La prima donna condominio

La prima donna condominio

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“La prima volta non si scorda mai” recita un proverbio….nulla di più vero!
La mia prima volta è stata una specie di confusione e caos totale. Quando hai 19 anni e non sai cosa fare quando ti trovi per la prima volta con una donna vera non con una ragazzina come te. Con una donna si fa sul serio e non ti fermi a carezze o simili ma devi andare oltre. E’ l’esame più desiderato e temuto per un giovane uomo.
Lei per fortuna un pò più grande di me, 36 anni separata con due bimbi piccoli.
La incontravo spesso nell’androne del palazzo, ci salutavamo. Una volta ci siamo fermati a parlare ed il mio nipotino s’è messo a giocare con i suoi due bimbi avevano la stessa età.
Non ci fermavamo più a parlare e sembrava di conoscerla da sempre, quel volto leggermente triste e malinconico. Invita il mio nipotino Francesco ad andare su da lei a giocare ed invita me di venire più tardi a riprenderlo visto che mi sorella sarebbe venuta poi a riprenderselo a casa.
Qualcosa mi trema dentro ed un suo sguardo mi dice qualcosa, annuisco senza dire parola …ero già inebriato di lei. L mia fidanzata dell’epoca ne aveva 17 anni e con lei ci si vedeva poco e non si aveva occasione di appartarci e poi più che baci e qualche carezza…nulla!
Passano 2 ore e vado al suo appartamento e vedo i tre bimbi giocare tranquillamente. nella stanza dei giochi. Mi fa accomodare nel salottino e subito inizia a farmi domande del tipo hai la fidanzata? ti vuole bene ? etc….ma io non faccio altro che guardarla ma ero impietrito dall’emozione.
Lei mi chiede se voglio sedermi vicino a lei ed io mi muovo come un automa imbarazzatissimo…..lei mi sorride con un viso dolcissimo. Mi accodo ed immediatamente mi chiede se può baciarmi, il tempo di balbettare e lei mi da un bacio dolce.
Poi mi chiede se mi ha fatto piacere e se volessi altro….io a bocca aperta ( chissà cosa avrà pensato di me, tipo che imbranato ! ). Lei prende a baciarmi di nuovo ed io mi sblocco accarezzandola prima dolcemente e poi più forte anche sulle gambe, scosto la gonna e cerco, cerco la sento ansimare mentre a me scoppia la testa.
Lei mi dice : facciamo presto! Si alza e si alza la gonna, tira via collant e mutandine e mi ordina di fare lo stesso. Obbedisco ( si è il verbo giusto ) ed un attimo dopo mi attira a se , si stende sul divano e se lo infila dentro. Esplosione di dolcezza, sensazione incredibile. Spingi ma non dire una parola, io comincio e lei mi fissa negli occhi tutto il tempo che a me è parso tanto ed invece furono pochi secondi ed immaginate perchè. Non riuscii a a fermarmi e le venni dentro…lei mi stringeva e sorrideva felice e mi baciava. Subito dopo mi disse all’orecchio: alzati subito, infilati i pantaloni che devi andare via poi ci vedremo ancora che ho tanto da dirti.
E cosi fu. Mi rialzai, mi rivestii in tre secondi ci ricomponemmo e dopo un paio di minuti andammo nella sua giochi a prendere il mio nipotino.
I giorni che seguirono per me furono di avere la testa in un mare in tempesta, non c’erano ancora i cellulari per cui aspettavo di vederla nell’androne del palazzo ed una settimana dopo mi disse: vieni su fra un’ora i bimbi sono dal padre.
E da li inizio la scuola più bella che esista.
 

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