Il giorno in cui ho scoperto la vera natura della mia compagna

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Il giorno in cui ho scoperto la vera natura della mia compagna

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Ci conoscevamo da pochi mesi ed ero stato da lei solo due volte per il fine settimana per cui era più Il tempo che ci vedeva divisi che insieme.
Avendo avuto modo di conoscere la sua notevole esuberanza sessuale una sera durante le quotidiane telefonate le dissi che date le mie lunghe assenze se avesse sentito il bisogno di fare sessi e si fosse concessa un’avventuraun l’avrei potuta capire. Lei mi rispose offesa che se la pensavo così voleva dire che non ci tenevo così tanto a lei , non l’amavo abbastanza.
Cercai di spiegarle che invece era esattamente perché l’amavo
profondamente che non mi sentivo in diritto di privarla della sua libertà imponendole la fedeltà a maggior ragione per il motivo spiegato in precedenza , la lontananza forzata. Devo però essere sincero e confessare che non mi sarebbe dispiaciuto affatto se lei mi avesse detto che l’avrebbe fatto e me lo avesse raccontato in seguito.
Passato qualche giorno in cui si dimostrò abbastanza fredda il nostro rapporto tornò alla normalità e non tornammo più sull’argomento.
Venne l’occasione di rivederci.
Ci mettemmo d’accordo la sera prima che sarei arrivato da lei appena dopo pranzo.
Quella notte dormii poco per l’eccitazione di poterla incontrare dopo tanto tempo e mi alzai presto con l’idea di farle una sorpresa e anticipare Il mio arrivo al mattino.
Giunsi a casa sua attorno alle 9. Approfittai di una signora che stava uscendo dalla palazzina per entrare senza suonare al citofono.
Sapevo che durante il giorno non chiudeva a chiave la porta del suo appartamento per cui la sorpresa sarebbe stata perfetta.
Raggiunto Il piano aprii con cautela. Appena entrato sentii dei rumori che non lasciavano spazio a dubbi. Erano gemiti , ansimi e l’inequivocabile suono che fanno due corpi nudi che sbattono l’uno contro l’altro.
A quel punto si ribaltò la situazione e ad essere sorpreso fui io.
Chiusi la porta cercando di non far rumore e mi diressi verso la camera da letto.
Mi accostai allo stipite della porta e sporsi la testa giusto Il necessario per vedere l’interno della stanza.
Un uomo di colore sui quarant’anni dal fisico tonico e con un cazzo che confermava la fama che avevano i neri la stava scopando da dietro.
Lei era messa a 90 gradi con il vestito sollevato sulla schiena , i piedi per terra e le mani sul letto.
Lui si dava parecchio da fare a far lavorare quel suo tronco d’ebano e lei mugolava dal piacere che provava.
Erano troppo presi per accorgersi di me.
Io ero eccitato in quanto era una delle mie fantasie poter assistere mentre scopava con un altro uomo.
Gli prese le spalline del vestito assieme a quelle del reggiseno e lei piegando prima un braccio poi l’altro gli permise di sfilargliele. Tirò verso di se liberando i grossi seni che si misero ad ondeggiare sospinti dai sui colpi.
A quel punto mi tirai fuori il cazzo e presi a segarmi.
Sara ad un certo punto giro la testa verso l’armadio per vedersi allo specchio e mi vide.
Restò per un attimo senza parole , il tizio si accorse di ciò che stava accadendo e si fermò visibilmente imbarazzato.
“Amore non so cosa dire , non ti aspettavo se non dopo pranzo”
“Non preoccuparti , anzi continuate pure , in fondo non mi sorprende affatto vedere che non resisti tutto questo tempo senza un uomo che ti scopi e come puoi ben notare a me la cosa non dispiace per niente. Sei bellissima quando godi e vederti da spettatore la considero una posizione privilegiata quindi ripeto proseguite pure da dove vi siete interrotti e se non vi imbarazza io resterei qui ad osservare”.
