Mi vendico così

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Mi vendico così

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Io sono Elisa e voglio raccontarvi la storia che in un primo momento mi ha distrutta e che poin in seguito, mi ha reso più forte. più sicura e più troia. Quando ho capito che Roberto, mio marito, mi tradiva con Marina, mi è caduto il mondo addoso, mi sono sentita una vipera e volevo avvelenare tutti. Ancor di più per il fatto che che con lei ci conosciamo da una vita essendo state compagne di scuola prima e colleghe adesso. Non solo, con loro, Marina e Luca, siamo amici e ci frequentiamo assiduamente in quanto facciamo parte della stessa comitiva. Insomma, io, da sempre, sono stata l’amica fidata e lei, da sempre la mia. Quella sera notai uno dei suoi anelli sulla mensola della specchiera del bagno. Lo riconoscevo benissimo. Eppure saranno state un paio di settimane che loro non venivano da noi. Allora? Allora oggi altrimenti me ne sarei accorta prima. Oggi a fare che? La risposta era facile, anche perchè, uscendo dal bagno notai Roberto che staccava una telefonata e poi, come se cercasse qualcosa, entrò pure in bagno. Nonostante fossi ormai convinta che quell’anello li non potesse avere altro significato, fui forte a mantenere la calma. Decisi subito di non dire niente a lui, dovevo affrontare lei. Mi saliva il sangue alla testa a solo pensare quante risate si saranno fatti su di me scopando. Eppure cosa aveva lei in più di me? Siamo 50enne entrambe, ci manteniamo bene entrambe ma io sono sicuramente più attraente, tantè che in ufficio sono più corteggiata di lei e di tante altre più giovani di me. Poi, quando le rinfacciai tutto, scoprii perchè. “Brutta puttana, ci siamo sempre volute un gran bene, più che due sorelle, e mi rubi il marito?” Non sapeva cosa dire ed era mortificata. Anzi uno straccio. Pian piano si sbottonò: la tresca durava da 2 anni, si incontravano o da lei o da noi, dipendeva dalle occasioni. Mi sentii una cretina, ma come non me ne ero mai accorta? Le dissi che non avrei fatto parola con mio marito perchè per una troia come lei e un cretino come lui non volevo distruggere la mia famiglia. “Però ne parlerò co tuo marito perchè lui deve sapere che moglie troia che ha” continuai. Mi supplicò di non farlo e mi giurò sulla vita dei propri figli che non avrebbe rivisto più mio marito. Nei giorni che seguirono, riprendendo il discorso con una certa calma, mi disse che era stato Roberto ad insistere e che ai suoi iniziali rifiuti incomimciò a tempestarla di telefonate. Le chiedeva come faceva l’amore e quello che faceva con suo marito. Il gioco si faceva sempre più eccitante e si sbottonavano sempre di più fino a quando mi confidò che lui, dopo un paio di incontri, le disse che nessuno gli aveva mai fatto i pompini come lei e che quando veniva nella bocca si sentiva in paradiso. Che quando lei lo prendeva in culo così spontaneamente era la vera femmina che avrebbe voluto. Immaginate la sua vergogna e la mia rabbia. In effetti certe cose noi non le facevamo. Insomma, era il nostro, se così posso definerlo, un sesso casalingo e coniugale. Con mio marito decisi di vendicarmi a modo mio, facendogli nascere tanti dubbi sulla mia fedeltà di moglie. Dovevo essere troia per iniziare ad abituarmi a certe pretiche sessuali. Fu così che, dopo averlo stuzzicato, cedetti ad un mio collega che mi corteggiava da tempo. Incominciai a cedere facendomi baciare; poi qualche palpatina e poi me lo diede in mano. Ma in ufficio dovevo stare molto attenta, non potevo fare succedere uno scandalo e poi c’era Marina. Il luogo dove portarmi lo trovò subito e dopo i primi imbarazzi, nel corso di vari incontri, gli detti pure il culo e la bocca in tutti i sensi, ingoiando pure. Niente male, niente di traumatico, anzi mi sono chiesta: perchè non l’ho fatto prima? Mi sentivo spregiudicata e ormai disinibita e dopo 4 mesi ed una decina di scopate dissi al collega che non me la sentivo più perchè lo ritenevo molto pericoloso. Era la verità: in effetti la nostra è una cittadina siciliana. Mi sentivo pronta per mio marito ma la situazione che mi fece sentire veramente troia fu una inaspettata e inimmaginabile scopata occasionale con un utente del mio ufficio. Mentre sbrigavo la pratica me ne disse tante che mi fece eccitare come una cagna. Nel pomeriggio, a letto, mi trattò e mi feci trattare come una puttana.—Capii benissimo che Roberto mi trovava focosa e si meravigliava. Fra l’altro, non avendo più lo sfogo di Marina, era sempre voglioso. Non credette nemmeno all’evidenza quando, dopo una bella trombata e prima un grande pompino da parte mia e una bella leccata da parte sua, gli dissi di non venirmi dentro. Mi ascoltò e quando disse che stava per venire glielo presi in bocca e la inghiottii tutta. Naturalmente si stupì molto. Non so cosa avrebbe voluto dirmi ma io: “Non pensare a niente, pensa a divertirti scemo”- Certo che dei dubbi incominciò ad averli: era sempre pensieroso e non mi contraddiva quasi mai; io ero sicura di me e lui sempre indeciso. Io ero felice per la mia sicurezza, per il grado di troiaggine che avevo raggiunto e per il fatto che mio marito mi desiderasse tanto. Non vi dico che eccitazione e che situazione di libidine quando cavalcandolo me lo sfilai dalla fica e dissi che lo volevo nel culo. “Elì ma come sei diventata?” “Robè pensa scopare e scassarmi il culo”- Non credeva alle sue orecchie e mentre scendevo dritta sul cazzo e me lo ficcavo nel culo lui, rosso e incredulo, mi lasciò fare. “Ahhaa siii, che gusto il tuo cazzo nel culo. Siiii Robè, muoviti pure tu, scassamelo per bene. Sii Robè il tuo cazzo e un’altra cosaaa”- Lui muto. Cosa doveva pensare? Non lo doveva pensare che mi ero data ad altri? Voi lettori cosa avreste pensato al suo posto?

