Il peccatore

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Il peccatore

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I ATTO “La gioventù”
È 1965 Nina Simone ha appena pubblicato il suo miglior capolavoro jazz, Sinnerman, ovvero il peccatore. Anni dopo,l’artista di esibisce in Francia a Montreux e lì,fra i tavoli dei più grandi artisti dell’epoca c’è lui, un giovane ragazzo pressappoco ventenne.
Guarda quella cantante afro americana cantare, muoversi, suonare quel piano come in stato di trance, come se stesse conversando con il diavolo.
Quella donna era un portento di tentazioni uniche, quella musica creava tormento ed emozioni mai provate prima dal giovane.
Il ragazzo si chiama Narciso. Dieci anni dopo quell’evento,il giovane è un affermato psichiatra parigino, studia la follia, in che modalità questa si manifesta e quali demoni si celano nell’uomo.
È un uomo sposato, ha due figli, la sua vita è perfetta. Passa le giornata monotone. La mattina la passa in studio con i pazienti, torna a casa e qualunque sia. Clima fuori,accende il camino e la sua pipa in avorio tenendo nella mano destra il suo scotch invecchiato del ’65.
Ogni tanto scopa sua Moglia quando gli capita, quando ne ha voglia. Lei è noiosa, le piace farsi scopare da ragazzi giovani poco acculturati e che possano venerare la sua dolce inettitudine e depressione cronica,alternata da soffici piaceri orgasmatici.
Lui, guarda il fuoco, le fiamme ardenti lo eccitano, gli rievocano quelle stesse passioni perverse che aveva provato in gioventù,il suo di quella canzone lo tormentava in continuazione, Sinnerman.. il peccatore. Ma cosa vuol dire per lui? Chi è?

ATTO II “La conversione”
Un giorno Narciso arriva nel suo studio. C’è una nuova segretaria. Inizialmente le concede poche attenzioni, osserva senza troppo impegno la forma del suo corpo; porta un vestito nero di seta di ottima qualità, tacchi sobri con due lacci che in arrampicano lungo le sue caviglie esili.
Verso la fine dea giornata, dopo l’ultimo cliente ha modo di presentarsi formalmente alla sua nuova aiutante.
Lei si chiama Nina, è per metà africana e metà francese. I tratti del suo viso risultano essere in po’androgeni ma di un fascino ipnotico, labbra carnose come quelle di una che sa benissimo come muoverle nel momento giusto, gli occhi neri,petrolio, lo sguardo liquido. Ella nasconde qualcosa.
La sua pelle è lucida. Il suo corpo richiama una innocenza malvagia e nella testa di Narciso c’è solo il richiamo di Sinnerman e pensa “NO. non può essere possibile. Non può essere lei e non con lei. Il mio cazzo non deve avvicinarci in alcun modo a quel corpo, a quella forma”. Nina gli parla sugli appuntamenti di domani ma lui immagina quella forma del suo essere corpo,nudo e bagnato tutto per lui.
Pur avendo una certa età, Narciso ha un bel corpo, si allena, ha i capelli curati e lunghi, un volto squadrato, occhi chiari e trasparenti come vetri. Si avvicina a Nina cona scusa di vedere i documenti che le sta stava sporgendo. Sfiora le sue dita, delicatamente, ma già ne assapora la dolcezza.
Nina continua a fissarlo, ha gli occhi neri sembrano un buco nero in cui trovarci un altro universo, morde le sue labbra anch’esse carnose, fissa Narciso. Gaurda il suo corpo con curiosità. Lo vuole. Vuole trascinarlo nel suo inferno fatto di urla, orgasmi, graffi, saliva, preghiere, di caldo, e peccati innocenti.
Quella canzone che Narciso ascolta davanti al camino da vent’anni è lei, è Nina.
È il fuoco ardente che vuole avere. È lei il peccatore.
Nina chiude la porta dello studio. Chiude lo psichiatra dentro con lei.
Lui quais la femme, ma è travolto a sua idea di tradire sua moglie in quel momento di ipnosi, in cui il tempo sembra svanire, in cui il top sembra rallentare, esattamente come all’inferno.

