Lucy 3 – Fantasy

Lucy 3 – Fantasy

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Ho già raccontato degli incontri avuti prima con Marco e poi con lui e il suo amico.
Per capire meglio chi sia Lucy, è però necessario che racconti quale fu, almeno secondo me, l’episodio che diede origine a quell’embrione silente, che dopo una gestazione di molti molti anni, diede origine a Lucy.
Erano i tempi della scuola dell’obbligo e alcuni bulletti, al fine di “darmi una lezione” mi avevano bloccato in un magazzino e mi avevano umiliato colpendomi il viso con i loro cazzetti adolescenziali, passandomeli sulle guance e sulle labbra in una goffa imitazione di qualcosa che avevano visto sulle riviste porno dei fratelli più grandi.

Quell’episodio è evidentemente rimasto latente, nascosto nel database della mia mente, lavorando per così dire in background, ma sempre vivo e nitido, tant’è vero che tra le mie principali fantasie c’è quella di essere al centro dell’attenzione di tre, quattro ragazzi che si contendono la mia bocca, che mi strusciano sul viso i loro randelli nodosi fino a ricoprirmi il viso di sperma.
L’altro giorno, andando in ufficio, vengo distratto da un allegro vociare: dalla via laterale un gruppetto di ragazzini si avvia verso la stazione di Porta Susa discutendo a voce alta, inframmezzando i loro discorsi con qualche ritornello da stadio, il tutto condito da qualche manata sulle spalle, qualche spintone, qualche parola non proprio “politicallycorrect” che li aiuta a sentirsi più grandi.
Avranno 16, 18 anni e non mi sento in diritto di criticarli… dopotutto a quell’età non ero anche io come loro?
E non darei qualsiasi cosa per poter di nuovo essere come loro, senza tanti problemi da affrontare sul lavoro e nella vita?
Quello che invece non mi aspetto è l’intervento di Lucy… Già, Lucy non vorrebbe minimamente essere COME loro.
Lucy desidererebbe invece essere CON loro. Essere al centro di quel gruppo di nove ragazzini imberbi ed essere tutta per loro, materializzazione deviata di tutte le loro fantasie adolescenziali.
Entro in ufficio… lascio la luce spenta e nella penombra vado a prendere la mia valigetta segreta.
Mentre ne estraggo ciò che cercavo, la mente di Lucy inizia a dipingere il suo quadro… la casa di Marco, il mio amico e i suoi compagni… e Lucy che fa il suo ingresso come una pornostar degli anni ’80, abbigliata (o per meglio dire svestita) in maniera inequivocabile.
Per meglio calarmi nella scena, anche nella realtà mi abbiglio da Lucy: autoreggenti nere su catsuit a maglie larghe, coprispalle in velo nero, collarino in pelle lucida, parrucca rossa, e completo la mise con una catenella fissata ai capezzoli con due pinzette regolabili…
I tre falli che ho nella borsa saranno un pallido simulacro di ciò in cui la mia fantasia mi sta trasportando, ma purtroppo non si può chiedere di più. Ovvio che la differenza tra loro e uno, due, dieci uccelli vivi e vibranti è chiara, ma a volte bisogna accontentarsi…
I ragazzi mi accolgono con un’ovazione… tra i presenti ci sono ovviamente Marco e Gabriele, il padrone di casa e il suo amico con cui ho già avuto occasione di giocare, oltre a un nutrito gruppo di ragazzi, loro compagni di classe. Faccio velocemente il conto e arrivo alla cifra tonda di dieci; lì per lì mi dico: “sei folle, completamente folle… dieci ragazzi contro di te, non si è visto nemmeno nei film porno…” ma la tentazione è più forte di ogni paura o pudore.
