Quella volta che divenni un WC – parte 2

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Quella volta che divenni un WC – parte 2

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Riprendo il racconto da dove si era interrotto precedentemente…
… Ad un tratto Sara si alzo e mi disse:
“sei sicuro di voler andare avanti? perché io sto per esplodere e ce ne sarà veramente tanta”.
le faccio cenno di si, mi sorride e si avvicina al bagno, si ferma sulla porta e dice:
“cominciamo che sarà un boccone duro da mandar giù”.
Il cuore mi batte all’impazzata mentre la sua bellissima figura svanisce nel bagno, mi alzo dal letto e la seguo intimidito come non mai.
“prima di cagarti in bocca, devo pisciare, sdraiati a terra cesso”, nel momento in cui mi ha chiamato cesso, l’ultimo goccio di sangue che mi era rimasto nel cervello va diretto al cazzo, ora può farmi qualsiasi cosa.
Per non sporcare a terra decido di mettermi nella doccia, anche se era scomodissima, vedo la Dea entrare e accovacciarsi su di me, mi porge un fazzolettino dicendo “usalo se ti entra nell’occhio perché brucia tantissimo”, io faccio la cazzata di dirgli con fare baldanzoso di non preoccuparsi e lei di tutta risposta con sguardo malizioso mi dice “non ci credi?” in un attimo si sposta leggermente e mi fa un goccio di pipì dritto nell’occhio.
Immediatamente mi asciugo l’occhio, brucia come l’inferno, lei sorridendo e mi dice “Vedi che non ti dico cazzate? Adesso apri bene la bocca e mi raccomando non sprecarne neanche una goccia, non ho bevuto molto e sarà amarissima”.
Ora ho quella bellissima figa a un centimetro dalla bocca, la allarga leggermente con le dita per fare centro, immediatamente arriva un primo getto caldissimo che purtroppo mi manca la bocca e mi colpisce il viso, subito corregge la mira e mi inonda con un getto fortissimo.
Non era la prima volta che bevevo urina, ma è la prima volta che ho così tante difficoltà nel berla, era amarissima, ancora una volta Sara non mentiva, il getto era così forte che nel giro di pochissimo mi colma la bocca, quando stà per straripare il getto caldo si interrompe e io chiudo la bocca.
Pensavo che avesse finito in realtà mi guarda e mi fa “sbrigati a ingoiare ne ho ancora tantissima”, non so cosa fare, non riesco ad ingoiarla è troppo amara, ma ogni secondo che la tengo in bocca è terribile, alzo gli occhi e vedo quella bellissima figa che mi sgocciola piscio sulla fronte, ansiosa di finire il suo lavoro, mi faccio forza e ingoio, è terribile salatissima la sensazione in bocca è orribile, mentre in mente ho questi pensieri, la bocca si apre di nuovo.
Di nuovo un getto fortissimo mi inonda la bocca, va avanti così per tre volte, mi sento una merda, lei si alza e mi cade ancora qualche goccia sul petto, mentre sto per alzarmi lei mi dice “che fai? Hai voluto farti pisciare in doccia? Adesso ho i piedi bagnati di piscio, non vorrai mica sporcare gli asciugamani dell’hotel di piscio? Forza apri la bocca”.
Ed eccomi di nuovo qui con difronte la faccia in bellissimo piede femminile, ma grondante di piscio sta volta, quell’amarissimo e imbevibile piscio di cui non potevo fare a meno, mi spalma la pianta fradicia in faccia e se li pulisce come se fossi uno zerbino, avidamente le succhio le dita e subito dopo tutto il piede, dopo averle ripulito un piede passo all’altro.
Finalmente posso alzarmi Lei si asciuga i piedi ed esce la bagno, mette un asciugamano subito fuori dal bagno, nel corridoio della camera e mi dice “forza vieni a sdraiarti che sto per scoppiare”, senza fiatare eseguo e mi si siede in faccia “sto seduta comoda finché mi non stà per uscire”, in realtà l’attesa è stata brevissima, si piega leggermente in avanti mostrandomi il suo straordinario culo mentre l’ano spinge. Sono lì a fissarlo contrarsi avanti e indietro mentre sento lei che si sforza, ad un tratto dal centro di quel fiore appare una piccola puntina marrone, la sento sospirare per raccogliere le forze, con la spinta successiva sembra di veder sbocciare un fiore, tutto un tratto quella puntina diventa uno stronzo di 4/5 cm ancora appeso, lo vedo mentre mi pende come la spada di Damocle sulla bocca, pronto a staccarsi da un momento all’altro, con voce soffocata mi ordina di aprire la bocca, e io eseguo. La terza spinta è quella decisiva, prima di staccarsi quasi raddoppia le sue dimensioni, ed è un centro perfetto. Mi cade esattamente in bocca, perfettamente dritto, posso sentire la punta, che prima tanto ammiravo premermi sul fondo della gola, lo stronzo percorrermi tutta la bocca poggiando sulla lingua uscendo leggermente dalle labbra. Potevo sentirne il sapore amaro la consistenza compatta ma morbida, riuscivo a percepire le venatura con la punta della lingua. La sensazione è assurda non sapevo cosa pensare, il pensiero di avere delle feci umane in bocca mi faceva rabbrividire, avrei voluto sputare immediatamente, ma avevo il cazzo di marmo e lei lo notò.
