Racconti Trucidi -02- Mirna e la discoteca dei rumeni (1)

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Racconti Trucidi -02- Mirna e la discoteca dei rumeni (1)

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Internet è una fonte di ispirazione per le mie fantasie erotiche, è un rifugio per quando mi sento in colpa ed ho bisogno del conforto psicologico di qualcuno che ha vissuto esperienze come le mie, è un divertimento perché una volta in più nella vita posso constatare che la realtà supera la fantasia. Per questo continuo a leggere i racconti e, questa volta, voglio anche condividere le mie ultime esperienze, sperando in qualche commento che mi possa aiutare a comprendere meglio me stessa.

Sono Mirna, 25 anni di Rieti, alta 1, 62, fisico snello, carina anche se non appariscente, fidanzata, con qualche alto e basso, da cinque anni, tranquilla ragazza di provincia che ultimamente si trova di fronte ad eventi che l’ hanno un poco scombussolata.

Fino alla primavera scorsa avevo avuto una vita molto tranquilla, parlo dal punto di vista erotico-sentimentale. Ho avuto due ragazzi prima del mio attuale fidanzato, con i quali ho avuto le mie prime esperienze sessuali; col mio ragazzo l’ intesa è buona anche se non siamo particolarmente passionali. Le mie “pulsioni” sono sempre state entro “la norma” e anche le mie fantasie non si manifestavano in maniera troppo “ardita”. Fino alla primavera scorsa, come dicevo.

Cosa è successo? È successo che avevo deciso di passare alcuni giorni in una casa che la mia famiglia ha in campagna un po’ distante da Rieti; con due amiche, Vanessa e Laura. Con Vanessa siamo abbastanza amiche da un po’ di tempo, mentre Laura la conosco poco, è una con un po’ di puzza sotto il naso e spesso ha atteggiamenti un po’ moralistici che non mi piacciono molto. Abbiamo passato un paio di giorni spensierati parlando senza freni di “cose di donne”, ci siamo rilassate e divertite. Una sera abbiamo deciso di andare in una discoteca di cui avevamo sentito parlare e che non era era molto lontana. Arriviamo verso mezzanotte ed entriamo spavalde ed intrepide.

Io jeans neri fascianti e maglietta molto fine aderente ma non molto scollata, Vanessa minigonna rossa, tacco alto ma non troppo, maglietta con scollatura a “V” abbastanza pronunciata, Laura con il suo solito vestito a pezzo unico, aderentissimo per mettere in risalto il suo fisico veramente notevole. Ci sono altre ragazze, ma tutte accompagnate, per cui l’ arrivo di tre ragazze sole richiama subito l’ attenzione dei maschi presenti. Ci sediamo, ordiniamo qualcosa e cercando di non apparire troppo sfacciate cominciamo a guardarci intorno; nessuna di noi aveva particolari intenzioni, però la curiosità è femmina….per cui. C’ erano molti ragazzi soli, tutti ci stavano squadrando con occhi interessatissimi e noi, ovviamente, eravamo lusingate di questo.

Dopo un po’ abbiamo cominciato a ballare, tra di noi, un paio di canzoni e poi di nuovo al tavolo. Poi abbiamo ripreso a ballare e a questo punto sono cominciate le “grandi manovre” dei ragazzi presenti. Ragazzi che erano in gran parte rumeni, per i quali quella discoteca (ci hanno spiegato più tardi) era un punto di incontro abituale. Siamo state in breve contornate da un nugolo di ragazzi, alcuni veramente notevoli; hanno cominciato a ballare vicino a noi, alcuni salutandoci con un po’ di timidezza, altri hanno abbozzato qualche battuta e poco a poco è cominciata una strana conversazione, fatta di battute più che di argomenti, in cui nessuno sapeva con chi stava parlando. Però in questa maniera il ghiaccio era stato rotto per cui dopo un’ ulteriore sosta da parte nostra ed un ritorno in pista le cose hanno preso un’ altra piega. Infatti i nostri “amici” rumeni hanno messo da parte ogni ritrosia e ogni timidezza, hanno cominciato a “circondarci”, ognuna di noi aveva quattro o cinque ragazzi intorno.

La situazione era divertente, io avevo un po’ di paura, ma al tempo stesso mi sentivo un po’ eccitata; un ragazzo ha cominciato a mettermi un braccio intorno ai fianchi, un altro mi accarezzava i capelli, un altro cercava di dirmi qualche complimento alitandomi vicino all’ orecchio. Cercavo di tenerli a bada, ma era difficile, erano tanti e non sapevo come fare. Cercavo anche con lo sguardo le mie amiche, ma anche loro avevano i loro problemi, anzi Vanessa sembrava addirittura scomparsa.