Mi vado a sedere sul divano tra i due ragazzi che già conosco, pensando sia il modo migliore per rompere il ghiaccio; bacio avidamente prima Marco e poi Gabriele, mentre le mie mani corrono a cercare i loro tesori nascosti. Mentre la mia lingua frulla ora nella bocca di uno, ora in quella dell’altro, estraggo i due cazzi dai pantaloni e comincio ad accarezzarli, mentre le mani dei due cominciano ad esplorare il mio corpo.
Presto si forma un capannello intorno a me, con gli altri ragazzi che si fanno intorno per vedere meglio e, magari, ricevere anche loro qualche attenzione.
Mi alzo dal divano, ma è solo per inginocchiarmi al centro di quel “cerchio magico”; come rispondendo a un tacito segnale, tutti gli altri ragazzi estraggono i loro arnesi in un omaggio collettivo a Lucy, la loro sacerdotessa.
Guardo avida quei dieci cazzi: qualcuno più lungo, qualcuno più corto, qualcuno più spesso, qualcuno più sottile, uno stranamente ricurvo, uno con un tronco piccolo ma una cappella grossa… ma tutti invariabilmente duri.
Duri per me… per Lucy… che ora non ha più timore alcuno e vuole quei cazzi… li vuole tutti, tutti per sè…
Il bello della fantasia è che si può andare contro a tutte le leggi, prima fra tutte quella della sicurezza: infatti inizio a succhiare quei bastoni di carne “a pelle”, e in questo magico mondo non ci sarà bisogno di preservativi, cosa che nella realtà non mi azzarderei mai a fare.
Cazzi diversi, di differenti consistenze e profumi si alternano tra le mie labbra, che nella realtà si limitano a giocare con i loro simulacri in gomma. I dieci ragazzi quasi litigano per avere la mia bocca, cosicchè mi trovo in ogni momento ad averne uno o due in bocca mentre con le mani ne impugno altri due, e qualcun altro mi schiaffeggia col suo arnese attendendo il suo turno.
Nel turbine riconosco il pene di Marco quando lo ricevo in bocca. Allora fissandolo negli occhi lo succhio quasi ignorando il resto della compagnia, lo ricevo fino in fondo alla gola; il mio amante gradisce l’omaggio tant’è vero che presto raggiunge il limite.
Sento il suo sperma riempirmi la bocca e scivolarmi giù per la gola… quel sapore salato che conosco soltanto per aver assaggiato il mio stesso liquido durante le mie masturbazioni solitarie, ora nella fantasia appartiene un giovane uomo che riversa il suo piacere nella mia bocca.
Con la bocca impiastrata di sperma passo al cazzo successivo, quello di Gabriele… gli faccio lo stesso trattamento mentre con la mano gli accarezzo i testicoli e poi giù fino all’ano… quando con l’indice gli penetro il garofanino lo sento tendersi e schizzare due, tre, quattro getti di sperma nella mia bocca.
Lo spettacolo porta molti altri ragazzi al punto di non ritorno: altri tre o quattro schizzano il loro sperma nella mia gola, altri mi vengono sul viso, riducendomi ad una maschera di sborra.
Qualcuno mi porge una salvietta per pulirmi il viso, mentre il mio uccello è duro come il ferro; non voglio toccarlo per non venire, la magia svanirebbe e ho ancora molto da chiedere al mio universo fantastico…
…per fortuna nel mondo della fantasia oltre alle malattie non ci sono nemmeno i “tempi di ricarica”… d’altronde trattandosi di ragazzini in piena tempesta ormonale, credo che anche nella realtà avrebbero poche difficoltà ad essere immediatamente pronti a un secondo giro…
Con il viso ancora impiastricciato di sperma, il trucco disfatto e la bocca impastata, mi alzo… mi avvicino al tavolo del salotto e mi ci appoggio spingendo in fuori le natiche… mi allargo le mezzelune con le mani lasciando intravedere il mio forellino, accuratamente preparato con il mio fedele piccolo plug lungo la strada…
Il primo a raccogliere l’invito è Gabriele, che si lancia sulle mie chiappe come un falco sulla preda; in due o tre spinte è dentro di me e inizia a scoparmi come una vera donna…
