Adam, l’inizio

Adam, l’inizio

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Siamo appena arrivati alla fine della festa d’anniversario di matrimonio di un nostro amico e ci apprestiamo a tornare a casa quando squilla il cellulare di Sandro, mio marito, che poi mi dice:
-Marta, amore, (io, rossa, 38 anni, portati benissimi, fisico da Jessica Rabbit, con una quarta di seno talmente sodo e non rifatto che il reggiseno ci si appoggia sopra) purtroppo mi hanno chiamato in clinica per un’urgenza, ti faccio accompagnare da Adam, il figlio di Martini.
-Ok, tesoro, dov’è?
-sono quì Marta…
Adam, bello, palestrato, ma di solito sempre un po’ impacciato; ha sicuramente una decina di anni meno di me; la sua auto è supersportiva, due posti, decappottabile e nel momento in cui ci salgo mi sembra di essere in aereo e il mio vestitino verde smeraldo fatto a tubino, senza che me ne accrgessi era risalito finquasi in vita, scoprendo parte della mia figa coperta solo da mutandine velate; ffaceva caldo e non avevo indossate le calze anche se avrei dovuto.
Partenza a razzo, via.
Adam guardava avanti e sbirciava fra le mie gambe, finché non mi accorsi del problema, ma volutamente non cambiai nulla della situazione, continuai a tenere scoperta parte della mia figa perché stranamente la cosa mi piaceva.
Io, che non ho mai manco pensato di tradire mio marito in qualsiasi occasione, ma l’imbarazzo di lui mi intrigava, anche il fatto che era molto più giovane di me.
A un certo punto cominciai a sbirciare anch’io su un grosso rigonfiamento dei suoi pantaloni, sarà il vento che li gonfia, pensai; dovevo appurare, altrimenti non ci avrei dormito.
Approfittai di una sterzata a destra per perdere stabilità e ripiegai su di lui appoggiandomi sul rigonfiamento e stringendo.
-Dio mio! ma tu… sei eccitato?!? cos’hai quì?!?
sembra un tubo di ferro…
-scusa Marta, non volevo, ma sai… le tue gambe scoperte, quel lembo di…
-figa?
-si, figa, mi sono…
-guarda che non c’è nulla di strano, ma non puoi correre così se sei distratto da altro, fermati appena puoi che ci ricomponiamo un po’
Così fece, era un po’ in penombra il posto e fuori mano ed io non resistevo alla curiosità un po’ perversa che mi prendeva per la prima volta.
-mentre ci sggiustiamo facciamo una cosa, io alzo un po’ di più il vestitino e te la presento e tu… mi fai guardare la realtà com’è.
Adam aprì la patta dei pantaloni estraendo qualcosa di veramente….. mostruoso. Un big cazzo che non capivo come era riuscito a contenerlo nei boxer, largo me una lattina di Red-bull e un 23-24 cm di lunghezza.
I miei occhi si spalancarono al massimo della meraviglia (piacevole fra l’altro) e lui se ne accorse e: -vuoi toccarlo?
lo guardai con aria di sfida quasi a schiaffeggiarlo, risposi:- Sì
adam lo lasciò così, scoperto ed eretto, io allungai la mano e lo strinsi, ma non ce la facevo ad impugnarlo come si deve.
-mamma mia, è bollente… meraviglioso… magnifico… possente… eccitante
tirai la mano verso il basso e scoprii una strabiliante cappella, monumentale, quasi mi sfidava, mai visto una cosa del genere e veramente stavo degenerando ma la situazione era eccitantissima, la mia figa si stava allagando.
Dovevo dare una leccatta a quella delizia, mi piegai di più e porsi la lingua sulla fessurina in cima a quella meravigliosa cappella.
-no, ora basta, altrimenti sborro
quelle parole furono come uno sprono, aprii il più possibile la bocca e ingoiai tutta la cappella
-mmmmmh, mmmmh
me la gustavo insieme al pensiero che avrei tentato di ingoiare quanto possibile buonaparte di quel cazzo che mi stava facendo mugolare di piacere
-mmmmmmh, mmmmmh
Ma Adam aveva ragione stava per scoppiare…
-ecco, vengoooo… vengooooo….
strinsi con tutte le forze la mia bocca per non perderne una goccia, ma altro che goccia mi arrivò alla gola un fiume di sperma continua, riempendomi tutta la gola, la bocca… ma non mollavo, ingoiavo e succhiavo, Adam non smetteva di venire e io non smettevo di ingoiare fino a che…
-mmmmmh….aaaaaah….go…..doooo…. aaaaah…. mmmmmh
Venni anch’io copiosamente, godendo da morire, manco un grossa chiavata mi avrebbe soddisfatto così
Adam smise di sborrare, io smisi di ingoiare ma non di succhiare con la speranza che potessi ancora bere da quella meravigliosa fonte.
Finalmente io e il cazzo di Adam riuscimmo a staccarci; io lo guardavo come si guardano gli innamorati che si allontanano e gli dissi ad alta voce così che il padrone di quel ben di Dio potesse sentire:
– la prossima volta ti ingoierò tutto, non so come ma devo riuscirci e ci riuscirò.
Ci ricomponemmo e tornammo a viaggiare:
– vuoi bere qualcosa Marta, prima di riaccompagnarti a casa?
– Lo farei volentieri ma… no, ho bisogno che la mia gola e la mia bocca continuino a godere gustandosi ancora la rimanenza della tua sperma e bere la manderebbe giù definitivamente; ho intenzione anche di masturbammici, nella speranza che poi tu possa riempirmi di nuovo. Da oggi sei la mia… bibita preferita.
Mi scoprii un seno, – guarda, Adam, questo è tant’altro potrà essere tuo, se mi farai ancora bere alla tua fonte…
Arrivati, scesi dall’auto e: – ti ho ancora in gola e in bocca – con la mano sinistra gli strinsi un’ ultima volta il magnifico cannolo lanciandogli un bacio da lontano.

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