Due ragazzi in particolare sembravano molto interessati a me; questi, ad un certo punto, hanno agito di intesa ed uno mi si è parato davanti, mi ha messo le mani sui fianchi, mi ha stretto a sé appoggiandomi esplicitamente il cazzo, durissimo, sulla fica, mentre l’ altro mi ha abbracciato da dietro, mi ha appoggiato il suo cazzo sul culo, mi ha passato le mani sotto le braccia ed afferrato, con molta decisione, le tette in mano. Io ho cominciato ad avere la sensazione che non avrei potuto far fronte alla situazione, ma era troppo piacevole e non ho opposto la benchè minima resistenza. Per un po’ siamo rimasti in questa posizione, dondolandoci a ritmo della musica; poi quello che stava dietro ha cominciato a baciarmi molto lievemente il collo, vicino all’ orecchio, era delizioso; quello davanti ha fatto lo stesso dall’ altra parte del collo ed in quel momento il continuo strofinio del suo cazzo sul mio clitoride ha generato un orgasmo bellissimo, al quale mi sono lasciata andare senza mascherare nulla.

A quel punto loro volevano portarmi in bagno, ma io, in un disperato rigurgito di buonsenso, ho rifiutato; mi hanno portato, allora, in un punto appartato della discoteca, hanno continuato a toccarmi, in maniera molto decisa, quasi brutale; il fatto di avere i jeans credo mi abbia salvato da una scopata in mezzo alla sala. Comunque, visto che l’ angolo in cui mi avevano portato, era piuttosto buio, loro mi hanno “smanacciato” alla grande, mi dicevano sconcezze che mi eccitavano sempre più, io da una parte mi vergognavo, dall’ altra ero totalmente coinvolta in questa situazione. Poi ambedue hanno tirato fuori il cazzo, me li hanno messi in mano ed io mi sono mesa a menarli. È stata una sega molto rapida, anche loro erano eccitatissimi e sono venuti quasi subito. Quando li ho sentiti godere sono rimasta un po’ delusa: era la prima volta che avevo due cazzi in mano ed avrei voluto che durasse di più.

Comunque questo mi ha permesso di tornare al mio tavolo “indenne”; c’ era solo Laura con l’ aria vagamente imbronciata; le dissi vagamente qualcosa sull’ ambiente e la sua espressione mi fece capire cha anche lei aveva avuto avuto qualche “contrattempo”. Rimanemmo in silenzio per un (bel) po’ finchè è arrivata pure Vanessa, con l’ aria stravolta, i vestiti un po’ sgualciti e con uno sguardo vagamente allucinato. “Questi sono dei lupi! Per fortuna che sono riuscita a rabbonirli!”. Ci disse ridendo con una espressione tra il compiaciuto e il sornione. Abbiamo deciso di uscire, non abbiamo molto parlato di quello che era successo e siamo andate a casa.

Non so nelle mie amiche, però questo episodio ha scatenato in me una sorta di frenesia, per cui ogni momento mi piaceva pensare di farmi toccare o di avere altro tipo di “contatto” con qualche ragazzo. Andavo in discoteca col mio ragazzo e speravo sempre che qualcuno nel “movimento” mi toccasse un po’, guardavo gli amici del mio ragazzo con un atteggiamento mentale diverso, ognuno di loro era oggetto di un esame erotico da parte mia, seppure solo dal punto di vista puramente teorico Anche il mio ragazzo si rese conto di questo ed abbiamo avuto qualche discussione, ci siamo lasciati per prenderci una “pausa di riflessione”. Non nego che in quel periodo ho pensato molto seriamente di scoparmi tutti gli amici del mio ragazzo, ma , per fortuna, il buon senso ha prevalso e mi sono limitata solo a qualche “gioco” con uno di loro, il più bello. Poi sono ritornata col mio ragazzo e tutto, almeno all’ inizio, sembrava ritornato alla normalità. Fino alla settimana scorsa.

Quello che era accaduto nella discoteca era un ricordo che di tanto in tanto riaffiorava ed ultimamente mi era venuta la voglia di tornare. Ma come?

Devo dire che da sempre in casa mia esiste la figura dello Zio Mario. Chi è? È un amico dei miei genitori, quasi loro coetaneo, che ho sempre visto in casa fin da quando ero piccolissima. Sono da sempre molto affezionata a lui e lui a me. Quando ho cominciato ad essere una “signorinella” lui è sempre stato molto gentile, mi faceva molti complimenti, ma non mi ha mai toccata nemmeno con un dito; aveva, comunque, preparato il terreno per dopo….Infatti non appena io ho compiuto 18 anni (io non ero più vergine, ma lui non lo sapeva), un giorno è arrivato in casa mia in un momento in cui ero sola e, tra un complimento ed una carezza, mi ha messo il cazzo in bocca (con mio grande piacere). Da allora di tanto in tanto gli faccio un pompino (rigorosamente con l’ ingoio, come vuole lui) ma nulla più.

