I tradimenti di Carmela

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I tradimenti di Carmela

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Nei primi anni ’80, Mario era uno scapolo di quarantacinque anni, viveva con l’anziana madre in una cittadina in provincia di Milano.
Lui, artigiano con buona disponibilità economica, passava il suo tempo a godersi la vita, poi quando la madre si era ammalata e lui doveva occuparsi di lei, il tempo per uscire e folleggiare, le era improvvisamente mancato, infine quando l’anziana madre era venuta a mancare, aveva avuto un crollo morale.
Alle faccende di casa fino ad allora, avevano provveduto le varie colf, ma per via del caratteraccio della mamma e poi di lui, duravano qualche mese poi se ne andavano.
Un giorno preso dallo sconforto, era andato in visita da un parente, voleva sapere come aveva fatto a sposarsi con quella santa donna che arrivava dalla Calabria.
Suo cugino, le aveva spiegato che gliela aveva presentata un suo collega di fabbrica, erano andati al suo paese e pochi mesi dopo lui era tornato a sposare Nunzia e con lei era risalito a Milano, la sua vita era cambiata in meglio, ora con figli gia grandi, lui si sentiva un uomo realizzato; la soluzione poteva essere ideale anche per lui, a quarantasei anni, non era facile trovare una buona moglie al nord, se avesse voluto, lui avrebbe parlato a quel suo amico calabrese e sicuramente al suo paese qualche zitella in cerca di marito, gliela avrebbe trovata.
Mario, aveva pensato che lui, una fidanzata non l’aveva mai avuta, le donne che aveva frequentato fino ad allora, erano state svariate prostitute o donne che lo facevano per interesse, una brava ragazza sarebbe stata la sua salvezza, inoltre negli ultimi tempi, la solitudine era diventata insopportabile.
Nelle settimane seguenti, suo cugino era andato a casa sua con il suo ex collega, che le aveva fatto vedere due fotografie, Mario era rimasto colpito da una in particolare, l’amico gliela aveva descritta come una brava ragazza di ventidue anni, ma un po’ ribelle, l’altra che aveva trentotto anni, era più docile e con meno grilli per la testa, perchè alla sua età era oramai destinata a restare zitella, forse era più adatta a lui.
Mario aveva optato per la più giovane, l’intermediario, non aveva insistito e aveva detto che nelle settimane seguenti, avrebbero dovuto andare a concordare il matrimonio con i genitori di lei.
La settimana seguente, Mario insieme all’intermediario, erano in provincia di Catanzaro a casa della ragazza, avevano parlato a lungo con il padre, quasi coetaneo dell’aspirante genero, ed avevano concordato il matrimonio dopo tre mesi.
Lo sposo avrebbe dovuto pensare totalmente alla dote, al matrimonio ed al pranzo di nozze da tenersi al paese della ragazza, inoltre, per la conoscenza di entrambi, sarebbe stato indispensabile che in quei tre mesi, almeno una visita il fidanzato la doveva fare.
Mario non aveva mai saputo i retroscena famigliari, la ragazza, Carmela, quando loro se ne erano andati, era scoppiata a piangere tra le braccia della madre, si era opposta dicendo che quello era troppo vecchio e neanche bello, ma il capo famiglia non aveva sentito ragioni, la situazione economica di Mario, le avrebbe consentito di fare la “signora” al nord e i pianti non servivano a niente.
La madre, aveva pianto con lei, ma le aveva spiegato che la vita si può godere anche senza l’amore, con il tempo lo avrebbe capito.
Tre mesi dopo, gli sposi Mario e Carmela, erano di ritorno dal paese diretti al nord, il viaggio era stato silenzioso e pieno di lacrime per Carmela, Mario non ci aveva dato peso, pensava ai milioni che aveva speso per il matrimonio, e che il distacco dai genitori fosse la causa di quei pianti dirotti.
A Milano, la ragazza aveva trovato in Nunzia il solo contatto con la sua terra, era diventata sua amica, e passava la maggior parte del tempo a casa della conterranea.
Una cosa Carmela non capiva, perchè Nunzia quasi tutti i pomeriggi usciva da sola e non le faceva compagnia, lei non voleva restare a casa, si sentiva sola, inoltre il marito si era dimostrato da subito taciturno e scortese verso di lei, il suo matrimonio le sembrava sempre più una prigione.
Dopo alcuni mesi, lei era dimagrita e sempre con occhi rossi, la sua unica amica, le aveva chiesto di tenere un segreto, aveva una soluzione anche per lei, con larghi giri di parole, le confidò che lei tre pomeriggi alla settimana, andava a ballare, suo marito non sapeva niente, infine le confidò che da qualche anno, frequentava un altro uomo, la fece giurare di mantenere il segreto e la invitò a seguirla il giorno dopo.
