Giulia e il limoncello

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Giulia e il limoncello

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Sono appena uscita dalla parrucchiera, era la prima volta che ci andavo da quando
mi sono trovata nel corpo di Giulia, ci sono stata per quasi due ore tra tempo per
il lavoro e chiacchere; ho quasi male alle orecchie da quanto parlava la ragazza che mi
ha servita, ero abituato al mio barbiere di fiducia che in 20 minuti mi faceva barba e capelli
e con cui discutevo di auto o calcio; oggi abbiamo divagato dalle scarpe, al trucco e siamo arrivate
ai figli e ai fastidi di quei giorni, la ragazza era simpatica e pure carina ma che palle comunque
mi ha rimesso a nuovo i capelli ma mi è pure costato 90 euro.
La Vanessa in questi giorni è fuori per una vacanza così ne approfitto per vestire come voglio,
oggi mi sono messa dei jeans e una maglietta con il collo a V e le infradito di plastica ai piedi
e sto comodissima, il negozio era in centro e prima di tornare a casa mi fermo in un bar per
farmi un caffè, mi siedo sui tavoli fuori e mentre sto curiosando sullo smartphone i vari messaggi
mi trovo davanti Tommaso, il ragazzo biondo conosciuto in piscina poco tempo fa.

  • Buongiorno Giulia, come mai da queste parti ? – mi domanda
  • Ciao carissimo, ero dalla parrucchiera e mi sono fermata per un caffè – rispondo
  • Le posso fare compagnia, sono in pausa al momento – mi chiede gentile, lo faccio sedere,
    un po’ di compagnia non mi scoccia, parliamo di varie cose e vengo a scoprire che il padre
    è il titolare di un importante studio legale dove lui da facendo una stage, gli dico che sto cercando
    lavoro, confesso che sono stufa dei lavoretti che faccio per tirare a fine mese.
  • Guarda in studio stanno cercando del personale, puoi salire e lasciare il tuo cv –
  • Sarebbe fantastico – rispondo entusiasta
  • Ma sei vuoi ti posso raccomandare e ti metto in cima alla lista – mi propone
  • Lo voglio si cavoli, ma tu cosa vuoi in cambio – rispondo avvicinando la sedia alla sua e facendo gli occhi dolci, Tommaso chiama il cameriere paga il conto e ci dirigiamo allo studio, prendiamo
    l’ ascensore ma invece di fermarci al quinto piano proseguiamo fino al settimo, qui hanno
    un appartamento di rappresentanza, hai capito vuole già riscuotere, appena siamo dentro
    inizia a baciarmi ma lo allontano.
  • Tesoro guarda che il lavoro lo devo avere o altrimenti devi pagare – gli dico seria
  • Tranquilla sei già assunta fidati – mi dice serio Tommaso continuando a baciarmi e sfilandomi
    la maglietta, allora inizio a partecipare pure io, in un attimo ci ritroviamo nudi a terra,
    in un sessantanove spettacolare, succhio e insalivo il suo cazzo mentre lui mi sta mangiando la
    mia vagina già fradicia, proseguiamo per un pezzo fino a quando non gli spruzzo in faccia tutti
    i miei umori, cazzo non ho resistito, subito dopo è lui che mi scarica in bocca tutto il suo seme.
  • Cavoli sei sempre meravigliosa – si congratula mentre va a prendere da bere, torna con due
    bottiglie di birra, io resto seduta per terra appoggiata al divano e mentre sorseggio la birra riprendo
    a succhiare il suo cazzo che mi ha messo davanti alla faccia, ci metto poco a rimetterlo in piedi
    e Tommaso inizia a scoparmi a pecora, ho le mani appoggiate al divano che spingo avanti
    sotto i colpi che mi sta dando, si vede che la pausa è quasi finita, mi scopa come un forsennato,
    tanto forte che lo devo fermare, porca miseria mi sta facendo male, lo sfilo e mi volto
  • Cucciolo calmati un po’ non sono una vacca da monta – scocciata lo rimprovero
  • Perdonami Giulia, ma sei troppo bella e ho voglia di te – si scusa e mi bacia teneramente, mi
    fa il suo sorrisetto da bravo ragazzo ma una volta che mi rimetto a novanta me lo infila nel culo,
    cosa mi tocca fare per un lavoro serio, sento il suo membro entrarmi tutto fino alle palle, non è
    tanto grande ma lo usa proprio male, continua a entrare e uscire tutto scomposto, ogni colpo è
    come una coltellata, continua a martoriarmi il sedere per una decina di minuti poi sento che
    il suo respiro si fa affannoso, allora mi sposto e me lo porto alle labbra, gli do due leccatine
    che mi esplode in bocca, gli schizzi mi prendono anche sul volto, per fortuna che i capelli rimangono puliti, mi sarebbe seccato un sacco se dovevo lavarli.
