Come quella prima volta tanti anni fa

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Come quella prima volta tanti anni fa

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Due sere fa ci siamo sentiti con Pietro e Giuseppina. Hanno chimato loro per dirci che loro stavano organizzando la vacanza per la prossima estate: due settimane in Sardegna. Naturalmente ce lo proposero insistendo. Restammo d’accordo che li avremmo chiamati per dare loro una risposta e prenotare anche per noi. “Che bella la Sardegna! Mi piacerebbe, non ci siamo mai stati” dice Maria. “Lo sai come va a finire no? Che dici?” “Tu che dici? Tanto ormai…….” E’ proprio in quel momento che mi viene in mente di scrivere questa nostra storia iniziata 28 anni fa. Sono Gianni e sono un uomo di 52 anni. Maria, mia moglie, di anni ne ha 48 ed è, anche se bassina, una bella femmina desiderabile e a letto una porcella senza limiti. Con Pietro ci eravamo conosciuti frequentando la stessa facoltà all’università di Palermo, diventando buoni amici anche se abitavamo in città diverse. Ci lauriammo pure lo stesso giorno e fu in quella occasione che conoscemmo ognuno la fidanzata dell’altro. Anzi, io non consideravo Maria la fidanzata, ma la ragazza del momento in quanto ero convinto che non mi sarei sposato cone lei. Forse neanche Pietro, considerando quello che è accaduto un mese dopo. Cosa? Fui io, sentendoci telefonicamente, che gli dissi che sarei andato in campeggio con Maria per una settimana per festeggiare insieme e da soli la mia laurea e per l’occasione avevo comprato una canadese. Caspita! Si mise in testa che dovevamo andare insieme. Convinse Giuseppina, ma il problema era che Giuseppina doveva convincere i suoi. Ci riuscì. Restammo in Sicilia e Giuseppina e Maria entrarono subito in sintonia andando malto d’accordo. Fu il quarto giorno quando Pietro, mentre osservavamo, sdraiati sulla sabbia, le nostre ragazze in bikini che andavano a fare il bagno, disse: “Lo sai che Maria è un bel bocconcino? E’ piccolina ma appetitosa. Mi sembra pure un tipo caldo. Mi sbaglio?” “Perchè Giuseppina com’è?” “Da provare.” Ridemmo insieme. Poi lui disse che a Maria l’avrebbe scopata volentieri e mi chiese se mi sarebbe piaciuto con Giuseppina. Gli risposi di si. “Tanto chi se ne fotte, mica ce le dobbiamo sposare” disse infine. L’ idea non mi dispiaceva. Appena ritornarono incominciammo a scherzarci su. Ci prendemmo tantissimi scemi però, ad un certo punto divennero più malleabili e, a quanto pare, non sarebbe dispiaciuto neanche a loro. “Però dobbiamo usare il preservativo” disse Maria. “Noi lo usiamo sempre” disse Giuseppina. “Perchè noi no?” Dissi io. Giuseppina era una bella ragazza: 10 cm più alta di Maria e bella polposa. Ambedue castane e capelli lunghi. Così già quel pomeriggio stesso Maria andò nella tenda con Pietro e Giuseppina con me. Dopo una bella slinguata, una leccata di fica portandola all’orgasmo; un pompino da parte sua e poi una bella chiavata. fu comica la scena quando le chiesi di mettermi il preservativo. Disse che non era capace e mi chiese se me lo metteva Maria. Risposi di si e ci provò con ottimi risultati. Fu così ancora quella sera stessa, dormendo a coppie invertite, e l’alta ancora, l’ultima. Dopo la vacanza non ci sentimmo più. Eravamo tutti mortificati? Con Maria nessun discorso in merito e, dopo qualche anno, inveve, ci sposammo. Si sposarono pure Pietro e Giuseppina ma loro, per motivi di lavoro, si erano trasferiti in Lombardia. Sono entrambi insegnanti. Trascorremmo la settimana, tra l’inizio dell’anno e l’epifania, sull’Abetone. Una vacanza così, fuori programma, tanto i nostri figli, ormai grandi, stavano da soli a casa o, al limite, potevano stare dai miei. Eravamo in una bella località e la prima sera, in un tipico ristorante del posto, ci sentimmo dire: “Ciaooo! Siete voi? Sicuro che siete voi, non ci vediamo da una vita ma non potete essere che voi.” Che sorpresa! Erano loro e fu una festa. Cenammo insieme raccontandoci tutti questi anni. Caso volle che alloggiavamo nello stesso centro e trascorremmo tutta la serata insieme ritirandoci insieme. Nella nostra camera eravamo contenti e ne parlammo tanto. Lui era sempre lo stesso, capelli brizzolati ma sempre lui. Giuseppina era ancora più bona