Lei si volta verso di lui che le fa capire che non ha nessun problema , anzi la situazione lo intriga.
“Tasoro eccita anche me averti qui sapendo che godi del mio godere”
Il su cazzo era andato giù di morale per cui sara si siede sul letto , glielo prende in mano , glielo mena e se lo mette in bocca.
Quella bella mazza si riprende rapidamente.
Sara ci ha preso gusto e continua il pompino.
Quel cazzo non le sta tutto in bocca per quanto lei faccia il possibile per ingoiarne sempre un po’ di più.
Il tizio le mette una mano dietro la nuca e spinge verso di se.
Sara ha un rigurgito e poi un altro ma poi si abitua anche se quel palo che le è entrato in gola le ha fatto aumentate notevolmente la salivazione.
Spinge un altro po’ , altro rigurgito. Penso che Sara non riesca a respirare tanto è andato a fondo. Lo capisco dai seni che non seguono più il movimento dei polmoni salvo poi muoversi freneticamente quando inizia l’affanno per la mancanza d’ossigeno. A questo punto lui le toglie la mano dalla nuca e lei liberatasi da quell’ingombrante asta di carne può finalmente respirare.
Noto però che quella situazione le ha procurato un orgasmo da come ha la figa completamente fradicia.
Il momento meritava di essere immortalato ed io era da quando si era seduta e glielo aveva preso in mano che mi ero messo a filmare col mio cellulare.
“Voglio gustarmi la tua sborra , vienimi in bocca”
Lui inizia a menarselo mentre lei tira fuori la lingua ed attende con la bocca aperta.
L’ansimare di lui si fa più intenso segno che è giunto il momento che Sara agognava.
Difatti da quella grossa cappella parte un primo getto di sborra che le centra la bocca e dalla forza con cui è uscito credo le sia arrivato direttamente in gola.
I successivi la colpiscono con meno precisione. Un po’ sul viso , un po sulla lingua e sulle labbra , altri atterrano sui seni.
Lei si lecca le labbra e raccoglie il resto con le dita che poi porta alla bocca e succhia. Il resto se lo spalma sul viso come fosse crema e sui seni.
In effetti il suo sperma è bianco e denso come crema.
Una volta che la pelle ha assorbito completamente quella delizia gli prende di nuovo il cazzo in mano e stringe forte per far uscire le ultime gocce che sugge golosa dimostrandosi mai sazia.
Una volta dato tutto luì si china e si mette a leccarle la figa pregna di umori.
Passa sul clitoride , affonda tra le grandi labbra e con la punta entra nellla figa aperta.
La muove facendola godere.
Lei si sgrilletta mentre lui continua a far serpeggiare la lingua infilandola più che può.
Questo le procura un secondo orgasmo , almeno da quando io sono presente perché in effetti non so da quanto tempo ci stavano dando dentro.
Al moro gli si è rizzato di nuovo il cazzo.
La fa sdraiare sul letto e le monta sopra penetrandola deciso. Lei ha un gemito ad ogni suo affondo che si fa sempre più intenso.
Io filmo avvicinando l’obbiettivo per riprendere i particolari più interessanti salvo poi allontanarmi per riprendere la scena nel suo intero.
L’espressione di Sara è di puro godimento che la rende ancora più bella e affascinante.
Lui è decisamente ciò che si può definire uno stallone per la forza e la resistenza che dimostra non che per il suo membro che al confronto della media si potrebbe definire equino , oltretutto è dello stesso colore di quello del cavallo.
Sarà è stremata ma felice e non vuole che smetta di montarla.
Arriva però Il momento in cui non si può tornare indietro e le annuncia che non resiste più e sta per venire.
“Sborrami nella figa”
Lui allora rallenta e affonda un primo colpo , si ferma un istante a depositate il suo seme , si ritira e affonda di nuovo ripetendo il gesto di prima e così finché le ha donato tutta la sua calda sborra che lei accoglie reagendo con l’ennesimo orgasmo.
