Incesto con mia madre all’inferno

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Incesto con mia madre all’inferno

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prologo
mi eccitavo da morire quando sentivo mia madre che faceva l’amore con il suo uomo. Mia madre aveva 51 io dormivo nelle stanza attigua dove dormiva lei con il suo uomo, Alta un metro e sessanta gambe stupende, un culo che era un burro e delle zizze con aureole molto larghe e capezzoli che quando eccitati superavano il centimetro. Aveva una voce arrochita del fumo delle sigarette. Lei lasciava sempre la porta socchiusa e io facevo la spia vedendola quando faceva i pompini al suo uomo per non parlare quando chiavava che diceva un sacco di frasi scurrili. Lei aveva l’inguine depilato una volta lo vidi di nascosto e la cosa mi fece impazzire d’eccitazione. Una sera stavo spiando come al solito e vidi il suo uomo seduto su una sedia con il cazzo ritto e lei completamente nuda, stava fumando in modo lascivo, poi si sedette sul suo cazzo il suo uomo gli stava facendo il culo quando il suo uomo gli tolse il cazzo dal culo impreco verso mia madre dicendo che il suo cazzo era sporco di merda quindi glielo mise in bocca e mia madre gli pulì la cappella sporca di merda con la sua lingua poi il suo uomo la gonfiò di botte schiaffi belli forti da far sanguinare la bocca. Poi prese la cinghia dei pantaloni e gli diede almeno un centinaio di cinghiate rimproverandola che non si era fatta il clistere. Il sentire mia madre che piangeva sotto le botte mi eccitò da paura e sburrai a litri. La mattina la vidi aveva il viso un po gonfio per gli schiaffi e segni di cinghiate un po dappertutto. Ma avevo capito che si era accorta che la spiavo e mi guardava in maniera strana vi era tanta eccitazione nel suo sguardo. Si accese una marlboro e si avvicino a me aveva indosso solo una sottoveste verde mi guardo e poi mi bacio sulla bocca sentii la sua saliva che sapeva di fumo mi disse: Ti eccita quando vedi tua madre sotto le mazzate vero piccolo bastardo. Stasera entra nella stanza e ti faccio inculare dal mio amante.
Capitolo 1.
Olga, mia madre, aspirò una boccata di fumo dal sigarino More. Si toccò la mammella destra, il capezzolo si eresse per l’eccitazione, sapeva cosa rischiava: se si veniva a scoprire che lei andava e letto con il figlio sedicenne avrebbe subito, sulla pubblica piazza. Torture mai viste. Conosceva la pena: la prima gli avrebbero bruciato con la fiamma di un saldatore a gas la carne dalle mammelle, delle natiche, dei polpacci poi con delle tenaglie avrebbero strappato la carne abbrustolita e dopo sulle piaghe avrebbero colato l’olio bollente. Sapeva bene che il carnefice si sarebbe divertito a farla urlare. Ma l’idea del rischio però faceva diventare la sua fica come una fontana. Era il suo sogno proibito: chiavarsi il figlio comincio a toccarsi di nuovo la mammella destra poi la sinistra, si mise il sigarino in bocca e comincio a titillarsi i capezzoli con forza facendo uscire il latte. Poi, con un gesto frenetico, buttò il sigarino nel portacenere e si toccò il grosso clitoride diede un grido e sburrò. Si doveva far l’amore con suo figlio ma il rischio era troppo grande ma questo rischio la eccitava. L’idea che rischiava di ululare dal dolore, sulla pubblica piazza, mentre la sua carne veniva straziata con le tenaglie roventi e l’olio bollente, la eccitava come una puttana. Era ancora una bella donna aveva 51 anni con un culo notevole, due gambe favolose, due seni abbondanti (della sesta misura) e sodi per la sua età con due aureole molto larghe, segno che gli