Il decennale della mia troiaggine

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Il decennale della mia troiaggine

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Giorno 3 aprile, ieri, è il giorno del mio compleanno. Per l’esattezza il 50esimo. Solitamente, da 10 anni a questa parte, lo festeggio con due cazzi: quello del mio amante di turno la mattina e quello di mio marito la sera. Questo stesso giorno avrei dovuto festeggiare anche il mio decennale di moglie infedele e troia. Niente di tutto questo a causa del coronavirus. Infatti siamo relegati a casa e ho dovuto festeggiare, tanto per dire, solo il compleanno con lo spumante e col solo cazzo di mio marito. Senza coronavirus avrei festeggiato pure la mattina con una grande scopata e un sorso di sborra del mio amante. Sono Carmela, una moglie e una mamma di 50 anni. Stimata e rispettata. Considerata una brava mamma amorevole e disponibile. Lo sono. Considerata una moglie perfetta e fedele da tutti, tranne dagli amanti che ho avuto e che ho e da una mia collega con la quale, ne parlerò in seguito, abbiamo troieggiato insieme. A dispetto della mia non più giovane età, sono una bella donna: occhi e capelli lunghi e mossi castani; carina e sensuale in viso e con una bella bocca nonostante qualche segno dell’età; 166 cm di altezza con dei seni ancora sodi, bei fianchi, un sedere ancora su e sodo e un bel paio di cosce. Naturalmente ero più bella e più in forma 10 anni fa. A 40 anni ero nel pieno della mia maturazione di femmina siciliana e nel pieno della mia fame sessuale. Cosa è successo 10 anni fa? Proprio in questo periodo, i primi di aprile, mio marito, dovendo partecipare ad un corso con esami finali e possibilità di avanzamento di carriera, mi propose di andare con lui, 5 giorni a Roma, da lunedì a venerdì. Per me sarebbe stata una vacanza e periodo di relax. Inoltre saremmo stati insieme per il mio compleanno, appunto il 40esimo. Premetto che siamo entrambi dipendenti pubblici per cui ho dovuto prendere 5 giorni di congedo. Fra l’altro non avevamo il problema sei figli in quanto dai miei ci stavano bene e volentieri. Quindi lui, già lunedì mattina, di buon’ora, fece colazione in hotel per conto suo e andò via. Ci saremmo rivisti nel tardo pomeriggio. Io rimasi da sola in camera. Il tempo di prepararmi con calma e scesi per la colazione. Il maitre mi diede il buongiono e il benvenuto, quindi mi disse di servirmi io stessa e di sedermi dove volevo. Lo ringraziai e mi augurò una buona colazione. Notai che, in piedi, davanti all’accesso delle cucine, oltre a sovraintendere chissà qualche ospite ne avesse bisogno, mi lanciava sguardi che nulla avevano a che fare con le sue mansioni. Lo considerai normale. Magari gli facevo simpatia e poi una donna da sola. Era anche un bel tipo della mia età: moro, gran simpaticone romano e anche attraente. Dopo colazione risalii in camera e poi uscii per fare due passi. Fortunatamente l’hotel era proprio in centro e mi svagai ad ammirare qualche bellezza di Roma e guardare le vetrine di qualche negozio. Rientrai poco più tardi di mezzogiorno dopo aver fatto rifornimento di riviste femminili. Decisi di restare nella hall in attesa che aprisse il ristorante, tanto ci voleva poco. Quindi mi accomodai in uno dei salottini sfogliado una rivista. Porca miseria! E che c’ero solo io donna? Mi sentivo squadrata dalla testa ai piedi tanto che mi venne il dubbio caso mai fossi seduta in modo osè. In primavera come dovevo essere vestita? Fra l’altro era bel tempo. Gonna, magari un po attillata e con lo spacchetto sul retro, camicetta e un leggero cardigan di cotone. Con discrezione controllai se avessi le cosce in mostra e non lo erano. Certo, alle donne piace essere ammirate, ma non nascondo che mi trovavo a disagio. Devo promettere che non avevo mai avuto grilli per la testa, che non avevo mai tradito mio marito e che, addirittura, mio marito era l’unico uomo della mia vita e prima di conoscere lui non avevo avuto nessuna esperienza. Esperienze no, tradito mio marito no ma come tutte le donne, credo, le mie fantasie le avevo. Allora non so cosa successe ai miei ormoni quando