La mia nuova Famiglia Parte 2

FACCIAMO SESSO AL TELEFONO! CHIAMA IL 899005022 O CLICCA QUI

La mia nuova Famiglia Parte 2

Spread the love


Questa e la storia reale, di come sia diventata Trav con la complicità di mia madre. fatti ed eventi sono tutti reali, estratti dal mio diario personale dell’epoca. Non avrei mai pensato prima dei diciassette anni, di poter diventare una Trav, le circostanze che portano ognuno di noi a fare scelte diverse nella ita, avevano coinvolto anche me. Mai voluto dalle ragazze, con un fisico piu femminile che maschile, mi son ritrovata dall’altra sponda, senza nemmeno rendermene conto. Rivelatami a mia madre, una donna non piu giovanissima, dato mi aveva avuto in tarda età, accettò con difficoltà la mia scelta, anche perchè cresciuta con regole cattoliche morali e pudiche di un tempo, e dopo la scomparsa di mio padre, le cose non migliorarono per lei. Fu solo l’arrivo nella nosta vita, mia e di mia madre di un uomo che le cose iniziarono a migliorare. Un’uomo di nome Roberto, si era offerto di far parte della nostra famiglia, come nuovo padre amante per me, e compagno di vita per mia madre. Fu quello l’inizio di una nuova famiglia tutta particolare, un nuovo padre che mi scopava quando volevo io o quando ne aveva voglia lui, davanti a mia madre che assisteva sempre ormai senza piu problemi di vergogna o pudori. dopo qulche mese, eravamao si puo dire, diventati una vera famiglia affiatata come se lo fossimo sempre stati. Roberto si era ormai trasferito da noi, dormiva con mia madre nel lettone matrimoniale, anche se lei non era cosi’ libertina davanti a me, come lo ero io davanti a lei. e si faceva toccare a malapena da Roberto, che si consolava con me che riuscivo sempre a soddisfarlo a dovere. un sabato mattina, decidemmo di fare la doccia insieme, papà, mi prese subito sotto l’acqua calda e mi sfondò il culetto a dovere dentro la doccia, mentre mamma dal vetro del box doccia assisteva fuori con gli asciugamani in mano, pronti per la nostra uscita. dopo aver urlato come una vaccona dal piacere per il cazzo grosso e duro di papà Roberto che mi aveva aperta fino a quel momento, lui venne con uno sbuffo abbracciandosi a me, mi esploese la sua calda sborra dentro, sotto gli occhi di mamma che assisteva sorridente. Avercelo un padre cosi’, ero fortunatissima ad averlo trovato,e me lo tenevo strattissimo, dopo essermi inchinata a ripulire il cazzo del babbo, siamo usciti dal box doccia dove mamma, era già pronta con gli accappatoi, ci asciugammo alla buona, poi papà Roberto, mi trascinò in camera da letto per un braccio, non era mai sazio quell’uomo, e pensare aveva sorpassato ormai i sessant’anni. chiamò mia madre: “Maria, per favore….” mamma accorse subito a bordo letto dicendogli : “Non ne hai ancora abbastanza? cosi’ le fai male…” Roberto sorrise e rispose a tono: “Male a chi, a sta puttana di tua figlia?” di solito Roberto era educato, ma da un po aveva preso l’abitudine di dire qualche parolaccia di troppo, forse si era lasciato andare un po troppo, e il suo linguaggio i primi tempi educato lusinghiero e da gentiluomo, aveva subito un po una metamorfosi, anche se mamma lo tollerava, non era cattivo, ne maleducato, sapeva dire le parolacce con ironia, e a mamma stava bene cosi’ tutto sommato. fino ad allora, mamma con Roberto, si era lasciata andare solo con qualche bacio innocente, e qualche palpatina da parte sua, ma nulla piu di questo. anche quando dormivano insieme la notte, lei era sempre un po staccata, si capisce. quel giorno invece, stranamente ci fu se si può dire una specie di svolta in mia madre. Non che si mise a fare la troia, ma iniziò a sbloccare le sue pudiche difese che fino ad allora, la tenevano prigioniera. infatti fu lei senza che nessuno glielo chiese, a voler salire con noi nel lettone, io e mio padre nudi e lei in vestaglia bianca, con i suoi soliti occhialoni sul naso, si avvicinò a me, e per la prima volta, con le sue dolci manine smaltate di rosso come le mie, mi masturbò lentamente mentre mio padre, mi teneva il suo cazzo in gola da succhiare, io seduta al centro del letto, mio padre in piedi davanti a me con il suo cazzo dentro la mia bocca, e mamma accucciata accanto che mi masturbava lenntamente il cazzo duro, accarezzandomi i lunghi capelli ancora bagnati dalla doccia di poco prima. inutile dire, che durai poco nelle dolci manine di mamma, e la sporcai di sperma, mentre mio padre Roberto, mi scaricava in gola un litro di sperma caldo che ingoiai fino all’ultima goccia. ho ripulito con la lingua la cappella grossa di Roberto, mentre mamma, stava annusando la sperma che le avevo spruzzato sulle manine. le chiesi che stesse facendo, e lei candidamente rispose, che era curiosa si sentire se avesse odore o sapore. le sorrisi, e la rassicurai, che la sperma era buonissima e aveva un sapore unico. Io ne avevo ingoiata a litri in quegli anni, e pure quella di mio padre era fantastica ammisi. Ridemmo tutti e tre. era la prima volta che mia madre osava masturbarmi, e quando gli chiesi perchè lo avsse fatto, fece spallucce, e rispose solo, che era stufa di guardare, voleva rendersi utile anche lei. Roberto la abbracciò e le diede un bacio sulle labbra, non con la lingua, ma normalmente, un semplice bacio innocente, che però dava affetto vero e puro. dal canto mio, ero ormai innamoratissima del mio nuovo padre, lo amavo