La ragazza delle pulizie

La ragazza delle pulizie

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Cercavo una domestica per un aiuto con le faccende di casa ed una mia amica mi presentò Katia, una giovane ragazza dell’est europeo, biona, molto bella ed anche molto timida, non era tanto alta ma era davvero molto ben proporzionata.
Iniziai a farla lavorare a casa mia la scorsa primavera e si dimostrò subito all’altezza del lavoro da svolgere. Era molto attenta e precisa, puliva molto bene ed era brava a stirare, se la cavava bene anche con le camicie di mio marito, cosa in cui sono davvero negata.
Il tempo passava e Katia conquistò la mia fiducia al punto che ogni tanto uscivo per delle commissioni e la lasciavo da sola in casa.
Un giorno in estate le ho chiesto se poteva rimanere più a lungo di quanto concordato in quanto dovevo finire tutte le faccende domestiche per poi partire in ferie con mio marito. Lei accetto, invogliata da una mancia extra che le avevo promesso. Poco dopo che arrivò io uscii per gli ultimi acquisti che mi sarebbero serviti durante le ferie. A metà pomeriggio rientrai con costumi, scarpe e vestito nuovi. Katia stava stirando la biancheria che avevo lavato in quei giorni. Ero dispiaciuta per lei perché era davvero molto caldo e stava passando parecchio tempo a stirare. Così ho preparato due bicchieri con cuna buona bibita fresca e le ho detto di fermarsi a prendere fiato. All’inizio disse di no ma quando ho insistito ha spento il ferro da stiro ed è venuta da me in salotto. La feci sedere sul divano per godersi la bibita fresca che meritava davvero. Iniziammo a chiacchierare. Le feci vedere i miei acquisti e mi fece i complimenti per il vestito e mi disse che mi sarebbe stato sicuramente molto bene. Così le ho detto che me lo sarei provato e le avrei fatto vedere come mi stava. Mi tolsi pantaloni e maglietta rimanendo solo in mutande. Vidi subito che Katia diventò rossa in viso ed abbassò lo sguardo, evidentemente vedermi mezza nuda la metteva a disagio a causa del suo carattere molto timido. Mi infilai il vestito e le chiesi di aiutarmi con la zip che si trovava sulla schiena. Con molta timidezza si alzò e mi tirò su la cerniera. Aveva ragione, il vestito mi stava davvero bene e anche Katia me lo confermò. Ero davvero soddisfatta e contenta del mi acquisto. Mi sfilai il vestito rimanendo ancora mezza nuda solo con le mutandine e Katia divenne nuovamente rossa. Le dissi di aspettarmi li un minuto perché volevo farle vedere una cosa. Andai a prendere dei vestiti che avevo indossato pochissime volte e li diedi a Katia dicendole che, se non si fosse offesa, glieli avrei regalati volentieri. Erano vestiti estivi, qualcuno lungo, qualcuno corto. Le dissi di provarli ma lei non voleva. Solo dopo varie mie insistenze acconsentì. Si tolse la gonna e la maglietta e rimase anche lei solo in mutandine, un paio di mutandine davvero piccole. Il suo corpo era davvero perfetto! Le tette erano piccole e sode, le gambe molto belle ed il culetto era soto e rotondo. Da quel che si vedeva doveva avere la fighetta completamente depilata. L’aiutai ad indossare un vestito a fiori, era scollato sulla schiena e molto corto, le stava davvero bene. La portai in camera a vedersi allo specchio. Il vestito sembrava creato apposta per lei.
Presi gli altri vestiti per farglieli provare. Ad ogni cambio di abito rimaneva con le sole mutandine e prendeva sempre più confidenza fin che non arrossì più. Si creò una sorta di complicità. A vederla seminuda mi sentivo attratta da quel fisico stupendo. Dopo aver provato l’ultimo vestito stava per indossare nuovamente i suoi abiti, le andai vicino alle sue spalle, le poggia il mio seno sulla sua schiena e, abbracciandola, la baciai sul collo. Inizialmente oppose n po’ di resistenza ma io strinsi l’abbraccio e le presi un seno tra le mani continuando a barciarle il collo. Si lasciò andare e la portai sul letto. Le salii sopra ed iniziai a baciarla. Non ha fatto resistenza alla mia lingua che si intrufolò nella sua bocca, le sue mani percorrevano la mia schiena ed arrivarono al mio culetto. Scesi lungo il suo collo ed iniziai a leccarle i capezzoli che ormai erano turgidi. Katia allargò le gambe, era un invito a scendere ancora ed io lo accettai volentieri. Le sfilai le mutandine facendo apparire la sua fighetta rosa e bagnata. Appoggiai la lingua alla fessura ed iniziai a leccarla. Il suo clitoride era gonfio ed inizia a succhiarlo, come se stessi succhiando un piccolo cazzo. Aveva un sapore inebriante. Senza interrompere il mio lavoro mi girai in maniera che anche lei potesse leccarmi la mia figa. Sentivo i miei umori che uscivano ed al tempo stesso volevo sentire qualcosa che entrava.
Katia infilò le dita nella mia figa ed iniziò a scoparmi. Alternava dita e lingua ed io mugolavo dal piacere. Mi stava scopando talmente bene che non riuscivo a concentrarmi sulla sua fighetta. Mi misi di schiena con le gambe aperte le offrii la mia figa pregandola di scoparmi fino a raggiungere l’orgasmo. Lei incrociò le sue gambe con le mie ed iniziò a sfregare la sua figa contro la mia. Sentivo i nostri umori che si mescolavano e mi sentivo molto porca. Poi mi inginocchiai e mettendo il mio culetto per aria le chiesi le sue attenzioni. Mi mise tre dita in figa ed iniziò a leggarmi il buco del culo. Le chiesi di scoparmi più forte per farmi godere. Sentii delle dita che mi entravano nel culo senza smettere però di scoparmi la figa. Mi stava scopando con entrambe le mani e sentivo avvicinarli l’orgasmo. Rilassai tutti i muscoli per permetterle di entrami più in profondità. Lei iniziò ad aumentare il ritmo ed io raggiunsi l’orgasmo. La sua bocca si incollò sulla mia figa per bere tutti i miei umori. Crollai sul letto distrutta. Katia si sdraiò accanto a me, la baciai. Lei mi accarezzo i capelli ed il seno, con molta dolcezza. Mi stavo proprio innamorando di quella ragazza. Le ho chiesto se era la prima volta che andava con una donna e lei mi confidò che era la prima volta in assoluto che faceva sesso. La strinsi a me dicendole che se avesse voluto avremmo potuto ripetere l’esperienza. Mi baciò e mi giurò che l’avrebbe fatto solo con me.