Giulia a casa di Marika

Giulia a casa di Marika

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Fotocopio queste tre pagine e anche per oggi la giornata è finita, sono già tre mesi
che lavoro allo Studio legale e mi sono ambientata benissimo, colleghi gentili e cortili,
colleghe belle e pettegole; lo ammetto ho dovuto succhiare il cazzo al Dr. Colombo un paio
di volte per farmi aumentare lo stipendio ma che ci vuoi fare sono bionda e bella ho pensato
perché non approfittarne. Ho parlato troppo presto stavo mettendo la giacchina quando vengo
chiamata dalla Marika, uno degli avvocati senior, una donna di 52 anni, alta circa 165 cm, capelli
castani tenuti divinamente, bel corpo, credo porti una quarta, sempre vestita in modo elegante, molto gentile ma pure esigente, per lei non ci sono orari.
Giulia senta stasera devo restare qui fino a tardi può andare a prendere mio figlio in stazione e portarlo a cena, torna oggi da un master all’estero, me lo faccia svagare; ovvio che le pago il disturbo – mi chiede mettendo sulla scrivania almeno 300 euro, cavoli soldi così facili come dire di no, accetto con entusiasmo. – Benissimo, il treno arriva per le 20.00 circa, queste sono le chiavi
della mia auto la trova nel parcheggio al secondo piano, vada a casa si cambi e mi raccomando mi
faccia divertire il Claudio ne ha veramente bisogno – sono le ultime disposizioni, io le assicuro che farò divertire il figlio e mi fiondo al parcheggio, chiedo al parcheggiatore l’auto dell’ avvocato e lui
mi porta davanti a un suv grigio, un Audi Q7, rimango a bocca aperta. Avevo sempre sognato di
guidarne uno e adesso lo posso usare per tutta sera, sfreccio a casa per farmi una doccia e cambiarmi, vestita così sarei troppo seria per una serata al ristorante; rubo un abitino beige alla Vanessa che abbino a delle scarpine marroni in camoscio sempre tacco 12; siamo in ottobre ormai,
vorrei uscire ancora senza calze ma inizia a fare freschino mi tocca perdere alcuni minuti per indossare le collant, ancora non ci ho fatto la mano; prendo la giacchina e la borsetta e sono subito
in stazione dove non trovando parcheggio decido di lasciare il suv nello spazio dedicato ai tassisti, scendo, chiudo la macchina e mentre sto per mettere le chiavi nella borsetta mi sento chiamare
Buonasera lei è la Sig.ra Giulia o mi sbaglio ? – mi domanda un ragazzo di circa 25 anni, sui
180 cm con una barba sfatta di qualche giorno, vestito in jeans e giubbino, molto carino devo dire.
Si sono Giulia – rispondo tutta trafelata mentre lo inquadro
Piacere Claudio, il figlio dell’ avvocato Longo – si presenta educatamente
Mi manda tua madre, lei è impegnata fino a tardi e mi ha incaricata di portarti al ristorante –
So tutto è un classico di mia mamma, sempre presa e manda sempre le sue assistenti – mi dice infastidito e mi sembra annoiato, per rimediare gli dico che se vuole cambiare programmi per me non ci sono problemi e che non dirò nulla sua madre, lui accetta volentieri e allora lo porto dal
Mario per un aperitivo e due stuzzichini. Il Claudio dopo un po’ si rilassa e passiamo una serata
diversa, diciamo ad alto tasso alcolico dato che ci vengono offerti almeno 3 giri di birre.
Cavoli ma quanto bevi e reggi ? – mi domanda stupito Claudio mentre ci portano uno shottino
Finalmente mi dai del tu, cominciavo a sentirmi vecchia a forza di darmi del lei –
Sinceramente sono al limite meglio che mi fermo qui – gli rispondo sorridendo
Sei diversa dalle altre assistenti per una volta ho passato delle ore piacevoli – mi dice sfiorandomi
la mano. Ormai si è fatto tardi, decidiamo di andare, salutiamo tutti e a Mario che mi viene incontro
do un bacio sulla bocca mentre lui mi stringe i fianchi; siamo già auto quando Claudio mi domanda se il barista è il mio uomo, io sincera gli confesso che è un buon amico ma non abbiamo uno storia.