  • Possiamo anche andare in ufficio adesso – dico al Tommaso mentre inginocchiata gli ripulisco
    la cappella dalle ultime gocce.
  • Certo, ti accompagno dal responsabile del personale – mi dice finendo di vestirsi, io mi allaccio
    i pantaloni, prendo la borsa; per una volta non la dimentico in giro e lo seguo in studio, qui vengo
    presentata al Dr. Colombo un cinquantenne, brizzolato, di media corporatura e con degli occhialini da secchione che si occupa delle assunzioni, mi fa un breve colloquio poi si mette seduta sulla scrivania davanti a me e mi dice che per il posto vacante ci sono almeno due figure più qualificate.
  • Sig.ra Giulia dato che è raccomandata da Tommaso forse possiamo venirci incontro – mi propone
  • Cosa intende per “ incontro “ – chiedo mentre il Dottore si dirige alla porta e la chiude a chiave
  • Ma vede se è gentile con me il posto è suo – mentre mi parla si apre i pantaloni e mi mette in faccia il suo cazzone, puzzolente ma di una dimensione non indifferente, soprattutto in diametro;
    cavoli per un lavoro è già il secondo pompino che mi tocca fa oggi, era quasi più facile trovare
    un impiego da uomo, ma ormai sono qui e allora inizio a baciare la sua cappella e insalivare
    tutta la sua asta, lo ingoio e quasi rimetto ha un odore di piscio tremendo, fingo di nulla e sorridente
    continuo a lavorare il suo uccello, lo vedo in estasi e in poco tempo mi viene in bocca, ormai sono
    diventata una esperta e dopo avere ingoiato tutto per finire gli succhio le ultime gocce.
  • Fantastica – si congratula con una voce stremata il Dottore
  • Quindi sono assunta – non vorrei avere fatto tutto per nulla
  • Certo può iniziare lunedì, sarà la nuova assistente dello studio, stipendio di 1200 euro più benefit
  • Grazie mille – ringrazio e vengo mandata dalla sua segretaria per le firme, qui scopro che hanno
    delle regole per l’ abbigliamento, come sono vestita oggi proprio non va bene, ho 3 giorni per
    farmi il nuovo guardaroba da assistente, credo non sarà un problema.
    Passo la serata al bar da Mario mi guardo in compagnia una partita, indosso dei bermuda rossi,
    una polo blu con i bordi rossi e le Saucony rosse appena comprate su Amazon, come sempre
    mi scateno nei commenti e nelle imprecazioni e tradisco il mio essere stato uomo fino a 4 mesi fa,
    Mario mi si avvicina e tra una birra e l’ altra parliamo un po’ mi svela che molti clienti sono rimasti
    delusi perché ultimamente non vesto più con gonne corte e scollature, ma che palle ma mi hanno
    presa per una donna oggetto; quasi me la prendo ma poi coccolata da Mario mi sciolgo e anzi gli
    prometto che dalle prossime sere ricambio look ma voglio la percentuale sui maggiori incassi.
    Sabato sono stata per negozi e mi sono fatta il guardaroba per l’ ufficio, questa volta ho fatto compere tutta da sola, inizio a essere nervosa lunedì comincio il nuovo lavoro, mi sento una
    novellina alla prima esperienza mentre sono più di 20 anni che ho un impiego; per rilassarmi
    un po’ decido di andare al bar da Mario per la partita, come promesso questa volta mi metto in tiro
    e indosso un vestito giallo con le spalline, una giacchina bianca e ai piedi metto una scarpetta
    aperta in punta in vernice blu tacco 12 ma quadrato per essere più comoda. Entro nel bar e
    non arrivo al bancone che già sono invitata a un tavolino dove mi offrono una birra, seduti ci
    sono due uomini sulla cinquantina e una donna; Veronica con cui avevo già avuto il piacere di parlare, di circa 45 anni separata, viene spesso al bar per stare in compagnia. Passiamo una piacevole serata tra chiacchere e birre poi verso le 22.30 decidiamo di uscire per prendere
    un po’ di aria e fumarci una sigaretta.