piaceva farseli succhiare, con dei grossi capezzoli che quando eccitati si ergevano come due piccoli cazzi da tré centimetri, bastava toccargli le mammelle e Olga aveva l’orgasmo. Poi un’altra cosa che faceva arrapare, di questa donna, era la voce calda e arrochita dalle sigarette, perché a Olga piaceva fumare oltre che chiavare con gli uomini. A Olga piacevano gli uomini di colore perché avevano un grosso cazzo specialmente quando gli sfondavano il culo e i ragazzini di sedici anni. Questa fu la ragione dei suoi guai con la giustizia. Si era diventata una ossessione quella di fare l’amore con suo figlio. A volte lo spiava sotto la doccia oppure quando andava a pisciare e si sgrullava il grosso cazzo. Anche suo figlio sarebbe stato messo ai tormenti sulla pubblica piazza lei questo lo sapeva l’avrebbero torturato per primo davanti a lei. Lo avrebbero fatto sedere con il buco del culo sul palo con la fiamma di un saldatore Il carnefice gli avrebbe abbrustolito i capezzoli e la cappella del cazzo quindi con una tenaglia si strappava la carne bruciata e dopo avrebbe versato, con il contagocce di ceramica dell’ olio bollente sulle piaghe. Capitolo 2.
Olga aveva fatto inculare il figlio dal suo uomo, un marocchino con un cazzo da 25 centimetri. Fu una scena unica Olga con la sigaretta in bocca mentre si toccava tette e il suo uomo che si inculava suo figlio davanti a lei. Olga aveva sburrato quattro volte. Olga spense la sigaretta cominciò a titillare i capezzoli del figlio che veniva inculato dal suo amante, poi il suo uomo tolse il cazzo dal culo del figlio e lo mise in bocca ad Olga la quale, con la lingua, pulì il cazzo sporco di merda e poi cominciò a succhiarlo fino a che la grossa cappella erutto un litro di sburro. Olga lo bevve tutto senza perdere nemmeno una goccia. Ora c’era da soddisfare il figlio, Olga prese in bocca il grosso cazzo (19 centimetri) di suo figlio e cominciò a fargli un pompino poi gli mise a cavalcioni e lo prese tutto nella fica dopo cinque minuti si accorse che il figlio stava per sburrare si tolse il cazzo dalla fica e se lo mise in bocca una altra bevuta di sburro poi Olga ebbe il suo orgasmo la sua fica sembrava una fontana.
Quando pensava a questo fatto si arrapava come una puttana. Cominciò vestirsi per uscire: minigonna cortissima in pelle nera e camicetta scollatissima gialla in organzino lucido, sotto niente reggipetto, infatti si intravedevano le aureole con i grossi capezzoli delle sue tettone, un perizoma e sandali con tacco a spillo di 12 centimetri, si mise una goccia di profumo un accenno di rossetto sulla sua bocca carnosa poi si accese un sigarino MORE che erano la sua passione in quanto la facevano tanto puttana aprì la porta e usci fuori, doveva arrivare verso ……., non era molto lontano da dove abitava lei al ……..
Capitolo 3.
Aspirò profondamente una boccata poi sculettando cominciò a dirigersi verso la fermata del tram, la minigonna o meglio la zerogonna che indossava era alta 25 centimetri sopra il ginocchio per cui quando si chinava si vedeva il buco del culo e quando sedeva si vedeva lo spacco della fica Poi ebbe un ripensamento: rientrò a casa si tolse il perizoma così sotto la camicetta e la zerogonna era nuda. Diede una occhiata allo specchio alla sua fica depilata. Si Olga si passava la ceretta sulla fica aveva scoperto che godeva di più, sentiva meglio il cazzo che la svangava, poi dopo una brutta notte passata in una stazione di Polizia, dove per farla parlare gli avevano strappato i peli dalla fica facendola impazzire dal dolore, così aveva deciso di depilarsi oltre che le ascelle la fica.
