Edelwaise la Dea del Sesso

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Edelwaise la Dea del Sesso

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Ciao a tutti, voglio raccotare una cosa accadutami nel 2012 e sono sicuro che farete fatica a crederci, o meglio non ci crederete. Per me è ancora un incubo. Comincio a chiedervi scusa se è un pò lunga, se siete appassionate di lettura non dovrebbe essere un probblema per voi.
Mi chiamo Vittorio, ora ho 57 anni, allepoca ne avevo 49, qualche capello argentato ma non tutti, alto 1,80 cm. per 85 kg. Felicemente sposato con figli grandi.
Il mio lavoro era composto da turnazione di 6 ore. ricordo che avevo fatto il turno serale che finì alle 24. dopo il turno mi intrattenevo come al solito con i colleghi di lavoro a fare due chiacchiere, e come al solito andammo al bar vicino a prendere un caffè mentre si continuava a parlare tra noi. quella volta era il mio turno per pagare e lo feci molto volentieri.
Verso le ore 01:15 / 01:20 salì in macchina per percorrere i 35 km. di strada per tornare a casa, essendo tutto scorrimento veloce avrei percorso il tragitto in venti minuti o meno, visto che di notte non c’è traffico, ma non fu così.
Vi è mai capitato di imboccare una strada e accorgervi dopo che era la strada sbagliata? e di non ricordare di avere svoltato? quello che succese a me quella notte.
I miei ricordi sono: che stavo percorrendo la prima scorrimento velcoce che mi portava al bivio della seconda scorrimento che dovevo imboccare da li a un paio di km., tra la mia posizione e il bivio che dovevo inboccare c’era un’altro bivio che anche questo portava al mio paeseino, ma essendo un tratto tortuoso di colline dove non riuscivi nemmeno a canbiare marcia che gia imboccavi un’altra corva o tornante, con il manto stradale in pessime condizioni e con buche da evitare. in pratica quell’arteria si percorreva dai 30 ai 40 minuti con un percorso di solo 10 km. e che se, si incrociava un’altro veicolo potevi dichiararti fortunatissimo.
Avevo inserito un vecchio cd dei Pooh, il mio gruppo musicale preferito, “Poohlover” e mi stavo gustando la musica inrradiata ad alto volume e ricordo che io stesso ci stavo cantando sopra. Ecco che accadde l’empensabile. Mi ritrovai a percorrere la strada tortuosa e già avevo percorso 3 km. circa e la radio già aveva cambiato il brano del cd.
Mi fermai per capire io stesso cosa era successo, non ricordavo assolutamente di avere inboccato quella strada e di aver percorso tutto quel tratto. rimasi un pò a pensarci ma non avevo nessun ricordo, la mia mente era vuota. L’unica spiegazione che seppi dare era che mi ero addormentato al volante ma, anche se fosse stato così, che mi ero addormentato al volate, come avevo fatto a percorrere quei km. senza uscire di strada?
Presi il mio cellulare, accesi la piccola torcia e controllai intorno alla macchina se aveva qualche graffio. Niente, la macchina era intatta non aveva nessun danno.
Il fatto strano era che mi sentivo bene, non avevo nessuna sensazione di sonnolenza.
Decisi quindi, di percorrere quella strada così mi sarei temuto sveglio. nel risalire in macchia aprii anche i finestrini di guida del veicolo per far circolare laria fresca.
Ripartii ma il mio pensiero era sempre li, come avevo fatto a percorrere quel tratto. il pensiero mi torturava. quando transitai vicino alla diga dove la strada non ha nessun tipo di protezione senti un brivido freddo al pensiero di cosa sarebbe potuto succedere se non mi sarei ripreso prima.
Percorsi altre 3 km. all’uscita di una curva, in mezzo alla boscaglia, sotto i fari vidi uan sagoma di persone in lontananza all’ingresso di una successiva curva sopra il fiume. Più mi avvicinavo e più destinguevo la sagoma in una donna, più o meno alta 1,70 cm. esile un corpo perfetto per una donna di circa quarantanni, l’età che gli dieti io nel gurdarla. Una donna bella ed elegante, indossava un atelier di colore blue chiaro, fasciato sulla pancia a maniche lunghe che si fermana a circa 4 dite sopra le ginocchie, un paio di scape nere lucide, i capelli sulle spalle ondulati con i mesh sul biondo chiaro.
Rallentai ancora di più la velocita camminando a passo d’uomo finche non fui alla sua altezza, quindi fermai la macchina, accesi la luce interna in modo di farmi vedere e le chiesi: signora ha bisogno di aiuto? buongiorno.