Menomale !! – esclama ad alta voce, io lo guardo e ridiamo; devo fare qualche giro intorno al
palazzo non trovando un parcheggio, per la felicità del ragazzo che continua a guardarmi le gambe,
devo imparare a guidare con le gambe strette ma proprio mi viene difficile, poi esce una macchina
e anche se lo spazio è poco riesco a infilare il grosso suv.
Bravissima che pilota – si congratula Claudio appoggiando una mano sul mio ginocchio, chissà
cosa penso ma lo faccio fare e la mano scivola tra le mie gambe e arriva a sfiorarmi le mutandine.
Mi hai fregato, porti i collant ti facevo una più da autoreggenti – mi dice sconsolato Claudio
Tesoro ti è andata male, oggi non avevo voglia di sentirmi le gambe stritolate dall’elastico – gli
rispondo ironica, scendiamo dall’auto e salgo con lui nell’ appartamento per un ultimo bicchiere e
ho idea per altro dato che per le scale Claudio non fa altro che toccarmi fianchi e sedere, lo vedo
bello eccitato e la cosa mi diverte molto. Entriamo e lui molto gentile mi fa levare la giacchina e
accomodare sul divano mentre apre una bottiglia di vino rosso, che finiamo in pochi minuti,
lui riprende a toccarmi le gambe, io inizio a baciarlo sulle labbra, le nostre lingue si intrecciano
e fanno scintille, sento la sua mano che mi accarezza le cosce, il troppo bere mi ha confusa non poco e mi ritrovo con il solo reggiseno sul divano; ma quando ho tolto il resto mi chiedo in un momento di lucidità; Claudio sembra lucidissimo e mi sta leccando la patatina in modo sopraffino
già sto sbrodolando dal piacere e emetto anche qualche gemito, ora è il mio turno di ricambiare
il piacere e subito mi dedico alla sua lunga asta, la insalivo dalla punta alle palle più volte, il
mio lavoro di bocca lo fa impazzire così tanto che quando lo ingoio mi viene immediatamente
in bocca, non lo avevo previsto e colta di sorpresa inizio a tossire e sputare fuori tutto il suo sperma.
Cazzo !! Claudio quasi mi soffochi – lo rimprovero
Perdonami tesoro ma non sono riuscito a trattenermi – mi dice dispiaciuto, per rimediare mi porta
in camera da letto, li si spoglia tutto anche lui, che fisico stupendo da vero atleta, ma cosa penso
ormai sono alla frutta; afferro il suo pisellone e lo sego per averlo dritto e duro, per poi mettermi
a cavalcioni e farmi scopare, sono sopra e mi godo il suo cazzo, slaccio il reggiseno e lui inizia
a pizzicarmi i capezzoli, questa pratica piaceva anche a me ma adesso che le tette sono le mie
la trovo tanto fastidiosa, per fermarlo gli prendo le mani e inizio a leccarle e baciarle, mi scopa
sempre più forte tanto da farmi di nuovo venire, il ragazzo sa scopare benissimo.
Fatti baciare, su vieni qui – mi dice e così prendiamo a darci baci lunghi e intensi, mi abbasso e
lo abbraccio, andiamo avanti per almeno 10 minuti, poi stanco della posizione mi fa stendere di fianco e da dietro sento che mi penetra facilmente da quanto sono bagnata, mi stringe a se e mi scopa, ho le sue mani in bocca e le succhio, sono quasi al limite e vengo di nuovo inondando il
lettone e lui mi imita venendomi dentro con una copiosa sborrata.
Che scopata !! Ho goduto un casino – mi sussurra mentre sfila la punta del suo pisellone dalla
mia vagina e il suo seme fuoriesce a fiotti, lo ringrazio e ammetto che pure io ho goduto un sacco
poi stremati prendiamo sonno. Mi sveglio e dopo un attimo di amnesia, ricordo dove sono, Claudio
dorme beato al mio fianco, ho tanta sete che decido di andare a prendere un bicchiere d’acqua, non trovando i vestiti ci vado tutta nuda, quando sono in cucina apro il frigo e mentre frugo sento
un respiro sul collo, lo lascio fare convinta che fosse Claudio, una mano inizia a toccarmi tra le
gambe, il fresco che esce dal frigo più la mano che si infila tra le mie labbra mi eccita moltissimo.