davvero, certamente lo amavo piu di mia madre, che per lui provava solo affetto e forse un po di attrazzione, ma non credo lo amasse, io invece ne ero attratta completamente. il giorno dopo,il mio padre adottivo, accondiscendendo la promessa che mi aveva fatto, prima di diventare membro della famiglia, cioè, di lasciarmi scopare con tutti gli uomini che volevo, senza dire nulla a mia madre, che ovviamente si sarebbe preoccupata, e incazzata a dovere, mi portò a caccia di neri, avevo espresso il desiderio, di farmi sfondare da qualche bel nero, e papà mi ha subito accontentata, con lui mi sentivo protetta, e non correvo rischi di finire nelle mani sbagliate, mi fidavo di Roberto. in una calda e soleggiata mattinata, prendemmo la sua auto, e facemmo un bel giretto. io con addosso un paio di shorts in jeans cortissimi e sgambati, una T-shirt senza maniche che mi lasciava la schiena nuda, nera, sotto avevo un reggiseno sempre nero, tanga neri, capelli sciolti, truccata e occhiali a specchio sul nasino, bocca rossa avevo messo un rossetto acceso, che mi faceva le labbra da pompinara belle e varnose risaltandole in un bel modo, pelle chiara e profumata. lui con un paio di pantaloni in jeans, scarpe di tela sportive e maglietta a maniche corte, con occhiali da sole a lenti sfumate. chiesi a mio padre, dove mi avrebbe portata, e lui sorridendomi rispose, che conosceva dei ragazzi neri di cui ci si poteva fidare, me li avrebbe presentati, poi se erano rose, fiorivano come si diceva. Non stavo nella pelle,ero super eccitata, e non vedevo l’ora di arrivare, percorremmo una strada statale semi deserta a quell’ora del mattino, il sole già scaldava a dovere. Finalmente arrivammo. Parcheggiammo in una corte dove entrammo, era una specia di vicolo dove c’era una corte insabbiata con delle baracche malmesse tutte sparse qui e li nella corte,scendemmo dall’auto, ed entrammo nella corte desolata, era tutto silenzio, pareva un cimitero, e il posto non mi rassicurò, ma mi fidavo di mio padre, e non feci tante domande, anche se l’aspetto del posto, mi inquietava non poco. Alla fine Roberto, si fermò davanti ad una di queste baracche, alcune erano in legno, altre in acciaio, bussò, e attendemmo, il cuore mi batteva forte in petto, il silenzio totale, e il lontano passare di qualche auto sullo stradone dove avevamo parcheggiato, facevano sembrare il posto davvero sinistro. alla fine, la porta in legno marcito, venne aperta, e ci trovammo davanti due neri mezzi nudi, senza maglietta ma con addosso, solo dei calzoni corti consumati ma puliti. Roberto li salutò, sembrava conoscerli per davvero, anche se non sapevo come li aveva conosciuti quei due ceffi. i due neri, ci fecero entrare, la baracca era piccola, anche se da fuori, mi era sembrata piu grande, vista da dentro, era un’unica stanza con sparsa roba in giro, dei materassi a terra con coperte e lenzuola, cuscini, pacchetti di sigarette spari, un fornelletto a bombola del gas per cucinare, una lampada usata tipo abajour accesa, un rozzo tavolino quasi senza gambe a livello terra, sedie non ve ne erano. Roberto venne subito al punto, dicendo che ero sua figlia, e che avevo bisogno di scopare. I due ragazzoni neri, mi guardarono bene, mi fecero fare una giravolta su me stessa, palpandomi qui e li il culo e le coscie, e io già ero in brodo di giuggiole. i due che parlavano abbastanza bene l’italiano, dissero che ero bela e fica, Roberto gongolava del fatto che gli avessi fatto fare bella figura. “E Mia figlia, certo che e una bella troia, e scopa da dio… trattatemela bene capito?” detto questo, si voltò e prese la via della porta, lo fermai subito. Non mi voleva lasciare li con quei due sconosciuti per caso, non mi sentivo sicura, e lo feci presente all’uomo. Lui mi rassicurò, che andava solo ad aspettarmi in auto fuori dalla corte, quei due non scopavano se c’era altra gente di mezzo, dovevo tranquillizzarmi, ero in buonissime mani, erano bravi ragazzi fidati e educati. detto questo, mio padre uscii e mi lasciò sola con i due neri alti e magri. L’eccitazione provata poco prima, era sparita tutta d’un colpo, al suo posto era entrata in me, una paura e una sensazione sgradevolissima. avessi potuto, sarei scappata fuori, ma ero come paralizzata, davanti ai due neri che si stavano togliendo l’unico indumento che gli era rimasto addosso, i pantaloni corti. Mi chiesi chi me lo aveva fatto fare, e dove Roberto, avesse mai potuto conoscere quei due ceffi di cui non mi fidavo affatto. i due nudi, avevano dei cazzi grossi e lunghi, la dimensione un po mi spaventava, mi presero gentilmente per le braccia, facendomi accomodare, in uno dei due materassi sistemando alla buona le lenzuola e il cuscino, a quel punto, non potendo piu tirarmi indietro, decisi di continuare, sperando e confidando, che se avessi urlato, Roberto sarebbe corso in mio aiuto. Mi tolsi quindi la T-shirt e gli shorts, restando solo in intimo, mentre uno dei due mi si appiccicò addosso subito, stringendomi a se, e infilandomi la lingua in bocca. erano belli inutile negarlo, fisico snello, neri e lucidi di pelle, capelli corti neri, mi lasciai andare, buttai le braccia al collo di quello e a mia volta, lo baciai con trasporto, mentre l’altro, da dietro, mi baciava le natiche e infilava la sua lingua nel mio spacco, dopo aver scostato da un lato, il filo del tanga. iniziai a gemere e