Maria o No?

Maria o No?

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Sono sposata, etero, ho passato i 40 anni. Da qualche anno a questa parte ho preso l’abitudine di incontrare, quando possibile, qualche ragazza con cui vivere intensi momenti di piacere.
Ho scoperto il piacere della fica quasi per caso e da allora non riesco a farne a meno: appena possibile quando mio marito non c’è è fuori per qualche corso o per lavoro mi organizzo e cerco qualche ragazza (sotto i 26 anni) o qualche donna (sopra i 55 anni) che abbia voglia di giocare con me.
Sapendo che mio marito sarebbe stato assente lo scorso fine settimana mi sono messa a caccia verso la fine di agosto.
Ho conosciuto Marina vent’anni forse un po’ troppo giovane ma talmente integrante da non saper dire di no.
Ci siamo scambiate il numero di telefono e abbiamo cominciato a sentirci e a chattare.
Dopo qualche giorno gli ho chiesto di fare una videochiamata ma era contraria stavo quasi per chiudere la cosa quando mi è arrivata una foto della sua vagina.
Completamente depilata, teneva le labbra aperte con le dita, il clitoride arrossato ma piccolo, un bottoncino, l’ingresso della vagina era fradicio del suo nettare vischioso.
Dopo la foto un messaggio “questo pensando a te”
Da quel giorno ogni notte ci siamo sentite per godere insieme al telefono: ho scoperto una ninfetta con ben poca esperienza ma con una voglia di godere che me la fa desiderare ogni momento.
Mi sono arrivate foto di lei con le dita infilate anche durante le ore di scuola, immaginarla seduta al banco mentre si tocca pensando a me, a una donna più grande, mi fa bagnare tantissimo.
Due settimane fa ci siamo accordate per incontrarci al centro commerciale per conoscerci, due ore prima dell’appuntamento ha disdetto e pensavo non volesse avere nulla a che fare con me, magari un pensiero sulla differenza di età che la fermava.
Quando le ho detto di non sentirsi obbligata mi ha chiamato e ancora abbiamo goduto insieme.
Mi fa impazzire quando mi chiede se è la mia troietta, mi chiede di dirglielo e quando lo faccio gode ululando.
Abbiamo fissato l’incontro conoscitivo per martedì pomeriggio ma ancora ha dovuto rimandare.
Ogni notte però abbiamo continuato a sentirci, stiamo al telefono per almeno due ore.
Lei diceva che voleva vedermi, voleva essere mia, voleva godere nella mia bocca e voleva che la mia lingua la ripuliva da ogni orgasmo.
Non sono una che ha fretta… ma saperla vicina, cosi calda e non averla era un supplizio.
Venerdì sera mi ha confermato l’appuntamento per sabato pomeriggio al centro commerciale. Io ero eccitatissima: sabato ero pure a casa da sola… magari riuscivo a portarla a casa e a scoparmela finalmente…
Sabato mattina, mia nipote, 16 anni a fine mese, mi chiama e sapendo che sono a casa da sola si autoinvita per passare il fine settimana da me.
Non avendo scuse da inventare ho dovuto rimandare l’appuntamento del pomeriggio a malincuore.
Verso le 2 Marina mi telefona e mi chiede di farla godere. È in macchina con i suoi genitori, è seduta dietro. loro hanno lo stereo acceso e stanno discutendo. Lei ha già la mano nelle mutandine e ha la figa umida.
Le dico che è pericoloso ma mi assicura che non possono vederla.
La situazione è pericolosa ma eccitante e non riesco a sottrarmi: mi tolgo i leggins e gli slip e mi sdraio a gambe aperte sul divano. Le dico tutto, descrivendo i particolari di quello che vorrei farle e che avrei voluto farle io proprio quel pomeriggio. Le dico che avevo intenzione di portarmela a casa e scoparmela per ore.
Le dico che ho comprato le banane… che avevo voglia di farmi una banana split con il suo sughetto al posto della nutella.
Godo una volta sentendo il suo respiro eccitato.
Le dico che mi fa impazzire che è la prima volta che perdo la testa per una ragazza che non conosco, che non saprei riconoscere per strada.
Mi chiede di chiamarla in quel modo che le piace tanto.
Ci giro un po’ intorno ma poi glielo dico e la sento trattenere il respiro e allora lo ripeto.
“Sei la mia troietta, una piccola troietta che vuole essere scopata per ore…” mentre lo dico ho un altro orgasmo e lei
Geme sottovoce… cazzo quanto vorrei sentirla urlare qualche volta.
Maledico mio marito per aver sbandierato la mia solitudine e anche mia nipote per la sfacciataggine.
Marina mi dice di farmi una foto alla figa e di mandargliela subito poi ci salutiamo.
Mentre mi scatto la foto suona il citofono.
Mi rivesto e apro. Guardo di sotto e la rovinapiani sale i gradini due alla volta.
Spedisco la foto e spengo il telefono, indosso un finto sorriso e accolgo mia nipote.
“Ciao cucciola, tutto bene?”
Entra in casa come un tornado lasciando tutto per terra, borsa, zaino e scarpe, facendomi subito incazzare.
Ha il telefono in mano e sta guardando qualcosa, sto per riprenderla quando lei volta il telefono verso di me e dice “Bella foto zia… ma non chiamarmi cucciola… sai che mi piace l’altro nomignolo.”
 

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