Hai voglia ancora, che stallone che sei – dico scherzando girandomi, ma ho una sorpresa enorme,
non è di Claudio la mano ma del padre, che noncurante riprende a toccarmi la vagina, resto un attimo immobile, il suo sguardo magnetico mi ipnotizza, mi fissa negli occhi serio e senza fiatare
in un istante ho un orgasmo intenso, mamma mia non avevo mai provato nulla di simile, quasi mi
cedono le gambe mi appoggio a lui che non smette di giocare con la mia vagina.
Basta la prego, così è troppo – gli imploro, lui sempre in silenzio si ferma e mi mette in bocca
la sua mano e mi fa assaporare i miei umori; mi prende per i fianchi e sollevandomi mi stende
supina sul tavolo, mi allarga le gambe e mi infila il suo cazzone tutto in un colpo nella mia
vagina, cazzo non lungo ma dalla cappella molto pronunciata, scivola senza difficoltà dato che sono
già bagnatissima; senza dire una parola mi scopa in modo animalesco, io sono stesa e guardo il
soffitto, le gocce del suo sudore mi bagnano i seni, mi sbatte sempre più forte, inizio a godere
sono sincera, un modo originale per essere scopata non si smette mai di fare nuove esperienze.
Ora voglio il tuo culo – le prime parole che gli sento dire che avrei evitato in quanto mi incula
senza nemmeno lubrificarmi il buchino, sento un dolore pazzesco, mi ha infilato il cazzo tutto
storto e lo spinge dentro e fuori a un ritmo sfrenato, cerco di spingerlo via ma inutilmente è
troppo più forte di me, per la prima volta da quando sono Giulia piango dal dolore e dalla rabbia,
mi sento il culo a pezzi quando tirando gli ultimi colpi si sfila e mi sborra sul bacino.
Bastardo, sei un bastardo – gli urlo, in lacrime e portando le mani a dare sollievo al mio culo,
lui nemmeno si volta, si sistema i pantaloni e va verso la sua camera, io mi alzo e vado in bagno
per una doccia riparatrice. – Che serata guarda cosa mi deve capire – rimugino sotto il getto della
doccia quando sento entrare qualcuno in bagno, già tremo non sarà ancora il marito della Marika,
invece con meraviglia scopro che è l’avvocato in accappatoio che aperto il box doccia mi domanda
se il Claudio ha passato una buona serata, sono sempre più frastornata, la credevo una persona
normale ma mi devo ricredere soprattutto quando mi fa voltare e mostrare il sedere.
Vedo che ha già incontrato mio marito, noto il suo culetto notevolmente arrossato – mi dice passando la spugna nel tentativo di darmi conforto e scusandosi per i modi grezzi del marito
Ho avuto la sfortuna di incrociarlo purtroppo – le rispondo sconsolata, l’ avvocato mi fa uscire
dalla doccia e una volta che mi sono appoggiata con le mano sul lavandino, mi mette una crema
profumata sul buchino, se così lo posso definire al momento, una crema portentosa che in pochi
istanti mi fa passare il dolore. – Senta Giulia per rimediare alla scortesia di mio marito le voglio
presentare Raul, il mio maggiordomo; sono certa che poi dimenticherà spiacevole disavventura –
Non ci capisco più nulla ma accetto l’ invito e dopo essermi messa un salviettone per coprirmi,
la seguo lungo il corridoio fino all’ultima porta, dove si trova la camera da letto del maggiordomo
entriamo e lo troviamo disteso sul letto che dorme, la Marika si avvicina al letto e solleva le coperte
Cazzo che mazza !! – non riesco a trattenermi. esclamo ad alta voce il mio stupore, Raul ha un
pisellone di almeno 25 cm, lungo e largo, mi avvicino pure io al letto quasi intimorita, penso farsi scopare da questo sarà anche molto piacevole ma chissà che male.