Tornò di nuovo in strada e si accese un altro MORE e si mise a caccia di pischelli aveva voglia di fare all’amore. Rientrò a casa più tardi, gli era andata male stava per agganciarne uno, un pischello di 14 anni con un bel pacco ma vide da lontano una gazzella dei Carabinieri, peccato perché il pischello era un bel moretto e aveva un grosso pacco.
Ma non poteva correre rischi se la Polizia la fermava oltre alle botte che avrebbe ricevuto in Caserma poteva essere denunciata e farsi un paio d’anni in qualche Istituto di Correzione (*). Ricordava ancora i sei mesi fatti, trent’anni prima allora era ragazza, in una Casa di Disciplina vicino …, quando abitava ancora a …, aveva subito delle torture tremende. Per ogni minima mancanza veniva picchiata sul palmo delle mani con una riga di legno, si chiamavano le spalmate venivano inferte con una riga lunga 40 centimetri, larga 6 centimetri e spessa 4 centimetri . Il minimo della punizione erano 20 spalmate ma si arrivava anche a 200 spalmate. Per le mancanze più gravi vi era la cinghia di cuoio sul culo il quale veniva preventivamente bagnato con acqua e sale in modo da non lasciare segni. Olga ricordava quando fu sorpresa a fumare di nascosto (nelle case di disciplina il fumo era proibito e le pene severissime per non parlare se una donna veniva sorpresa a masturbarsi o se due donne venivano sorprese a fare all’amore allora la punizione veniva eseguita in un apposito scantinato insonorizzato per non far sentire le urla) la punizione fu severa: prima dovette stare due ore in ginocchio con le mani sotto le ginocchia, esattamente la punta delle dita, poi ebbe 100 spalmate e 20 cinghiate sul culo.
(*) Erano dei carceri particolari per donne traviate vi era una discipline feroce e punizioni corporali. L’Istituto più tremendo il cui nome faceva tremare le puttane era “LA CASA DI DISCIPLINA”Che si trovava vicino Sorrento in località Bonea di Vico Equense era retto da un certo ……. un impotente che godeva nel torturare le donne sessualmente esuberanti.
capitolo 4.
Rientrò a casa in via ………….., una casa piccola al pianterreno: ingresso, cucina, camera da letto e un piccolo bagno il tutto molto accogliente. Come entro in camera da letto vide suo figlio e la sua amica del cuore Carolina completamente nudi che fumavano. Carolina era una bellissima mora di 40 anni con occhi azzurri e una carnagione bianchissima che contrastava con i suoi capelli nerissimi, coscia lunga e anche lei una sesta di seno e poiché andava a letto con Olga ovviamente Carolina aveva la fica depilata.
Olga: “Carolina ti ho detto tante volte che non devi fare l’amore con mio figlio. E’ mio il suo cazzo entra solo nella mia fica e nel mio culo”
Carolina: “Olga! Che cazzo vuoi? Non solo ti chiavi tutti i pischelli del quartiere ma sei anche gelosa sei vado a letto con Giorgio! Potremo fare come l’altra volta partecipi anche tu così lo sbocchiniamo insieme”
Olga: “Quella volta è stato bellissimo ma io non voglio che te lo chiavi da sola, Giorgio è mio figlio e solo io faccio merenda con la sua sborra”
Carolina: “Ha proposito ho delle brutte notizie: Ti ricordi di quel ragazzo di 15 anni che abitava in via …………….?
Olga: “Certo che lo ricordo, quindici anni ma un cazzo di 23 centimetri, me lo ha messo dappertutto in bocca, nella fica, nel mio culo rotto e poi mi ha innaffiato la gola con un litro di sborra. Ricordo che questo ragazzino faceva spesso l’amore con un trans che lavorava in Via …………………. .
Carolina: “Appunto è di questo che voglio parlarti: Sandra quel travesta che si chiavava il ragazzino l’ho incontrato ieri pomeriggio e mi ha detto che vuole fartela pagare. Io al posto tuo starei attenta so che questo travesta colombiano è una sadica perversa”!