il maitre venne per l’ordinazione e mi spogliava con quegli occhioni neri come il carbone e quando lui stesso venne a servirmi. Notava il mio imbarazzo? E questo mio imbarazzo per lui che voleva dire? Me lo chiesi più volte durante il pranzo. E poi quando alla fine mi disse che l’indomani mattina, se lo volevo, avrei potuto fare colazione in camera. Casomai avrei dovuto chiamare il ristorante. Non ho dimenticato, a distanza di 10 anni, quello che aggiunse con un sorriso biricchino: <<Tanto rispondo io e la colazione gliela servo io in camera>> Naturalmente lo ringraziai. Chissà com’ ero rossa in viso! Rimasi tutto il pomeriggio in camera. La mia mente era li. Avevo capito benissimo cosa volesse il maitre. Mi sentivo in torto nei confronti di mio marito come se l’avessi tradito. Ancor di più durante la cena. Quello mi mangiava con gli occhi ed io imbarazzatissima e con il timore che mio marito se ne potesse accorgere. Non può aspettare che sono da sola? Pensai. Forse fu proprio in quel momento che decisi di farmi portare la colazione in camera. L’indomani era il giorno del mio compleanno. Mio marito mi saluta con un bacio e mi dice di farsi trovare ben vestita e bella perchè saremmo andati a cena fuori. Il cuore mi batteva a mille all’ora. Feci la doccia e mi sistemai col mio solito trucco leggero, le mie pomate per la pelle specialmente sulle cosce e sulle gambe; per mia abitudine il triangolino di peli della fica era ed è sempre in ordine. Quando vado fuori porto con me sempre, oltre ai collant che uso normalmente, anche le calze autoreggenti. decisi di mettere quelle. Sono nere e indossai la gonna grigia e la camicetta blu. Emozionata e titubante presi il telefono e feci il numero del ristorante. Rispose lui e gli dissi che gradivo fare colazione in camera. Mi disse che andava bene e mi chiese cosa volessi per colazione. Quindi mi chiese se mi andava bene che me la portasse lui oppure me la faceva portare. Non sapevo cosa dire e qualche attimo di silenzio sembrò un’eternità. Finchè gli dissi di portarmela lui. Disse che poteva venire alle 10. Praticamente gli avevo detto che sarei stata disponibile. Che vergogna! Erano ancora le 9 e avevo un’ora di tempo per disdire. Non lo feci. Passeggiavo in camera e mentre mi guardavo allo specchio. Quando bussò mi venne di svenire. Lo feci entrare e non so nemmeno che faccia avevo e che atteggiamento assumere. Posò il vassoio sullo scrittoio e mi chiese se doveva andare via. Non sapevo cosa dire e ci fissammo intensamente finchè non mi prese per i fianchi e mi tirò a se. Il fatto che non dissi niente e non mi ritrassi fu come un assenso. Infatti prese a baciarmi sul collo, poi prese l’orecchio fra le sue labbra e persi la ragione. Avevo il fiatone, cercò la mia bocca e le nostre lingue si intrecciarono mentre mi palpava il culo. Ci buttammo sul letto, io sopra di lui, e mentre ci baciavamo sentivo le sue mani in tutto il corpo. Era il mio secondo uomo. Sentii che manovrava la cerniera della gonna, me la sentii scivolare e l’agevolai spingendomi su. ero seminuda davanti ad un estraneo. Poi sentii le sue mani infilarsi dentro le mutandine e allora capii che era fatta: non sarei tornata indietro. Infatti ci ritrovammo nudi e il suo cazzo davanti al viso mi fece sentire strane sensazioni e senza anc ra toccarlo mi sentii troia. Lo presi in bocca mentre giocava con la mia fica; poi prese a leccarmela e mi fece godere come una matta; mi fece cavalcare e mi scopò così per non so quendo tempo facendomi godere di un orgasmo che non finiva mai. Con mio marito sarebbe finito tutto gia da un pezzo. Mi fece salere su e mi leccò ancora la fica; poi io supina, mi chiavò a più non posso ed io con le cosce aperte al massimo cercavo di sostenere il suo ritmo. Godetti ancora e poi me lo sfilò dalla fica, venne su e mi sborrò sulle tette e sul collo. L’indomani mattina mi feci trovare in accappatoi. Quella fu la giornata in cui persi la verginità del mio culo. Direte voi: a 40 anni? Si, con mio marito non l’avevo mai fatto. Fu cosi anche il giorno dopo e l’altro ancora. L’ultima mattina, venerdì, gli dissi di venire prima in quanto mio