The Handyman (Cap 8) – Hoto Kan

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The Handyman (Cap 8) – Hoto Kan

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Fu una settimana terribile. Pensavo sempre a Sabrina. Lo so avevo detto che non l’amavo, ma perché quella scena mi aveva cosi tanto confuso?.
Finalmente il giorno dell’appuntamento arrivò e con esso arrivò pure Sabrina. Aveva una minigonna e un top neri. Del resto era ancora estate. La bloccai all’ingresso.
“E tu che ci fai qui” – Forse fui troppo duro.
“Bhe, sono venuta a trovare la mia amica Marina”
“E da quando voi due siete amiche?”
“Bhe, se provi a fare uno sforzo di memoria, sono sicura che ti ricordi quando ci siamo conosciute” – Ok questo era un colpo basso.
“Non vedi più venire qui, hai capito?”
“Scusa sono abbastanza maggiorenne per decidere della mia vita”
La presi con forza per un braccio – “Tu non hai idea di quello che succede in questo condomio”
“Invece mio caro” – Cercando di svincolarsi da me – “Inizio a capirlo”
“Tesoro, sei in ritardo ti aspettavo di sopra” – Era marina, avvolta come al solito nella sua tenuta sportiva. Mi guardò – “Forse è meglio che la lasci andare”
Obbei immediatamente, avevo le mani legate. Lei prese per mano la mia ex e se la portò di sopra.

Io ero incazzato come non mai. Mettevo in dubbio tutto, Il mio lavoro, i miei sentimenti. Afferrai la prima cosa che trovai li vicino, era un ombrello, e lo gettai contro la pianta che era situata a destra dell’ingresso principale. Per poco non colpii una signora asiatica. Assomigliava molto a una mia passione da bambino: Madoka Aykawa. Lei pero aveva molto più seno e decisamente, aveva un aspetto meno occidentale ed era dannatamente magra. Anche se non l’avevo mai vista fino ad allora, era sicuramente la signora Hoto del secondo piano.
“Devi sapere che quella pianta non ti ha fatto nulla e specialmente la sottoscritta”
“Ha ragione mi scusi, ho avuto un attimo di follia.” – E allungo la mano – “Piacere Alexander il tuttofare”.
Lei non mi strinse la mano – “Scusa ma non sopporto il contatto fisico ingiustificato e comunque so chi sei. Ho sentito parlare di te dalla dottoressa Silvy”
“Spero solo cose positive”
Lei ignorò la mia risposta – “Sai lo stress è una pessima malattia”
Io ero imbarazzato – “Ha ragione, ma vede la mia ex..”
Incrocio le braccia attorno al petto – “Forse io ti posso aiutare, venga nel mio appartamento tra mezzora”.
Era esattamente sopra a quello di Marina, forse da li avrei potuto sentire qualcosa, quindi risposi immediatamente – “Volentieri”

