LIRICA PER IL MIO MASCHIO

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LIRICA PER IL MIO MASCHIO

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Pomeriggio d’estate, lieve brezza, laggiù, oltre il limitare della terrazza, l’azzurro del mare incastonato nel verde. Sei addormentato sul divano, porti solo i boxer neri; sei bellissimo, sembri una statua scolpita da un maestro italiano del Cinquecento. Mi avvicino per vedere i particolari del tuo corpo, i tuoi muscoli sembrano la materializzazione della potenza, perfino le loro vene pulsanti di vita sembrano scolpite nel marmo. Un tenue sorriso increspa il tuo volto; sotto le palpebre chiuse intuisco l’azzurro dei tuoi occhi, che si confonderebbe con quello del cielo o con quello, più smeraldino, del mare. Sei sereno, sei felice, sei desiderato. Mi avvicino ancora di più, guardo i tuoi boxer neri, che occultano alla mia vista la parte del tuo corpo che conosco fin nei più minuti dettagli, con cui perpetuerai la tua stirpe, amore mio, respiro mio, vita mia. Da sotto i boxer noto un’erezione, che attimo dopo attimo si fa sempre più prepotente e gonfia la tua splendida verga. Stai sognando la tua femmina, me lo dicono quell’erezione e quel sorriso che ingentiliscono i tratti del tuo volto splendidamente maschio. La desideri, la vuoi rendere madre….Il tuo respiro si fa lievemente affannoso, ritmicamente protendi il tuo bacino verso l’esterno, come se ti stessi accoppiando. I boxer si abbassano quando basta per mostrarmi completamente la tua possente verga e il bellissimo scroto, teso, scuro, tanto da ricordarmi quello di un purosangue nell’atto della monta. Il tuo movimento di va e vieni prosegue, il respiro é corto e possente; guardo la tua asta, quel taglio in cui tante volte ho infilato la lingua in attesa di sentimela inondata dal tuo seme…..vorrei farlo anche ora ma non voglio turbare il tuo sogno, del quale so di essere la protagonista….e vederti così anche il mio é un sogno, il sogno di vedere sgorgare da quella fessura il tuo seme, il seme della vita…quanto me ne hai dato, in bocca e in vagina, amore mio…e quante volte, nel momento dell’accoppiamento, mi hai detto “Mamma sono tornato in te, sono rientrato da dove sono uscito”. Si, Mirko, amore mio, figlio mio, é così….ecco, fuoriesce infine il tuo sperma, il seme della vita trasmessa da te: un getto leggero, uno molto intenso, lungo e corposo, due più leggeri e brevi…un sospiro profondo, il tuo dono e il tuo godimento sono finiti. In basso, sul tuo possente torace rimane una grande quantità di quel seme bianco, denso….amore mio, il tuo sperma che tante volte ho avuto in me… voglio essere il tuo campo, voglio quel seme in me e stavolta voglio anch’io che germogli in me, come mi hai chiesto mille volte. Una sorta di lampo violetto attraversa il mio campo visivo, scarica elettrica che sembra unire il cervello e la vagina, rimango senza fiato, d’istinto apro le gambe, ho un’emissione di umori che lasciano la loro traccia sul pavimento, vicino al divano dove mi hai desiderata e hai eiaculato sognando di possedermi, di accoppiarti con me, la tua mamma. Mi sdraio sul quel pavimento, vicina ai tuoi piedi, belli e possenti come quelli di una divinità greca, senza fiato e senza forze. Sono tua, completamente tua, amore mio. A giorni toglierò la spirale e voglio darti quel figlio che sogniamo entrambi. Staremo sempre vicini e tu continuerai ad accarezzare dolcemente ma con la forza delle tue mani la pancia della tua mamma in cui crescerà racchiudendo il nostro tesoro, il tuo, il nostro bambino. Auguriamoci buona fortuna.

 

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