The Handyman (Cap 5) – Andrea e Marina

The Handyman (Cap 5) – Andrea e Marina

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La vita lavorativa, nonostante tutto, continuava senza intoppi. Erano già passati 3 mesi e non avevo ancora visto gli occupanti del terzo piano. Iniziavo a pensare che non esistessero. La mia storia con Sabrina andava avanti, ma non riuscivo a confidagli il genere di lavoro che svolgevo in quel condominio. Non è per niente facile.
Se ve lo state chiedendo, si ci avevo fatto sesso. Sono pur sempre un umano. Però, sembrerà strano, dopo le mie varie avventure sessuali, trovavo il sesso con lei abbastanza noioso. Nonostante fosse una mora stupenda con due tette meravigliose.
Ne stavo parlando una mattina con Marina, la stupenda moglie di Andrea. E lei era convinta, che le mie mansioni speciali complicavano ogni tipo di rapporto.
“Sai che facciamo? Stasera tu e Sabrina venite a casa nostra per cena. Magari vi possiamo aiutare” – Adoravo il suo sorriso, era illuminante – “Ora caro scusami, ma devo andare ad allenarmi”.
Tornò indietro all’improvviso “Comunque mi hai deluso, pensavo che commentassi il mio nuovo completo sportivo”
“Cosa vuoi che ti dica sei stupenda come al solito” – Ed era vero. Quei leggins bianchi, fasciavamo le sue gambe e il suo sedere in modo impressionante. E il suo top sportivo esaltava il suo, pur piccolo, seno.
“Dai, ora lasciami andare in palestra” – mi baciò sulla guancia – “Ci vediamo stasera, mi raccomando mettiti in tiro” – e se ne andò correndo.
Io ovviamente le guardai il culo.

Dopo una breve telefonata, convinsi Sabrina a venire a cena dai miei amici. Lei era entusiasta della cosa, perché non era mai stata dentro questo “leggendario” condominio. Si, siamo sempre andati a casa sua quando volevamo un po’ di privacy.
Si presentò esattamente alle 19. Con un tubino nero, come diceva una canzone, tanto stretto che si immaginava tutto. Del resto la sua quinta di seno si notava sempre. Stranamente per quella sera aveva deciso di farsi i capelli ricci. Devo dire che stava benissimo. Del resto, scherzi a parte, era una gran figa.
Salimmo al primo piano, bussai. E ci aprì Marina. Era stranamente elegante per una cena in casa. Indossava dei pantaloni neri di seta, un top fasciante bianco e una giacchetta nera. Ho sempre adorato le donne che sapevano vestirsi. Invece Andrea, manco a dirsi, indossava una t-shirt e dei pantalonici, noi uomini, del resto eravamo in estate.
“Entrate pure vi stavamo aspettando, spero che apprezziate una cena vegetariana, noi donne dobbiamo mantenere sempre la linea”
Ora, sinceramente, Marina era fin troppo magra. Non capirò mai le donne.

Nonostante preferissi sempre la carne, devo dire che avevo mangiato bene. E lei era un ottima padrona di casa. Anche se notavo strane attenzioni verso Sabrina. Soprattutto sembrava interessata al seno. Forse invidia.
“Tesoro, me le fai toccare. Sono curiosa” – Forse avevo capito male, ero distratto a parlare di calcio con Andrea. Ma Marina continuò – “Chissà come è toccare un seno cosi grande”
“Signora per favore così mi mette in imbarazzo”
“Hai ragione, dai siamo tra donne” – E sorrise
“A dire il vero mi sembra che ci siamo pure questi due” – E indicò me e Andrea.
“Sai quante tette avranno visto in vita loro, ok tesoro se ti dà fastidio andiamo di là in camera mia”
“Signora, mi deve scusare ma mi sento a disagio”
“Hai ragione sono stata agressiva, ma sono curiosa. Beata te che sei cosi giovane e hai un fisico stupendo” – Riflettè un attimo – “Piccola ti piacciono le scarpe?”
“Bhe si..”
Marina la prese per mano – “Dai vieni, magari te ne regalo un paio”