Buongiorno rispose lei, mi si è guastata la macchina poco più indietro, lo messa di lato e ho cominciato a camminare a piedi. Non ricordavo di aver visto nessuna macchina a bordo strada, ma c’era il primo tratto di cui non ricordavo nulla. Poi aggiunse: Le dispiace accompagnarmi a casa le pago la benzina.
Salga non si preoccupi della benzina, l’accompagno volentiere di vero cuore. mentre saliva notai le scarpe pulite, non erano impolverate, mi sembrò strano, ma se le sareppe potute pulire con i fazzolettini di carta.
E’ stata fortunata che sono passato di qua, le dissi, più avanti c’è un ovile a bordo strada e i cani sono sempre in mezzo alla strada e sono aggressivi. In fatti quando transitai vicino l’ovile e cani tentarono di azzannare la macchina.
Dove abita le chiesi e aggiunsi, piacere mi chiamo Vittorio.
Piacere mio, mi chiamo Edelvaise, e mi disse dove abitava, era un paese a 15 km. dal mio, in quel momento guardai l’orologgio della macchia ed eramo ne 2 di notte.
Mancava poco per arrivare al suo paese quando mi disse: svolta qui a destra e vai avanti, cosi feci e mi ritrovai a percorrere una stradina di campagna, pensai che abitasse in qualche villetta fuori paese. A un certo punto mi disse di svoltare a sinistra, cio che feci. Dopo un centinaio di metri mi disse difermarmi. tutto intorno era solo campagna coltivate a vigneti.
Si giro verso di me e mi chiese di abbassare lo schienale, nel mentre che lo diceva aveva portato il dito indice della mano destra sulla punta del suo naso facendomi capire di stare zitto. abbassamo i schienali come se fossimo sincronizzati. si sposto a sinistra verso di me e posizionò la mano sinistra sotto la mia testa, si avvicino col viso al mio, baciandomi sulle labbra e con la destra cominciò a slacciarmi la cinghia dei pantalono. le nostre labbra erano attaccate in un bacio profondo e appassionato, le lingue si intrecciavano tra loro all’interno delle nostre bocche.
La mano destra avevano aperto i pantaloni e ora tentava di abbassarli, cosi l’aiutai alzando il bacino dal sedile e lei le fece scivolare quasi al ginocchio.
Li cominciava la mia vergogna. il mio sesso in erezione raggiungeva solo i 12 cm. con una circonferenza di un manico di scopa. Questo mi aveva sempre ostacolato nel cercare rapporti con le donne che non fosse mia moglie e per giunta soffrivo di eiaculazione precoce. la mia vera vergogna che mi ha fatto sentire sempre inferiore ad altri uomini, il mio stato mi ostacolava nel cercare un approccio con altre donne come facevano i miei amici, per la vergogna che provavo.
La sua mano aveva cominciato ad accarezzarmelo e si muoveva sù e giù piano e con molta dolcezza lungo l’asta del mio pene. Dopo cimque minuti di quel lungo bacio appassionato e bellissimo si distacco e la sua testa raggiunse subito l’altezza del mio ventre che comicio ha leccare lasta da sopa a sotto con tanta passione. poi senti appoggiare le labbra chiuse sulla punta mentre lo teneva fermo con la mano. sentii la pressione delle sue labbra chiuse che come se si schiacciassero contro la cappella e piano, piano si aprivano sendendo l’ungo lasta, sentivo le sue labbra strette sulle mie carni come se dovessero impedire di entrare o uscire qualcosa di diverso che non fosse il mio pene. Dissi: è bellimo, per piacere vai piano che soffro di eiaculazione precoce, non voglio rovinare la bellezza di questo momenti magico.
Si volto verso di me senza distaccarsi e guardandomi mosse il campo come per dire ho capito.
Riprese il movimento sulsuttorio del capo con molta dolcezza. poi si fermo e sentii la sua lingua che accarezzava tutta l’asta come se volesse avvolgerla. Fu in quel momento bellissimo, che pensai, ora esplodo e faccio la ficura del caglione. Infatti ero pronto a eiaculare e lo dissi a Edelvaise.
Lei pose subito la sua mano destra tra le mie cosce andando fin sotto le natiche, poggio io pollice al disotto dei testicoli, proprio tra i testicoli e il buco del sedere e schiacciò talmente forte che gridai dal dolore. facendo questo movimento mi disse: da ora in poi non avrai più questo problema e farai sesso a lungo prima di godere.
