Il piacere di essere troia per una volta

Il piacere di essere troia per una volta

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Mi chiamo Tania, ho 33 anni, sono sposata da 5 anni e ho una figlia di 3 anni. Viviamo nella provincia ma lavoriamo a Catania. Mio marito fa l’autista di bus ed io lavoro come cassiera in un grosso supermarket. non sono alta, 157 cm appena; sono una falsa magra; non sono magari una di quelleche fa girare gli uomini per strada ma complessivamente non sono niente male. Sono bruna con capelli lunghi e carina. Chissà quanti tradimenti e quante storie come la mia, ma la voglio raccontare per come è nata, per come sono stata ammaliata da un uomo affascinante e da come, io che avevo avuto rapporti solamente con mio marito, mi sono lasciata andare. Non sapevo nemmeno come si chiamasse (adesso lo so, Enzo), era neopensionato e quindi un uomo più che maturo, ma ha un fascino che ammalia, non solo me, ma anche altre mie colleghe. Naturalmente rapporti normali e cordiali come possono essere quelli tra una cassiera e un cliente. Una mattina chiesi ad una signora ciente che era davanti a lui, se volesse la busta e quando fu il suo turno gli chiesi: “Lei la vuole?” Mi guardò e poi: “Magari. Se me la vuole dare perchè no.” Naturalmente capii l’allusione e arrossii. Da quel giorno notai che faceva in modo di venire nella mia postazione. Non solo, ma la vuole, la voglio, me la dia, diventò un giochino e ci ridevamo su. Finchè un giorno, di prima mattina, quasi ad ora di apertura quando ancora non c’ era quasi nessuno, dandomi del tu, mi disse: “Dammela per davvero una buona volta visto che tu me la vuoi dare ed io la voglio.” I giochini si facevano sempre più spinti, non solo da parte sua che me lo faceva capire quasi apertamente, ma io l’accoglievo con un sorrisino di complicità e, stranamente, giocando, gli facevo intendere che ci potessi pure stare. Un giorno ci incontrammo quando lui stava per entrare ed io, a fine turno, stavo per uscire. Mi salutò con un ciao e anch’io gli dissi ciao. Altro giochini, il discorso si fece serio e mi indicò pure dove abitava dicendomi che di mattina a casa era sempre da solo in quanto la moglie era in ufficio. Ero affascinata dal suo modo di fare e più parlava più mi convincevo che ci volevo stare. Come si dice in questi casi, Il fascino dell’uomo maturo? Mi chiese quando fosse il giorno in cui iniziavo il turno a mezzogiorno e poi che potessi andarlo a trovare un paio di ore prima. In un primo momento feci la schizzinosa dicendo però, a me stessa, che era possibile. Infatti fu possibile due giorni dopo. Il tutto a metà dicembre, prima delle festività natalizie. Quella mattina ero emozionata come una bambina il primo giorno di scuola. Emozionata ma decisa. Mio marito era già andato via ed ero indecisa come vestirmi. Qualcosa di sexy e pratico, tenendo ben presente, però, che dopo sarei dovuta andare a lavorare. La scelta più importante fu quella degli autoreggenti, solitamente usavo i collant. Poi un coordinato slip reggiseno in merletto nero. Quindi normalmente con gonna, maglioncino e giaccone. Arrivai davanti il suo palazzo che erano quasi le 10. Ebbi tanti dubbi perchè ero consapevole che stavo per fare le corna a mio marito. Anche perchè non ero certa delle mie qualità di troia. Lo trovai in tuta e ben profumato. Quando mi fece entrare la prima cosa che mi disse che era felice che fossi venuta. Non potete immaginare il mio stato d’animo e come mi sentivo: un pezzo di legno. Mi disse di togliermi il giaccone e mi aiutò. Poi mi disse che ero bella ed eccitante e poi: “Me la dai?” Ridemmo insieme, mi prese, mi tirò a se e cercò la mia bocca. Immaginai il mio viso rosso e impacciato, ma subito