoia in questo periodo, nel palazzo non c’è nessuno, a dopo”
Lui entrò in casa, la giornata era molto calda, si mise in libertà si fece una doccia, rimanendo in pantaloncini corti e a torso nudo, mentre spreparava il bagaglio, e poi si mangiava i panini preparatigli da sua madre, pensava a quante seghe si era fatto pensando a Olga, anche ora che era una donna matura, aveva una sensualità che turbava la sua mente, le sue tette erano una attrazione, pensava che dopo si sarebbe masturbato.
Olga nel suo appartamento, stava facendo le cose di fretta, poco dopo aveva messo a letto il bimbo e si era fatta una veloce doccia, aveva indossato un costume pulito e si era affrettata a suonare a Riki, lui aveva aperto in pantaloncini, avrebbe voluto indossare una camicia, ma lei lo trascinò così come era.
Il caffè era già nelle tazzine, si sedettero sul divano a conversare, lei era molto chiacchierona, da giorni non trovava persone con cui scambiare quattro chiacchiere, lui la guardava con bramosia, il seno di Olga era la sua ossessione come quando era adolescente, avrebbe dato non so che per palparglielo, ma non avrebbe mai osato, si immaginava chiuso in bagno più tardi a sfogare la voglia incontenibile.
Lei aveva rallentato la chiacchierata e le domande, i muscoli del torace del ragazzo, la turbavano, non avrebbe mai osato fare il primo passo, le conseguenze avrebbero potuto essere gravi, inoltre, lei aveva ventisei anni più di lui, i suoi ex amanti erano tutti più vicini alla sua età, decise che non era il caso.
La natura tuttavia, ha una forza sovrannaturale imprevedibile, a causa del divanetto a due posti molto stretto, le cosce di lei erano appiccicate a quelle di lui, si sentiva bagnare, erano due mesi che non provava un cazzo duro, il turbamento le offuscava la mente.
Il ragazzo, non osava muovere le mani, non voleva spostare la gamba perchè provava una sensazione strana, il suo cazzo a causa di quella leggera pressione era duro, non si sarebbe alzato da quel divano anche per la paura di mettere in mostra la sua erezione, ora anche le braccia si toccavano, si girò e contemporaneamente si girò anche lei, ora si guardavano senza più parlare, i visi si avvicinarono, le guance si toccavano, le bocche si unirono in un lungo bacio.
La passione cancellò ogni ragionamento razionale, le mani di lui entrarono nel reggiseno, era la parte del corpo di Olga che non gli dava pace, quelle di lei, correvano ad accarezzare quel corpo di giovane dal torace al viso, poi alle cosce dalle ginocchia fino all’uccello che pareva un pezzo di pietra.
Andarono nel letto matrimoniale, lui scivolò dentro a lei e si abbandonarono alla passione priva di pensieri, e fatta di movimenti alla ricerca del piacere più intenso.
Nonostante la inesperienza di lui, lei provò un orgasmo incontenibile che fece squirtare la sua intimità fino a sentire il liquido sotto il sedere, lui venne con una quantità di sperma che si mischiava al liquido di lei tra se sue cosce fino all’ano.
Poi fu la pace.
I pensieri di lei vagavano dal marito, al bimbo, ai genitori di lui che erano i suoi vicini, per finire alla giovane età del nuovo amante, poi rise tra se, baciò il ragazzo violentemente, si mise sopra di lui, ed il cazzo immediatamente si irrigidì, i sensi si riaccesero e la passione in pochi minuti fece risentire l’estasi ad entrambi.
Il resto della settimana li vide nel letto di Olga in ogni pomeriggio durante il sonno del bimbo e la notte completa fino all’alba, l’intesa erotica e sessuale era completa, impossibile contare gli orgasmi di entrambi, forse cinque o sei al giorno, la focosità di lei era una provocazione continua per il ragazzo.
Il sabato quando arrivò il marito, lei trovò la scusa di una amica di spiaggia, lui rimase con il bimbo, lei uscì di casa sola, incontrò il ragazzo al mare e dopo un bagno nudi, si amarono sotto il cielo stellato fino alla mezzanotte.
Rientrarono insieme, ma non furono in grado di resistere, entrarono nell’appartamento del ragazzo e si amarono ancora.
In ogni momento possibile, per le tre settimane rimanenti, la ricerca dell’ estasi era maniacale, alla fine delle vacanze, Olga era rientrata di malavoglia, ma da quella fine giugno, i due amanti si ritrovano molto spesso nell’ appartamento di lei, il bimbo sta con la suocera, e mentre il marito lavora in negozio, lei lo tradisce provando degli orgasmi travolgenti, ed un sottile piacere nel farlo dormire dove il suo ragazzo ha sborrato.

 


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