Il cetriolone

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Il cetriolone

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Sono, purtroppo, solo in casa.
Nudo, gironzolo da una stanza all’altra, per passare il tempo mi depilo, anche se non ci sarebbe nulla da depilare, guardo un po’ la televisione, poi qualche filmino porno dove ci sono delle sissy come me, dal pisello piccolo ma dal culo largo che soddisfano maschioni pelosi e dotati.
Le invidio dal profondo dl cuore.
Mi sego appena ma non mi da soddisfazione, il culo mi prude e lo stomaco mi si chiude, ho voglia di cazzo. In tempi normali potrei soddisfarmi in breve tempo ma adesso è diverso, c’è la quarantena, tutti in casa.
Comunque decido di uscire, il frigo è quasi vuoto, mi devo decidere a fare la spesa. Non ho voglia di vestirmi ma mi tocca,
Perizoma, jeans, shirt manica lunga, giubbotto e sneakers.
Ovviamente mascherina e guanti. Fortunatamente il supermercato è vicino, devo solo attraversare un piccolo parco. Un passeggiata salutare e del tutto legale.
Ci sono cinque o sei persone in coda, poche, mi è andata bene, attendo con pazienza.
Entro, il primo è proprio il reparto ortofrutta, metto nel carrello delle arance dell’insalata, mi giro e lui è lì.
La cassetta è piena, è in cima, grosso il giusto, bitorzoluto ma soprattutto lungo, come piace a me. Proprio un bel cetriolo. Lo chiudo nel sacchetto trasparente maneggiandolo come se fosse di vetro.
Andrei di corsa a casa ma cerco di stare calmo, faccio il giro cercando le cose che col tempo avevo scritto sul bigliettino, compro anche qualcos’altro. A pagare faccio presto, le code alla cassa sono sparite.
Nonostante i due sacchetti pieni e l’acqua minerale mentre torno a casa filo come un razzo.
Salgo le scale perché l’ascensore è occupato, finalmente sono in casa.
Mi dico che devo stare calmo, che ho tutto il tempo che voglio, nel frattempo ripongo le cose che ho comprato.
Il cetriolo lo appoggio sul tavolo della cucina.
Mi spoglio completamente, mi tocco un attimo il cazzo che mi viene subito duro, si fa per dire, i miei undici centimetri di virilità o, come dice Marco, uno dei miei coinquilini, il mio grosso clitoride.
Smetto subito, ho ben altro da fare.
Vado in camera mia, prendo il gel lubrificante nel cassetto del comodino, lo tengo lì ma non lo uso molto, normalmente, con i cazzi dei miei amici, preferisco la saliva, una bella sputazzata nel buco del culo, ma il cetriolo è impegnativo.
Torno in cucina e lo lavo bene.
Sempre lentamente, per pregustare il momento, ma non sto nella pelle.
Lecco il vegetale, lo succhio, come fosse un bel cazzone.
Metto il lubrificante, lo mando su con due dita, poi ne colo un po’ sul cetriolo.
Lo appoggio all’angolo del divano, ci ho messo un asciugamani per non sporcare, mentre lo tendo diritto vado giù, mi ci siedo sopra.
Inizialmente forza, mi fa male, non entra, continuo a spingere implacabile, gemendo.
Poi passa.
“Ahhh! Bellissimoooo! Amore sfondamiiiii!” parlo da solo.
Ora faccio su e giù, ogni volta ne faccio entrare un po’ di più.
Immagino che sia il cazzone di Alì, lavora all’università che frequento, è di origine egiziana e conferma i luoghi comuni sugli uomini di colore, ha veramente una gran fava. Praticamente abbiamo un filarino, mi travesto per lui e mi sbatte come una cagna insultandomi.
Ma il cetriolo è di più, è grosso ma soprattutto lunghissimo.
Sbavo mentre mi entra nell’intestino, i bitorzoli raschiano le pareti, alla fine ce la faccio a farlo finire tutto dentro, sono arrivato con le chiappe appoggiate al divano.
Mi alzo, ne esce un po’, mi ributto giù, ancora e ancora. Mi voglio sfondare.
Incredibile.
Per aumentare la libidine mi rivedo al parco, di notte, oppure all’autogrill, quando col perizoma spostato da una parte mi piego appoggiato da qualche parte e i camionisti tutti in fila mi inculano uno dopo l’altro. In quella stazione di servizio sono famosa, spero di tornarci presto.
Vado avanti ancora un bel po’, godo come una scrofa ma adesso voglio venire.
Ma come dico io.
Mi sdraio sulla schiena, le gambe su, muovo il cetriolo con la mano destra. Lo mando a toccare proprio lì, sento subito uno sfrigolio, proseguo, ansimando, quasi piango tanto è bello, ancora due colpetti e vengo, di culo.
Devastante.
Singhiozzando schizzo sul petto e ed in faccia, un po’ mi è finita direttamente in bocca. Con la mano libera raccolgo l’altra, poi la lecco tutta quanta.
Che buona la sborra, anche la mia. Mi viene in mente l’ultima volta che sono potuto andare al parco di notte, mi hanno inculato ma soprattutto ho fatto tre pompini con l’ingoio. Nel culo col preservativo, anche se non è il massimo, ma con la bocca rischio, voglio bere.
Adesso sono fermo, sto lì ancora, col cetriolone tutto dentro.
Mi decido ad espellerlo, anche se mi dispiace.
Lo lavo accuratamente e lo metto in frigo.
Magari, più tardi… chattando con qualcuno, può tornare utile.

 


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