godere nuovamente, l’ansia e le paure di poco prima scomparvero del tutto, i due ragazzoni, ci sapevano fare davvero. Peccato solo, non aver avuto Roberto li a guardarmi, ma poco importava, quello dietro usava la lingua in un modo divino, e mi faceva bagnare tutta mentre mi leccava il culetto, mentre l’amico mi soffocava con la sua ligua in gola, stringendomi a lui sdraiati sul materasso. i lunghi capelli, continuavano a coprirmi il viso, e il ragazzo che mi baciava, piu volte dovette tirarmeli s. Ero estasiata, alla fine erano due bravi ragazzi mi dissi, aveva ragione Roberto, erano in Italia senza famiglia, senza donne, e cercavano di scopare quando potevano e come potevano. Adesso ero arrivata io a soddisfarli, in altri momenti non immaginavo però, come facessero a procurarsi le donne. intanto che la mia testa, ragionava su queste cose, quello dietro, aveva smesso di leccarmi lo spacco, e aveva iniziato a spalmarmi una crema ungente sul culo, non so che fosse, non vedevo, ma sentivo una cosa oleosa impastarmi le natiche per benino, mentre quello davanti ora, mi fece sollevare da lui, e chiese di succhiargli il cazzo. senza alzarmi del tutto, scivolai piu giu, mentre lui restò sdraiato sul materasso, impugnai il suo palo nero lungo e duro, bello come non ne avevo mai visti, e aprendo bene le labbra, me lo ingoiai in bocca. Iniziai a fare su e giu con la testa, inginocchiata e continuando a tirarmi i lunghi capelli da un lato, per non coprirmi il visetto. quello dietro intanto, finito di spalmarmi l’intruglio oleoso, ha cercato di aprirmi le chiappe scivolose, appoggiando la sua grossa cappella dritta nel mio buchetto, e ha spinto piano piano. Ho subito sentito la grossa cappella scivolarmi dentro, come un’anguilla, ho chiuso gli occhi senza smettere di succhiare l’altro cazzo, e alla seconda spinta, ho dovuto gemere per forza, facendomi scappare un sospiro. I due neri, tutto sommato mi stavano trattando da regina, proprio come gli aveva chiesto mio padre,erano due bravi ragazzi lo ripeto, non li temevo piu come poco prima, era stato il luogo desolato forse, a spaventarmi piu che loro due. intanto ad una terza spinta, il cazzo nero di quello dietro, scivolò tutto dentro al mio culetto oliato, gemetti e sospirai ancora, mentre quello iniziò piano piano a stantuffarmi, lentamente poi prendendo velocità. faceva caldo li dentro, non c’ra nemmeno un ventilatore o una presa d’aria, ne una finestrella per far entrare la luce, la baracca era chiusa da ogni lato, e l’unica luce, era quella abajour che illuminava ben poco. iniziai a colare sudore, e i capelli mi si appiccicarono tra il viso, e la schiena. intanto il ritmo della stantuffata, era aumentato, e adesso il negro dietro, mi scopava a ritmo elevato, facendomi anche un po male, si sentiva nel silenzio del posto il CIK CIAK, CIK CIAK continuo, delle sue palle nere, sbattere contro le mie chiappe oliate. continuavo a succhiare e leccare quello sdraiato sul materasso, e notai come solo io sudassi cosi copiosamente, i due almeno in apparenza, sembravano non risentire della temperatura, che col passare del tempo, si alzava sempre piu. Dopo un periodo che non saprei indicare, i due si diedero il cambio, mi fecero mettere stavolta sdraiata su un fianco nel materasso, a gamba sollevata, la posizione che preferivo in sostanza, la conoscevano anche loro pareva. Quello a cui avevo fino ad ora, succhiato il cazzo, da dietro mi penetrò senza fatica con un colpo secco mi entrò dentro all’istante, facendomi sussultare, l’altro si piazzò davanti a me, in piedi, e mi offri’, il cazzo che fino a poco prima, mi sfondava il culetto. Piena nuovamente, ripresi la scopata con gusto ansimando, gemendo e sospirando forte. Anche avessi urlato, li non mi avrebbe certo sentita nessuno, quindi non mi preoccupai del rumore che potessi fare, e iniziai a gemere e godere sempre piu forte. I due negri ci davano dentro come maiali, quelli si che sapevano scopare e farmi morire di piacere. Benedissi mio padre, e mentalmente lo amai per avermi portata da quei due maschi neri, se solo fosse rimasto anche lui, avrei saputo come ringraziarlo, ma a questo avrei pensato una volta finito con quei due. Avevo un padre fantastico, ne ero pazzamente innamorata, ma sapevo anche dei sentimenti per lui di mia madre, e cercavo di tenere la pace in famiglia, per non creare gelosie inutili, ma amavo quell’uomo inutile negarlo. Infondo, aveva conosciuto prima me di mia madre, ero stata io la sua troia all’inizio. Intanto che i due mi sfondavano culo e bocca, pensai che mi stavo comportando come una lurida troia egoista, Roberto era un grand’uomo, che potevamo dividerci tranquillamente senza zuffe da femmine isteriche. Era senza dubbio un’uomo speciale, non comune ad altri che avevo conosciuto fino ad allora. Assort completamente nei miei pensieri, non mi accorsi nemmeno, di un’altro cambio tra i due negri. Mi destai da ciò che stavo pensando, quando ho sentito il grosso cazzo che avevo in culo, uscire e sfilarsi all’improvviso e quello che avevo in gola, liberarmi la bocca. Mi destai dal mio ipnotismo mentale, giusto in tempo, per vedere la porta malmessa e marcita del legno, aprirsi lentamente, e far filtrare la luce del sole del mattino. Era Roberto che era tornato a vedere a che punto fossimo, cacciò dentro la testa, e fece fatica a riconoscerci, dato il buio che regnava li