Giunta l’ora stabilita, chiusi la guardiola a chiave, misi il cartello con scritto sopra: OCCUPATO. Mi avevano detto di fare così, quando rispondevo alle chiamate dei condomini.
Salii le scale, mi fermai qualche secondo alla porta dell’appartamento di Marina, ma non sentii nulla. Forse di sopra poteva andarmi meglio.
Arrivai al 2C, la porta era aperta. Bussai, nessuno rispondeva ed entrai. Trovai la signora Hoto intenta a lavarsi le mani. Si era cambiata, indossava un elegante Cheongsam nero decorato da fiori rosso scuro, era senza spalline, gonna corta, l’apertura partiva dal collo coreano in modo laterale ed era molto aderente. Forse aveva comprato qualche taglia in meno apposta.
“Mi scusi tanto, ho trovato la porta aperta” – Maledizione non sentivo proprio nulla dal piano di sotto.
“Non preoccuparti, l’ho fatto apposta. Ora ti prego spogliati?”
“Come scusi, perché?”
Mi indicò un lettino al centro della stanza – “Bhe, non c’è modo migliore per rilassarsi, di un bel massaggio”
Un massaggio gratis, mica male come idea. Mi spogliai.
“Prego, anche le mutande”
“Preferirei tenerle”
“Togliti le mutande” – Obbeii subito – “ora sdraiti a pancia in giù”
Notai subito che quel lettino era diverso. Aveva sia il buco sul poggia testa, sia un’altra fessura all’altezza del pene. Lei regolò sia l’altezza che la lunghezza, così finii davvero con il mio coso a penzoloni.
Prese una confezione di olio e se la spalmò sulle mani.
“Ora rilassati”
Cominciò con le spalle, passando delicatamente le mani.
“Il tuo collo è contratto”
Strinse ancora piu forte li, quasi mi fece male.
Le sue mani scesero sulla schiena, poi, con mia grande sorpresa, mi afferrò con forza i glutei.
“Sai voi maschi, soprattutto in occidente, sottovalutano il massaggio prostaico. Questa pratica aiuta a espellere molte tossine, fluidi e spesso anche lo stress”.
“Si può fare sia esternamente” – Mi massaggiò delicatamente il perineo con i pollici, sentii immediatamente il mio cazzo ingrossarsi. Ora capivo esattavamene a cosa serviva quel buco.
“Sia internamente” – Si lecco il dito medio e me lo inserì delicatamente nell’ano. Era una sensazione piacevolissima e nel mio cazzo il mio sangue pompava a dismisura.
Tolse il dito dal culo – “Ma io preferisco usare la lingua” – Me la spalmo tutta dalle palle al buco del culo. La indurii e me la infilò dentro..
“Uhnnn signora, lei è una professionista”
Mentre leccava il mio culo, cercò con la sua mano il mio cazzo duro e me lo segò. Appena finito il suo dovere con la lingua. Si mise sotto il lettino e si mise in bocca il mio cazzo. Non riuscivo a vederla, ma ero quasi certo che se l’era infilato tutto dentro. Sentivo la sua lingua a contatto con le mie palle.
Si rialzò in piedi – “Ora girati”
Lo feci.
“Vedo che, finalmente ti stai rilassando” – diede due colpi di lingua alla cappella – “Sai è molto meglio stimolarti la prostata, mentre ti faccio una sega, non credi?”
Detto questo, mi afferrò il cazzo con la mano sinistra, lentamente, me lo agitò intensamente, continuando a scappelarmelo. Poi stavola si leccò due dita e le premette decisamente dentro il mio culo. Arrivata a destinazione, mise le sue dita a uncino e inizio a massaggiarmi la prostata.
“Porco ziooooo”
“Uhn vedo che ti piace”
Quel massaggio era infinito. Le sue dita erano delicate e premevano su quello che veniva nominato punto L. Io non ci ho mai creduto a queste cose, ma cavolo come era piacevole.
La sua lingua non si fermava mai, passava dalle mia palle fino alla cappella. Ogni tanto stringeva le sue labbre intorno alla mia asta. Ci era riuscita, in quel momento non pensavo esattamente a nulla. Fanculo Sabrina.
Mi tolse le dita dal culo, e mi strinse le palle. Passò con la punta della lingua intorno alla mia cappella. Più leccava, più mi stringeva le palle.
“Vienimi sopra, ti voglio”
“Mi dispiace, ma oggi nessuna penetrazione” – ammetto che rimasi un po’ deluso. – “Ora siediti a gambe aperte sul tappeto”
Mentre scendevo dal lettino e mi apprestavo a sedermi, come aveva detto lei. Si spoglio lentamente. Aprendo una a uno i bottoni, rimase li nuda con il suo seno gigante, poco tipico della sua razza, e la sua passera depilata con cura.
Riprese l’olio per i massaggi. Si sedette proprio tra le mie gambe, mostrandomi la schiena.
“Dammi le tue mani” – Esequii immediatamente.
Ci mise sopra l’olio. Non essendo totamente scemo, capii le sue intenzioni e le massaggiai le tette.
Mi baciò con la lingua e mi afferrò il cazzo con la sua mano destra.
“Stringile più forte”
Le strizzai, le presi da sotto portandole verso l’alto e gli baciai il collo. Lei invece continua a masturbarmi, piu lentamente del solito. Non avevo nessuna intenzione di venire subito. Era troppo sexy.
Di mia iniziativa, scesi lentamente, con la mia mano destra e inizia a sgrillettagli il clito. Tremò tutta. Mi permisi in infilargli due dita, e lei non protestò. Anzi ne fu molto felice. Avevamo preso il ritmo e ci stavamo masturbando in simultanea.
Le mie dita ormai erano fradice di lei. Si scostò leggermente, così potei leccargli i capezzoli. Le presi a sberle la passera. Lei gemette, poi iniziai a massaggiargli in clito con cerchi in senso orario.
Si girò di colpo, eravamo uno di fronte all’altra. Mi prese il mano il cazzo e mi guardo dritta negli occhi. Io allungai la mano, e stavolte misi tre dita nella passera.
“Stronzo” – E mi ficcò la lingua in bocca.
Mi spinse facendomi cadere all’indietro. Tornò a leccarmi le mie parti intime, dal buco del culo allla capella.. Passò le sue tettone sul mio cazzo. Poi me lo riprese in mano, stavolta con più forza e decisione. Mi infilo lei tre dita nel culo. Stavolta bestemmiai davvero.
Ed esplosi tutto il mio sperma sulla sua faccia.. Si sdraiò accanto a me.
“Scommetto che ora sei molto piu rilassato”
Non aveva tutti i torti. Tutta la mia rabbia era sparita. Lei continuava a tenermi in mano il mio cazzo. Ci si era affezzionata a quanto pare.
“Ora Alexander, lasciami da sola. Devo andare a farmi la doccia”
“Sicura che non la vuoi fare con me?”
“Ti ricordo che io non faccio nessuna penetrazione”
“Ti posso chiedere il perché?”
“Certo lo farò solo con chi lo troverò degno”
Come risposta mi sembrò al quanto strana. Ci alzammo in piedi. Ci baciammo ancora e io non mancai di toccargli ancora quelle tette.
“Sei proprio un pervertito” – Si mise a ridere – “Ora mi raccomando, se un giorno sarai ancora stressato bussa ancora alla mia porta. Ho tanti giochi simili da farti fare”.
Me ne andai soddisfatto, per di più non guardai neppure la porta di Marina. Che si fottano.

Con mia grande sorpresa, ad aspettarmi da basso c’era la padrona di casa.
“Finalmente sei arrivato” – E guardandomi con il suo fare altezzoso – “Ti perdono solo perché stavi facendo le tue mansioni con la signorina Kan”
Lei come diavolo faceva a saperlo?
“Sono passata per dirti che, il 1 settembre, torna una delle nostre ospiti più illustre: la giornalista sportiva. Ora vuole passare una serata diversa e rilassante. Ha richiesto le tue prestazioni” – Mi afferrò il cazzo con le mani, questa faceva sicuramente parte delle SS – “Devi sequire queste regole: Non mi devi deludere, non la devi mai chiamare per nome e soprattutto se la riconosci non faglielo capire. La sua privacy e una delle mie priorità maggiori”
Se ne andò.
Era la prima volta che ero formalmente invitato al terzo piano. Nella mia testa, in quel momento, avevo il vuoto assoluto e non riuscivo ad avere nessuna idea, su come mi dovessi comportare.
Stanco dalla giornata, mi ritirai nel mio appartamento. Sognai Sabrina nuda nel mio letto. Merda.

 


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