Olga: “Io non ho paura di quel rottoinculo dal cazzetto piccolo non è degno nemmeno di leccarmi il buco del culo dopo che ho cacato”
Carolina: “Va bene torniamo a Giorgio. Allora perché non facciamo adesso l’amore tutti e tre?
Olga: “Ho un’idea migliore facciamo il gioco della sigaretta al buio ma ci voglio le Marlboro le More non vanno bene”
Carolina: “Ma amore c’è le ho io le Marlboro dai facciamolo questo gioco mi eccita”
Olga: “Lo sai che se perdi e cioè sei ti brucio poi dovrai essere punita con l’introduzione della mia mano nel buco del tuo culo e questo vale anche per te Giorgio”
Capitolo 5.
Olga si tolse la camicetta e la zerogonna rimanendo completamente nuda poi con la mano portò la sua mammella sinistra alla bocca e si succhiò il grosso capezzolo lo stesso fece con la mammella destra, strizzò i capezzoli fino a far uscire delle gocce di latte. Carolina si alzò dal letto e cominciò a ciucciare la mammella sinistra di Olga poi smise. Olga chiuse la finestra e le persiane poi prese una Marlboro pacchetto di sigarette di Carolina l’accese, anche Carolina e Giorgio si accesero le sigarette iniziava il gioco. Il gioco consisteva nel buio assoluto toccarsi con la brace ardente della sigaretta vinceva il gioco chi non gridava dal dolore. Olga intravide dove si trovava Carolina, la quale aspirando la sigaretta si era resa visibile, nascose la sigaretta nella mano si avvicino e con decisione allungo la mano con la sigaretta accesa, toccò qualcosa perché sentì il grido di Carolina, accese la luce aveva scottato Carolina sulla natica destra Carolina andò in cucina perché fuori gioco adesso Olga giocava con il figlio, spense la luce e riprese il gioco. Si toccarono Olga e Giorgio per almeno un tre volte riuscendo a trattenere l’urlo poi Giorgio cedette Olga gli aveva toccato il buco del culo con la brace ardente della Marlboro e a Giorgio era scappato un grido, Olga accese la luce.
Olga: “Adesso Giorgio e Carolina mettetevi sul letto e allargate lo sfintere perché vi metterò la mia mano nel buco del culo fino al polso”.
Giorgio e Carolina si misero in ginocchio sul letto poi si chinarono allargando le chiappe. Olga si mise due guanti in lattice poi prese della crema nivea e cominciò a lubrificare i due forellini anali di Giorgio e Carolina. Sia Giorgio che Carolina avevano il buco del culo rotto specialmente il figlio dopo che Mohammed, gli aveva rotto il culo aveva un culo sfondato ma non solo anche Alessandra Cat, un trans mulatto dal grosso cazzo nero, aveva fatto l’amore con il figlio finendo di rompergli il culo. Carolina poi nemmeno scherzava. Praticava il coito anale spesso poi durante un viaggio in Brasile si era fatta fare il culo da un noto trans brasiliano di colore una certa Suzana Holmes che aveva un cazzo di 27 centimetri.
Olga introdusse prima due dita nei culi di Giorgio e Carolina, poi tre dita, poi la mano a coppa fino al polso, comincio a muovere lentamente le mani dai culi di Giorgio e Carolina, i quali rantolavano dal godimento, aumento il ritmo sempre più veloce, mano uscì dal culo di Carolina e venne introdotta di nuovo nel suo buco che aveva una larghezza di un 8 centimetri poi ritirò la mano dal buco del culo del figlio, oltre la mano usci anche della merda che Olga pulì con la lingua avidamente poi rimise la mano nel buco del culo di Giorgio il quale con un grido sburrò, anche Carolina ebbe tre orgasmi eruttando dalla fica litri di ciprigna. Olga si tolse i guanti si accese un sigarino More mentre Carolina con le dita gli tormentava i capezzoli e il figlio con la lingua gli succhiava il grosso clito della sua fica.
