Monica – Parte 1

Monica – Parte 1

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Dovevo trovare qualcosa per smaltire lo stress del lavoro, qualcosa per liberare la mente e magari anche per rimettermi in forma.
Vicino all’ufficio c’era una piscina. Da piccola nuotavo e l’idea di riprendere non mi dispiaceva. Uno dei corsi iniziava alle 19, era perfetto, avaveo il tempo di fare tutto con calma visto che finivo di lavorare alle 18.30.

Gli spogliatoi erano bellisimi, grandi e molto puliti. Le pareti pieni di armadietti per mettere la borsa e tutto il resto.
Il weekend prima ero andata a fare un pò di shopping per l’oocasione. Ciabatte, asciugamano, cuffia, occhiali e costume. Un costume intero molto semplice, nero.

Dieci minuti prima del corso ero già a bordo piscina. Non ero la sola, gli altri del corso erano già lì. Parlavano, ridevano… si conoscevano da tempo, sembrava un bel gruppo. Ho salutato e sono rimasta un pò in disparte a gurdare ed ascoltare. Ero un gruppo misto, uomini e donne, alcuni ragazzini e qualcuno che poteva essere mio padre o mia madre.

A fine corso era senza fiato, stanca ma soddisfatta. Era quello che cercavo.

“Allora come è stata la prima lezione?” mi chiede una delle ragazze del corso.
“Appena riesco a parlare te lo dico”
“Poi ti abitui, sono le prime volte”
“Lo spero” le rispondo.
“Mi chiamo Silvia”
“Io Monica, piacere. E’ da tanto che vieni”
“Sono un paio d’anni ormai”

Parliamo mentre camminiamo verso lo spogliatoio. Mi racconta un pò di come funziona il corso, di quello che hanno fatto, degli istruttori. Sembra simpatica.

Ci togliamo il costume e andiamo verso le doccie. Noto che non ci sono le tende. Non che sia timida, ma non ero abituata a farmi vedere nuda da così tante persone.

Silvia si toglie l’asciugamano e lo appende fuori dalla sua doccia, quella di fronte la mia. Faccio lo stesso.
Mentre ci laviamo continuiamo a parlare. Le solite cose. Cosa fai… dove lavori… dove abiti… Conversazione generica come capita molte volte, solo che questa volta ero nuda, anzi, erano quasi tutte nude. La cosa era buffa.
Ci rivestiamo e ci salutiamo.

Le settimane passarono.
Facevo anche io parte del gruppo ora. Non ero più quella nuova.
Con Silvia si era creato un bel rapporto, ormai le nostre chiaccherate sotto la doccia erano diventate normalità.

Quel giorno avevo avuto una giornata di merda al lavoro. Ero incazzattisima.

“Dai che adesso l’acqua porta via tutto” mi aveva detto Silvia prima di iniziare il corso.
Quarantacinque minuti di nuotata, avevo le braccia a pezzi.
“Allora? Meglio?”
“No Silvia, sono ancora nera!”
“Allora resta da fare solo una cosa…. andare a bere qualcosa.”
“Sai cosa?… Sì andiamo e fanculo tutto.”

Ci laviamo. Ci rivestiamo. Pronte.

“Lascia qui la macchina, andiamo con la mia. Hai bisogno di bere stasera”
Accetto l’offerta di Silvia e salgo in macchina con lei.

Arriviamo in un Pub lì vicino. Ordiniamo subito 2 spritz al Campari.
Parliamo, le racconto della mia giornata, mi sfogo. Beviamo.
Il primo spritz è andato, e lei ordina un’altro giro.
Ridiamo, e lo stress della giornata sta passando, merito anche dell’alcool. Due spritz al Campari a stomaco vuoto iniziano a farsi sentire. Almeno per me.
Finito anche il secondo giro.
Non ho capito come, ma un terzo spritz è arrivato. Non dico di essere ubriaca, ma sicuramente qualche freno si era mollato e ridevo decisamente di più.

“Parliamo di cose più intriganti ora. Ci ti faresti della piscina?”
“Devo dire che l’istruttore del corso prima del nostro, Federico, non è male. Ha un bel culo.”
“Vero, una volta l’ho visto mentre nuotava, con lo slippino… e non ha solo un bel culo a quanto sembra”
Abbiamo inziato a ridere come sceme.
Poi Silvia azzardò una domanda.
“E ragazze? Ci hai mai pensato?”
“Non ne avevo mai viste così tante nude in vita mia prima di iniziare questo corso. Ahahaha.”
“Hai ragione. Ma alcune sono proprio inguardabili. ahhaha”
Sarà stato per via dello spritz, ma poi Silvia aggiunge
“Tu sei la più bella”
“Mi imbarazzo ora. Che fai mi guardi sotto la doccia? Ahahaha”
“Si. Ti dispiace? E’ per questo che cerco sempre la doccia davanti la tua”
Devo essere onesta. Mi sono sentita un pò a disagio. Ma allo stesso tempo ero inaspettatamente eccitata.
Sentivo un calore tra le gambe. Quelle sue parole.
“Silvia.!!! dai che mi metti in imbarazzo” e mentre lo dicevo stavo accavallando le gambe e stringendole per l’eccitazione.
“Monica… te lo devo dire… sarò sfacciata… ma hai due gran belle tette”
“Silviaaaaa… daiii”
Ma mentre lo diceva, sentivo che iniziavo a bagnarmi. Non mi era mai successo con una donna. E la cosa mi eccitava ancora di più. Forse per la trasgressione, non lo so. E forse la cosa si vedeva. Silvia si era spostata sul posto affianco al mio. Sentivo il cuore battere fortissimo in gola.
Silvia mi mise una mano sulla coscia, sopra i leggings. Il respiro affannato. Mi accarezzava. Ed io senza rendermene conto, aprii le gambe. La sua mano si muoveva dove non avrei mai pensato.
Mi sussurrò all’orecchio “Sento che però ti piace. E molto mi pare”
Non capivo più nulla. L’alcool, la mano di Silvia sulla mia fica. La mano di Silvia sulla mia fica in un locale. Ero in balia di tutto. Mi piaceva. Mi sentivo porca. Tanto porca.
“Dio Silvia! Cosa stai facendo?”
“Non ti piace? A me pare il contrario. Vuoi che tolga la mano?”
“Si!… anzi.. No! Dio non capisco nulla!”
“Paghiamo e usciamo?”
“Sì!”

Saliamo in macchina.

Si avvicina “Vuoi che riprendo da dove mi sono interrotta?”
“Non lo so… Sono in confusione”
E mentre lo dicevo, mi ritrovavo ancora la sua mano tra le gambe che mi toccava la fica da sopra i leggings.
La sua mano risaliva. Dentro i leggings. E non solo nei leggings. Si infilava sotto il perizoma.
Non sono mai stata così bagnata. Sentivo le sue dita giocare. Entrare. Prima una, poi due. Ansimavo di piacere. Poi tre. Ormai ero solo eccitazione. Quattro dita dentro. Mi stava scopando con le dita. Ero un lago. E mi piaceva.
Mi baciò. Le sue labbra. La sua lingua che cercava la mia. Le nostre lingue che giocavano assieme. La saliva.
Mi bisbigliò in un orecchio “Vuoi essere la mia puttana?”
Non sò cosa mi prese ma risposi “Si!”

 

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