Ho sposato mia sorelle e l’ho messa incinta

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Ho sposato mia sorelle e l’ho messa incinta

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Un racconto quasi vero. Perché dico quasi vero, perché poi ha sposato il suo ragazzo ufficiale.
Dal episodio son passati una ventina di anni. Io e mia sorella abbiamo avuto situazioni un po’ imbarazzanti, sin da piccoli. Da premettere che tra noi due ci toglievamo quasi quattro anni, io avevo undici anni lei sette piaceva giocare molto toccandoci le nostre parti intime, il pomeriggio mentre i nostri genitori facevano il riposino, e qui faccio l’occhiolino.
Ho avuto l’occasione di spiare papà e mamma, dalla porta della loro camera chiusa provenivano dei cigolii del loro letto, un giorno ho avuto il coraggio di aprire uno spiraglio la porta, ho visto mia madre messa a ginocchioni e papà era messo dietro in piedi gambe aperte un po’ piegate con il suo arnese nel culo di mia madre, la sentivo lamentarsi, aveva nel volto dipinto il piacere. Mentre li spiavo mamma si accorse che li stavo osservando, non fece niente anzi continuo a farsi inculare, sembrava dirmi ti piace vedermi in questa posizione. Appena finito con la venuta di papà si accasciarono stanchi, io chiusi la porta molto eccitato. Tornato in camera, mia sorella mi chiese perché ritardavo a tornare, le ho raccontato l’episodio, lei con gli occhi sorridenti mi chiese,
interessante poi mi fai vedere. A noi piaceva giocare molto come dicevo toccarci e scoprire i nostri corpi. Preso la valigetta del dottore prendevo lo stetoscopio sentivo il cuore i polmoni e intanto col la mano tastavo gli acerbi seni, le davo un bacino sui bottoncini, ma a me interessava scendere giù sotto la pancia. Con lo stetoscopio sentivo La panchina e poi lo mettevo sul pube, lo passavo dentro la fessura di una fighetta ancora liscia senza peli, sentendo solleticare aveva i suoi primi fremiti di piacere, stringeva le gambe

A dire il vero non l’ho sposata io, ma sposata col suo fidanzato ufficiale. Sono ormai passati una ventina di anni, un giorno ero andato a trovare mia sorella, che abitava a Trapani io invece ero a Palermo, lavoravo alle poste in una succursale, andavo tornavo spesso per lavoro, ero un istruttore di nuove attività lavorative, ormai passati all’elettronica c’erano soventi necessità di mettere in condizione i colleghi delle novità da mettere poi in atto alla sportelleria. Con mia sorella c era tanta confidenza, nulla potevo tenere nascosto, lei se ne accorgeva. Piaceva ricordare episodi passati che ci vedevano protagonisti anche sentimentalmente. Giocavamo sovente al dottore e l’ammalata, o l’infermiera e il malato. Lei sorrise ti ricordi avevamo la valigetta con degli attrezzi del dottore e tu usavi molto lo stetoscopio o lo specchietto del dentista, che tu usavi tutt’altra maniera. Sorrisi trovavo sempre il modo di toccarti la fica mettevo lo inserivo nella allora fessurina allargando la fica mi piaceva vedere il colore della carne di un rosa arrapante. O con lo stetoscopio ti sentivo il petto sotto i seni che cominciavano a spuntare. Li accarezzavo e baciavo, leccavo i bottoncini roteando attorno ai capezzoli.. già e io caro fratellino, ti visitavo, poi andavo a toccarti il tuo grosso pisellone
Mi piaceva tirarti tutta giù la pelle delle volte te lo stiravo troppo da farti male. Mi piaceva farti le prime seghe e davo bacini sul orifizio, leccandolo e infine lo prendevo in bocca, a te piaceva molto, buttavi la testa all’indietro quando aspiravo rumorosamente e infine le prime tue ieculazioni che mi facevi ingoiare anche se a me non piaceva, si non è vero succhiavi avidamente perché aspettavi il liquido per berlo tutto e leccare con le dita i rivoli che uscivano dalla bocca. E’ molto bella quando ride con i suoi ventisette anni, purtroppo con suo marito le cose non andavano molto bene, il suo lavoro, e’ imbarcato come ufficiale su una petroliera, ora era nel mar rosso. Lo guardata negli occhi è intristita, le chiedo cosa hai, no niente, non ci credo, si è vero mi mancano le coccole e mi sento tanto sola, le dico se vuoi le coccole te le posso fare io, subito non dice niente poi si avvicina e mi da un bacio sulla guancia, ormai fratellino quello che facevamo non si può fare più, siamo adulti e sposati. Si ma sappiamo solo noi quello che succedeva tra noi piccoli, mi guarda, mi da una mano e mi porta in camera da letto, mi dice quello che succederà sarà bello, ma poi niente più. La bacio delicatamente sulla punta del naso la prendo la testa tra le mie mani e la bacio sulle labbra con la lingua tento di intrufolarmici lei per un po’ resiste poi apre la bocca, entro le prendo la lingua tra le mie labbra la tiro fuori, intanto le nostre salivano si mischiavano. ci allunghiamo sul letto lei allarga le gambe, ma è presto per montarla. Le sbottono la camicetta spuntano due belle bocce sode con due capezzali dritti come chiodi li ciuccio girando la lingua intorno come un bimbo ciuccia il latte. Lei allunga la mano accarezzando il pacco da sopra i pantaloni, avverto un fremito lungo la schiena, allungo la mano le accarezzò il pube e giocherello con i peli di set mi abbasso le prendo in bocca i peli bacio la fica non è una fessurina è una voragine con le labbra aperte un profumo acre impregnato di urina e liquido seminale mi inebriava mi metto comodo tra le sue gambe lei le apre in maniera oscena, mi prende la testa e la spinge, mi dice fammi impazzire rompimi la figa con
la lingua. Faccio cose strane, le soffio dentro, le succhio la sua linfa, la bacio la cosa, allungandola il più possibile come un piccolo cazzo, gode gridando amore ti amo ora fottimi mettilo dappertutto,. ti voglio donare una cosa la cosa che non ho dato a nessuno. Il mio culo, li sono ancora vergine fai m attenzione amore non farmi male. A sentire il suo discorso alquanto erotico, mi mette addosso mi sollevo le dico guida tu il cazzo, mettilo dentro, li era tutto aperto poteva ricevere tranquillamente il mio manganello di venti centimetri per una circonferenza della capocchia di quindici centimetri un vero mostro da battaglia. La pompo freneticamente lei gode, la vedo in volto radioso
e felice le stavo restituendola felicità. Con un grugnito animalesco le scarico tutto quello che contengono Le palle poi, guardò in volto Anna questo il suo nome mi dice oddio sono nel periodo fertile, potre rimanere incinta. Il mio cazzo si ritira si affloscia restando dentro. Mi dice stiamo a vedere qualcosa diremo qualcosa faremo. Caro amico quando scopi tua moglie guardala in viso sicuramente se la stai a soddisfare avrà il sorriso stampato , se la scopi tanto per fare il tuo dovere, vedendole in volto la sua espressione sarà triste di insufficienza. Io mia sorella l’adoro farei tutto per lei anche se lo messa incinta verrà a stare da me. Se mi segui ancora saprai come continua.

 


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