le sue labbra trovarono le mie e dopo un attimo la sua lingua dentro la mia bocca. Era calda, umida e delicata. che eccitazione! si vedeva che era una lingua esperta e, istintivamente, attorcigliai la mia sua. Poi me la succhiò dentro la sua bocca e incominciò a palparmi ovunque: le tette, la schiena e il culo, facendomi sentire la sua virilità sul ventre. Mi condusse in camera da letto. Il letto era ancora sfatto della notte. Sedette e tenendomi per i fianchi mi disse che mi voleva guardare con calma perchè mi aveva sempre desiderata. Non mi sentivo sicura di me. Sentii la sua mano che abbassava la cerniera posteriore della gonna e mentre mi porse la sua bocca. Mi chinai e ci baciammo ancora. Sentii la gonna che scendeva lungo le mie cosce e quando spostò lo sguardo li disse che ero la bella fica che aveva immaginato. In un momento tutto diventò serio ed erotico. Cancellai i miei dubbi e quando mi abbassò gli e prese ad accarezzarmi la fica, gemetti di piacere e per la novità della situazione in cui mi trovavo. Mi invitò a sfilarmi il maglioncino e non me lo feci dire due volte; mi disse di togliermi il reggiseno e, ansimando, me lo sfilai. Mi fece sdraiare sul letto e venne con la testa fra le mie cosce. Quando sentii la sua lingua non potei fare a meno gridare e dimenarmi. Mi faceva impazzire. Atro che mio marito. Ebbi un orgasmo fuori dal comune e poi lo tirò fuori quasi all’altezza del mio viso. Che cazzo! Non avevo una grande esperienza ma mi sembrò grosso. Sicuramente più grosso e più lungo di quello di mio marito. Lo ammirai vogliosa e con meraviglia e presi a segarlo piano. Me lo indirizzò sul viso e sulle labbra. Mi fece vergognare. Tirai fuori la lingua e fu lui stesso a strofinarmelo. Poi presi l’iniziativa e lo leccai tutto. Poi me lo ficcò in bocca e appena incominciai a succhiare e a giocarci mi disse che ero una bella pompinara. Mi sentivo lusingata e cercai di fare meglio che potevo. Mi fece cavalcare sulle sue cosce e presi a giocarci con le mani palpandogli pure le palle. Poi mi disse di ficcarmelo dentro, lo indirizzai nel punto giusto e mi abbassai lentamente gustandomelo man mano che mi penatrava. Gridavo smaniando di piacere e lui giocava con i capezzoli. Poi mi tirò giù, ci slinguammo libidinosamente e proprio in quel momento godetti di un orgasmo intenso e lunghissimo. Stavo provando sensazioni che non avevo mai provato. Volevo gustarmi quei momenti, ma per fare questo dovevo essere più troia pure io. Mi girai e mi sistemai nella posizione del 69. Sentivo la sua lingua dentro la vagina e impazzivo. Io lo spompinavo e giocavo pure con le palle. Ci dimenevavo entrambi ed io ebbi ancora un orgasmo. Poi io supina e lui sopra. Ci coccolavamo. Io vergognandomi pure. Lui mi diceva che le piacevo, che avevo una bella fica accogliente ed io che il suo cazzo mi piaceva da morire. Mi scopò così. Pensai che mi volesse sborrare dentro ma mi tranquillizzò. Dopo il mio ennesimo orgasmo me lo mise in bocca. Gli feci segno che non volevo e fu cortese. Lo tirò fuori e lo menammo insieme fra le mie tette, dove sborrò copiosamente. Erano le 11,30 e dovevo andare a lavoro. Naturalmente parlavamo mentre ci risistemavamo. Lui che potevamo rivederci, io di no anche se mi era piaciuto. Al lavoro mi sentivo leggera e appagata. Dentro di me ero contentissima. Il giorno dopo alla cassa gli dissi se la voleva. “Certo abbiamo un conto da definire” “Cioe?” “Non mi hai dato tutto. Hai ancora tanti bei buchi.” Ci fissammo sorridendo. Fino ad oggi non ci siamo più incontrati. Giochiamo sempre. Chissà! I miei buchi? Il mio culo non ha mai provato un cazzo. La mia bocca? Sono stata sempre contraria ma…………

 

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