dentro, illuminato dalla fioca luce di una Abajour. Vedendo mio padre, sussultai, Papà, ho esclamato sorridendogli a tutte labbra, l’uomo a quel punto entrò chiudendosi dietro di se la porticina, poi disse: “Non volevo disturbarti, ma vedo che alla fine ti stai dando da fare gioia mia.” Gli risposi che mi avevano già sfondata a metà, ma che il bello doveva ancora arrivare, e se lui rimaneva, potevo dare il massimo. Roberto accettò di restare, i due negri, non sembravano infastiditi dalla cosa come mi aveva invece detto papà all’inizio. Dunque riprendemmo, da dove avevamo interrotto, uno dei due negri, si rimise draiato per lungo sul materasso letto, io mi sistemai sopra di lui, a gambe larghe, tenendomi con le manine dalle unghie smaltate di rosso, le natiche aperte l’olio ormai si era quasi del tutto assorbito con il sudore, mi abbassai, e lasciai che il palo nero del negro sdraiato, mi rientrasse nel buco ormai bello spanato e allargato. Papà fece un commento “Sei fantastica… se ti potesse vedere tua madre….” l’altro negro si posizionò dietro anche lui, avevo capito cosa volevano provare, avevo già fatto con mamma davanti, una doppia penetrazione, ormai sapevo come affrontarla, per papà Roberto, era invece la prima volta che mi vedeva all’opra con due negri in culo, e non volle perdersi la scena. faceva sempre piu caldo li dentro, e anche papà alla fine, si arrese, e si spogliò nudo, in modo da non dover sporcare i vestiti di sudore. avere mio padre li con me, fu una carica in piu, e vederlo nudo insieme ai due negri, non sfigurava minimamente, erano belli tutti e tre per me. quando finalmente anche l’altro negro, si decise a infilare il suo grosso palo nero dentro di me, cercai di rilassarmi il piu possibile, chiusi gli occhi e sospirai ma poi li riaprii, e fissai mio padre che si masturbava a pochi passi da me. Gli sorrisi, e gli mandai un bacio con le labbra, mentre venivo aperta dai due grossi cazzi neri nel culo piano piano. Mio padre, ricambiò il bacio continuando a segarsi come un maiale. Pensai fosse uno spreco, se avesse sborrato, e la sua dolce sperma che tante volte avevo bevuto, fosse andata a terra, lo invitai ad avvicinarsi, l’uomo non si fece pregare, mentre i due negri mi stavano aprendo in due il culo insieme, papà, si mise davanti a me in piedi, e mi offri’ il suo bel cazzo duro ormai prossimo allo spruzzo. lo presi in bocca giusto un paio di secondi, prima che il porco, mi allagasse la gola di caldo sperma che ingoiai prontamente senza perdermene una goccia. Anche i due negri dietro, vennero quasi allo stesso momento, riempiendomi il culo ormai sfondatissimo, di calda broda bianca che colò a terra, a grosse gocce giu dal mio culo pieno ancora dei loro cazzi grossi e neri. venni anchio senza tanti complimenti, spruzzando con un sospirone lungo. ci volle qualche minuto, perchè i due negri, riuscissero a sfilarei loro grossi cazzi da me senza farmi troppo male, e ci volle qualche altro minuto, perchè tutti ci riprendessimo dal gran caldo, avevo i capelli bagnati come avessi appena fatto la doccia, mi passarono un asciugamano per asciugarmi dal sudore, e mentre ci si rivestiva tutti, mio padre, mi guardava fiero e con un sorrisone a bocca larga. “Gioia, sapessi quanto sono orgoglioso di te…” mi ha poi detto mentre mi rivestivo. I due negri, vollero sapere se potevano rivedermi presto per un’altra scopata, mio padre li rassicurò, che mi avrebbe portata da loro altre volte e molto presto. Uscimmo dalla baracca, alla luce calda del sole di mezza mattinata, si era fatta ora di pranzo, e iniziavo ad avvertire la fame. Ci avviammo io e Roberto mio padre, abbracciati verso l’auto parcheggiata fuori dalla corte, e ci avviammo verso casa dove mamma ci attendeva da ore. Il punto adesso era, dirglielo o tenere la cosa per noi, mia madre pur essendosi aperta molto di vedute negli ultimi tempi, restava di educazione assai pudica, e dirgli che mio padre, mi aveva appena portata a farmi sfondare il culo da due negri con lui immezzo, forse era eccessivo per lei. Concordammo quindi, che non le avremmo detto nulla per il momento almeno, doveva solo sapere, che eravamo andati a farci un giro in auto, tutto li. Al nostro rientro a casa infatti, come prevedevamo, mia madre era agitatissima, e volle sapere dove eravamo finiti fino a quell’ora tarda. Facemmo spallucce, e le raccontammo che avevamo perso del tempo a chiacchierare facendo un giro in macchina. Mia madre che scema proprio non lo era, non mangiò la foglia, e iniziò a preoccuparsi seriamente. Temeva che Roberto, ormai entrato del tutto nella parte del padre adottivo, potesse mettermi nei guai. Mamma iniziò cosi’ a scansare l’uomo fino al punto da rifiutarsi di condividere ancora il lettone con lui. Io cercai di fare da paciere, cercando di convincere mia madre che l’uomo non mi avrebbe mai fatto del male, gli volevo bene, e lui ne voleva a me, ma mamma non si lasciò convincere. Le cose non migliorarono nei giorni sucessivi, mamma era sempre piu distaccata da noi, aveva preso le distanze pure da me adesso, perchè sapeva difendevo l’uomo. Era preoccupata la capivo, ma dall’atra non volevo rinunciare ad un padre come Roberto per delle stupide idee malsane di mia madre. Fini’ io a dormire con l’uomo, e mamma sul divano letto, come i primi tempi. Sinceramente la cosa mi dispiaceva molto, ma come ripeto, non ero disposta