Olga: “Fatemi godere hooooooooooooooo che bello………..Carolina più forte con quelle dita devi tormentarli i capezzoli……….hoooooooooooooooooooooo……dai Giorgio figlio mio succhia bene il mio clito…………….hooooooooooooooo sto sburrando………….hoooooooo……che bello……………..hooooooooooooooooo…………..”
Capitolo 6.
Olga comincio a sburrare come una fontana dalla sua fica uscivano litri di sugo da allagare la stanza poi diede un urlò:
Olga: “Hooooooooooooooo sto sburrando hooooooooooooooo mi sta scoppiando il
clito………..per Satana come mi brucia la fica stasera devo andare a tutti i costi a una messa nera voglio chiavare e farmi inculare dal demonio”
Spense il sigarino nel portacenere e tutta nuda andò a farsi la doccia, doveva essere pulita per la messa nera, si insaponò le grosse mammellone, la fica poi si sciacquò per mezzora sotto l’acqua. Dopo fece tre enteroclismi nella fica e nel culo, doveva presentarsi al demonio perfettamente pulita non poteva correre il rischio che qualche residuo della sua merda fosse presente nel suo culo. Si guardò allo specchio aveva 52 anni ma era ancora una donna stupenda con due tettone morbide ma sode con delle aureole grosse, circa 10 centimetri di diametro, i capezzoli poi quando erano eccitati si allungavano di quasi 4 centimetri sembravano due cazzi, le gambe lunghe e perfette con caviglie sottili, per non parlare del culo favoloso grosso e morbido con due chiappe e un buco che si apriva fino a 5 centimetri. Olga andava pazza per il coito anale e godeva come una troia quando gli introducevano la mano nel suo culo. La fica invece era completamente depilata, cosi gli aveva ordinato Satana, oltre per la storia che una volta in un commissariato per farla parlare gli avevano strappato i peli della fica. Aveva scoperto poi che con la fica depilata si godeva di più sentiva meglio il cazzo. Si soffermò a guardarsi il viso una faccia che denotava il vizio e la lussuria, portava i capelli tagliati corti alla maschietta di un colore castano mogano, naso regolare e un bocca carnosa che ne aveva ingurgitato bottiglioni di sperma ma si notava, nel suo viso, oltre che il vizio e la lussuria la cattiveria.
Una volta mentre la stava chiavando lei sotto e suo figlio sopra, Olga di nascosto prese il mozzicone ancora acceso dal portacenere e lo spense nel buco del culo di Giorgio facendolo urlare e godere.. Continuò ancora a guardarsi allo specchio stasera avrebbe partecipato alla messa nera avrebbe chiavato con il demonio, il suo demone preferito era Belialh che aveva una cazzo di 32 centimetri con una cappella larga 25 centimetri, era un demone alto oltre due metri che era capace di chiavarla e incularla per oltre tre ore facendola impazzire. Ma il sogno di Olga era chiavare con Satana il principe delle tenebre si dice che Satana aveva un cazzo di 40 centimetri con un cappellone di quasi 30 centimetri. Olga sapeva che fare l’amore con i demoni aveva il suo prezzo, che quando sarebbe morta sarebbe finita all’inferno fuoco eterno sapeva che la sua carne si sarebbe abbrustolita tra le fiamme e avrebbe urlato per l’eternità perché le fiamme dell’Inferno ti ustionano ma non ti consumano la carne si rigenera all’istante ma il tormento è indescrivibile. Immagina ti toccare per sbaglio una fiamma non resisti un secondo e la fiamma di un accendino brucia una milionesima parte delle fiamme dell’Inferno. Olga in questo momento e sono passati molti anni dalla sua morte, sta ululando mentre le fiamme gli abbrustoliscono la carne. La sua carne nelle fiamme dell’inferno si annerisce, diventa sanguinolenta con piaghe tremende poi si rigenerano come se nulla fosse stato poi di nuovo si annerisce