La madre del mio amico

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La madre del mio amico
Da pochi giorni avevo patente in tasca e auto sotto il culo finalmente. Il sabato sera vado a prendere il mio amico d’infanzia, a una cinquantina di km, per andare a ballare quando suono il campanello mi apre la madre che come il solito mi fa entrare dicendomi che il mio amico era in ospedale operato d’urgenza da appendicite, dopo qualche chiacchiera mi dice: se vengo io con te a ballare ti offendi? Assolutamente no rispondo, la madre vedova 45enne piccolina con un seno prosperoso, mi dice aspetta che mi preparo e andiamo. Salita in auto mi fa i complimenti per il mio acquisto e mi indica dove andare un dancing un po’ fuori del paese, arrivati a destinazione si comincia a ballare, dopo un po’ la sala era piena finalmente trovo un angolo di panca per sedermi lei balla ancora per un po’ poi mi raggiunge e si siede in braccio,la gonna era salita e lo spacco metteva a nudo la coscia, sotto la camicetta bianca intravedevo il reggiseno di pizzo nero, siccome non ero di legno l’erezione era al max, lei guardandomi mi disse non credevo di farti un così effetto. Dopo un po’ mi chiese di fare l’ultimo ballo e poi andare a casa. Arrivati a casa mi invito ad entrare chiedendomi cosa poteva offrirmi accettai un martini, mise la bottiglia e due bicchieri sul tavolino davanti al divano dicendomi di servirmi che doveva andare in bagno, uscita dal bagno in vestaglia mi disse che si era tolta i collant xkè le davano fastidio. Quando si piego per versare il liquore nei bicchieri dall’apertura della vestaglia notai che non si era tolta solo i collant ma anche il reggiseno. Dopo un sorso di liquore ci scambiamo un lungo bacio, mentre la mia mano le slacciava la vestaglia mettendo a nudo i seni abbastanza sodi con i capezzoli turgidi lei mi sbottonava i pantaloni dicendo che quello che cercavo io lo desiderava anche lei, in poco tempo eravamo nudi abbracciati e mi facevo strada spingendo il cazzo duro come il marmo nella sua figa contornata di pelo nero dando inizio a una scopata da mille e una notte ricordo ancora come si contorceva ad ogni affondo, dopo l’ennesimo orgasmo di entrambi scivolai fuori esausto dalla figa che colava restammo abbracciati scambiandoci qualche bacio mi fece i complimenti dicendomi che se volevo scoparla di raggiungerla nell’hotel dove lavorava durante la settimana, cosa che feci ogni settimana per qualche anno.

 

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