marito sarebbe rientrato prima di pranzo. Ebbene quell’ultima volta mi sborrò pure in bocca. Sapevo benissimo di essare stata troia, però mi sentivo più donna, più femmina e più soddisfatta. Rientrati in Sicilia mi eccitavo a pensare quelle mattinate e mi sentivo più propensa a cedere alla corte spietata che un vecchio collega mi faceva da anni. Iniziai una relazione che durò 3 anni. Il bello fu che fui io a meravigliare lui con le mie prestazioni tanto che, una delle prime volte mi disse che mio marito mi aveva svezzato molto bene. Con la mia collega? Siamo coetanee e sapevo che lei le corna al marito gliele faceva con un collega di lui. Siamo stati 3 giorni insieme a Palermo per un corso di aggiornamento. C’erano colleghi di altri uffici della Sicilia. Fra questi alcuni di Palermo stessa e due di questi ci facevano il filo. Una sera ci invitarono a cena fuori. Una bella mangiata di pesce e dopo il pesce uno di loro ci invitò a farci visitare la casetta di campagna che aveva ristrutturata da poco. No, si no, si e fu si. Incominciarono a toccarci e dopo le finte ritrosie sia mie che della collega finimmo a letto. Prima in camere separate e poi assieme scambiandoci i cazzi. Che fatica alzarci quella mattina! L’amante che seguì fu una mia scommessa con un nostro amico che era stato tanto tempo al nord. Capivo benissimo l’antifona quando trovandoci distante dagli altri, fra i quali mio marito e sua moglie, mi parlava di quanto erano disponibili le donne del nord rispetto alla nostra mentalità di donne del sud. Scommettiamo, mi disse una sera, che se io ti faccio la corte e ti chiedo un appuntamento tu mi mandi a quel paese davanti a tutti? Gli dissi che era come 40 anni fa quando lui era andato via. Scommettiamo ,scommettiamo e una settimana dopo eravamo a letto facendogli vedere che donne siamo le siciliane. Scopiamo ancora. Anche lui è un bel porcone. L’ultimo mio amante, mentre saltuariamente scopo con il continentale, è recente. Il mio ginecologo che è pure mio cugino più grande di me di 3 anni. 4 mesi avevo dei fastidiosi bruciori nella vagina. Ne parlai a telefono con lui e mi disse che probabilmente si trattava di una infiammazione. Comunque mi disse di andarci per fare un controllo. Ci andai. mentre mi guadava dentro e mi infilava il dito mi faceva domande sull’alimentazione e sul prodotto che usavo per l’igiene intima. Io rispondevo e lui non finiva più col dito dentro, tanto che mi scappò un gemito. Mi piaceva. e invece di finirla insisteva. Finchè non prese pure a stuzzicarmi il clitoride. Potevo resistere? Non ebbi nemmeno la forza di dirgli di smettere. Porca miseria era mio cugino! Lui capì che mi stava piacendo e continuò. Io ansimavo e non nascondevo il mio piacere. Continuò a stuzzicarmi venendo di fianco e mi disse che se avevo piacere potevo tastarglielo. Non me lo feci dire due volte. glielo tastai e anzi glielo tirai fuori e anzi glielo succhiai spompinandolo a modo mio. Mentre godevo come una matta mi sborrò in bocca e mi fece i complimenti. Mentre mi rivestivo mi diede un flacone con un liquido per l’igiene intima dicendomi usarlo 2 volte al giorno. Disse che ci saremmo rivisti fra una settimana aggiungendo da sola perchè dovevamo completare l’opera. Ebbene l’opera continua ancora.

 


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3 thoughts on “Il decennale della mia troiaggine

  1. Tony

    Buongiorno.
    Complimenti x il racconto.
    Credo che sei una donna molto intrigante e sensuale!
    Mi presento brevemente:
    Sono un ufficiale che lavora su navi da crociera. Magari ne avete già fatta qualcuna. Sarebbe bello e intrigante conoscervi a bordo se fate crociere.. Naturalmente questo nn è il momento giusto. Mi reputo una persona abbastanza seria e riservata con precedenza assoluta a educazione e rispetto reciproco. Mi piace la donna elegante e insospettabile. Più è insopportabile più mi prende a livello celebrale. Una donna si scopa prima a livello mentale.. Poi viene il resto…
    Se mi vorreste contattare…
    Mio email [email protected] KikMagicoantonio Saluti Tony

     

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