Incontri al buio

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Incontri al buio

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La stanza era sempre la stessa.
L’ordine era di entrare già bendata, con il nastro di seta nero che era appoggiato alla maniglia della porta: era morbido al tatto, eccitante. Esitavo non per paura, ma per far crescere la mia voglia.
Mi consegnai al buio, quale chiave d’accesso al Suo inferno e bussai. Sentii la porta aprirsi come un rumore sordo, ovattato dalla benda che copriva anche le mie orecchie. Non vedevo e non sentivo e, presto, mi sarebbero stati negati il movimento e la parola. Unici sensi lasciati liberi erano la pelle del mio corpo e la mia mente. Le corde mi legarono i polsi e fui sospinta all’interno della stanza: la porta si chiuse dietro di me per aprirne un’altra, quella del piacere più assoluto.
Lentamente i miei vestiti caddero e lasciarono libera me stessa. Le braccia erano alte sopra di me, a stento riuscivo a toccare terra con la punta dei piedi. Non avevo nessun dubbio di chi fosse in quella camera, nella mia mente non c’era altro che il Suo potere: avvertivo distintamente la Sua voglia di me, della Sua schiava.
Le Sue mani percorrevano il mio corpo, toccavano ogni centimetro. Le Sue dita stringevano, entravano, si muovevano e poi si fermavano. Non ero ancora abbastanza bagnata per Lui, anche se sentivo colare la mia eccitazione tra le cosce. Il primo colpo di frusta mi trovò impreparata ma non riuscivo a parlare. Non potevo urlare, non potevo fermarlo ma non volevo fare niente di tutto questo, volevo solo godere ed eccitarlo con il mio orgasmo. Continuò a colpirmi ed il dolore si mischiò al piacere. La mia saliva colava sul mio seno e Lui la raccoglieva riportandola alla mia bocca, leccandola e baciandola. Non volevo si fermasse, rivolevo essere colpita perché ogni schiocco penetrava nella mia mente annientando ogni tabù, perché quel dolore così tremendamente piacevole mi faceva impazzire. Continuai a dimenarmi, l’eccitazione era al massimo, il mio corpo contratto finché arrivò l’orgasmo. Mi liberò la bocca per sentire i miei gemiti che soffocò con la Sua lingua che cercava la mia. Lo sentii entrare in me con prepotenza, farmi Sua sfogando la Sua voglia. Lo sentii venire dentro di me mentre le Sue mani stringevano il mio corpo ed il Suo fiato alitava sul mio collo. Mi sciolse i polsi e mi tolse la benda per accarezzarmi dolcemente i capelli mentre io, radiosa, mi raggomitolavo ai suoi piedi.

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