Visto che non fui presente, ora cercherò di raccontare questa parte, riportando quello che mi disse in sequito Sabrina.
Arrivare in camera da letto la padrona di casa aprì l’anta della cabina armadio. E letteralmente la mia ragazza vide il “Paradiso delle scarpe”, parole sue. Stivali, decoltè, ballerine. Tacchi alti, tacchi bassi. Era un vero negozio di scarpe e Sabry non capì piu nulla.
Poi le vide, le sue scarpe preferite. Dei sandali alla romana, in pelle. Arrivavano quasi al ginocchio, avevano dei tacchi di 10 cm, dei lacci deliziosi sul davanti e una cerniera dietro.
“Vedo che ti piacciono?”
“Bhe signora…”
“Chiamami pure Marina”
“Bhe Marina, li ho sempre sognati”
“Credo che abbiamo lo stesso numero, provale”
“E’ sicura?”
“Certo non fare la timida”
Sabrina le indossò, si guardò allo specchio – “Farei di tutto , per avere scarpe simili”
“Allora te le regalo”
“La prego signora non mi prenda in giro”
“Non ti prendo in giro cucciola, però tu devi fare una piccola cosa per me”
“Bhe se posso. Lo faccio subito”
“Mi piace quello che hai detto sai. Quindi slacciati il vestito e fammi vedere il suo seno?”
“Ma, ma signora.. Marina.. Sa che non posso”
“Ti rimangi la parola?”
“No, però mi vergogno”
“Giuro voglio solo vedere il tuo seno e toccarlo, solo curiosità” – Marina si avvicinò – “come ti ho detto prima in cucina, siamo tra donne no”.
E per metterla a suo agio, si sfilo la giacca, si tolse il top rimanendo con le sue tettine scoperte “visto è facile”
“E dopo lei mi regala questa scarpe stupende?”
“Certo cara, e se tutto va bene, te ne regalerò pure altre”
In quel momento Sabrina, non capì esattamente cosa intendesse, ma la sua voglia di avere quelle scarpe era troppa. Si fece aiutare ad abbassare la lampo sulla schiena. Si tolse il suo reggiseno continitivo e rimase li a seno nudo.
Vi posso assicurare che erano davvero grosse e Marina non perse tempo a toccarle e soppesarle.
“Il nostro tuttofare mi ha detto che il sesso tra di voi lo annoia”
“Veramente.. io pensavo di farlo godere” – rispose Sabrina agitata.
“Tesoro non è colpa tua. Lavorare in questo condominio fa questo effetto, ma sono sicura che ti vuole bene” – detto questo le strinse più forte il seno – “Non pensavo fossere cosi sode”
Sabrina gemette.
“Sabry, dimmi, ti piace Ale”
“Si è molto carino, e nonostante quello che lui dice mi fa eccitare”
“Vorresti darle qualcosa di più?” – Lecco per la prima volta i capezzoli
La mia ragazza rispose stranamente eccitata – “Si, vorrei, ma forse sono ancora un pò inesperta”
“Saresti disposta a seguire le mie istruzioni, per migliorare la tua relazione?”
“Non ne sono sicura, pero lui mi piace, si va bene”
Marina la baciò sulla bocca “Bene ora vieni con me, ma prima toglieti le mutandine” – E con un gesto della mano le indico di tornare in sala con lei, dove io e Andrea chiaccheravamo tranquillamente.