ATTO III “Il tocco del male”
Nina ormai ha bloccato Narciso in quella stanza, e fra poco lo bloccherà dentro di sé.
Lei si avvicina a lui, lo Lo obbliga a stare sul largo tavolo del dottore.
lo assapora. Il suo profumo sa di rimpianti, di paura e di perversioni represse. Lei è diabolica, coglie tutto.
Lecca lentamente parte del suo collo a destra, con una mano inizia,invece, a scendere ed a toccare parti del suo corpo in maniera ancora casuale. Tempo di chiudere gli occhi Narciso si ritrova nudo, completamente nudo. Il suo pene è durissimo. Il suo cazzo,il suo corpo, non ricordano il gusto di godere per il sesso. Il suo corpo nel frattempo viene venerato da Nina. Lei lo lecca, assaggia ogni centimetro del suo corpo come se fosse un suo alimento necessario.
Lui è inerte,non riesce a reagire, Nina se ne accorge perciò lo lega al tavolo. La sua erezione si fa sempre più accentuata. Lei si mette due dita in bocca, le lecca e accompagna sulla sua vagina per bagnarla un po’ prima di mettersi dentro il cazzo della sua vittima giornaliera.
In poco tempo, lo fa.
Nina, sale sopra Narciso, lentamente fa entrare il suo cazzo durissimo dentro di lei. Un primo gemito unito ad un sorriso morboso della nera accoglie tutto il cazzo dentro la sua vagina. Narciso non può fare niente, è completamente estasiato di essere scopato e comandato da Lei, il suo sogno da quando ha vent’anni.
Lei inizia ad agitarsi, il suo culo, il suo si muove come a tempo di sinfonie esotiche sopra il cazzo di Narciso, lui gode, vorrebbe mettere il suo seme dentro di lei, ma sa che non può.
È lei che decide.
Nina, sopra di lui gli mette parte del polso il bocca, lo obbliga a morderla, vuole i segni, vuole sentire dolore e piacere simultaneo.
Poi lei si stacca. Prende in mano quel grosso cazzo bagnato, appoggia sue labbra carnose e nere il cui contrasto con il cazzo di Narciso è inevitabilmente eccitante, lei vuole esplorare, vuole consumarlo ,vuole contaminarlo mentalmente. Un po’ come i pazienti pazzi che Narciso cerca di curare. Lei vuole accedere alla pazzia di Narciso, attraverso il tradimento. Ma il peccatore non è lui, uomo sposato, ma lei.
Decide di slegargli le mani, vuole che la prenda per il collo e che ne frattempo la sculacci. Vuole schiaffi forti, vuole un contatto forte sulla sua pelle, e poi Narciso le dice “Nina, mettiti a novanta davanti a me,fatto scopare, fatti mettere dentro il mio cazzo dentro quella figa bagnata. Lo vuoi. È quello che vuoi,non è vero!?”
Lei si allontana, lui la rincorre,a sbatte al tavolo, mentre le tira i capelli, quei capelli che sanno di cocco e savana, lui la penetra ferocemente, lei urla.
Lui continua a scoparla sempre più forte, ma lei non riesce a stare ferma, si muove anche lei, perché lei lo vuole ancora più forte e lui glielo dai, nel frattempo masturba il suo clitoride e più il cazzo di Narciso entra più velocemente nella figa di Nina e piú lui le muove il clitoride, lei lo graffia, vuole morderlo, lui non vuole allontana la sua bocca dalla sua spalla e le dà una schiaffo sul volto.
Più lui diventa perverso più lei si eccita, ad un certo punto lei non riesce più a trattenersi e squirta.
Lo bagna completamente.
Narciso è estasiato da quell’acqua calda che lo ha benedetto, che lo ha reso libero.
Non riesce a calmarsi, si prende il cazzo in mano, si sega ed obbliga Nina a guardarlo, cosa che fa compiaciuta, in pochissimo tempo, il suo seme finisce sopra di lei su quel seno d’ebano.
Lei ride compiaciuta, lui è stremato. Vorrebbe cogliere ancora una volta quel fiore velenoso ma sa che per lui sarebbe solo un altro sorso di assenzio con un fiore di papavero dentro.

ATTO IV “Redenzione”
Narciso torna a casa.
Accende il camino e la sua pipa, versa il suo scotch, in sottofondo Sinnerman di Nina Simone, anno 1965.

 


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