Orgia a casa di Tomas

Orgia a casa di Tomas

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Mi presento, sono Marika, ho 23 anni, sono alta, ho i capelli lunghi biondi, due occhi azzurri, ho una quarta di seno, un culetto niente male e due belle gambe. Sono molto socevole, sono un tipo alla buona, mi piace vestirmi esaltando le forme del mio corpo ma non mi piace darmi arie.
Vi racconto quello che mi è accaduto lo scorso venerdì sera. Eravamo d’accordo di trovarci tutti a casa di Tomas visto che i suoi erano in ferie e lui aveva la casa libera. Eravamo una dozzina di persone, sei ragazzi e sei ragazze. Io ero vestita con una camicetta rosa un po’ attillata, non era molto scollata ma all’altezza delle tette, visto il loro volume, i bottoni erano in tiro. Sotto non avevo reggiseno, la camicetta disegnava molto bene la forma delle mie tette grandi e sode senza però essere trasparente. Sotto avevo un paio di pantaloncini molto corti, di quelli che vedi una piccola parte in basso delle natiche.
A casa di Tomas, dopo esserci mangiati una pizza, ci sedemmo sul tappeto in soggiorno. Ha una casa molto grande ed il tappeco copriva un ampio spazio, tanto che stavamo comodamente seduti in cerchio.
Prima abbiamo parlato. Qualcuno propose di giocare a scala 40 ma eravamo in troppi ma poi ci fu l’idea di giorcare in 6 coppie, così Tomas andò a prendere le carte ed iniziammo il gioco.
Io giocavo in coppia con Marco che mi era seduto molto vicino perché, giocando in coppia, doveva vedere bene le carte anche lui. Io non sono molto brava, perciò tenevo le carte in mano e mi limitavo a fare quello che diceva lui.
Ad un tratto Marco dovette andare in bagno e per spostarsi mi mise la mano su un fianco, io soffro terribilmente il solletico, perciò quando mi appoggiò le dita sul fianco mi inarcai per un momento ridento e lui “cavolo! ma quando lo soffri?” ed io “abbastanza, perciò evita!”
Dopo un paio di minuti Marco ritornò, si sedette al mio fianco e scherzando mi pizzicò sui fianchi per farmi il solletico, io inarcai la schiena e uno dei bottoni che era già in tiro si aprì regalando per qualche secondo una scollatura un po’ più ampia. Me lo richiusi e con lo sguardo fulminai Marco. Con la faccia era un po’ più indietro della mia, perciò guardando gli altri che giocavano non lo vedevo e non avevo visto che aveva fatto dei cenni a Igor e Manuel. Ad un certo punto si spostò un po’ più indietro ed iniziò a farmi il solletico sui fianchi, solo che a differenza di prima non mollava la presa. Io lo soffro terribilmente, ho iniziato a divincolarmi ma lui non mollava. Gli urlavo di smetterla ma non demordeva. Stringevo le braccia lungo i fianchi per bloccargli le mani ma lui riusciva comunque a muovere le dita ed a continuare a farmi il solletico. Il bottone si riaprì come prima ed in preda alle convulsioni del solletico non riuscivo a chiuderlo, anche perché se mollavo la presa delle braccia lui riusciva a solleticarmi più forte. Manuel ed Igor si avvicinarono e mi presero le gambe, mi immobilizzarono le caviglie, mi tolsero le infradito ed iniziarono a farmi il solletico anche sotto i piedi. Credevo di impazzire. Mi muovevo e continuavo ad inarcarmi sulla schiena e di conseguenza si aprì anche un altro bottone che aprì una scollatura molto grande. Il continuo contorcermi a destra ed a sinistra faceva muovere le mie tette. Gianluca si avvicinò ed approfittò della situazione, prese i lembi della camicia e li aprì scoprendomi le tette e subito dopo iniziò a palparle ed a strizzarmi i capezzoli.
Io gli urlavo di tutto, il continuo solletico mi toglieva le forze di reagire, ero in loro balia, però mi rendevo conto che mi sentivo anche un po’ eccitata. Paolo disse a Manued ed Igor di spostarsi un po’ di lato divaricandomi un po’ le gambe, si inserì tra loro due ed iniziò a slacciarmi i pantaloni. Gli gridavo “che cazzo fai?” e cercavo di fermarlo ma non avevo forza.
Aprì il bottone e la zip e mi infilò dentro le mutande una mano arrivando a contatto con la mia fighetta depilata. Paolo disse “ragazzi vi comunico che è completamente depilata e… E’ TUTTA BAGNATA!!”
Era vero la situazione mi aveva eccitato, non volevo ammetterlo ma me li sarei scopati tutti all’istante. Alle parole di Paolo, Marco smise di farmi il solletico e rimanendo dietro iniziò a baciarmi il collo e le orecchie. Anche Manuel e Igor smisero di farmi il solletico sotto i piedi, presero i pantaloncini e me li sfilarono e poi mi aprirono quello che rimaneva della camicetta. Ero ormai completamente nuda. Marco iniziò a succhiarmi una tetta mentre Paolo si mise con la faccia tra le mie gambe ed iniziò a leccarmi la figa.
In pochi secondi ero completamente partita e senza che me ne rendessi conto i ragazzi erano completamente nudi e con i cazzi tutti belli in tiro. Mi fecero inginocchiare e si misero attorno a me così a ruota li spompinavo tutti.
Qualche secondo dopo comparve Manola, già, le mie amiche, che fine avevano fatto fin che mi torturavano col solletico?
Manola era vestita solo con la minigonna, aveva le tette di fuori, si inginocchiò vicino a me ed iniziò ad aiutarmi a spompinarli tutti. Erika che ha sempre avuto un debole per Paolo gli si mise alle spalle, lo fece girare e dopo un breve pompino si stesero e si misero a 69. Laura venne ad aiutarci con pompini. Ma Silvia e Barbara dov’erano?
Mi guardai attorno e vidi quello che non avrei mai pensato: erano occupate in un 69 lesbico!
Poi i ragazzi ci fecero mettere a pecorina io, Manola e Laura ed a rotazione ce lo infilavano nella figa. Davano tre colpi per poi uscire ed infilarsi su quella dopo. Io avevo voglia di godere, non mi mancava molto ma quelle continue interruzioni ogni tre affondi stavano posticipando il mio orgasmo ed io stavo impazzendo. Ad un certo punto fu il turno di Igor che, sebbene non fosse messo male, ce l’aveva più piccolo rispetto agli altri e prima che me lo infilasse in figa con le mani mi sono divaricata le natiche e gli ho detto “Igor inculami!”. Lui ovviamente non se l’è fatto ripetere e grazie a tutti gli umori che stava raccogliendo dalle varie fighe era ben lubrificato, così entro senza tanti problemi ed iniziò a pomparmi di brutto. Io ho iniziato a strusciarmi il clitoride con il dito e dopo un po’ sono venuta in un possente orgasmo. La stanza era una sinfonia di godimenti, di orgasmi che si susseguivano l’un l’altro.