Fu così che le vedemmo tornare da noi, in topless. Credetimi dopo 3 mesi, passati a lavorare lì,ormai non mi stupivo piu di nulla.
Sabrina rimase ferma impalata sulla porta, mentre con le mani cercava di coprirsi il seno più possibile.
“Che ti avevo detto, devi fare quello che ti dico” – Dopo quelle parole di Marina, la mia ragazza tolse le mani e mostrò il suo seno divino.
L’avevo già immaginato, ma la padrona di casa aveva davvero un fisico atletico e la sua seconda abbondante le donava moltissimo. Probabilmente leggendo i miei pensieri, mi guardo, poi si diresse verso suo marito e gli tolse i pantaloncini.
Come si poteva immaginare, il suo cazzo era già bello duro. Del resto lo era anche il mio. Sua moglie si decido subito al suo cazzo e inizio a leccarlo profondamente. Guardando me, come a dirmi che sarò il prossimo.
Sempre con il cazzo di Andrea in mano, si voltò verso Sabrina e gli ricordò “Devi fare tutto quello che faccio io ricordi”
Sempre titubante, la mia ragazza, si avvicinò a me, mi sbottono lentamente i pantaloni e me lo estrasse. Era la prima volta che mi faceva un pompino. La sua lingua girava intorno alla mia cappella come se fosse un gelato.. poi di colpo se lo infilava in gola.
Mi rilassi immediatamente e gli accarezzai i capelli.
Marina con la bocca che colava di saliva indicò le tette di Sabry – “Visto che le hai, sfruttale” – e mimò il gesto della spagnola. La bella ricciolina avvolse il mio cazzo intorno al suo seno, dove praticamente smani, usciva a mala pena la cappella. Si prese in mano le tette e, stringendole, praticamente mi scopò il cazzo con il suo seno.
Ora sicuramente esagero, ma stare li in mezzo era meglio di molte fighe. Mentre ero in paradiso, guardavo come Marina si dedicasse a suo marito. Stava praticamente leccando tutto il suo cazzo. E vorrei essere stato lui. Avevo ammirato la padrona di casa, dal primo giorno che l’avevo vista, era forse la donna più elegante che avevo mai visto, in vita mia.
“Calma, non vedi che stai facendo venire Ale troppo in fretta, si piu delicata”
E Sabrina rallentò. Sarei stato li in mezzo alle sue tette per tutta la vita.
Marina guardo suo marito – “Tesoro scommetto che pure te vuoi provare quelle tette”
“Ovvio tesoro del resto li abbiamo invitati apposta no?”
Sia io che la mia ragazza li guardammo in modo strano. Ok sono sincero io volevo fare sesso con la moglie di Andrea, ma non so come l’avrebbe presa Sabry.
“Dai non fare la timida, hai detto che mi avresti ascoltato, fai godere il mio uomo, al tuo ci penso io”
Stavolta la mia ricciolina, non fece nessuna protesta e si diresse verso il cazzo di Andrea, iniziando una delicata spagnola e nello stesso tempo leccandogli la cappella. Dal canto mio mi sentii preso all’improvviso il cazzo da una mano decisa.
“Mi dicono che questo cazzo fa miracoli, ha fatto rabbonire la signora Ulrike” – se lo infilo subito in bocca. Vidi la mia ragazza fare un cenno di protesta, ma Andrea prese subito il controllo e la bacio con la lingua.
“Sapete mi sono un po’ rotta di leccare cazzi” – si sbottonò i pantaloni.. rimanse in mutandine “ora tesoro perché non me la lecchi tu” – io ovviamente obbedii subito, non per il contratto, ma perché mi piaceva. Mi prostai ai suoi piedi, le scotai le mutandine di pizzo.. e iniziai a leccare le sue grandi labbra leggermente pronunciate. Lei si accarezzata il piccolo seno, guardando però sempre quello che combinava suo marito.
La mia ragazza era arrabbiata, lo notai subito. Si tolse pure lei completamente il vestito. Tu guarda non portava le mutandine. E invece di farsela leccare.. si piantò tra le gambe il cazzo di Andrea.
“Ma porca puttanaaa..”
“Perché mi guardi cosi porco, ormai siamo in ballo .. balliamo”