Mentre mille pensieri contrastanti mi giravano per la testa, un suono spazzo via tutto… un profondo respiro… Sara non aveva finito. Nuovamente fissavo l’ano (ora sporco) allargarsi, ma quello che uscì non fu una timida puntina, ma la testa di un grosso stronzo, la parte spezzata del fratellino di prima, che nuovamente stava per uscire, il problema era uno, avevo la bocca piena e non avrei potuto in nessun modo ricevere altra merda in faccia. Questa volta le bastarono due colpi per farlo uscire come avevo previsto non entrò in bocca, ma mi cadde sul viso come un albero abbattuto. Questo secondo pezzo mi fece ribrezzo, stavo riacquisendo un po’ di testa e avrei voluto smettere immediatamente, ma Sara stava continuando a spingere, le avrei voluto chiedere di smettere, ma avevo un grosso pezzo di merda in bocca e un altro proprio in faccia. Questo terzo pezzo era più morbido, come se fosse più “fresco” e mi cadde a ridosso del naso, incredibilmente non percepivo alcun odore particolare, seguì un quarto pezzo che dalla pila rotolò a terra e mi si posò accanto a l’orecchio.
Sara si alzò si pulì il culo e si voltò, mi fissò soddisfatta dell’opera compiuta e mi disse “visto te lo dicevo che ero piena di merda, guardati allo specchio cesso”, alla mia sinistra c’era lo specchio dell’armadio, gli lanciai un’occhiata e lo spettacolo era raccapricciante, ero completamente ricoperto di merda, ero vicino a vomitare, ma Sara prese un guanto mi si sedé sul petto e cominciò a togliermi le sue feci dal viso, fui sollevato da questo suo gesto, finalmente avrei potuto togliermi quella roba di dosso, ma le sue parole smentirono ogni cosa “coraggio adesso poco alla volta la mangi tutta”.
Io non volevo, restai con la bocca socchiusa con lo stronzo più grosso in bocca per qualche minuto intanto lei cercava di convincermi a mangiarlo “dai forza, lo sai che mangio un sacco di verdure? Fa bene mangiare la mia merda, adesso ti metto il rossetto come a una puttana” prese il pezzo di merda più morbido e me lo spalmò sulle labbra, potevo sentire i pezzettini di cibo non digeriti mente mi spalmava quella roba sulle labbra. Quello che più mi ha colpito della situazione, nonché spinto ad andare avanti, era la dolcezza e la gentilezza con cui Sara mi stava facendo mangiare la sua merda. Provo a dare un timido morso, la consistenza sui denti è indescrivibile, una volta spezzato lo strato più esterno l’interno era morbido, Sara preso il pezzo che si era staccato, me lo infilo in uno spazietto nella bocca, accanto a quello più grande, mi pose una mano sotto il mento e mi chiuse la bocca. Ora tutte le pareti delle sue feci erano a contatto con la mia bocca, adesso potevo sentire il calore che sprigionavano. Resto immobile, mentre la salivazione aumenta a causa del corpo estraneo nella bocca la mascella e la lingua sono paralizzate, quando ad un tratto Sara si alza e prende del lubrificante dalla borsa, si siede tra le mie gambe e dopo avermene versato un po’sul cazzo e subito dopo vi appoggia un piede. Per quanto abbia apprezzato che mi stesse facendo un idilliaco footjob, mi resi conto che se fossi venuto mentre avevo ancora la sua merda in bocca, avrei sicuramente vomitato. Immediatamente iniziai con la lingua a cercare di spezzettare la cacca, mentre lei già aveva iniziato con la pianta dell’altro piede a lavorarsi la cappella. Stavo aumentando la salivazione per renderla più liquida e ci stavo riuscendo, la parte a contatto con la lingua era diventata abbastanza liquida da poterla ingoiare, e così faccio, mentre scede in gola sento di nuovo i pezzettini di cibo semisolidi, per un attimo ho creduto di morire. Visto che ero riuscito ad ingoiare, Sara aumento il ritmo, tenendomi il cazzo fermo con un piede, inizia con un’unghia dell’altro a grattarmi il frenulo, stavo per scoppiare. Dovevo sbrigarmi stavo per venire, a quel punto per sbrigarmi decido di usare i denti, cosa che avrei voluto evitare in ogni modo, immediatamente riesco a ridurre la merda nella consistenza giusta, ed ad ingoiare un secondo boccone, che definire amaro è un poco. Con un terzo sari riuscito a finire tutto, ma da li a poco sarei vento, con enorme sforzo sminuzzai anche quest’ultimo pezzo ma prima di ingoiarlo sentii che stava per uscire, ingoiai nel momento in cui un forte getto di sperma mi usci dal cazzo andando a ricadere sui piedi di Sara. “non credo che tu riesca a finirla” disse Sara “per oggi basta così, ma la prossima volta la finisci tutta”, si alzo mi si avvicinò al viso iniziò a scrutarmi cercando un angolino pulito, una volta trovato ci strofinò i piedi per pulirsi dallo sperma e disse “fammi vedere la bocca”, io ubbidì “ cazzo è proprio sporca, vuoi qualcosa per ripulirti la bocca?” feci cenno di sì, nuovamente si chinò su di me e mi pisciò in bocca. Fortunatamente era poca, qualche rimasuglio di prima, ma quello che prima era un amaro e disgustoso liquido, ora era un gradito dono, finito di pisciare si alzò e andò in bagno a pulirsi.
Dopo essermi ripulito e rivestito, scambiammo qualche parola su quanto era da poco accaduto, parlandone con una naturalezza decisamente fuori luogo. Poco dopo ci salutammo e se ne andò, dopo aver chiuso la porta, giurai che per nessun motivo avrei rifatto una cosa simile, promessa infranta dopo qualche settimana, ma questo sarà un altro racconto.
 


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