 


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One thought on “Mi vendico così

  1. gilda

    ti capisco benissimo sai? Dopo alcuni anni di matrimonio mio marito non mi dedica più quelle particolari attenzioni che una moglie esige per diritto, i suoi di diritti li pretendeva e come se li voleva l’egoista e pure stronzo, allora mi sono vendicata con mio cugino di primo grado che da sempre mi ha corteggiata ma per ovvi motivi non ho mai ceduto, anche se devo dire onestamente che mi mi faceva molto piacere che al punto che alcune volte mi ha eccitata fino a bagnarmi, insomma per farla breve dopo l’ennesima sveltina con mio marito mi sono sentita offesa come fossi un puttana a pagamento, dopo aver fatto il suo comodo in 5 minuti si è girato dall’altra parte e si è addormentato russando, non ce l’ho fatta più, erano mesi che mi trattava come una bambola inanimata, mi lasciava insoddisfatta e con il passare del tempo anche nervosa per non aver avuto ciò che mi spettava, allora alla prima occasione ho accettato la milionesima e delicatissima proposta di mio cugino, caspiterina che maschio! E da quel giorno con mio marito ho aperto solo le gambe per farlo contento ma per il sesso vero per le mie esigenze femminili di donna e moglie ci pensa mio cugino che mi garantisce due orgasmi concedendomi tutto il tempo necessario per averli prima con un cunnilingus e poi con la penetrazione.
    Mi sono domandata, ma se avessi accettato anni fa le sue avance non avrei perso tempo e denaro per andare dalla sessuologa senza ottenere risultati, avevo solo necessità di un uomo che facesse il maschio con me, porco quanto basta, delicato e accondiscendente, geloso e passionale senza esagerare ma giusto per farmi eccitare e sentire bella soddisfatta e viva.

     

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