Incesto in quarantena

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Incesto in quarantena

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Roberta puzzava ancora della sborra del padre. Si era lavata la faccia ma quel fortissimo odore era penetrato nel profondo della sua anima oltre che tra le radici dei voluminosi e scomposti capelli biondi.
Sua madre era uscita a far la spesa, le disposizioni sulla quarantena e sull’isolamento dovevano essere per forza rispettate, una sola persona a famiglia poteva uscire e andare al supermercato.
Suo fratello dormiva, da quando la vita si era drasticamente fermata per tutti non faceva altro che starsene a letto a poltrire.
La casa era in disordine, vivere perennemente tra le proprie quattro mura senza uscire di casa dava ovviamente il doppio dell’usura all’abitazione. Mentre suo padre riposava in salotto si era messa di buona volontà e aveva cominciato a far la polvere nelle stanze, spazzare il balcone, pulire la cucina. Per ultimo avrebbe tenuto il bagno.
La sera prima avevano avuto l’adunanza. “Che due coglioni” aveva pensato Roberta dovendosi vestire lo stesso per seguire l’adunanza in diretta streaming con Zoom. Da quando non si poteva uscire per andare in Sala del Regno erano costretti a seguire comunque i programmi teocratici da casa. Gli anziani avevano obbligato tutte le famiglie a connettersi con questa nuova applicazione web con cui si poteva seguire il programma settimanale in video conferenza, tutti insieme.
Roberta ci aveva sperato fin da quando il governo aveva decretato la quarantena. Sperava davvero di potersi allontanare dalla congregazione dei testimoni di geova sfruttando l’impossibilità di potersi recare fisicamente in sala. Invece anche stavolta li avevano incastrati, stavolta inventandosi queste cazzo di adunanze in streaming. La cosa che le rompeva più i coglioni era doversi mettere in ordine per assistere alla video conferenza, dovendo per forza comparire in quell’angolo dello schermo per farsi vedere dagli altri.
A tutto questo Roberta pensava mentre stava pulendo il bagno, con dovizia ed impegno, così come le aveva ordinato sua madre. A trent’anni viveva ancora con i genitori e doveva sottostare ai loro voleri.
Roberta era intenta a pulire il cesso che non si era accorta di suo padre che la osservava da qualche minuto, fuori dal bagno.
Istintivamente Roberta si giró verso suo padre. Sembrava stesse aspettando che lei finisse per poter andare in bagno.
“Devi pisciare pà? Ho quasi finito poi ti lascio libero il bagno”
Suo padre non rispose, stava lì a fissarla mentre finiva di lucidare la tazza del cesso come fosse l’argenteria.
“Hai finito Roberta?” chiese il padre spazientito.
“Si papà, ora puoi andare in bagno, ho finito”.
Roberta stava per uscire dal bagno quando suo padre la bloccò sulla porta invitandola a restare lì con lui.
“Stai qua con me” disse il padre a Roberta.
La ragazza non sapeva cosa pensare, era spaventata e non capiva perché suo padre la volesse lì con lui mentre pisciava. Avrebbe tanto voluto che la madre fosse di ritorno dal supermercato per toglierla da quella situazione imbarazzante.
“Roberta… So che la nostra famiglia non ti piace, so che vorresti fare altro della tua vita ma siamo testimoni di geova e questo è il nostro vivere.”
La ragazza ascoltava il padre, aveva dapprima paura volesse pisciare in sua compagnia, poi la paura divenne fastidio perché invece l’intenzione sembrava farle un predicozzo.
” Vedi Roberta, so anche ti piacciono i ragazzi… E sappiamo che scopi quando sei in giro. Io e tua madre sappiamo tutto”
Roberta arrossì, la conversazione da predicozzo si stava trasformando in un piccolo processo casalingo per immoralità sessuale.
“… Però… Visto che ti piace prendere il cazzo dai maschietti non avrai nulla in contrario a prendere pure il mio”.
Roberta deglutí arrossendo, non si era mai immaginata una situazione simile. Suo padre stava facendo sul serio, non stava scherzando. Un uomo così ligio e zelante nella congregazione che chiedeva alla figlia un rapporto sessuale incestuoso.
“Allora Roberta? Lo prendi o no? Fammi vedere cos’hai imparato nella vita”
Il padre tirò fuori l’uccello e rimase impalato davanti alla figlia aspettandone una reazione.
