Orgia in Betel 2

Orgia in Betel 2

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Ci guardavamo negli occhi, tutti e 4,già da qualche secondo. Per noi quell’esperienza sessuale di gruppo era una novità, una bella e trasgressiva novità, ma pur sempre una esperienza nuova da affrontare. Non pensavamo dietro le apparenze caste e religiose della nostra comunità potessero nascondersi delle porcate simili. La Betel poi l’avevamo sempre immaginata e idealizzata come un luogo nel quale ci fosse lo spirito di dio, invece avevamo scoperto, con soddisfazione, che l’unico spirito presente era quello di sborra appiccicosa che ricopriva quelle pareti colme di ipocrita santità.
Matteo e Tiziana ci spiegarono come funzionava il giro del sesso in filiale. I fratelli e le sorelle avevano cominciato ad annoiarsi di quella monotona vita fatta di attività spirituali e prima per gioco, poi per piacere avevano cominciato ad entrare nel mondo perverso della trasgressione. Le coppie si univano ad altre per fare orge o scambi di coppia, quando arrivavano nuove coppie in visita le si faceva sentire subito a proprio agio, facendo come avevano fatto con noi. I ragazzi e le ragazze single non avevano problemi ad unirsi in promiscuità con gli altri, queste attività fuori dall’ordinario coinvolgevano tutti, e nessuno aveva mai rifiutato o si era sentito turbato o imbarazzato. Tiziana disse che nella loro esperienza, i fratelli, le sorelle, le coppie che arrivavano per la prima volta in Betel erano così felici di essere accolti con quel Comitato di benvenuto fatto di orge e pompini a volontà, lo sentivano come una liberazione dalla vita monastica e integerrima che erano costretti a fare nelle congregazioni di appartenenza. Li invece, la perversa trasgressione in cui erano coinvolti, in cui diventavano protagonisti era come fosse benedetta da Geova. Tutti volevano giocare, e pure noi non ci saremmo sottratti alle danze. Michela sembrava rinata, erano anni che non la vedevo così sorridente e a proprio agio. Si sentiva sempre così sola e annoiata in mezzo ai fratelli a parlare di predicazione, geova, adunanze. Ora era cosi libera, si sentiva finalmente a contatto con gli altri, con qualcosa di bello da poter condividere. Non amava la compagnia dei fratelli, non amava la noia ipocrita in cui vivevano, i soliti discorsi, i soliti sorrisi di circostanza, falsi, malvagi, senza pudore, oduava quei vestitini casti del cazzo che la avvolgevano come una vecchia, quei vestiti da testimone di geova che l’avevano sempre messa a disagio, per questo quando erano in compagnia si metteva sempre in disparte. Ora invece era un altro mondo, era cosi a proprio agio, nuda, completamente nuda, a far vedere il proprio culetto a me, Matteo e Tiziana. Li Michela era come un fiore da cogliere. Quelle tettine piccole ma sode, quella passerina timida coi peli corti e raffinati, quelle gambette slanciate. Pure Tiziana aveva un bel corpo, più sinuoso, più provocante, con più forme rispetto a mia moglie, con molte più tette e un culo molto più sodo e rotondo.
Tiziana si avvicinò alla mia bocca, mi baciò, mentre Matteo riprese a scoparsi mia moglie da dietro. Il sesso anale non l’avevamo mai praticato noi nella nostra intimità, invece Matteo se la inculava per bene, tenendole la testa schiacciata contro il muro. Io invece presi a scoparmi Tiziana in modo tradizionale, le divaricai le cosce e ci infilai il mio cazzo già bello umido. La notte, i pensieri, le cicale, il ronzio in lontananza della città accompagnavano i nostri gemiti di piacere. Tiziana invitò Matteo e mia moglie a unirsi al sontuoso banchetto. Ci avvolgemmo tutti e quattro in quel perverso abbraccio. Le due ragazze ci succhiavano il cazzo, prima a me e poi a Matteo, poi tutte e due insieme ci spompinavano a vicenda, ci leccavano ogni parte del corpo. Mia moglie prese a slinguarsi con Tiziana, non potevo crederci, io e Matteo invece non eravamo ancora pronti per quel tipo di confidenze. Matteo prese per i capelli Tiziana e la mise a pecora, se la sodomizzó davanti ai nostri occhi mentre Tiziana col culone in alto allungò la mano per prendermi il cazzo e mi fece cenno di infilarlo nella sua bocca. Ci trovammo in due su Tiziana, io dalla bocca, suo marito a penetrarla dal culo mentre Michela mi baciava appassionatamente. Fu poi il turno di Michela. Io la tenevo dal culo, per la prima volta in vita mia avevo potuto incularla per bene, come avevo sempre sognato ma come non avevo mai potuto fare. Matteo la faceva spompinare con grazia, obbligando con forza prenderlo tutto in gola. Eravamo sporchi e sudati, puzzavamo di sperma e peccato, li in quel bungalow apparentemente santo, in mezzo al giardino della Betel. Era come scopare nel giardino dell’Eden.
Le due ragazze si baciarono, prima in bocca, poi i semi, poi l’una dentro l’altra in un saffico 69. Com’era bella mia moglie mentre con la sua lingua carnosa faceva godere la figa rossa e bagnata di Tiziana. Io e Matteo ci stavamo segando osservando quella bellissima ed eccitante scena saffica.
Poi, col cazzo ormai gonfio di sborra prendemmo le testolina delle nostre mogli e riversammo sulle loro bocche i nostri schizzi di sperma. L’immagine che ne seguì era da incorniciare negli occhi. Le nostri mogli erano nude e sudate sul letto, Michela distesa beata con la testa sul cuscino e rivoli di sperma che le colavano dalle labbra sul collo e poi giù fino allo spazio concavo tra i suoi piccoli seni. Tiziana aveva ricevuto una dose massiccia di sperma e oltre al volto ricoperto di bianco pure i capelli avevano qua e là schizzi della nostra sborra e le sue enormi tette bagnate invitavano i nostri cazzi ad eccitarsi ancora di più. Le due ragazze si baciarono ancora, scambiandosi saliva e sborra con le proprie linguette, diventate ormai carne tremula del diavolo.
Ci guardami soddisfatti, tutti e 4, un Amen di solenne perversione e andammo tutti a dormire, senza neanche farci la doccia, pieni di sudore e liquidi corporei. Michela prima di addormentarsi mi baciò e mi ringrazió per averla portata in Betel.

 

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