Beatrice

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Beatrice

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Sono Marco e vi racconto la prima volta che ho toccato una fighetta.
Avevo 11 anni e non ero molto dotato.
A dire la verità ce l’avevo davvero piccolino.
Vivevo con il mio fratellastro di 17 anni, mio padre e la mia matrigna.
Un pomeriggio venne a casa una cugina del mio fratellastro, Beatrice. Era una bambina davvero carina, lunghi capelli biondi e occhi verdi. Era estate e facava caldo. Lei indossava un vestito bianco e io una maglietta con una tuta corta. Gli adulti erano in giardino, mio fratello Davide era a casa della sua fidanzata e rimanemmo soli io e Beatrice nella mia cameretta che giocavamo a Uno. Lei aveva 13 anni, ma ne dimostrava molti di più. Era davvero speciale e dolce, ed è per questo che rimase di sasso quando mi chiede: “ti sono cresciuti i peli sul pisello”? Bhe io non solo lo avevo piccolo, ma davvero non avevoo peli, da nessuna parte, a differenza dei miei compagni di classe che avevo già peli sparsi qua e là. Alché le risposi di no, e lei disse che invece sulla farfallina lei li aveva già da 2 anni. Mentre giocavamo a carte la conversazione continuò. Mi chiese di farglielo vedere. E io le dissi di no, che era troppo piccolo il mio pisellino e mi vergognavo. “Io quelli della mia classe li ho visti quasi tutti” mi disse poi. E rimasi di sasso. Ma non dissi nulla. “La vuoi vedere?” mi chiese. E io le dissi che non dovevamo. Mi prese per una mano, chiudemmo la porta e mi abbassò pantaloncini e mutandine. Vide il mio pisellino e disse: “ si è vero è piccolo il tuo pisellino ma crescerà. Anche un mio amico, Michele, lo ha come il tuo. Ma adesso tocca a me”. Si abbassò le mutandine, si alzò il vestito e la vidi, un triangolino peloso.
Il pisellino mi diventò duro davanti a Beatrice, anche se non aumentò di molto le sue dimensioni. Lei se ne accorse. Mi prese la mano, mi fece toccare prima le sue tette, piccole ma sode e piacevoli al tatto. Poi la spostò sulla sua fighetta e mi fece vedere come farle un ditalino. Ricordo era tutta bagnata e lei si mordeva le labbra. Non so preciso per quanto andai avanti, forse pochi minuti, fino a quando mi fece uscire e si rivestì.
Il mio pisellino era ancora duro, forse anche più duro di prima. Lei mi spogliò completamente, ero molto magro, e mi fece stendere sul mio lettino. Mi toccò e cominció a farmi una pugnetta. Io me ne ero fatte poche e non ero mai venuto. Lei continuò, a me piaceva molto, mi baciò sulle labbra, poi con la lingua e poi scese, fino al mio cazzetto. Lo prese tutto in bocca, anche perché non era difficile e dopo pochi secondi le venni in bocca. Si trattò più che altro di poche gocce di sborra e lei ingoiò. Disse che non era la prima volta che lo faceva e che voleva farlo anche al mio fratellastro. Mi rivestì e finimmo la nostra partita a carte.
 


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