  • Che ne dite di venire da me per un limoncello – propone Veronica, Piero e Paolo accettano subito,
    io fingo di farmi desiderare ma pressata accetto; andiamo con due auto, gli uomini su una, io
    salgo con la Veronica che nel tragitto non fa altro che parlare e mi anticipa che sarà una notata
    movimentata, cavoli volevo distrarmi ma non credevo così.
  • Tu chi preferisci ? – mi domanda Veronica ci dividiamo gli uomini per evitare di litigare
  • Ma per me non ci sono problemi, scegli pure te – diplomaticamente evito di rispondere
  • Allora io mi appiccico al Piero, sono mesi che gli faccio il filo –
  • Ottimo mi prendo il Paolo – dico sorridendo; Paolo è pure un bel uomo, alto, magro con degli occhi azzurri che sono una meraviglia, mentre Piero è bassino, stempiato con una barba folta ma
    è simpaticissimo e molto loquace. Nemmeno 10 minuti e siamo arrivate, posteggiamo e saliamo
    nell’ appartamento, piccolo ma molto accogliente, gli uomini si siedono subito sul divano, io vado con Veronica in cucina, prendiamo bicchieri e stuzzichini e la bottiglia gelata di limoncello.
  • Giulia ma tu gli dai pure il culo ? – mi domanda seria Veronica, io divento tutta rossa, sono imbarazzata, ma che cazzo di domande si fanno tra donne devo ancora capirlo ma poi le dico
  • Se dovesse capitare non sono una che fa la difficile e dice no – tanto per farmi capire
  • Lo sapevo che eri una come me, aperta a tutto – mi risponde più serena mentre ci presentiamo
    in soggiorno ai ragazzi, io mi vado a sedere accanto a Paolo, accavallo le gambe e tolta la giacchina gli mostro la merce e vedo che faccio subito colpo; Veronica si struscia subito su Piero
    mostrando le gambe che lui subito inizia ad accarezzare fino a infilare la mano sotto la sua gonna,
    l’ atmosfera si fa subito caldissima, io e la Veronica ci troviamo subito in bocca i loro cazzi e iniziamo a succhiarli e insalivarli, ci scambiamo dei sorrisetti compiaciuti mentre le nostre lingue
    tirano a lucido le loro aste, dopo qualche minuto ci alterniamo e prendo in bocca il cazzo di Piero,
    più piccolo di quello di Paolo ma devo dire dal sapore più gradevole; ma pensa cosa vado a pensare
    mi sto abituando troppo a essere Giulia. In soggiorno siamo stretti allora Veronica ci invita a spostarci nella camera da letto, li ci spogliamo e ci mettiamo sul lettone e Piero e Paolo iniziano
    a leccarci le nostre fighette, cavoli ci sanno davvero fare siamo subito bagnate e pronte a prendere
    le loro mazze, mi tocca il Paolo che comincia piano ma poi mi tira di certe botte che mi danno un
    piacere immenso, accanto sento la Veronica urlare tutta eccitata; ho idea che era un po’ che non
    vedeva cazzi. – Giulia sei una bomba, mi ecciti da morire – mi sussurra Paolo baciandomi
  • Continua, non fermarti sei bravissimo – lo lusingo mentre le nostre lingue si intrecciano, siamo
    così vicine che mi viene naturale guardare la Veronica e toccarle le sue tette e lei ricambia il favore,
    cazzo ho i capezzoli di marmo a ogni suo pizzico sento quasi male ma mi eccita un sacco; finisce
    che avviciniamo le teste e ci baciamo, lo spettacolo stimola ancora di più i nostri uomini; il cazzo
    di Paolo diventa durissimo, ho un bastone di marmo tra le gambe, mi bagno ancora di più.
  • Sborro !!! – urla Piero mentre scarica addosso alla Veronica tutto il suo sperma; Paolo gli va
    dietro e mi ritrovo su tette e bacino il suo seme e sulle labbra la sua cappella che ripulisco.
  • Che scopata fantastica, vado a prendere il limoncello ho ancora voglia di cazzo – dice Veronica
    mentre tutta nuda va in soggiorno, io resto sul lettone e mi dedico ai cazzi dei ragazzi, riprendo a
    a succhiarli e insalivarli e in un istante sono di nuovo pronti all’ uso.