Giulia inizi pure dalle palle, io parto dalla cappella – anche a letto alla Marika piace comandare,
non obbietto e prendo a leccare le sue enormi palle depilate che sanno di sudore ma piacevoli da gustare, mordicchiare le palle inizia a piacermi un sacco in fondo è come succhiare un clitoride.
Pochi minuti e il nostro lavorare di bocca sveglia Raul, sento la sua mano che mi scorre sul salviettone, che con facilità fa volare via, per continuare a scendere fino a fermarsi alle mie chiappe,
che accarezza e tasta con cura, io abbandono le sue palle e aiuto la Marika ha insalivare la sua lunga
asta, mamma mia non riesco nemmeno a tenerla tra le mani tanto è larga, ci guardiamo negli
occhi e sorridiamo mentre le nostre lingue si incrociano andando su e giù; sento l’ impulso di baciare l’ avvocato e ci provo con mio sommo piacere la mia iniziativa viene ricambiata con
entusiasmo e prendiamo a baciarci intensamente; però che tipa la signora tutta seria sul lavoro e
grandissima troia in casa. Riprendiamo a leccare e insalivare l ‘asta di Raul, cavoli a fatica riesco
a metterla in bocca ma solo per pochi istanti, mi si rompe la bocca quasi, dopo qualche minuto
Raul si alza e ci fa stendere, io sono già nuda mentre l’ avvocato si leva l’accappatoio, complimenti
penso quando la vedo ha più di 50 anni ma un fisico pazzesco, un seno stupendo e ancora sodo, un culetto perfetto e un praticello ben curato; quasi quasi me lo faccio pure io così,
Forza Raul facci godere, vogliamo sentire la tua lingua – chiede la Marika, Raul non si fa pregare
e inizia a leccare la sua patatina e lei subito si mette a gemere, io nell’attesa mi tocco un po’ e
per dare sollievo alla Marika riprendo a baciarla, la sua lingua nella mia bocca mi fa impazzire.
Si !! non smettere, continua – urla senza vergogna Marika e lui con poche leccate ben fatte la fa
venire e spruzzare, soddisfatto Raul si sposta e inizia a dedicarsi a me e sento la sua lingua affondare tra le mie labbra e arrivare alla clitoride e sfiorarlo, porca miseria vedo le stelle sa proprio
dove andare a toccare, cerco di resistere il più possibile, è troppo bella la sensazione che sto
provo ogni volta che la sua lingua si insinua tra le mie gambe. Ritornata in se la Marika mi si siede
sopra la bocca e pretende di farsi leccare il buchino, cazzo una cosa che proprio non sopporto, ma
non posso dirle di no e anche se disgustata inizio a infilare la lingua nel suo ano, che si apre in poco
tempo. – Spruzzo !!! O mamma mia vengoooo !!! – urlo appena raggiungo il limite e inondo il povero Raul e tutto il letto, non avevo mai raggiunto un orgasmo simile sono spossata quasi.
Grazie Giulia è stata bravissima – mi ringrazia Marika per il lavoro fatto al suo sedere e mi cede
il primo assaggio del mostro di Raul, ho quasi paura lui mi si mette davanti e mi penetra piano
piano, sono tutta bagnata ma scivola a fatica, sento un inizio di dolore ma poi subentra il piacere
immenso di avere una bastone del genere nella vagina, prende a muoversi con un ritmo blando ma
piacevole, la Marika lo sfila e lo prende in bocca, lo insaliva e poi me lo infila tra le mie labbra
spalancate, la cosa si ripete più volte, io sono un lago di umori e quasi stremata quando prende il mio posto e si fa sbattere da Raul, con lei ha un ritmo più veloce, si vede che scopano di frequente.
Mentre lascio raffreddare la mia patatina in fiamme mi godo il loro spettacolo, fatto di urla e di
colpi secchi dati da Raul, ecco ora che lo sfila mi ci avvento sopra e lo insalivo e lecco prima di
rimetterlo tra le gambe della Marika, andiamo avanti così per almeno 10 minuti, ho quasi male
alla bocca e sono senza saliva, quando l’ avvocato al culmine dell’ eccitazione inizia a spruzzare
fiumi dei suoi umori, lavandomi la faccia, poi quasi per scusarsi mi abbraccia e ci baciamo ancora
intensamente, sotto lo sguardo di Raul e del suo cazzone dritto e duro non ancora soddisfatto.