etc. tutto questo processo dura circa cinque minuti per poi ripetersi all’infinito perché l’Inferno e ripetizione. Quindi all’infinito tormento indescrivibile ululati e pianti ma anche orgasmi perché la troia viene chiavata e inculata continuamente da altri dannati e altri demoni. Ogni cento anni i dannati però vengono fatti uscire dal mare di fuoco per essere sottoposti a torture particolari che duravano dai duecento ai millecinquecento anni per poi essere riportati a fare il turno dei cento anni nel mare di fuoco. A Olga avrebbero bruciato la carne delle mammelle, delle natiche, il suo grosso clito (il clito di Olga sembrava un piccolo cazzo quando eccitato arrivava a 4 centimetri) e il suo buco del culo con un saldatore a gas dopo aver, vedi foto, (*).la carne bruciata con veniva successivamente strappata, a piccoli brandelli per prolungare il tormento con delle tenaglie poi avrebbero colata sulle piaghe l’olio bollente. Tutto questo per un periodo, lo stabiliva il Succubo Capo, che andava dai duecento anni ai millecinquecento anni poi di nuovo nel mare di fuoco per cento anni. Ma le torture che si subivano negli intervalli non erano sempre le stesse, ad una amica di Olga una certa Carolina era stata scuoiata viva per trecento anni questo supplizio veniva inflitto da Belial in persona con l’aiuto di altri due demoni: Carolina veniva spellata viva con dei rasoi affilati poi immersa per un minuto in un pentolone di pece bollente dopo l’immersione si aspettava che la pelle si rigenerava si faceva riposare Carolina per dieci minuti e poi si riprendeva fino alla scadenza dei trecento anni poi nel mare di fuoco per il turno dei cento anni. Un transessuale amico di Giorgio un certo Alecat invece venne condannato alla tortura degli scarabei infernali per un periodo di cinquant’anni.
Lo scarabeo infernale era il terrore di ogni dannato si trattava di uno scarafaggio metallico che aveva dei denti affilatissimi e la saliva composta da acido solforico. Si poneva uno o due scarabei per ogni capezzolo, tre scarabei per ogni coglione, due scarabei sulla cappella e altri due nel buco del culo. Gli scarabei divoravano lentamente le zone erogene rilasciando sulle ferite l’acido solforico e strappando ai dannati urla tremende. Questa tortura era, in genere riservata ai transessuali. Il Succubo Capo aveva deciso che Olga doveva provare, non appena finiva il suo turno nel mare di fuoco, la tortura degli scarabei per trent’anni.
Olga venne tirata fuori dalle fiamme erano già passati 100 anni sul mondo dei viventi era il 30 ottobre 2066 adesso gli toccavano 400 anni di torture tremende Belial il grande Succubo Capo aveva in mente di torturarla con gli scarabei infernali ma doveva prima farla godere sessualmente. Si perché all’inferno si gode anche e tanto. Dopo che hai goduto però ti fanno delle torture tremende e si soffre tanto perché la carne è più sensibile. Infatti Olga viene affidata due negri con due cazzi da paura 25 cm..lei sapeva che se avesse fatto l’amore con quei negri dopo aver goduto avrebbe urlato sotto le torture dei demoni se poi la torturava Belial avrebbe ululato per il dolore. Belial adorava torturare le donne gli scarabei infernali li aveva inventati lui quando poi lo scarabeo veniva posto sul clitoride e Olga l’ho aveva bello grosso sembrava un piccolo cazzetto avrebbero dovuto tagliare prima la lingua e in quei 5 minuti che ricresceva poteva lavorare senza essere disturbato era l’unica soluzione certo ogni 5 minuti bisognava tagliargli la lingua per il momento Belial assisteva allo spettacolo di Olga che veniva chiavata da due negri iperdotati. Olga godeva e dalla sua fica usciva