E inizio a farsi fottere allegramente.. e con me non l’avevo mai vista cosi eccitata.
Come gesto di sfida. io allora infilai tutta la lingua dentro la passera di Marina.. e cerchai di farla godere il più possibile. Era dannatamente bagnata e il suo gusto mi piaceva un sacco..
Dal canto suo la signora allungo la mano e inizio a palpare il culo di sabri e gli mise pure due dita in culo..
“Dimmi tesoro sei vergine analmente?”
Sabrina non rispose subito. Marina gli dietre uno schiaffo – “Rispondi monella”
La mia ragazza cercava di rispondere, ma era troppo presa dal cazzo di Andrea e dal fatto che le stavo mungendo le tettone.
Si senti una fievole voce – “Si”
Un’altra sculacciata, questa piu forte – “Non ho sentito tesoro”
“sii, nessuno mi ha mai posseduto li”
“Hai capito Ale, forse dovremmo rimediare?” – detto questo si stacco da me, quasi caddi per terra, e leccò il buco del culo della ragazza.. – “Così sarà meno doloroso”
Come mi ero sbagliato, mi sembrava la coppia più normale del condominio, invece erano due pervertiti. Lei mi disse di avvicinarsi. E sempre con la faccia premuto sul culo di sabri.. mi afferrà il cazzo e me lo sego lentamente. Piano, piano me lo avvicinava al bel buchetto, che non aveva ancora posseduto nessuno. Un po’ leccava quel culo e un pò il mio cazzo.. poi con una spinta decisa mi disse – “ora pensaci tu”.
Mentre Andrea stava sbattendo follemente la figa di Sabrina.. Io appoggiai il mio cazzo al suo buco più alto e lo feci entrare lentamente.. ne segui immediatamente un suono di dolore.. e mi fermai.
“Non fermarti”- La solita Marina – “la devi possedere come si deve”
“Ma è piccola”
“Ma se ha 25 anni, idiota” – Mi afferro le chiappe e mi spinse dentro il culo della mia ragazza.. e mettendomi due dita nel culo.. mi aiutò a incularla.
“Ecco bravo cosi che si fa”
Sentivo il cazzo di Andrea che si scontrava con il mio.. e sentivo Sabrina urlare di piacere..
“Oddio questo si è che sesso” – Urlo all’improvviso
“tesoro ne ero sicura” – rispose Marina.
Ovviamente io allungai le mani sulle sue tette. C’era spazio per tutti.
“Comunque dovrei divertirmi pure io e non rimanere qui da sola” – Si mise in piedi sul divano, esattamente sopra suo marito – “dato che hai la bocca libera, puttanella che dici di leccarmela”
In quelle condizione Sabrina avrebbe accettato qualsiasi richiesta. Allungo la sua lingua e con abili leccate. Leccò abilmente gli umori della sua insegnante. Nello stesso tempo il marito iniziò a leccargli il buco del culo..
Sempre la padrona di casa “Come ti senti signorina?”
“piena”
“Ne sono contenta, ora lecca più forte”
A quella vista, persi completamente la testa.. e facendomi spazio nella figa della mia ragazza. Iniziai a fotterla con Andrea..
Non immaginavo mai che fosse cosi elastica. Aveva lettalmente due cazzi nella figa. Il contatto con un altro cazzo non mi faceva nessun fastidio.. anzi.
La mia Sabry, era incontrollabile, urlava, si agitava, ma non smetteva di non fare il suo dovere con la padrona di casa infilandogli la lingua nella figa. Il fisico di Marina così in piedi era divino. Di una tonicità impressionante e mi scappò – “Ti voglio!!!”
“Va bene porco, siamo qui a divertirci, siediti accanto a mio marito”
Sfilai il mio cazzo a fatica e mi sedetti accanto ad Andrea. Il quale era interessantissimo a leccare le tettone che aveva davanti. E per la prima volta lo sentii parlare “La tua ragazza è proprio interessante sai”. Gli afferrò il culo e continuo a sbatterla davanti a me.
Lì probabilmente capii che non ero davvero innamorato di Sabrina, perché altrimenti avrei reagito in modo diverso a vederla scopata così.
“Allora a me chi ci pensa” – Marina mi guardava con voglia assoluta. Baciò in bocca Sabrina. Non so voi ma io adoro vedere due donne che limonano. Si girò voltandomi la schiena.