Ho pensato, quindi, allo Zio Mario per tornare nella discoteca: era la maniera per rivivere quell’ atmosfera e per finalmente scoparmi lo Zio Mario, perché avremmo passato la notte nella casa dei miei genitori in campagna. Ovviamente non è stato difficile convincere lo Zio Mario ad accompagnarmi e siamo andati.
Non nascondo che quando siamo arrivati alla discoteca non sapevo nemmeno io cosa volevo, ero inquieta, un po’ nervosa e molto tesa. Dopo un po’ decisi di andare a ballare, da sola perché lo Zio Mario non ama questo tipo di musica (non è più un ragazzino, ha quasi 60 anni ed è rimasto ai balli lenti…). Stessa scena dell’ altra volta, stessi approcci e, questa volta, molta più disinvoltura da parte mia. Ho accettato di buon grado gli approcci di tutti, mi sono lasciata sfiorare (all’ inizio) e poi toccare da tutti e quando il gioco cominciava a farsi un po’ pesante ho scelto i due ragazzi che più mi piacevano. Con loro mi sono appartata un po’, mi sono lasciata baciare e toccare un po’ dappertutto e, soprattutto, avevo voglia che mi baciassero con la lingua ben a fondo nella mia bocca.
Poi mi hanno portato in bagno: questa volta avevo una minigonna e un tanga, per cui non c’ era nessun impedimento. Non ci sono stati preamboli, uno mi ha fatto piegare e mi ha messo il cazzo in bocca, l’ altro ha cominciato a scoparmi alla pecorina. Era bello avere due cazzi a disposizione, questa volta facendo molto di più di una sega! Quello dietro mi pompava a ritmo forsennato, io spompivavo l’ altro meglio che potevo. Ero abituata a fare dei placidi e comodi pompini al mio ragazzo e allo Zio Mario, per cui avere un cazzo in bocca mentre un altro mi pompava da dietro mi rendeva un po’ difficoltosa la cosa.
Comunque dopo un po’ il primo mi ha sborrato in bocca, mi ha riversato tutto e se ne è andato senza dire una parola. L’ altro mi ha montato ancora per qualche minuto, gli ho detto di non venirmi dentro per cui anche lui mi ha messo il cazzo in bocca e l’ ho finito come ben sapevo fare!!!

Quando tornai al tavolo lo Zio Mario mi guardò sornione e mi disse solo: “Monella!”, poi parlammo del più e del meno; venne il momento dei balli lenti, lui, ovviamente, mi invitò e facendomi sentire tutta la forza della sua erezione passò tutto il tempo toccandomi il culo e baciandomi con passione. Decidemmo di andare finalmente a casa ma al momento di salire in auto mi accorsi di aver dimenticato la mia borsa; rientrai nella discoteca, chiesi ad un inserviente-buttafuori se aveva visto la mia borsa e lui i accompagnò in uno sgabuzzino che serviva come ripostiglio e luogo di emergenza.

“Io ti ho visto prima con quei due ragazzi!” mi disse. “Anch’io voglio avere qualcosa!” Rimasi sorpresa, non sapevo cosa fare: in un attimo pensai a mille cose, che potevo fare uno scandalo, che avrei generato un parapiglia, che lo Zio Mario si poteva arrabbiare, che potevamo avere addirittura problemi con la polizia. Una specie di delirio dal quale decisi di uscire nella maniera più rapida: lo spinsi nello sgabuzzino, mi accovacciai, gli tirai fuori il cazzo e cominciai a succhiarlo. Ormai con l’ allenamento che avevo fatto quella sera ero super-esperta e lo feci godere molto in fretta. Per quella sera avevo fatto il pieno di sborra….ed ancora mancava lo Zio Mario!!!

Quando tornai alla macchina dissi che non trovavano la borsa e che per questo ci avevo messo un po’ di tempo. Poi, finalmente, andammo a casa e mi feci la prima scopata con lo Zio Mario. Molto bene, in verità.

Questi sono gli eventi, questo è quello che è accaduto. Ed ora mi sto facendo molte domande.

È normale che io agisca così? Ho avuto un momento di sbandamento la primavera scorsa, ma poi sono tornata dal mio ragazzo più convinta che mai, addirittura ho preso io la iniziativa per ritornare insieme. Sono, mi sento profondamente innamorata di lui però al tempo stesso ho pensato, pianificato e realizzato questa serata con lo Zio Mario! E continuo a pensare che lo incontrerò ancora, perché la notte che ho passato con lui è stata divina. Mi chiedo se abbia senso che io sia tornata dal mio ragazzo se poi penso ad altri. Alcuni amici più navigati di me mi dicono che non c’ è contraddizione, che il mio ragazzo è il futuro, il mio progetto di vita, la strada tracciata da seguire, mentre lo Zio Mario o un rumeno di passaggio è il capriccio di un momento, però sono un po’ disorientata. Non so cosa pensare.
Anche perché continuo a pensare a quelle serate in discoteca e sempre più spesso fantastico di ripeterle quanto prima….

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