  • Giulia sei una bravissima, che bocchinara – mi dice entusiasta Piero sorseggiando il limoncello,
    ne bevo un bicchierino pure io; anche per sciacquarmi la bocca e poi mi metto a pecorina e mi ritrovo tra le gambe il cazzone di Piero che mi penetra fino alle palle, guardo sempre la Veronica
    che nella stessa posizione si sta godendo il cazzo di Paolo e mi confida che lui scopa meglio; non
    posso darle torto il mio stallone è un po’ imbranato forse il più scarso che mi ha scopata.
  • Si !! Paolo continua cosi scopami – prende a urlare tutta eccitata, io la guardo e quasi la invidio
    il mio uomo è tremendo continua a spingere senza ritmo e nemmeno mi fa bagnare spero solo
    che venga presto; cerco di rimediare muovendomi a tempo e un po’ rimedio e lo sento ansimare
    e finalmente venire sulle mie chiappe e poi crollare esausto sul lettone, sono un po’ delusa mi è
    rimasta la voglia, decido di avvicinarmi a Paolo e Veronica.
  • Posso partecipare ragazzi ? – chiedo iniziando a palpeggiare le palle a Paolo, lui sfila subito il
    cazzo dalla vagina fradicia di Veronica e me lo infila in bocca, lo succhio lentamente per poi
    rimetterlo tra le labbra della mia nuova amica, la cosa si ripete più volte fino a quando mi metto
    a leccare il suo buchino, lei si irrigidisce per un istante per poi rilassarsi al passaggio della mia lingua, Paolo subito la penetra con la sua cappella ma trova difficoltà.
  • Cacchio tesoro fai piano sento male – si lamenta lei, l’ho dicevo che era un po’ che non vedeva cazzi, intervengo mettendomi a baciarla sulla bocca, l’ intreccio delle nostre bocche la rilassa e
    il cazzo di Paolo entra liberamente e inizia a muoversi su e giù.
  • Giulia sei una vera tentatrice mi fai fare cose impensabili – mi sussurra lei visibilmente eccitata
  • Dai stai andando alla grande e siamo solo all’ inizio – la stuzzico mentre ritorno a succhiare il
    cazzo di Paolo che si è sfilato dal suo sedere, lo bacio e insalivo e poi glielo infilo nel buchino
    ormai ben dilatato così da farla urlare per il piacere. – Tesoro ho voglia di metterlo anche a te
    nel sederino, come premio diciamo – dice Paolo continuando a martoriare il culetto della Very
  • Dai Giulia diamoci in cambio io sono stremata – interviene lei stremata
  • Va bene non era nei miei programmi ma non posso rifiutare – rispondo sorridendo e mettendomi
    a carponi al suo posto, ora è lei che mi lecca il culetto, sento la sua lingua penetrarmi dentro; sa
    il fatto suo e nemmeno sento il cazzone di Paolo entrare e iniziare a incularmi, mi scopa per una decina di minuti, prima con un ritmo forsennato poi più dolcemente rimanendo fermo nelle mie viscere per farmi gustare il suo bastone, quando sta per venire si sfila lasciandomi un cratere come
    lo descrive la Veronica, doveva vedere il suo quando lo stava prendendo. Ci mettiamo vicine, viso contro viso e siamo inondate dal suo seme, poi gli succhiamo la cappella per ripulirlo dalle ultime
    gocce. – Mamma mia che scopata, signore siete delle vere troie – si lascia scappare Paolo, forse
    lo crede un complimento ma lo ammetto a me da fastidio, prima non ci avevo mai fatto caso ma ora
    da donna mi scoccia un po’. – Allora sono 200 euro a testa – gli rispondo seria, lui sbianca in volto
    quando interviene anche Piero ormai ripresosi che informa Paolo che faccio la escort.
  • Scherzo dai stasera è tutto gratis – dico sorridendo per allentare la tensione, cosa che ottengo dato
    che ci facciamo una bella risata e a seguire un altro giro di limoncello.
    Si sono fatte le tre passate quando ci rivestiamo e salutando la padrona di casa saliamo in auto e ritorniamo al parcheggio del bar, lascio il mio numero ai ragazzi ma seria gli dico che le prossime
    volte dovranno pagare, va bene divertirsi ma il culo non lo do via gratis, loro annuiscono e se ne vanno a casa dalle loro mogli, io camminando mi dirigo verso casa e penso che serata rilassante
    mi ci voleva proprio.
 


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