La vicina di casa

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La vicina di casa
Con la scusa della quarantena ho conosciuto la vicina di casa, prima non c’era tanto dialogo, buongiorno e buonasera si e no la vedevo una volta alla settimana . Non lavorando facevo i lavoretti di manutenzione casa e giardino,un giorno mentre davo una mano di impregnante ai balconi, la vedo arrivare con un vassoio dei pasticcini due tazze di caffè, che abbiamo sorseggiato scambiandoci opinioni sul covit19, poi disse per fortuna che ci sei tu altrimenti qua non si parla con nessuno, risposi che aveva ragione, e continuai a pennellare, mentre lei continuava a chiacchierare seduta sul muretto del giardino. La cosa che notai subito non aveva il reggiseno,anche se il seno abbondava, non stava male nemmeno a cosce avevo una bella visuale da come era seduta, mi disse che lavorava con con una cooperativa e il marito era all’estero difatti in due anni che abitava qui la vedevo sempre sola. Come facevo da anni tagliai erba e siepi anche davanti al suo appartamento, solo che questa volta oltre a ringraziarmi mi aiutò anche a raccogliere il tutto scusandosi per le altre volte che avevo sempre pulito io. Avevo appena finito di farmi la doccia e infilato le mutande quando suonò il campanello con sorpresa vidi la vicina che chiamerò Claudia, mi chiese se volevo cenare con lei,al mio si disse che fra mezz’ora era pronto.
La cena era affettato e insalata che abbiamo consumato con il prosecco che avevo portato io, parlava poco annuiva alle mie domande scopri che aveva 40 anni e un figlio di 12 che abitava con i suoi genitori in un’altra provincia. Dopo cena prese posto sul divano vicino a me mentre guadavamo alla tv le nuove del covit19, prese lei l’iniziativa dicendomi se le concedevo n’abbraccio che accettai con piacere condito con un lungo bacio. La sdraiai sul divano le sbottonai il maglioncino liberando i seni con i capezzoli già duri, ci liberammo a vicenda del resto degli indumenti, con la mano mi segava facendomelo diventare come il cemento, rimasi perplesso quando disse” non ne ho mai visto di così lunghi” Le risposi che nemmeno io ne avevo viste di così pelose aveva una foresta fra le gambe quando le abbassai i pantaloncini. Purtroppo dopo diversi tentativi ho dovuto rinunciare nemmeno il glande entrava,prima di cambiare posizione prese un pezzo di burro dal frigo dicendomi di spalmarglielo mettendosi alla pecorina appoggiata alla sponda del divano si allargò le chiappe, le imbrattai tutto il pelo e riprovai senza risultato. Vista la posizione cambiai buco, anche se con un po’ di fatica e i suoi no vista l’abbondante lubrificazione lo sfintere si dilatava lasciandomi entrare piano piano entrai tutto e dopo pochi dentro e fuori venni strizzandole i capezzoli con una mano e con l’altra ero riuscito a infilare due dita nella figa che cominciava a bagnarsi un po’. Dopo un po’ che ero sfilato dal culo continuavo ha strusciarle il glande sulla figa e spingendo piano si dilatava e con calma sono riuscito a scoparla e farle raggiungere l’orgasmo tintillandole il clitoride e dopo un po’ di ginnastica arrivai ha venire anch’io. Dopo un po’ di riposo ci siamo fatti la doccia assieme,mi disse di restare a dormire con lei. Si stava bene nudi abbracciati,mi disse che dopo il parto soffriva di vaginismo ed era la prima volta che godeva dopo 12 anni. Il mattino mi servi il caffè a letto e con calma mi fece un bellissimo pompino con ingoio, dopo quella notte non dormo più solo grazie quarantena.
 


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