Col fatto di essere appena venuti, questo secondo giro promette di essere più duraturo, e voglio arrivare al delirio… tutti quei ragazzi devono passare su di me, dentro di me…
L’ano si è dilatato col vai e vieni del primo fallo di gomma… nella finzione invece è Gabriele che scorre avanti e indietro col suo arnese senza più incontrare resistenza mentre lo incito a gran voce: “Scopami, scopami, tesoro!”.
Sento le sue dita artigliarmi i fianchi lasciando dei segni, e con una spinta più forte delle altre Gabriele raggiunge l’orgasmo dentro di me… caldi schizzi mi bagnano l’intestino, mentre l’ano rimane dilatato e dolente quando il cazzo del mio amico si ritira da me…
“Forza, ragazzi, non fatevi pregare” li incito a continuare l’opera avviata dall’efebico Gabriele, e Marco decide di non sfruttare il suo diritto di padrone di casa lasciando il posto a un altro compagno.
Il nuovo arrivato è “Mr. Cappella Grossa” e lo sento entrare nonostante la precedente penetrazione… subito le pareti del mio retto si modellano su quel nuovo ospite, che inizia a fare vai e vieni dentro di me senza alcuna grazia.
Colpi violenti si susseguono sempre più veloci fino a che anche lui, con un urlo, lascia il suo seme dentro di me e sfila il suo uccello da quel buco arrossato.
Presto è un continuo andirivieni di sessi dentro e fuori dal mio culo… mi sposto, mi sdraio per terra al fine di permettere ai miei scopatori di prendermi “da davanti”, mentre tra le labbra accolgo di volta in volta altri cazzi.
Un sapore amarognolo mi conferma che il ragazzo che sto succhiando è quello che ha appena scaricato il suo sperma dentro al mio intestino, la mia ampolla rettale è ormai un pantano di sborra mischiata ad umori anali.
I miei scopatori, dimenticata ogni remora, tuffano uno dopo l’altro i loro cazzi in quel liquido vischioso, senza più incontrare resistenze da parte del mio sfintere ormai totalmente dilatato…
Mentre nella realtà, steso sul pavimento del mio ufficio, stantuffo il mio sfintere con uno dei falli mentre ne succhio golosamente un altro per poi invertirli tra loro, nel mondo della fantasia non si contano più le eiaculazioni che ricevo nel retto, in bocca, sul viso… e penso che QUESTA è la vera essenza di Lucy. Un giocattolo di piacere che offre se stessa a maschi di ogni età e ceto.
Una bambola pronta ad accettare qualsiasi depravazione e a trarne godimento per sè e per i propri partner.
L’irruenza dei ragazzi mi ha conciato peggio di uno straccio: le calze sono strappate in più punti, i capelli della parrucca sono tutti incollati dallo sperma, il trucco disfatto mi fa rassomigliare ad un grottesco clown… ma continuo a dare e ricevere godimento… Fantasia e realtà si mescolano quando arrivo a domandarmi a cosa potrebbero ancora ambire i miei scopatori, forti dell’eccitazione del “branco”… immagini di sesso estremo si mescolano nella mia mente… docce dorate, doppie penetrazioni, fisting anale… cose viste solo nei film e che per Lucy probabilmente resteranno solo e per sempre fantasie, ma che nessuno può impedire alla mente di vivere…
Mi immagino infilzata da davanti e da dietro da due di quei ragazzoni, di sentire scorrere i loro due sessi dentro di me… Mi immagino coperta di sperma dalla testa ai piedi, costretta a berne, ad ingoiarne…
Raggiungo l’orgasmo boccheggiando, i fiotti del mio sperma si spargono sul mio torace… il fallo che tenevo nell’ano ne scivola fuori e cade sul pavimento con un tonfo sordo…
La casa di Marco si dissolve e intorno a me vedo le familiari pareti del mio ufficio… il sogno è finito ma Lucy si è solo addormentata…

 

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