La mia prof

La mia prof

Era già un anno che la relazione fra me e Monica andava avanti, e ci trovavamo ad un punto morto. Insieme avevamo scoperto i piaceri del sesso saffico, ma ormai i nostri giochi innocenti non mi bastavano più anche se non avevo in mente cosa fare.
Quando però iniziò il quarto anno delle superiori ci fu una spiacevole sorpresa, la nostra professoressa d’italiano se ne era andata, ed al suo posto era arrivata la classica carogna. A essere sincera la professoressa Anna Ballerini era una gran donna, dietro alla quale cominciarono a girare tutti i suoi colleghi maschi, ma quello che importava a me era il suo comportamento in classe, e li sembrava che l’unica cosa che le importasse era massacrare i suoi alunni con estenuanti interrogazioni.

Io che già avevo dei problemi mi ritrovai presto con un bel cinque in pagella, ed essendo rappresentante di classe cercai di farle presente che non eravamo al classico e che nessun’altra insegnante pretendeva quello che voleva lei, ma il risultato fu che mi prese ancor più di mira.
Poco prima di Natale ero piombata nel panico, potevo già dimenticarmi in anticipo di passare le vacanze con Monica nella casa dei suoi in montagna, e pensavo a lunghe sessioni di studio. Qualche giorno prima delle vacanze mi dimenticai di riconsegnare un libro, e la carogna all’inizio mi sgridò in malo modo, per poi dirmi che potevo portarglielo a casa nel pomeriggio.
Così a malincuore, dopo aver pranzato, presi il mio Vespino e mi recai in casa sua, che non era molto distante e così mi ritrovai presto davanti al suo citofono.
Suonai brevemente due volte, giusto per essere sicura che mi avesse sentito.
“Chi è ?”
“Buongiorno prof, sono Serena, le ho riportato il libro.”
“Sali pure,p rimo piano interno quattro.”
La trovai sulla porta ad attendermi, e benché fosse inverno, indossava una camicetta leggera con gonna sotto il ginocchio.
“Entra pure, ti aspettavo, penso che dobbiamo fare due chiacchiere.”
Appena entrai compresi perchè fosse vestita in maniera così leggera, dentro c’era un caldo irreale, e col suo permesso mi tolsi cappotto e giacca, rimanendo col solo abito di maglia che mi arrivava a metà coscia.
“Allora Serena, nelle altre materie non vai male, hai diversi sette a qualche otto, solo nella mia zoppichi e non poco, mi puoi dire il perchè ?”
Non sapevo che dire non volendola di nuovo attaccare per il suo metodo, ma allo stesso tempo non volevo neanche sembrare troppo ruffiana.
“Guardi non saprei neanch’io, l’anno scorso non dico che ero la prima della classe, ma neanche l’ultima.”
Mentre cercavo d’arrampicarmi sui vetri, con scuse sempre meno credibili, notai che il suo sguardo da freddo e distaccato, diventava sempre più interessato, ma non a quello che dicevo, bensì al mio corpo.
Ora non sono mai stata un gran bellezza, col viso sempre troppo infantile e le forme appena visibili, da seconda molto scarsa tanto per capirci. Di solito mi davano 3-4 anni di meno dei miei 17 e ciò mi dava sempre dato un po’ di fastidio.
Ad un certo punto m’interruppe, e come se fosse la cosa più naturale del mondo, mi chiese di me e Monica.
“Non è Serena che passi troppo tempo con Monica ?”
“Non lo so non credo.”
“Dai non fare la stupida con me che tanto non funziona,so che andate a letto insieme.”
Diventai di tutti i colori, come poteva sapere lei quello che neanche i nostri genitori ed amici non immaginavano neppure.
“Ma cosa dice, non è vero.”
In realtà il mio fu solo un tentativo di difesa più dettato dalla disperazione che altro, perché si vedeva e bene che aveva centrato l’obbiettivo.
“Non c’è bisogno che lo neghi con me, l’ho capito dopo poche volete che vi ho visto insieme, solo dimmi sei solo lesbica o ti piacciono anche i ragazzi ?”
“No, no sono stata solo con Monica.”
L’avevo ammesso senza quasi rendermene conto, o come se fosse un disonore essere stata a letto con un ragazzo. Lei diventò sempre più maliziosa, mi stava chiaramente spogliando cogli occhi, mentre io non riuscivo ad uscire via da quella situazione.
“Lo sai che sei davvero un bel bocconcino,chissà quante sconcerie fai colla tua amichetta.”
“No,che dice,ci diamo qualche bacetto e ci tocchiamo a vicenda, ma niente di più.”
“E non vuoi andare oltre ?”
La sua era una proposta più che esplicita, solo non sapevo che fare, da un alto avrei voluto rimanere fedele a Monica, mentre dall’altro lei mi attirava sempre di più.
“Non so… ecco io…”
“Forse hai bisogno di una spintarella per decidere.”
Si sedette al mio fianco e mi baciò mentre la sua mano si posava sulla mia coscia. Come un automa aprii le labbra e la sua lingua s’intrufolò dentro la mia bocca cominciando a cercare la mia. Il suo fare esperto mi fece sciogliere subito, tanto poco dopo ero io a cercarla, poggiandole una mano sul seno per accorgermi che sotto la camicetta non portava nulla.