e più provocante. Me lo fece notare pure Maria. “Perchè tu come sei? Che fa ci tieni di piacere ancora a Pietro?” “Lo scemo che sei.” Vi sembrerà strano ma quella notte fu la prima volta che parlammo delle due notti che passammo, io con Giuseppina e lei con Pietro, dentro quelle canadesi. L’indomani sera era in programma una serata danzante presso lo stesso centro dove alloggiavamo. Sia Giuseppina che Maria, anche se ormai cinquantenni, erano molto attraenti. Naturalmente ballammo anche a coppie invertite. Nei balli moderni e veloci eravamo insieme, poi arrivava il lento e capitava che io mi trovavo più vicino a Giuseppina e Pietro a Maria. Fu in uno di questi frangenti che Giuseppina, visi vicinissimi, mi disse: “Sai che sono contenta veramente! Chi ce lo doveva dire dopo tanti anni? Peccato che ci siamo persi di vista. Ricordi che bella settimana? Eravamo ragazzi. Dentro quelle tende piccoline. Lo sai che ce l’abbiamo ancora?” Ridemmo e da quel momento sempre più stretti fino a toccarci. Nei balli successivi, nel corso della serata, fino come a strusciarsi con lei che si gustava la mia virilità sul ventre. Figuratevi che seduti tutti insieme mi sentivo imbarazzato e mortificato. Nello stesso tempo notavo il viso stravolto di mia moglie e labaldanza di Pietro. Il giorno dopo lo trascorremmo in giro mangiando dei panini. Per tutto il giorno Maria e Pietro parlavano quasi a sussurrarsi e ridacchiavano. Anche Giuseppina ed io cercavamo di stare distanziati e parlare della sera prima. A sera, stanchi ed esausti, cenammo al ristorante del centro e, tutti a sussurrare, prendemmo certi discorsi. Giuseppina, rivolgendosi a Maria, confessò: “Lo sai che quella sera fu la prima volta che misi il preservativo ad un uomo? Tu invece, mi diceva Gianni, lo facevi sempre” “Si, mi piace. Anzi mi piaceva perchè poi da sposati non ne usammo più. A Pietro quelle sere pure io lo mettevo. Sapessi com’era meravigliato!” Io si, Pietro pure, eravamo presi da una certa frenesia. Anche se ragionando tra me e me dicevo che ora si trattava di mia moglie. Ma la disponibilità che mostravano Maria e Giuseppina rendeva tutto molto eccitante. Infatti non fu necessario che nessuno dicesse qualcosa: entrammo nella nostra camera. Pensai che questa volta eravamo adulti e potevamo permetterci di più. Infatti ben presto noi uomini allengammo le mani e loro lentamente misero in movimento le loro e i sospiri delle lunghe slinguate riempirono la camera. Guardavo mia moglie e l’eccitazione, a parte Giuseppina che me lo segava, andava alle stelle. Quando la vidi che glielo tirava fuori e prese a leccarlo, per non guardare e sborrare prima del tempo presi a leccare la fica di Giuseppina la quale, subito, iniziò a gemere e ad intimermi di farla godere con la lingua. Ai suoi gemiti si unirono quelli di mia moglie impegnata in un frenetico 69. Godimenti a destra e a manca e mentre Giuseppina mi spompinava alla grande vedevo Mia moglie che cavalcava sul cazzo di Pietro e si dimenava come una puttana. Sicuramente non erano più le ragazzine del campeggio e le loro prestazioni erano di un tutt’altro spessore. Si fecevano scopare in ogni posizione e in ogni condizione e non avevano soggezione della presenza del proprio marito. Le inculammo contemporaneamente alla pecorina. Noi gliene docevamo di tutti i colori e loro erano sempre piu divertite. Dal culo se lo passavano nella fica e dalla fica in bocca. La mia prima sborrata fu nella bocca di Giuseppina; quella di Pietro nella bocca di mia moglie. Ci rilassammo tutti distesi sul letto e dopo lo spumante mia moglie prese a giocare col mio cazzo e Giuseppina con quello di suo marito. Porca miseria! Il bello doveva ancora venire: avrei potuto mai immaginare di vedere mia moglie con due cazzi dentro? Io nel culo e Pietro nella fica. Poi al contrario. Poi ripetemmo il gioco con Giuseppina. Gli orgasmi delle due troie non si contavano più. La seconda volta sborrai nel culo di mia moglie; Pietro nella bocca di sua moglie. “Bene te la sei passata stasera eh? Ti sei divertita?” “Certo. perchè tu no?” Le notti successive a coppie invertite ma in camere separate. L’ultima notte ancora insieme. Tanto per salutarci. Vedremo come andrà in Sardegna.

 

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