Stranamente fu cos’, non sentivo nessun tipo di sensazione che mi portasse al godimento precoce. lei continuò con molta bravura in un pompino meraviglioso, dolce e lungo che non ero mai riuscito ad avere in vita mia. Poi a un certo punto sentii il mio grande che sciacciava contro il suo palato e venne avvolto in una strettoia caldissima e le sue labbra si schiacciarono contro i peli del mio pube, sentivo la sua lingua accarezzare lasta e la mia cappella prigioniera nella sua gola che si strineva e si allargava di continuo tutta intorno, mentre lei decludiva ogni volta.
Dopo dieci minuti di quel bellissimo rapporto orale che stavo ricevendo sentii il godimendo che si stava preparando per esplodere. Così l’avvisai di nuovo che stavo per godere. lei invece di distaccalsi come faceva sempre mia moglie, continuò aumentando il movimento del sù e giù tenendomelo dentro la sua gola, dove esplosi tutto il mio godimento. Mentre godevo gridai senza controllo: bellissimo è bellissimo. lei rimase un po ferma, poi lo fece scivolare fuori stringendo forte le labbra intorni all’asta e quando arrivarono sul grande si fermarono e lei aspirò come se ne volesse farne uscire altro sperma. Quando si distaccò ero pulitissimo, non cera nessuna goccia che uscia, ero asciutto.
Si rialzò e guardandomi disse: hai visto che sei stato bravo. No dissi io, sei tu che sei bravissima, non mi era mai successo di durare più di cinque minuti. Sei una dea. (Da questa parole ho preso spunto per il titolo di questo racconto).
La sua mani sinistra mi accarezzo la guancia desta e nel farlo disse grazie del complimento.
Io ero convinto che gia era finito tutto, mi aspettavo l’afflosciamento da un momento all’altro, con mia sorpresa e incredulità lo vedevo e lo sentivo sempre eretto e rigido come se non avessi ancora ragiunto l’orgasmo.
Edelvaise si risedette sul sedile passeggero mentre mi guardava con un dolce sorriso appena annunciato. si tolse le scarpe e poi si tolse i collanti e le mutandine, si alzò la veste alla vite e venne a sedersi in braccio a me mentre con la mano sinistra afferro il mio membro e lo diresse all’ingresso della sua vagina, abbassandosi si fece penetrare dal mio cazzetto. Sentivo un calore immenso delle sue pareti vaginali che avvolgevano il mio piccolo salsicciotto che restava sempre eretto e ben duro, mi sembrava un sogno avere ancora quella erezione.
Si fece scivolare il vestito dalle spalle estraendovi le braccia e mettendomi in faccia un seno meraviglioso, bello mai visto prima. Sicura una quarta come misura, quelle tette puntavano in avanti da sole come se i capezzoli puntassero un punto fisso nel nulla.
Afferrai il volante con le mani e mi tirai su con il busto e lei incollò subito le sue labbra alle mie in un altro bacio appassionato. Con una mano mi tenevo al volante per non risdraiami sullo schienale abbassato e con l’altra le accarezzavo il seno destro che al tatto si presento bello sodo come quello delle giovani donne. aveva una pelle liscia ed elastica, mi sembrava che accarezzassi del velluto.
Quasi subito Edelvaise raggiunse un orgasmo ma continuava a muoversi sù e giù col busto e ogni tanto muoveva il bacino a formare un cerchio ripetuto più volte. Poi mi spinse per farmi sdraiare sullo schienale e si abbasso anche lei per baciarmi di nuovo.
La strinsi forte a me cone se non volessi più lasciarla andare. quando raggiunse il secondo orgasmo fu lei a gridare il suo piacere con tutto il fiato che aveva in corpo.
Alzò un pochino il busto facendomi uscire dalla sua vagina, sempre con la mani sinistra guido il mio cazzetto al piccolo buchino posteriore e lo fece entrare con poca difficoltà. Cominciando a muoversi nello stesso mono di prima. questo è un mio regale agiunse. sappi che sei il primo che entra in questo buchino te lo giuro. ne fui fiero ed entusiasta.
Quando fui pronto, gli dissi che stavo per godere di nuovo. Dai, dai che sto per godere anche io disse e comincio a muoversi più veloce. gridammo in contemporanea i nostri godimenti. scaricai nelle sue viscere una quantità di sperma impressionante, sembrava che non finissi mai di godere.
Ci ricomposimo senza dire nulla, e ripresi il viaggio verso il paese. durante il tragitto, inizio lei a parlare, sei stato bravissimo, hai visto che sei durato abbastanza a lungo?
Si risposi, sicuramente non per merito mio ma sei stata tu a fare in modo che riuscissi a fare bella figura. Lei sorrise e disse vedrai che da oggi in poi non avrai più problemi di eiaculazione precoce. ti ho fatto due regali, il mio posteriore e il tuo probblema di eiaculazione.