a rinunciare a lui per i capricci di mamma. L’estate era ormai arrivata, e io e mio padre adottivo, eravamo ormai piu che amanti, scopavamo molto spesso, anche se mamma non era piu presente e si rintanava negli angoli ogni volta che lo facevamo con lei presente. Era diventata fredda e scostante, e anche un po nervosetta. finalmente l’uomo cercò di appianare le cose, parlandole faccia a faccia, un colloquio solo loro due, chiusi in salotto, mentre io attendevo con il cuore in gola che uscissero riappacificati. O almeno e ciò che speravo. Alla fine, dopo quasi un’oretta buona, la porta del salotto si spalancò, e vidi uscire L’uomo con mamma sorridenti entranbe, il sereno era finalmente tornato tra loro. Cosa si fossero detti, non lo saprò mai, nessuno dei due me lo rivelò, ma l’importante era rivederli insieme e riappacificati come prima. Fui sollevata da un peso enorme. Mamma tornò a dormire in camera con Roberto, e io in salottino, tutto come prima dunque. O almeno, questa era l’apparenza. Papà, mi annunciò che avremmo fatto tutti e tre una bella gita al lago per distrarci e perendere un po di sole. chiesi con gioia, dove saremmo andati, mi disse al Ticino, un noto posto per nudisti, ne avevo sentito parlare molto, ma non sapevo ne dove fosse, ne come fosse il posto. Roberto sembrava esserci andato piu volte, e lo conosceva assai bene. Cosi deciso, il giorno dopo si parti’ per il ticino, Indossai per l’occasione, un bikini argentato lucido a lustrini, con sopra, degli shorts sgambatissimi in jeans, e un top nero, con dei sandali a zeppa alta, ben truccata, capelli sciolti tra spalle e schiena, unghie smaltate di rosso, occhiali a specchio. Roberto aveva indossato un paio di calzoni corti, una maglietta a mezze maniche scura, scarpe legegre e occhialoni scuri da sole, mamma che era sempre stata pudica di suo, sotto aveva un costume zebrato intero bianco a striscie nere, con annesse spalline, sopra un vestitino leggero rosso, apribile davanti, chiuso con cintura in vita, gli immancabili occhiali da vista, poco truccata un filo di rossetto e phard. arrivammo al lago, prima di mezzogiorno, eravamo partiti in mattinata tarda, e ci mettemmo un po per trovare posto per l’auto di Roberto, e poi per accamparci distendendo gli asciugamani in uno spiazzo di verde, proprio poco distante dall’acqua. Non so se si potesse farsi un bel bagno, l’acqua sembrava pulita, ma non rischiammo nonostante il caldo, ci bagnammo solo i piedi e non azzardammo l’entrata nel lago. ci spogliammo, e ci mettemmo sdraiati sui nostri asciugamani li al sole. Avevo un bikini nuovo comprato da mamma, e lo volevo sfoggiare bene in quell’occasione, dato mi stava d’incanto. Metteva in risalto il mio fisichetto femminile e magro. Chiesi a mio padre di spalmarmi l’olio solare, mentre mamma prendeva posto sul suo asciugamano, mettendosi un cappello di paglia sulla testa. Roberto, ne aprofittò subito per fare il maiale, iniziando a stuzzicarmi, mettendomi l’olio tra le natiche e spingendo la sua manona fin dentro al mio buchetto, facendomi sospirare come una troia. Poi mi baciava sul collo scostandomi i lunghi capelli, mentre io lo lasciavo fare sorridendo, sdraiata a pancia sotto. Alzai lo sguardo verso mamma, che si era sdraiata anche lei e ci teneva d’occhio sorridendo. Gli ricambiai il sorriso, mentre il porco, continuava a stuzzicarmi senza darmi sosta. Aveva voglia di scopare era chiaro, cosi’ lo accontentai subito, prima di pranzare ci stava una bella scopata con mio padre. mi scostai da un lato il lembo del tanga del bikini, allargai le gambe, e gli sussurrai di montarmi. Mio padre, non se lo fece certo ripetere, si tolse i boxer, restando nudo con il suo bel cazzo duro e lungo alla luce del sole,montò sopra di me con le braccia tese sull’asciugamano, puntò la sua grossa cappella dritta tra le mie natiche, e spinse dentro. Favorito dall’olio solare, la sua grossa cappella scivolò dentro al primo colpo, facendomi sussultare di piacere. al secondo colpo, il suo bel cazzo era già dentro tutto fino alle palle pelose, e intanto che lui iniziava a fare su e giu sul mio bel culetto, alzai la testa, scostandomi i lunghi capelli, cercando mia madre, la guardai e gli sorrisi come sempre facevo in quei momenti. Ormai per mia madre, vedermi scopata cosi’ impunemente e senza vergogna da Roberto, era diventata un’abitudine, lo aveva visto fare mille volte in casa nostra, ma era la prima volta che il mio patrigno, mi scopava all’aperto sotto la luce del sole e in un posto pubblico, anche se al momento non vi era anima viva. Forse il fatto di farlo li in quel posto, infastidiva la pudicità di mia madre, che non solo non mi ricambiò, il solito sorriso, ma si voltò addirittura dall’altra parte per non vederci. Cercai di capirla, e la lasciai stare, concentrandomi sul bel cazzo di mio padre, che adesso mi stava sfondando sempre piu veloce, facendomi anche urlare dal piacere. Questo infastidi’ ulteriormente mamma, che decise di alzarsi, e farsi un giretto nei dintorni, pur di non vederci. Persi di vista mamma, ero troppo concentrata a godermi il cazzo di mio padre, che mi apriva tutta per pensare ad altro, e perdemmo anche la nozione del tempo. Credo fosse passata una mezz’oretta da quando avevamo iniziato a scopare, mamma ancora non si vedeva, la cercai con lo sguardo nei paraggi, ma non la notai. Preoccupata, fermai