Quando esce dalla figa aperta in modo osceno fluisce un rivolo di sborra che si ferma li ed in parte cola sul letto.
Mentre lui va accanto a lei per farsi succhiare il cazzo dalla sborra rimasta mischiata coi suoi umori io mi metto tra le sue cosce , le alzo le gambe facendole sollevare Il bacino.
Lei le prende con le mani e le tiene alzate ed aperte.
Io inzuppo infilo il cazzo nella figa raccogliendone sborra e umori e lo inzuppo con quella che le è sgorgata fuori. Ora sono pronto e le entro nel culo.
La sento mugolare nonostante non abbia ancora mollato quel cazzone dalla sua bocca.
Il mio scorre che è un piacere dentro il suo culo facendo godere entrambi.
Tra la bocca di Sara ed io che le scopo il culo l’asta nera ha ripreso vigore.
Gli si mette a cavallo all’altezza del viso dandomi le spalle.
Lei appoggia le gambe sulle mie di spalle , gli prende in mano il cazzo e se lo porta alla bocca iniziando un sontuoso pompino.
Io che non ho mai mollato il telefono alterno l’inquadratura tra Il mio cazzo che scorre nella figa di lei e l’altro nella sua bocca.
Mentre succhia gli mette le mani sul culo. Devo ammettere un bel culo tondo e sodo. Verrebbe voglia anche a me di palparlo magari mentre come sta facendo glielo succhio.
Questa fantasia mi fa sborrare ma non le vengo in culo. Voglio filmarla così sborro sulla sua pancia.
Luì viene poco dopo e le riempie la bocca. Parte della sborra le cola fuori mentre il resto lo ingoia.
Accostiamo i nostri due cazzi che lei diligentemente pulisce con la lingua.
La bacio per gustarmi tutti i sapori. Anche lui la bacia.
Ci sdraiamo ai lati di Sara e messi su un fianco la accarezziamo e la baciano la bocca e i seni. Lei ci infila le mani tra i cappelli e chiude gli occhi.
Nel mentre con voce suadente
“Ti presento Jonathan , è sposato con Enrica ed abitano al quarto piano. Lei è al lavoro e lui ne ha approfittato per venire a trovarmi. Ti piace ?”
“Beh , è sicuramente un uomo interessante e a dir poco ben dotato”
“Sai a lui non dispiace nemmeno farsi i maschi , lo teoverei molto eccitante se ti facessi scopare”
“Cristo , ti confesso che un pensierino a fagli una pompa ed a parlargli quelle belle chiappe me lo sono anche fatto ma qulla specie di proboscide in culo mi spaventa , me lo aprirebbe in due”
“Non ti sei mai fatto inculare ?”
“Sono vergine , ho il culo immacolato”
“Allora posso capire il tuo timore è fondato , dovrò farti iniziare con dei piccoli calibri per poi salire finché sarai pronto per Jonathan”
“Ci tieni proprio così tanto ?”
“Oh tesoro è solo una delle mie innumerevoli fantasie”
“E pensare che mi hai fatto credere di essere una fedele sostenitrice dell’esclusività del rapporto di coppia”
“Sai tesoro fare la porca col proprio compagno è una cosa ma se mi fossi svelata per quel che sono in realtà solo dopo pochi mesi non conoscendo ancora come la pensassi a livello di trasgressione e non sapendo quali fossero le tue fantasie ho preferito tacere”
“Ok ma ora non hai più motivo di farlo tanto più che è probabile che abbiamo più dì una fantasia in comune”
“Ti amo tesoro e sono felice che tu sia arrivato in anticipo”
“Io amo te e sono felice di essere arrivato in anticipo”
Nel frattempo Jonathan si era rivestito e prima di congedarsi “sempre a disposizione……per entrambi naturalmente”.

 


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