Le multe non pagate

FACCIAMO SESSO AL TELEFONO! CHIAMA IL 899005022 O CLICCA QUI

Le multe non pagate

Spread the love

Eccola, dopo tanto tempo che appare all’entrata del bar Martini. Io sono seduto al bancone, le faccio un cenno, lei mi vede e si avvicina. Ci scambiamo due amichevoli bacetti

Le indico lo sgabello libero vicino al mio.

“Come ti vanno le cose?” mi chiede mentre si accomoda.

“Male, malissimo, diciamo che sono fallito.”

“E come mai?”

“Ho interpretato male la crisi.”

“Be’, meno male che hai sempre voglia di scherzare.”

Dall’altra parte del bancone, il barman ci chiede cosa beviamo.

“Due Campari Red Bull” rispondo all’istante. Anche se mi ha lasciato da più di due anni non credo che i suoi gusti siano cambiati.

“ Cos’è questa storia delle multe che mi hai detto ieri al telefono?”mi chiede dopo aver sorseggiato il drink.

“Sono le famose multe che hai preso quando stavamo assieme e non hai mai voluto pagare.” Dalla giacca prendo una busta gialla che appoggio sul bancone.

“Ma è roba vecchia di anni…”

“E lo so, infatti ci hanno aggiunto anche gli interessi”. Apro la busta e le mostro un foglio: “Vedi, in tutto sono quasi tremila euro.”

“Tremila euro! Ma sono matti? Io non li ho quei soldi.”

Sorrido: la borsetta Prada che porta a tracolla, da sola vale più di mille euro.

“E poi la macchina era la tua,»

“Già, ma guidavi tu. Guarda nella busta, ci sono i verbali che avevi firmato e perfino le foto dell’Autovelox.”

“Ma dai, perché devo pagarle io … è passato tanto tempo. Non puoi pagarle tu?”

“Io?! Mi hai mollato per un coglione e dovrei pure pagarti le multe?”

“Ah, allora è questo il problema, è che scopo con un altro.”

“Chi se ne frega, scopa con chi cazzo vuoi. Anzi, perché non te le fai pagare dal coglione, le multe”

Per qualche minuto non riusciamo a dire altro, ognuno sul proprio sgabello fissando il bicchiere. Poi, con un’ aria che vorrebbe essere seducente mi dice: “E’ che abbiamo litigato”

“Be’ prima o poi si fa la pace, no?”

“Non lo so, questa volta una cosa seria… e a te come va?” mi dice accarezzandomi la mano.

Ci penso un attimo prima di rispondere: conoscendola so che una risposta sbagliata potrebbe costarmi una scopata.

Sto sul vago, “Mah… non so, è un periodo confuso.”

Vedo che fa un’espressione compiaciuta. Adesso la sua mano mi arruffiana il collo, mi accarezza i capelli. Sono imbrigliato dalle sue armi di seduzione, sento crescere la solita attrazione fatale da bassoventre.

“Ho voglia di scoparti, adesso” le sussurro all’orecchio.

“Qui? Sei pazzo, che ti prende?” dice con finta aria scandalizzata

Lo conosco quel tono, è quasi sempre il preludio di una scopata deluxe.

“Sai che nei bagni del bar Martini non l’abbiamo mai fatto,?” La mia frase è un azzardo ma so che con lei può funzionare.

Sembra perplessa, poi mi fa un sorriso tipo Gioconda e mi chiede: “Quello degli uomini o quello delle donne?”

“Delle donne, vai e aspettami dentro.” Credo di avere la voce alterata dall’eccitazione.

Aspetto cinque minuti, finisco il Campari e mi fiondo ai bagni. Lei è dentro che mi aspetta. Ci chiudiamo nell’ultimo stanzino, immagino sia quello del personale perché è pieno di scope. La bacio con violenza. Ha una gonna di pelle nera Gucci , gliela alzo. Il perizoma è talmente sottile che quasi vola via. La giro e la piego sul lavandino perché voglio scoparla davanti allo specchio e vederle la faccia mentre gode. La penetro in non so quale orifizio. Spingo come un animale mentre lei mi passa la mano dietro la nuca e geme in silenzio. La guardo allo specchio, ha la bocca spalancata e gli occhi chiusi. Le metto due dita in bocca, lei subito me le succhia come se fosse il pene. Veniamo in sincrono, come succede solo nei film porno.

In tutto saranno passati dieci minuti. Mi rimetto a posto i vestiti ed esco per primo ad aspettarla di nuovo al bancone. Lei arriva distesa e sorridente. Il sesso le fa bene, è bellissima sembra uscita da un cartellone pubblicitario. Si siede sullo sgabello facendo una smorfia.

“Cos’hai?” le chiedo.

Lei mi fa cenno di avvicinarmi e mi sussurra all’orecchio. “Mi fa male…me l’hai messo nel culo”

Rido senza riuscire a trattenermi, poi a bassa voce. “Non me n’ero accorto…è entrato con tale naturalezza”

“Stronzo”

“Si vede che sei abituata… non mi ricordavo che fosse così”

“Smettila che ci sentono”

Ridiamo assieme, poi l’accompagno alla sua macchina. Entra e mi chino per baciarla.

Lei ricambia il bacio e sento che mi infila qualcosa nella tasca. Metto la mano e controllo: è la busta delle multe. “Tesoro, adesso tocca a te pagarle” dice con un sorriso da furbetta. Poi sgomma via e mi lascia lì, con in mano la busta gialla. Sorrido tra di me e penso: tremila euro per un inculata! Che puttana!

 


ASCOLTA AUDIO LIBRI EROTICI - PROVA 30 GIORNI GRATIS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.