“Vieni andiamo di la,staremo più comode, e da adesso chiamami Anna e dammi del tu.” mi disse alzandosi e prendendomi per mano.
“Si Anna come vuoi tu.”
La seguii docile in camera, li ci spogliammo a vicenda fino a rimanere nude.
Il tempo non aveva segnato il suo corpo ancora tonico, le sue forme erano perfette,il seno stava su da solo ed il culo era pieno e duro al tatto.
Mi fece sdraiare sul letto per mettersi sopra di me, le nostre bocche si unirono in un bacio lungo e sensuale, mentre i nostri sessi erano uno contro l’altro che si bagnavano a vicenda.
Quando scese con la bocca verso il basso mi sembrò di toccare il paradiso con un dito, la sua lingua cercava ogni angolo del mio corpo fino a che non fu in mezzo alle gambe.
“Si Anna fammi godere.” le dissi come se ce ne fosse bisogno.
Lei iniziò a percorrere lo spacco in maniera lenta ed estremamente eccitante, mi prese in bocca le grandi labbra per giocarci colla lingua.
Mi sembrò d’impazzire per quanto stavo godendo, ma il meglio doveva ancora arrivare. Prese coi denti il mio clito mentre due dita mi penetravano con dolcezza, ebbi subito un orgasmo spaventoso, ma Anna non smise fino a quando non venni nuovamente.
Pensai d’esser sazia, ma lei aveva ben altri progetti, infatti dal cassetto prese un piccolo vibratore per poi strusciarlo sulla mia passera.
“No ti prego,quello no.”
Anna mi guardò un po’ stupita, ma poi comprese tutto.
“Sei vergine non è vero ?”
“Si.”
“Non aver paura, lo farò solo se tu vorrai, però guarda quello che ti perdi.”
Si sdraiò vicino a me per passarsi il vibratore sulla fica, mentre io iniziai a toccarla, e sentendola fremere finisco col baciarla proprio dove si sta stimolando da sola. Per stare più comoda m’inginocchiai fra le sue gambe cercando di non essere d’intralcio alla sua mano. La vidi penetrarsi con quel cilindro e subito godere senza alcun freno.
“Si Serena leccamela, non sai quanto sei brava.”
In realtà stavo cercando di fare quello che prima avevo ricevuto da lei, solo ebbi la netta sensazione che lei godeva molto di più e mi venne una gran voglia di provare anch’io il vibratore.
Anna si masturbò fino a venire quasi soffocando il suo urlo, ma subito dopo mi guardava con l’aria di chi sa come andrà a finire.
“Allora mia giovane amica, vuoi sempre rimanere vergine ?”
“No, però fai piano, ti prego ho una gran paura.”
“Stai tranquilla, so come fare.”
Mi lasciò messa a carponi, ma allargandomi di più le gambe per riprendere a leccarmela.
Quando fui prossima d un nuovo orgasmo prese il vibratore per farlo entrare nella mia intimità ancora inviolata. Sentii subito un piccolo dolore, ma fu seguito da una sensazione di puro piacere. Anna continuava a leccarmi la passera come se quell’oggetto non ci fosse, ma allo stesso tempo mi penetrava fino in fondo per poi farlo scorrere con estrema calma.
“Si Anna è fantastico,continua,vorrei che non smettessi mai.”
“Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto,ora pensa solo a godere.”
E chi pensava ad altro !
Non so se venni una, due o chissà quante volte, solo alla fine mi ritrovai davvero esausta sdraiata sul letto con lei vicino che mi accarezzava la schiena.
“Allora Serena, sono sempre una carogna ?”
Mi girai verso di lei per baciarla con tutte le forze che mi sono rimaste.
“No, sei una gran donna, e ti sarò per sempre grata per questo pomeriggio.”
“Guarda che puoi tornare quando vuoi.” mi risponde quasi offesa, ma sorridente.
“Stai tranquilla, d’ora in poi sarò la tua alunna più fedele.”
Mi accorsi che si era fatto tardi, così mi rivestii in fretta, e dopo un veloce bacio, me ne tornai a casa.
La sera confessai tutto a Monica, la quale mi lasciò piangendo e dandomi della troia. Avevo perso una grande amica, ma trovata una grandissima maestra del sesso saffico, e al momento questo mi bastava.

Per commenti : [email protected]
(quelli volgari saranno subito cestinati)

Invito tutti a visitare il mio piccolo blog
http://serenathemiss.wordpress.com/

FavoriteLoadingAggiungi ai tuoi preferiti
 

One thought on “La mia prof

  1. Giulio

    Mi attraggono moltissimo i racconti lesbo ancora di più se sono storie realmente accadute e non ho mai visto due donne a fare sesso ma deve essere bellissimo per un uomo. Non amo racconti decisamente troppo lunghi che in realtà stancano, questo racconto mi è piaciuto.
    Vorrei scrivere un qualcosa se posso alla sua mail, qui manca spazio e anche il tempo almeno per oggi, non amo esser volgare e nemmeno invadente, non sono più giovane ma mi attraggono molto per non dire moltissimo i racconti saffici.

     

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.