L’indomani Carmela si era preparata con cura, quando erano entrate nella balera, lei aveva notato l’età matura dei frequentatori, pochissime persone erano intorno ai trent’anni, nessuno della sua età.
Nunzia dimostrava di essere di casa, si era subito messa a ballare lasciandola seduta su un divanetto da sola.
Era venuto ad invitarla un ragazzo sui trentacinque anni, lei aveva declinato l’invito, lui si era seduto accanto ed aveva cominciato ad interessarsi a lei.
Finita la tornata dei balli, la sua amica aveva notato che lei aveva fatto amicizia con quel bel giovanotto, quindi era rimasta seduta con il suo cavaliere un po’ staccata da Carmela, dopo alcuni minuti però, si era avvicinata e le aveva presentato il suo amico, lei aveva presentato il nuovo arrivato a loro e si sedettero tutti intorno al tavolino facendo gruppo.
Nunzia che con i suoi quarant’anni era smaliziata, quella sera, accompagnò a casa Carmela, Mario era già rientrato, e lei spiegò che erano state a vedere le vetrine e che si erano divertite a commentare la gente, Mario ne fu contento per sua moglie e disse che sarebbe stato bello che lo avessero fatto ancora.
Le due donne si guardarono con complicità e sorridendo tra loro, dissero che lo avrebbero fatto spesso.
Quella sera Carmela aveva finalmente qualcosa di bello a cui pensare, Pierre il suo amico, ballando l’aveva stretta facendole provare una sorta di brivido, lei si era lasciata stringere perchè anche Nunzia ballando si stringeva, inoltre aveva visto che si baciava con il compagno di ballo, e quando Pierre l’aveva baciata, la testa le girava e le sue mutandine si erano bagnate.
Si sentiva euforica, quando a letto Mario l’aveva toccata distogliendola da quei pensieri, si era girata di brutto rifiutandolo ed addormentandosi con quei nuovi pensieri.
Le settimane che seguirono, il suo aspetto cambiò radicalmente, con i consigli della sua amica, le scollature quando arrivavano in balera, diventavano più ampie, le gonne sempre più corte, e la relazione clandestina arrivò rapida.
Il suo amante, dimostrava un tatto verso di lei che suo marito non conosceva, l’estasi che provava in motel con il nuovo uomo, erano una assoluta novità, quando passava una settimana senza sesso, si sentiva irrequieta, usciva la mattina sola, e quando qualche ragazzo giovane la guardava lei si sentiva bagnare, aveva scoperto il piacere fisico ed ora non poteva più farne a meno, e quando capitò il secondo corteggiatore, lo accettò senza pensarci su.
Ora gli amanti erano diventati due, lei era così focosa che pensava sempre più spesso al piacere sessuale, a volte era così eccitata a quei pensieri che anche con suo marito riusciva a bagnarsi, le serviva il cazzo, qualunque fosse l’uomo.
Diventava sempre più disinibita, e con il passare degli anni il suo bisogno di uomini era sempre più forte, suo marito pensava che lei fosse una donna fedele, ma lei contemporaneamente a lui in certi periodi aveva 5 uomini diversi.
La ragazza inibita di allora, era un triste ricordo per lei, aveva imparato a godere la vita, gli uomini che aveva avuto erano troppi per ricordarli tutti, li portava in casa quando lui non c’era e dopo trent’anni di matrimonio, era ancora con quel marito buzzurro che era venuto a prendere la sua giovinezza senza ricambiare con niente.
Ora suo marito, alle soglie degli ottant’anni, a causa dell’alcol e della vita disordinata, era un relitto, ultimamente poi, in un incidente d’auto, si era rotto un femore ed era costretto a letto, lei spesso portava a casa un uomo e lo riceveva al piano inferiore incurante delle chiamate di suo marito, lui non capiva chi c’era in casa con sua moglie, lei diceva che era Nunzia e lui ci credeva.
La voglia di uomini di Carmela ad oltre cinquant’anni, non accennava a diminuire, suo marito con gli amici e parenti si vantava che con sua moglie, brava donna e fedele moglie, era riuscito a mantenere i ritmi nonostante la differenza di età, lei rideva pensando alle centinaia di cazzi presi a sua insaputa, e dentro di se, si chiedeva come lui non fosse mai riuscito ad accorgersene.
Lei spesso ripensava alle parole della mamma, con il tempo aveva imparato che nel matrimonio, con la prudenza ed il silenzio, anche senza amore, si può godere della vita.

 


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