Nemmeno il tempo di rifiatare che la Marika prende da un cassetto del comodino un tubetto di
lubrificante e me ne mette in abbondanza sulla mano; ho proprio idea che lo userò tutto penso
mentre me lo spalmo sul culetto osservando Raul che si sega la sua mazza.
Mi entrano anche due dita nel sedere tanto è lubrificato e già dilatato dal servizietto di poco fa
del maritino della Marika, così affronto più serena Raul quando mi fa mettere sul fianco e dopo
avermi strusciato il suo cazzone tra le gambe e sfiorato il buchino mi penetra con la sua enorme
cappella, da prima lo freno con le mani, mi sto mangiando le labbra per non far vedere il dolore che sento ma una volta abituata, il suo cazzo mi entra e stantuffa tranquillamente, è certificato ho
il culo rotto, quasi inizio a sorridere pervasa da un certo piacere, la Marika nota il mio volto disteso
e prende a leccarmi la patatina, mi succhia il clitoride facendomi impazzire, Raul mi sfila il cazzo dal culo lasciandomi un cratere e dopo che la Marika lo succhia avidamente me lo rimette nel sedere, la cosa si ripete più volte fino a quando non vengo sostituita dalla Marika che stesa si impala
sul cazzo di Raul, senza alcun problema e iniziando a saltare come una forsennata, mi godo la scena
stremata massaggiandomi il mio sederino martoriato, ma quanto me lo ha aperto mi domando.
Bionda succhiami il cazzo – mi chiede Raul, io mi avvicino e uno volta sfilato il suo pisellone
dal culo della Marika, prendo a leccarlo e succhiarlo, cazzo la punta è sporca di sangue ma faccio
finta di nulla poi passata la lingua sul buchino della Marika lo spingo di nuovo dentro.
Hai una lingua fantastica Giulia – ricevo i complimenti dalla Marika mentre ricomincia a gustarsi
il cazzo di Raul dentro di lei fino alla palle. E’ proprio una stallone instancabile, credevo di avere finito ma mi sbagliavo, la Marika si alza e scende dal letto e lui mi invita a fare un altro giro sulla
giostra, faccio pure la spiritosa adesso, sono proprio andata completamente.
Io per stanotte non ne posso più – dice sincera la Marika toccandosi il sedere, ma Raul la pensa
diversamente, mi prende per i fianchi e così mi ritrovo ancora impalata sul suo cazzone che mi
allarga di nuovo il sedere, questa volta mi afferra le gambe e mi ritrovo quasi anche la palle
nel culo, fortuna che dura pochissimo, lo sento pulsare nello stomaco quando mi fa scendere
e insieme alla Marika al mio fianco siamo coperte dal suo sperma denso e giallastro, succhio
dalla sua cappella le ultime gocce e le passo baciandola alla Marika; mamma mia che sapore
sgradevole forse il peggiore che ho mai assaggiato.
E’ stato fantastico – ringrazio i miei compagni di letto che si stringono a me e crollo esausta.
Giulia è ora di alzarsi – sono chiamata dalla Marika che sono le 06.30 circa, lei è già
sveglia e vestita per andare a fare una corsetta.
Buongiorno Marika – rispondo ancora assonnata, l’ avvocato mi dice fare pure doccia e colazione ma di uscire prima delle 07.30 dal palazzo, Raul si occuperà di darmi un passaggio fino a casa poi mi da un bacio sulla bocca ed esce dalla stanza.
Rimango quasi delusa per il trattamento ma non faccio drammi e alle 07.20 sono fuori dal palazzo
in attesa di Raul, cerco un borsa il cellulare quando trovo una busta, che non ricordavo di avere
Cazzo sono soldi e quanti !! – esclamo stupita ad alta voce, sono esattamente 1000 euro, trovo
anche un biglietto del marito della Marika con cui vuole scusarsi della sua bravata e che spera
ci sia un’altra occasione di incontraci, mi metto a ridere e butto il biglietto quando arriva Raul
e che mi accompagna a casa. Soddisfatta, con qualche soldo in più e il culo dolorante …..
 

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