Roberta dapprima rifiutò di toccare il pisello paterno poi si rese conto che se la quarantena fosse durata troppi mesi ancora né sarebbe passato del tempo prima di trovare un altro cazzo fuori di casa.
La ragazza iniziò a carezzare il cazzo del padre, era duro, vellutato, i peli sotto le palle davano un aspetto un po’ rustico a quel pisello. Suo padre aveva più di cinquanta anni, non era tonico e in forma ma il suo cazzo era veramente grosso e tozzo, di un bel diametro possente. Roberta lo passó su tutta la faccia, lo annusó per bene, iniziò a dargli dei piccoli bacini sulla punta, poi con la lingua corse giù fino all’orizzonte delle palle, li dove quel wurstel di carne iniziava a prendere forma e consistenza.
Suo padre sembrava gradire molto le leccate che Roberta dava al suo cazzo.
Roberta sentiva il membro del genitore allargarsi e allungarsi ancor più sotto le sue manine inesperte ed ingenue. A trent’anni una ragazza di queste cose ne ha già fatte a dismisura, non poteva che seguire il richiamo erotico della natura.
Il padre la guardava seguendo i movimenti della bocca della figlia sotto di sé. Roberta si era presa coraggio e aveva iniziato a succhiare il pisello con forza e passione, la stessa vorace goduria con cui aveva spompinato uno sconosciuto nei bagni del pub.
Più succhiava quell’enorme cazzo che suo padre le stava dando e più ricordava i movimenti, gli odori e le sensazioni di quel primo pompino.
Il padre mugulava, la situazione stava enormemente piacendo, Roberta ci sapeva fare con la bocca. Il cazzo era duro, la saliva della ragazza lo aveva ricoperto come un calippo che le si stava sciogliendo in bocca. Il padre prese la testa della figlia tra le mani e la spinse forte contro il suo corpo. Il pisello arrivò fino alla gola e Roberts ebbe un istintivo conato di vomito ma la presa del padre si fece più forte e convinta. La ragazza continuava a succhiare, il padre spingeva il bacino fino in fondo alla gola della figlia, aiutandosi con le mani sulla nuca di lei. Roberta piangeva dallo sforzo, la faccia era diventata tutta rossa, dagli occhi uscivano lacrime e saliva. Suo padre paonazzo dal godimento continuava a far succhiare la figlia senza darle un attimo per respirare, poi, come un getto la sborra riempì la bocca della ragazza completamente.
Fiumi di sperma caldo colavano dalla bocca di Roberta fin giù nel pigiama, l’intera faccia era un misto di sperma e saliva. Roberta prese un asciugamano per pulirsi il viso, mentre lo sperma le aveva sporcato i capelli biondi, il pigiama, persino il pavimento.
Suo padre era soddisfatto ma non aveva ancora finito. Roberta lo capiva da come sorrideva malizioso.
“Ti è piaciuto spompinarmi Roberta?”
“Certo papà, è stato emozionante cazzo. Non sapevo fossi così porco. Mi hai inondata di sborra cazzo. Ho il tuo sperma dappertutto, negli occhi, in gola, sul pigiama. Ora devo anche pulire per terra prima che torni mamma”.
Suo padre le fece cenno di star ferma e le disse di togliersi la maglia drl pigiama. Roberta si levò il pigiama e rimase a tette nude davanti al genitore. Il padre ammirava le enormi tette sode e bianche della ragazza. Due belle tette a punta come piacevano a lui, due tette che sembravano star su da sole.
“mettiti di nuovo in ginocchio Roberta, non ho ancora finito. Mi scappa da pisciare”.
La ragazza anche se un po’ sorpresa obbedì. La richiesta del padre era veramente da sporcaccioni ma le piaceva l’idea di provare questa porcata. Si sarebbe fatta pisciare addosso dopo essersi fatta sborrare in faccia dal proprio padre.
L’uomo col cazzo bene in tiro si posizionó sopra la figlia e iniziò a pisciare indirizzando il getto dell’urina sulla faccia della ragazza, che ferma, ad occhi chiusi, lasciava fare.
Il padre le pisció in faccia e sulle tette e il liquido giallo ricoprì il pavimento con un’enorme chiazza puzzolente.
La ragazza era ora completamente sporca, tra piscio e sperma non aveva più un lembo di pelle pulito.
Sorrise al padre, poi con atteggiamento da vera puttana si mise a leccare per terra il misto piscia sperma che si era formato.
“Brava Roberta. Oggi mi sei piaciuta molto”
La ragazza annui, mandò un bacio al genitore e spogliandosi prese a pulire nuovamente il bagno prima che la madre rientrasse.
 


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