Grazie le dissi, potevo incontrarla prima.
Mi guardò un attimo poi si avvicino dandomi un bacio sulla giancia destra e dicendomi: Vittorio grazie di tutto. grazie a te, risposi, ho passato una nottata fantastica. lei di nuovo mi sorrise guardandomi con queli ogcchi e il viso dolcissimi.
Entrati in paese lei mi indicava la direzione per raggiungere casa sua. nel mentre mi diete un foglietto di un piccolo blocca notes, piegato, dicendomi: martedì prossimo festeggio il mio compleanno, sei invitato a venire senza scuse. Attieniti solo a quello che ho scritto sul bigliettino. non fare di testa tua. Se mi prometti che ti atterrai a ciò che è scritto sul bigliettino avrai un altro bel regalo. Presi il bigliettimo e lo posi nel taschino della camicia.
Giunti sotto casa lei scese e scesi anch’io dalla macchina per salutarla. mi diete la mano e disse: a Martedì, mi raccomano sii puntuale e attieniti al bigliettino.
Aspettai che si chiudesse la porta del palazzo alle sue spalle, risalii in macchina e partii verso casa, però, prima di uscire dal paese mi fermai a leggere il bigliettino che oltre ad averlo conservato per ricordo (poi capirete) lo conosco a memoria.
Cera scritto: (Vittorio sei invitato al mio compleanno che festeggio martedì prossimo. Devi bussare il campanello di … (cera scritto il none che cera sul campanello) alle ore 15:00 in punto e mi devi portare una rosa blu vellutata, mi raccomando una rosa, non di più.
Non mi ero accorto che avesse scritto quel biglietto, anzi non lavevo proprio vista muoversi nemmeno per prendere la borsa. mi chiedevo quando lo avesse scritto. Boh!
Arrivai a casa e mi addormentai in un sonno profondo, mi svegliò mia moglie per mangiare. dopo andai in bagno a farmi una doccia e mentre scorreva l’acqua della doccia che ricordai cosa era successo quella notte. Il cazzetto mi si induri a colpo diventando come il ferro. così essendo soli in casa, chiamai mia moglie, quando venne gli dissi entra e chiudi la porta. Che vuoi rispose. Entra e chiudi la porta replicai. appena si chiuse la porta alle spalle l’afferrai per le braccia facendola appoggire al lavandino quasi a 90° e gli abbassai il pantalone del bigiama e le mutandine, senza discutere lo puntai alla figa e la penetrai con violenza cominciandola a scopare da dietro con colpi veloci e violenti. la scopai per ben trenta minuti e lei ragiunse per la prima volta tre orgasmi consecutivi. quando stavo per venire mi distaccai, la feci girare e inginocchiare davanti a me, le posi una mano sulla nuca e la costrinsi a prendemelo in bocca e spompinarmi, lei tentò di spostarsi, come aveva fatto sempre ma io la bloccai e la costrinsi a farsi sborrare in bocca. Dovette anche inghiottire una buona parte, ciò che non aveva mai fatto. Continuai a tenerle la testa fino a quando il mio cazzo non si afflosciò, solo allora lo tolsi dalla sua bocca. Alla fine mia moglie mi guardò fissa negli occhi e sanza dire niente uscì dal bagno.
Il mercoledì comprai una rusa blu vellutata e mi recai all’appuntamento.
Suonai al campanello indicato nel biglietto, salii al terzo piano dove mi si presento davanti una ragazza di circa vent’anni. Le dissi che ero stato invitato dalla signora Edelvaise per il suo compleanno.
La ragazza mi guardo fissa senza dire nulla per un tempo che a me parse indeterminato. Poi chiamo suo padre, gli disse vieni, c’è un pazzo alla porta.
Si presentò un uomo della mia età, un po robusto con grandi baffi. dissi anche a lui che ero stato invitato dalla signora Edelvaise. Mi fece entrare e accomodare in salotto. poi mi chiese se la vedevo da qualche parte. Si, risposi, qui nelle foto sulla parete. perchè, dissi, mi ha chiesto se la vedevo da qualche parte?
Quando l’a incontrato lei a mia moglie? mi chiese lui.
Lunedì notte, tra domenica e Lunedì, verso le 02:00, gli si era guastata la macchina e gli ho dato un passaggio fino a qui, lo lasciata sotto casa vostra.
Alla mia affermazione lui impallidì.
Venga mi disse l’accompagno da mia moglie, gli porti anche la rosa che ha in mano è la sua rosa preferita.