l’uomo, dicendo che non vedevo mamma, e che era via da un po… mio padre, tolse il suo bel cazzo dal mio culetto ormai sfondato, aiutandomi a rialzarmi, mettendomi seduta sull’asciugamano, e la chiamammo. Non trovandola nei dintorni, iniziai a pensare che vedendoci scopare li all’aperto, si potesse essere offesa, e fosse cosi’ tornata verso l’auto dove l’avevamo parcheggiata, lo dissi a mio padre, e insieme ci avviammo verso l’auto, lasciando sullo spiazzo verde, aciugamani e tutto l’ambaradam che ci eravamo portati dietro. Roberto nudo io con addosso solo il Bikini argentato lucido, e gli occhiali a specchio, unta di olio solare come un’acciuga. Arrivammo all’auto, ma di mamma nessuna traccia, temevamo si fosse persa, non conosceva la zona, e magari si era allontanata per un breve giretto, e data la folta vegetazione, era facile smarrirsi e disorientarsi. in piu, sapevamo che il posto, era famoso per essere pieno di uomini esibizionisti, e gente poco raccomandabile. decidemmo quindi, preoccupatissimi, di tornare a prendere la roba sullo spiazzo verde, e di cercarla meglio, dividendoci, se non l’avessimo trovata, avremmo avvertito i carabinieri, ma prima di arrivare a tanto, era meglio cercarla bene nei paraggi. Mamma era una donna pudica, e in un posto simile, era come una bambina in un posto per orchi cattivi mi dissi preoccupata che le potesse succedere qualcosa. L’uomo mi rassicurò, e ci dividemmo per cercarla meglio nei paraggi del laghetto. chi di noi l’avesse trovata per primo, l’avrebbe ricondotta allo spiazzo dov’eravamo accampati poco prima. Lasciai mio padre, e iniziai a chiamarla camminando in Bikini tra la folta vegetazione intorno, non mi ero nemmeno preoccupata di coprirmi, ero troppo in pensiero per mia madre per pensare ad altro in quel momento. Continuai a camminare e chiamarla ma senza che nessuno mi rispondesse. Iniziavo a sentirmi in colpa, se non avessi fatto la troietta con mio padre, lei non se ne sarebbe andata, e ora non starei in pena. Intanto che facevo questi pensieri, mi accorsi di essermi incamminata verso un’altro punto del lago, dove c’era un’altro spiazzo come quello che avevamo trovato per accamparci, ma era dalla parte opposta della bostra posizione. a piedi nudi, perchè gli zoccoli li avevo lasciati sul posto, mi avvicinai al nuovo spiazzo di verde, e tendendo l’orecchio, ho udito delle voci basse, una di un’uomo senza dubbio, l’altra di una donna, mi avvicinai ancora, e scostando dei rami, vidi seduti sul bordo del lago, un’uomo nudo maturo sui sessant’anni circa, parlare tranquillamente con una donna, che era mia madre. Sorpresa di trovarla li, e a parlare senza problemi con uno sconosciuto nudo, la chiamai. Lei si voltò sorridente,la rimproverai e le dissi dove si era cacciata, che io e Roberto eravamo in pensiero, mentre lei se ne stava tranquillamente a parlare con quell’uomo nudo. Io che ero una puttana senza vergogna, stavo facendo la predica come una puritana a mia madre che lo era per davvero. Mia madre ci rise su, mi presentò come sua figlia all’uomo, e disse che sapeva badare a se stessa, e che vedendoci occupati, aveva deciso di farsi un giretto nei paraggi, incontrando l’uomo. Rimasi assai stupita, di come mia madre, a cui il nudo di altri dava cosi’ fastidio, avesse potuto trovare facilmente da fare amicizia con un estraneo nudo. mi avvicinai, tesi la manina smaltata all’uomo, e mi sedetti accanto a loro. Dimenticando per un’attimo, mio padre Roberto che anche lui cercava mamma. L’uomo sconosciuto, mi fece i complimenti per la mia bellezza naturale, allungando anche una mano per accarezzarmi una coscia. Lo lasciai fare, guardando mamma che sorrideva come una scema. Cosa ci trovasse da sorridere poi, Mi sembravo stupida a preoccuparmi, alla fine mia madre stava bene, anche se non capivo cosa le stesse succedendo. Sembrava diversa dalla madre pudica e perbenista che conoscevo troppo bene, lei che solo vedendomi prendere un cazzo in bocca, si schifava girandosi dall’altra parte. Assorta in tutti questi nuovi pensieri, non mi accorsi nemmeno, che l’uomo aveva iniziato ad accarezzarmi ovunque sul corpo, passando senza problemi, da palparmi le coscie unte d’olio, alle spalle, arrivando al culo e mettendomi una manona dentro al perizomino del Bikini, ed estraendomi il cazzo massaggiandomelo dolcemente. Tutto questo, mentre mia madre li a pochi centimentri accanto, non ebbe nulla da dire, anzi mi continuava a sorridere senza problemi. Rimasi inebetita dalla nuova situazione, ma che stava succedendo? come poteva mia mamma esser cambiata in pochi minuti dal nostro arrivo al lago? L’uomo intanto che mi masturbava lentamente senza farmi venire, parlava con mamma, di cosa non ricordo sinceramente, ero come ipnotizzata dalle cose che mi stavano accadendo per fare attenzione ai particolari. Mi scordai del tutto anche del mio patrigno, che ci stava ormai cercando entrambi, dall’altra parte del lago. Ad un certo punto, ho creduto di sognare, poteva essere solo un bel sogno quello che e successo dopo, non potrei spiegarlo in altro modo. Mentre l’uomo mi masturbava, il mio cazzo si era come e giusto che sia, gonfiato e era diventato duro come il suo, che lo era già da quando ero arrivata li. Come ripeto, dev’essere stato un sogno, il sole che batteva, le piante intorno, non saprei, ma mi e parso di vedere da dietro le lenti dei miei occhiali da