della crema bianca in quel momento un negro la chiavava nella fica depilata e un altro gli stava sfondando il culo poi gli tolsero i grossi cazzoni neri dalla fica e dal culo e cominciarono succhiargli i capezzoloni della sue mammelle lei adorava quando gli lavoravano le mammelle era capace di orgasmi multipli. I capezzoli di Olga erano belli grossi e aveva delle aureole che gli occupavano quasi metà della mammelle segno che gli piaceva farsele lavorare. Belial era eccitato vedendo quella zoccola che godeva i due negri oltre a fargli uscire la crema bianca dalla fica gli stavano facendo uscire il latte dalle mammelle. Belial aveva già deciso tre scarabei su ogni mammella, uno sull’ombelico e uno sul clito dopo un ora si sospendeva la tortura appena i tessuti si rigeneravano veniva di nuovo affidata ai negri o altre persone che dovevano farla godere in modo che la carne è più sensibile e i dolori sono inenarrabili tutto questo per 100 anni dopo altri 100 anni di fiamme ma bisognava tarare gli scarabei. Gli scarabei dovevano provare la carne viva di Olga quindi aspettò che Olga avesse l’orgasmo in modo che la carne è più sensibile. Non dovette aspettare molto Olga sburro litri di crema bianca dalla fica poi i due negri gli tolsero il cazzo dalla fica e dal culo a gli sburrarono in bocca. I due demoni portarano Olga davanti Belial aveva goduto di brutto aveva le mammelle gonfie di latte sensibilissime venne legata sul tavolo poi Belial prese un rasoio e taglio i grossi capezzoloni e li butto nel secchio dove stavano i scarabei fece lo stesso lavoro con il clito ovviamente Olga urlò di brutto ma dopo 5 minuti il clito e i capezzoli si riformarono di nuovo. Belial fece lo stesso lavoro con l’ombelico e con il buco del culo strappando altri ululati a Olga.
Belial inietto nel serbatorio dei scarabei acido solforico puro. Olga era stata legata ad un arco a doppia L in modo che potesse fare minimi movimenti alle caviglie era collocata una barra che gli bloccava le gambe completamente divaricate. Belial prese uno scarabeo e lo pose sulla pancia di Olga, altri due sulle aureole delle mammelle, uno sull’ombelico e uno sul buco del culo i scarabei si con i loro dentini si fissarono sulla carne della donna strappandogli delle urla poi Belial premette il telecomando e i gli scarabei si attivarono piano piano Olga si eccitò gli scarabei cominciarono a solleticare l’ombelico, il buco del culo, ma dove Olga impazziva di goduria era sulle aureole delle mammelle, quando gli scarabei cominciarono il solletico sui grossi capezzoli Olga ebbe il primo orgasmo anche perché in contemporaneo lo scarabeo sul clito cominciò il suo lavoro il clito ebbe una erezione sembrava un piccolo cazzo arrivo a quasi 5 centimetri di lunghezza con la piccola cappella. Olga godeva come una puttana gli scarabei tutto sommato gli avevano già procurato tre orgasmi di seguito specie i due collocati sulle mammelle dove lei impazziva. Dalle mammelle colava il latte e dalla fica una crema bianca e densa poi Belial premette di nuovo il telecomando dopo qualche decina di secondi Olga inizio ad urlare gli scarabei adesso mordevano la sua carne nelle zone erogene procurandogli delle ferite piccole ma tremende poi sulle ferite gli scarabei cominciarono ad spruzzare l’acido solforico e Olga diede delle urla tremende anche perché la tortura sarebbe durate 30 anni ogni mezzora Belial spegneva gli scarabei doveva rifornirli di acido e doveva aspettare che le piaghe di Olga si rimarginassero poi il tormento riprendeva prima i scarabei la facevano godere e dopo goduto la facevano urlare come una ossessa in quanto con i loro dentini affilati