La cuginetta – Capitol 1

La cuginetta – Capitol 1

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Tutto iniziò al matrimonio di mia zia Laura qualche anno fa. Laura si era trasferita a Roma 5 anni prima con il compagno e finalmente avevano deciso di sposarsi.
Le altre due sorelle di Laura (mia madre e zia Paola) erano rimaste a Milano, così decidemmo di organizzarci per scendere insieme a Roma. Prenotammo tre doppie in un bell’albergo romano: una per i miei, una per i miei zii e una per me e la mia cuginetta Cristina.
Io avevo 25 anni e lei ne aveva appena finito il liceo. Da piccoli avevamo speso tantissimo tempo insieme, io ero stato per lei un fratello maggiore e lei una sorellina, ma negli ultimi anni le occasioni in cui ci vedevamo erano sempre più rare.
Uno dei motivi è che Cristina era diventata una bellissima ragazza. Ai suoi meravigliosi occhi azzurri aveva abbinato un fisico mozzafiato: una quarta di seno e un delizioso culetto mantenuto sodissimo da ore di palestra. Starle vicino era diventato quasi una sofferenza, mi eccitava e attraeva follemente, ma sapevo che era un frutto proibito che non potevo cogliere. Per questo mi ero un po’ allontanato da lei.
Nessuno sembrava aver notato questo mio imbarazzo e, perciò, i miei e i suoi genitori, vedendoci ancora come se fossimo fratello e sorella, avevano deciso di prenotare una camera doppia (chiaramente con letti singoli) anche per noi.
Partimmo da Milano con un Frecciarossa il venerdì mattina: il matrimonio di Laura sarebbe stato Sabato 3 Giugno pomeriggio. Lasciate le cose in albergo, spendemmo la giornata a visitare Roma. Cristina era stupenda nei suoi shorts azzurri molto attillati e una canottiera bianca che esaltava le sue forme: più volte quando ci abbracciavamo per le classiche foto davanti ai monumenti avevo dovuto combattere con me stesso per non avere un’erezione.
Tornammo in albergo verso le 18, per farci una doccia prima della cena che ci aspettava a casa di Laura. Appena rientrati, Cristina si fiondò subito nella doccia e io rimasi steso sul letto a guardare un po’ di TV cercando di non pensare che solo la porta del bagno mi separava dal vedere lo spettacolo di Cristina completamente nuda.
Dopo una ventina di minuti, Cristina uscì dal bagno, indossando unicamente un asciugamano che le avvolgeva il corpo bagnato. Fu uno spettacolo mozzafiato e mi fiondai in bagno sperando non si fosse accorta di quanto mi fosse diventato duro. Aprii l’acqua della doccia e ne approfittai per masturbarmi sperando di calmare l’eccitazione che mi portavo dietro da stamattina quando avevo rivisto Cristina. Non era la prima volta che mi mastrubavo pensando a lei: era capitato il natale precedente dopo il cenone in cui aveva indossato un vestito da “Babba Natale” che avevo trovato estremamente sexy; era capitato dopo il suo ultimo compleanno e diverse altre volte. Realizzai che sostanzialmente tutte le ultime volte che l’avevo vista avevo dovuto rilasciare la tensione con una sega. Questo fatto un po’ mi mise un po di depressione.
Uscii dal bagno con un asciugamano avvolto in vita, volevo giocarmi anche io le mie carte e speravo di impressionare Cristina con il mio fisico scolpito da anni di nuoto, palestra e numerosi altri sport.
Cristina era stesa sul letto smanettando con il suo cellulare, quando mi vide uscire lo posò sul letto e esclamò: “Oh finalmente! Te la sei goduta?”
Sussultai: “Ehmm cosa?”
Rispose: “La doccia no? Era stupenda non trovi? Comunque dammi una mano ad allacciarmi il vestito”
Indossava un vestito a tubino giallo canarino che le fasciava i fianchi e le curve divinamente. “Tirami su la cerniera” Mi disse e si mise davanti a me dandomi la schiena mezza scoperta. “Ehi ma questo è nuovo!” Esclamai toccandole un fiore che si era tatuata sulla parte bassa del collo e da cui per alcuni centimetri scendeva una specie di filo che terminava con un diamante. Chiaramente lo trovavo estremamente sexy.
“Ce lo siamo fatti io e la Eli come regalo di maturità, ti piace?” Mi disse. “Molto!” Risposi e appoggiandole la mano sinistra sul fianco le tirai su la cerniera del vestito.
La cena da Laura fu molto divertente: mia zia è una pittrice estremamente eccentrica e spiritosa che, dopo circa 10 anni di fidanzamento, aveva deciso finalmente di sposarsi con il suo compagno di una vita Khaled, un cuoco siriano fuggito dalle tradizioni e usanze del suo paese.
Finita la cena ci sedemmo a chiacchierare sui divani e, dopo alcuni minuti, la conversazione assunse una piega inaspettata. “Khaled, ci saranno anche tuoi parenti dalla Siria?” Chiese mio padre.
“Sì sì” rispose lui sorridendo “Adesso stanno riposando in albergo ma sono arrivati i miei genitori, la mia nonnina, mio fratello, mia cugina e loro figlio!”
“Tua cugina quindi il marito lo lascia in Siria?” domandò mio padre che non aveva capito bene.
“No no!” rise Khaled “Mia cugina e mio fratello sono sposati tra loro e hanno un figlio, da noi il matrimonio tra cugini è una cosa normale!”
“Beati loro” pensai dentro di me.
“Pensa che bello essere consuocere!” sentii dire mia zia Paola. “Sarebbe bellissimo” ribatté mia madre “Voi cosa ne pensate?” aggiunse guardando me e Cristina.
Il cuore iniziò a battermi fortissimo, incrociai lo sguardo di Cristina che mi sorrise e, mentre stavo pensando a come rispondere, intervenne mio padre. “Mi sa che le due sorelle hanno bevuto un po’ troppo, basta cretinate, torniamo in albergo che domani dobbiamo essere tutti in forma!”
Tornati in albergo mi lavai i denti e misi una maglietta e pantaloncini del pigiama, uscito dal bagno trovai Cristina in mutande e reggiseno che frugava nella sua valigia. Il mio cuore sussultò.”Cavolo ho dimenticato il pigiama! Hai una maglietta da prestarmi?” mi chiese. Presi una maglia bianca dalla mia borsa e gliela lanciai “Tieni metti questa”.
Cristina se la infilò e poi si slacciò e sfilò il reggiseno da sotto la maglietta. Mi infilai sotto il lenzuolo per nascondere l’ennesima erezione della giornata. Cristina si lavò i denti e uscendo del bagno disse: “Comunque non hai risposto alla domanda di tua mamma su come ci vedresti sposati”.
Il mio cuore saltò un battito, risi nervosamente: “Sarebbe un po’ strano no?”. “Mah, dicono che non ci sia cosa più divina che scoparsi la cugina, no?” ribatté lei sorridendo e aggiunse “Buonanotte” spegnendo la luce.
“Buonanotte” risposi con il cuore che mi batteva a mille. Mi aveva appena lanciato un segnale?
 

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