“Tiene il tuo cazzo dritto, hai capito?” – Con mio grande sorpresa se lo infilò nel culo – “ti piace vero tesoro?”. Si sdraio sul mio petto e inizio a farsi fottere selvaggiamente, masturbandosi la figa con le sue dita. – “Hanno ragione le troiette delle gemelline, hai un cazzo fantastico”
Le afferai le tettine. Le stringevo .. le mordevo il collo. “Non azzardarti di venire prima di me”
Questo mio lavoro, diventava ogni giorno più interessante.
“Piccola monella, ora vieni qui a leccarmela”
Sabrina ormai eseguiva tutto quello che le diceva. Smontò dal suo cavallo.. E leccò sia la sua figa, che il mio cazzo dentro di lei.
“Scopami con quelle tettone”
“Tutto quello che desidera” – Ormai era diventata il genio della lampada.
Si abbasso sul meraviglioso corpo della padrona di casa e struscio le tettone sulla passera umidissima. Appena i suoi capezzoli sfioravano il clito, Marina gemeva.
Andrea non perse tempo e mettendosi dietro a Sabrina lo infilo immediatamente nella figa..
“Adoro la tua passerina inesperta” – E aiutandola con il suo movimento “Fai godere la mia signora”
“Voglio il cazzo di mio maritoooo” – La mia puttanella si spostò, mettendosi accanto a me, a gambe larghe – “dai tesoro fammi venire”
Ora quella che aveva due cazzi dentro era la padrona di casa e sono sicuro che non era la sua prima volta. La cucciola riccia, mi infilo la lingua in bocca. Io infilai la mia mano dentro la sua figa.
“Stronzo, è cosi che mi vuoi tutte le sere vero?” – Sabrina era in calore
“Oggi ti trovo meravigliosa” – Ero stato sincero.
Andrea stava letteralmente sfondando sua moglie. Sentivo la sua cappella scozzare conto il mio cazzo. Le due donne venirono quasi contemporaneamente. Marina si svincolò a fatica da noi. Si stese sopra Sabrina la baciò, poi leccò dolcemente la sua passera sfatta.
“Cara sei stata bravissima oggi, ora fai venire questi due maschi” – La fece inginocchiare – “Voi due fessi che fate venite qui”
Io e Andrea ci alzammo avvicinandoci alla riccia, con il cazzo duro. Lei non perse tempo e ci afferro i nostri cazzi con le sue mani. Masturbandoci e leccandoci, in modo alternato, la cappella.
La padrona di casa era sdraiata dolcemente sul divano e guardava divertita la scena. Io non riuscivo a toglierle gli occhi d’addosso. Ero invidiossissimo di suo marito, quella era una donna vera. E esplosi il mio seme per primo addosso il viso e le tette di Sabrina, seguito a breve da Andrea.
Marina ci portò delle salviette umidificate – “Su da bravi pulite il vostro uccello, a lei ci penso io” – passò la sua lingua sulle tettone, le prese la mano e l’accompagno in bagno per fare una doccia.
Quello che hanno fatto e quello che si sono dette li dentro non lo saprò mai. So solo che dopo 5 minuti sono tornate tutte lavate e vestite. La mia ragazza indossava orgogliosa le sue scarpe nuove, mentre in mano avevo quelle con cui era venuta fino a casa mia.
Marina bacio entrambi. Sabrina con molta più passione. E c’è ne andammo.

Una volta rimasti soli sulle scale l’unica cosa che riuscii a dire fu – “Scusami”
“Perché Ale?”
“Forse non ti aspettavi una serata così”
“Che ti posso dire, ormai è andata e ci siamo divertiti” – mi baciò sulla guancia – “piuttosto dimmi, è questo che fai di lavoro”
“Si, mi hanno incastrato”
Lei si mise a ridere – “Incastrato, questo poi non l’avevo mai sentita” – Poi tornando seria – “Se le cose stanno così, forse è meglio che non ci vediamo mai più”
Io rimasi in silenzio, non potevo darle torto.
“Comunque grazie per la serata” – Mi baciò, stavolta in bocca, e se ne andò a casa. Però questa, come vedrete più in là, non fu l’ultima volta che la vidi.

 

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