sole, che mia madre si abbassasse le spalline del costume intero, e lo abbassasse del tutto, restando nuda accanto a me. Un bel sogno che non fini’ li, mamma mentre l’uomo senza lasciare il mio cazzo duro, mi infilò la sua lingua in bocca baciandomi, si piegò su di me seduta a gambe piegate, e non posso ancora crederci, senza dire una parola o fiatare, spalancò la sua bocca ancora col rossetto, e prese dentro il mio cazzo, tenuto dalla manona dello sconosciuto. Devo ripetere che stavo senz’altro sognando, ma il piacere che provai era cosi’ reale. Dunque ero li con la lingua di un’uomo infilata in bocca, seduta su uno spiazzo verde a pochi metri dall’acqua, con mia mamma nuda che piegata succhiava il mio cazzo, tenuto in mano dall’uomo. Tutto cosi’ assurdo, ma cosi’ reale. Ho sempre avuto poca resistenza, e venni quasi subito, riempiendo la bocca di mamma, del mio sperma caldo. Con la coda dell’occhio la guardai alzare la testa, e sorridermi senza arrabbiarsi o dirmi nulla, sorrideva e basta. Poi vidi che cercava di ingoiare la mia sperma, e solo allora scostai la bocca dell’uomo, e le dissi che stava facendo. Lei candidamente rispose, che anche lei era curiosa, di sapere che gusto avesse la sperma. Rimasi allibita da quella risposta. Non poteva esser mia madre quella donna, mai mi avrebbe risposto a quel modo la mamma che conoscevo benissimo. La guardai stupita come vedessi davanti a me un fantasma, e non una persona, e lei fece una di quelle battutine che solo lei poteva fare, allora riconobbi che era davvero mia madre. “Se devo provare certe cose, meglio le provi con chi ho messo al mondo…”. L’uomo rise, lei rise, io rimasi a bocca aperta sconvolta da ciò che avevo appena udito. L’uomo mi disse di non preoccuparmi, di lasciarmi andare che tutto sarebbe stato meraviglioso. Cercai di seguire il consiglio dell’uomo, anche se i miei occhi, non si capacitavano di ciò che stavano vedendo in quel momento. L’uomo sconosciuto, mi fece draiare su un fianco, togliendomi di dosso il perizomino del bikini, aiutato anche da mamma, e continuando a baciarmi in bocca senza darmi respiro, mi sollevò una gamba, la destra, mentre la sinistra era distesa sull’erba tiepida, da dietro mi infilò dentro facendolo scivolare senza problemi, il suo bel cazzo duro e lungo, mamma corse ad aiutarlo, accarezzandogli il cazzo che mi penetrava poco alla volta, e io tolti gli occhiali da sole, ad occhi chiusi, sospirai e mi lasciai penetrare fino alle sue palle pelose. Tutto era silenzio li attorno, gli unici rumori erano l’acqua del lago che scorreva a pochi passi da noi, riflettendo la luce calda del sole, le palle dell’uomo che facevano CIK CIAK contro le mie chiappe unte d’olio solare, e null’altro. Udivo il mio respiro e quello dell’uomo sul mio collo, mentre guardavo mamma che mi sorrideva contenta, cercai di ricambiarle il sorriso, come sempre facevo. Quando l’uomo iniziò a aumentare il ritmo della scopata, stantuffandomi piu veloce, dovetti sospirare e gemere piu forte, intanto mamma, mi accarezzava un po i lunghi capelli, e un po il cazzo ancora duro, che teneva con una manina, e mi sussurrava: “Quanto sei bella tesoro, quanto sei bella cosi’…” mamma mi prese la testa con entrambe le mani, e mi infilò la lingua in bocca baciandomi. Mentre l’uomo sconosciuto mi scopava da dietro come un toro da monta. Godevo ansimavo e gemevo senza freni, non capivo che era successo, ma mi piaceva, e mi lasciai andare a quel gioco, se di gioco si trattava. Ci fu poco dopo un’altro cambio di situazione, fui messa a gambe aperte seduta mentre l’uomo si era messo a succhiarmi il cazzo duro, e mamma? mia madre, crediateci o meno, si era sdraiata per prendersi in bocca il cazzo dell’uomo, che fino ad un secondo fa, era dentro al mio bel culo. Cose da non credere, mai avevo visto mamma conciata in quel modo, e fare certe cose che nemmeno avrei mai immaginato facesse. Con il mio patrigno, era sempre stata pudica come una suora, e con uno che nemmeno conosceva, si dava da fare come la piu troia delle puttane. Roba da manicomio, solo un sogno poteva dar spiegazione a tutto ciò che stavo vedendo e assistendo. Ma il piacere provato, non poteva far parte del sogno mi dissi godendo e sborrando una seconda volta, questa volta nella bocca dell’uomo. Mamma rise esclamando che avevo fatto il pieno pure a lui… scappò da ridere anche a me, era paradossale ma che potevo farci. Continuammo sotto il sole battente, li in quel posto all’apparenza almeno deserto a parte noi, non avevo idea se ci fosse altra gente che magari nascosta dietro qualche albero, assisteva a tutto. il posto come ripeto a quell’ora, mi sembrava assai deserto a parte noi. Stavolta fu proprio mamma a voler esagerare, si mise sdraiata a gambe aperte, con la figa pelosa in bella vista, chiedendomi apertamente di montarla. L’assurdo stava diventando troppo anche per me, andava bene tutto, ma scopare mia madre proprio no. Era fuori dal mondo, ma lei insisteva, e temetti che se non lo avessi fatto io, poteva aprofittarne l’uomo che già bramava di metterglielo dentro. Cosi’ per salvare la reputazione di mia madre, decisi di montarla io, qualunque cosa fosse successa. A me piaceva il cazzo, piacevano gli uomini ero io che dovevo esser scopata non mia madre, ma feci il mio dovere di figlio a quel punto, mi avvicinai a mamma, le salii sopra, puntai la mia cappella dritta