Cosi prese le chiavi dell’auto è imbocco l’uscita di casa. io lo seguii in ascensore che ci porto nel piano ribbassato dei garagers, andiamo con la mia disse lui, cosi non devo indicarle la strada.
Salimmo in macchina e partimmo, circa 10 minuti dopo si fermo davanti al Cimitero del paese. Come mai al cimitero? chiesi.
Lui rispose è qui che troviamo mia moglie.
lo guardai perplesso, non capivo, forse la moglie lavorava al cimitero? Lo seguii, e dopo aver percorso un 300 metri tra le tombe, si fermo davanti ad una di questa.
Quando io vidi la foto sulla tomba, mi si giacciò il sangue nelle vene. per qualche minuto non riuscii a muovermi ne a parlare. la foto sulla tomba riproduceva l’immaggione di sua moglie, la donna a cui avevo dato il passaggio e con cui avevo fatto sesso l’altra notte, sotto la foto c’era il nome, la data di nascita e quella di morte. Era morta da due anni nella stessa data che io l’avevo incontrata.
lui mi chese, a questo punto, dove l’avevo incontrada in quale strada.
Io le spiegai esattamante il punto dove l’avevo vista e fatta salire in macchina.
Si, rispose lui, è esattamente il punto dove è morta, ebbe un frontale con un camion proprio sul ponte, l’impatto scaravento la macchina nel fossato del torrente sotto il ponte.
Facendo mente locale ricordavo anche io quell’incidente mortale, se ne parlò parecchio nel mio paese di quell’incidente.
Il marito mi disse, possibile che era lei ho gli hanno fatto uno scherzo?
Alchè gli e la descrissi nei particolari e anche il vestito che indossava, nel mentre presi il biglietto dal portafoglio e gli e lo posi, questo è il biglietto che mi ha dato la signora quando l’accompagnai, me lo diete sotto casa sua prima di scendere dalla macchina.
Lui lo guardò con molta attenzione, poi esclamò: Si è proprio la scrittura di mia moglie. anche il vestito che mi ha descritto è quello che indossa adesso da morta.
Gli lasci la rosa, visto che gli e la chiesto lei.
Così feci, l’appoggiai proprio sotto la foto, ma non riuscivo a pensare a niente, avevo la mente vuota.
Dissi ora andiamo al bar ho bisogno di qualcosa di forte.
Io consumai un J&B e lui un Martini bianco.
Tornati a casa sua mi chiese di scambiarci i numeri di cellulare, per rimanere in contatto.
Salii nella mia macchina e tornai a casa mia.
Appena entrai mia moglie mi chiese cosa mi era successo, disse, hai una faccia bianco come il latte. replicai con una bugia venutami li per li: no, un cane mi ha tagliato la strada e per evitarlo stavo finendo nel burrone, mi sono fermato proprio sul ciglio.
Mi misi a letto, la sera non mangiai, non avevo fame. Mi addormentai verso le 21:00 e dormii tutta la notte.
Lindomani mattina fui svegliato dalle grida di mia moglie.
Quando aprii gli occhi, lei era seduta sul letto ancora in biancheria intima e con una mano sulla bocca guardava il mio inquine.
Mi alzai sul busto appoggiandomi con il gomito sul materasso per guardarmi anche io, notai subito che avevo una erezione, ma mi colpì le dimensione del mio pene. Era lungo e grosso.
Che ti è successo chiese mia moglie. Non lo so risposi, ho dormito tranquillo tutta la notte.
Chiesi a mia moglie di prendere un metro, lo volevo misurare, lei ando a prendere il metro e portò quello da sarto.
La lunghezza del mio pene misurava 25,5 cm. mentre la circonferenza era come il vecchio mattarello della pasta, o meglio per capirco, aveva la circonferenza del manico di una pala da muratore.
Facciamoci una scopata mattutina dissi a mia moglie. In prima entrai con difficoltà ma poi feci godere mia moglie come mai lo avevo fatto e a lei piaceva le dimensioni che stava ricevendo.
Ora mi ritrovo con il pene più del doppio di quello che avevo.
Mia moglie è contentissima, duro anchè più di un’ora a letto e lei se lo gode in tutti i modi.
Mia moglie ha voluto che facessi provare il mio cazzone anche a due sue amiche.
Non finirò mai nella mia vita di ringraziare Edelvaise, solo lei ha potuto fare questo miracolo.
Non ho raccontato mai niente a nessuno di quello che mi è successo, nemmeno a mia moglie, sarei preso per pazzo.
Da quel giorno ho recuperato con donne anche sposate, che ogni tanto mi cercano per farsi scopare per bene.
Ora ho 57 anni la la durezza del mio pene e letteralmente di marmo, come da giovane.

 


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