come bisturi tagliano la carne delicatissima delle zone erogene e sulle ferite spruzzavano l’acido solforico che bello fumante ustionava la carne già ferita strappando alla puttana delle urla che non avevano niente di umano erano ululati. Belial intanto stava studiando un altro scarabeo che al posto dell’acido solforico iniettava l’olio bollente ma c’erano problemi l’olio si consumava subito quindi l’idea venne scartata ma forse c’era l’alternativa l’uomo di bronzo. Una statua in bronzo con un cazzo da 28 cm. con una cappella come una palla da tennis e uno sportellino sul culo dove potevano essere messi dei carboni ardenti in modo che il cazzo diventa color ciliegio cioè rovente quindi immaginate nella fica di una peccatrice ora occorreva un’altra statua identica per il buco del culo ma Belial ebbe una idea eccezionale far si che il cazzo eiaculasse olio bollente. Nel frattempo Olga venne beccata a lesbicare con Carolina la sua amica del cuore e Belial le condannò per una settimana ad essere scuoiate vive e immerse nella pece bollente non vi descrivo le urla immaginatele. Gli veniva tolta la pelle e con la carne viva venivano immerse in pentola enorme alta ch
Capitolo 7.
Olga si mise un velo di rossetto sulle sue labbra carnose poi si mise il rossetto anche sui capezzoli e sulle labbra della fica, quindi indossò un pantalone di pelle nera e un reggipetto si accese un sigarino prese la borsetta è uscì. Fuori l’aspettava Samuele, il gran sacerdote di Satana. Quando Olga vide Samuele aspirò una boccata di fumo e baciò Samuele sulla bocca passandogli il fumo. Dopo entrarono in macchina Samuele si aprì la patta dei pantaloni quando Olga vide il cazzo circonciso di Samuele non seppe resistere spense il sigarino e cominciò a succhiare il cazzo di Samuele, fortuna che a quella ora di sera non passava nessuno per Via Ludovico da Terni.
Samuele: “Olga sei propria una grande zoccola. Quando vedi un cazzo non riesci a resistere. Hooo……….Olga sei unica a fare i pompini….brava…così…passa piano piano la lingua sulla cappella. Mi raccomando………….hoooo…..mi raccomando devi bere tutto lo sburro altrimenti sarai punita severamente…hoooooo…………sei una gran puttana……sto venendo……….”
Olga inghiotti la sburro di Samuele fino all’ultima goccia badando di inghiottirlo bene, era
successo, una volta che gli era scivolata una goccia dalle labbra Samuele l’aveva punita
severamente frustandogli il suo grosso culo con la cinghia dei pantaloni. Olga si accese un altro
sigarino con fare voluttuoso e disse:
Olga: “Adesso che ho fatto merenda di sburro possiamo anche andare. Dai che ho voglia di farmi rompere la fica e il culo dal demonio e voglio bere anche il suo sburro”
Samuele mise in moto e andarono in direzione della via ……., da quelle parti vi era
Villino dove si svolgevano le messe nere per evocare Satana. Olga aveva partecipato a molte
messe nere aveva chiavato diverse con Belialh, con Belfagor e una volta anche con Satana in
persona. Con Satana fu stupendo Olga chiavava godeva come una puttana mentre il cazzo
enorme di Satana (un cazzo di 40 centimetri duro come un marmo con una cappella enorme) gli
rompeva il culo Olga godeva .
Questa sera Satana (gli era apparso in sogno la notte prima)aveva promesso ad Olga che
l’avrebbe chiavata assieme a Belialh e a Belfagor. Tre cazzi mostruosi che gli avrebbero
sfondato la fica e il culo. Il problema era bere il loro sburro. Quando un demonio sburra eiacula
almeno un mezzo litro e bisogna berlo tutto di un fiato, guai a farlo cadere per terra erano
punizioni tremende l’avrebbero potuta anche spellarla viva.

 


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