tra la sua peluria cercando lo spacco della figa, e cercando di non farle male, spinsi lentamente poco alla volta. Mamma non prendeva cazzi da una vita, e non so se gli avrei fatto male, mi preoccupai inutilmente, la sua figa, era cosi’ bagnata, che la mia cappella fu risucchiata al suo interno senza problemi. Mi ritrovai dentro la vagina di chi mi aveva messa al mondo. mamma, con i suoi spessi occhialoni, mi sorrise sussurrandomi di metterla incinta ancora. Delirava sicuramente, ma ebbi paura lo stesso, dato ero già venuta due volte in poci minuti, e se l’avessi fecondata? che sarebbe successo? mamma non era piu giovanissima e pur vero, e credo fosse già in menopausa, ma non ne ero sicurissima. comunque iniziai a stantuffarla spingendo dentro e fuori e sentendola gemere. Non so dire le sensazioni che provai in quel momento. Non ave vo mai scopato una donna prima d’ora, e non avevo mai scopato mia madre per giunta. L’uomo intanto le riempi la bocca con il suo bel cazzo duro per farla tacere, dato iniziava a starnazzare troppo dal piacere, mamma si attaccò con le mani al cazzo dell’uomo, e lo succhiò senza fiatare, continuando a gemere mentre la stantuffavo sempre piu forte. Se era un bel sogno, non volevo svegliarmi mai piu, mi dissi, mentre le riempivo la figa di sperma caldo dopo ancora qualche stantuffo. L’uomo sconosciuto venne pure lui, riempiendo la bocca di liquido caldo a mia madre. Non so se la ingoiò o la sputò fuori, non lo vidi, dato ero impegnata a toglierle il mio cazzo dalla figa e scusarmi, cercando di capire se potevo aver fatto un disastro. Mamma ancora con la bocca gocciolante, vedendo la mia faccia assai preoccupata, scoppiò a ridere come una scema, poi mi disse di stare tranquilla, che una donna in menopausa, non può piu restare gravida. Mi sollevò da un enorme peso, mentre le sorrisi e le porsi un fazzolettino di carta per pulirsi dalle gocce che le colavano dal mento. Fu allora, che ricordai il mio patrigno Roberto, ci stava cercano da tempo ormai, e si era fatto tardi. chiesi a mia madre di rimettersi in fretta il costume, e di avviarci verso lo spiazzo dove avevamo lasciato la roba e Roberto. salutammo l’uomo estraneo, di cui nemmeno conoscevamo il nome, e ci avviammo a piedi scalze verso la nostra postazione. Intanto che tornavamo indietro, ero troppo curiosa di sapere cosa fosse preso a mia madre per fare certe cose, lei quasi euforica, mi disse che non le era successo nulla, che aveva incontrato quel signore cosi gentile, le aveva offerto una tazza di caffè, e avevano iniziato a parlare del piu e del meno, quando ero arrivata io. La faccenda non mi era chiara, e mi venne in mente che in certi caffè, si possono allungare delle droghe, l’unico motivo per cui potevo spiegare il cambiamento drastico di mia madre, era che fosse stata drogata o avesse bevuto, qualcosa simile alla droga che l’avesse fatta cambiare radicalmente. Non le dissi nulla, e le dissi che era meglio tenere per noi il segreto di quello che era successo. Lo avesse saputo il mio patrigno, sicuramente avrebbe avuto da dire la sua per tanti motivi. Quindi ci prometemmo di tenere per noi due quel segreto, e poi chiesi a mamma, se le era piaciuto mentre la stantuffavo. Mamma mi rispose di si, che erano secoli che non provava un piacere cosi’ forte e intenso, ed era stata felicissima che fossi stata io a farglielo provare, invece che quell’uomo sconosciuto. Risposi, che se avesse provato a fare questo anche con Roberto, saremmo stati una famiglia piu felice e meno segreti ci sarebbero stati tra di noi. Le confessai alla fine che Mio padre, mi aveva portata da dei ragazzi di colore e avevamo scopato tutti e tre assieme pochi giorni fa. Mamma un po si risenti’, per non esserne stata informata, ma le promisi, che se anche lei avesse partecipato di piu a fare l’amore, non avevamo bisogno di nasconderle le cose, era la sua repulsione al sesso, che ci obbligava a tacere su quello che facevamo. Parlando tra noi, alla fine arrivammo allo spiazzo, dove trovammo mio padre seduto ad attenderci, ci corse incontro, si era pure rivestito, ed era molto preoccupato. Lo rassicurammo dicendogli una balla, e il pomeriggio, lo passammo tranquillamente li accampati prima di rientrare la sera. Quel giorno, grazie anche ad un caffè corretto con non so cosa, mia madre si sbloccò dalla sua puritanità, e finalmente, potemmo avere una famiglia, che faceva l’amore liberamente e senza tanti problemi. Ma questo ve lo racconto in un altro capitolo. per ora mi fermo qui. [email protected]

 


ASCOLTA AUDIO LIBRI EROTICI - PROVA 30 GIORNI GRATIS

2 thoughts on “La mia nuova Famiglia Parte 2

  1. evelina

    noi abbiamo “adottato” un ragazzo africano, appurato che fosse maggiorenne e sano in tutto lo abbiamo fatto entrare nella nostra vita di coppia anche sessuale, si avete letto bene, è il nostro toy boy considerate le sue potenzialità piace a me e a mio marito, certo ammetto che il tutto sembrava assurdo e irrealizzabile invece, anche prima “dell’adozione” è stato facilissimo fargli capire cosa offrivamo e qual’erano le nostre esigenze, ci rispose con poche parole, era disponibile solo se lo facevamo studiare per ottenere un titolo e avere un buon tenore di vita macchina compresa, per noi fu tutto facile e così è stato e da due anni è il nostro amore.

     

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.