Amo mia sorella e lei ama me (uno)

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Amo mia sorella e lei ama me (uno)

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Io e mia sorella più piccola di tre anni, abbiamo un rapporto più di fratello e sorella, ci facevamo qualsiasi confidenza, eravamo compagni giochi, siamo stati anche amanti. Tutto questo fino al matrimonio di Anna, questo è il suo nome, una volta sposata a seguito suo marito in un altra città a duecento kilometri, e poi doveva a lui tutte le attenzioni a letto, aveva accumulato tanta esperienza, sicuramente sarà una pantera da letto Ci sentivamo ogni tanto per telefono, mi raccontava tutto cosa faceva in casa e come andavano le cose a letto. Essendo lei casalinga teneva lei la contabilità familiare, e a letto doveva pensarci ancora lei, perché Carlo, questo il suo nome, non conosceva l’arte amatoriale, lui mi faceva aprire le gambe con violenza e brutalmente la scopava. Dopo qualche ,ese si era addolcito e anche ora sapeva dirigere le parti amatoriale. La mia vita aveva alti bassi ho avuto delle ragazze che hanno condiviso la mia vita, ma nessuno assomigliava a lei, la sua dolcezza,
la carica sensuale non lo ho trovato in nessuna. Passarono quindici anni da quando lei si era sposata, avevo quarant’anni non mi ero ancora sposato nessuno delle ragazze che ho avuto non assomigliavano, avevo sempre lei nella mente, nei miei pensieri. Quando accadde una terribile disgrazia suo marito era morto in un incidente in autostrada, un tamponamento a catena lo aveva coinvolto. Mia sorella a trentasette anni si trovò vedova e due bambini da crescere. Io le mandavo mensilmente dei soldi, ma non bastavano, fortunatamente la ditta per cui ha lavorato, l’assunse come impiegata, le cose andavano meglio. Parlando con lei le proposi l’idea che mi era venuta, potevo chiedere il trasferimento nella sua città e così ci potevamo fare compagnia
Lei sul momento mi disse no, non voleva che cambiassi le mie abitudini, a me non importava nulla, preferivo stare con lei, aveva anche il problema dei due bambini, crescere due creature da sola era impossibile. le diedi qualche giorno e poi l’avrei richiamata, fu lei che mi chiamò, ridendo si Mimmo, questo è il mio nome, fai la domanda di trasferimento. Così ho fatto e dopo qualche mese ho ottenuto il trasferimento dalla sede bancaria di Trapani a quella di Palermo del banco di Sicilia.
Venne il giorno di trasferirmi di casa portando lo stretto indispensabile per arredare la stanza dove avrei dormito. Passarono tre anni da quando ero a casa con mia sorella, e le nostre giornate trascorrevano leggere, lei aveva ripreso a sorridere e e bambini crescevano bene erano bravi a scuola, e potevano sempre rivolgersi al loro zio, che li avrebbe aiutati. Non avevamo però ancora preso l’abitudine di dirci tutto,, si era creato un una barriera di paura ormai erano passati tanti anni e questa abitudine si era ormai persa. Un giorno a tavola la sera , la senti ridere , le chiesi perché, inizio dicendo , ti ricordi quando eravamo piccoli, ci dicevamo tutto non c’erano segreti tra noi, vero Mimmo? Già le risposi, e non solo quello. Lei mi guardò negli occhi, disse già. Allungai le mie mani sulla tavola e lei le prese nelle sue, le chiedo possiamo riprovarci se vuoi. Lei mi dice, ma proprio tutto tutto, non risposi a voce ma con un cenno con gli occhi. Non rispose, si alzò prendendo i bambini per portarli a letto, girò su se stessa, poi. arrivata davanti alla porta della sua camera mi dice, non so è passato tanto tempo, la frase rimase lì in sospeso. Ci siamo dati la buona notte , lei si chiuse la porta della camera da letto dietro di se. Io mi accomodai sul divano a vedere la TV, ci restai poco rimuginavo nella mente le parole che mi aveva detto, vado a letto anche io, mi metto a leggere il giornale e caddi in un sonno profondo, lasciando la luce sul letto acceso. Potevano essere le due della notte mi svegliai perché avevo sentito cigolare la porta della mia stanza, l’avevo lasciata socchiusa, ma quello che mi sorprese era la sua presenza in camera mia, mi dice sono venuta a spegnere la luce ,l’avevi lasciata accesa, le chiedo, era solo per questo che era venuta in camera, altre volte le avevo lasciate accese ma non era mai venuta a spegnerle, lei mi guardava ma. non risponde, allora le dico, non era per quello che le avevo detto. Si avvicinò sedendosi al boro letto mi prese la mano e dice, certo ho pensato a quello che mi hai detto, ma per rispetto di Carlo mio marito , non ti ho risposto, sono andata via ero rossa in volto. Poi arrivata in camera ho riflettuto il cuore mi diceva di si ma la coscienza invece mi frenava. Fino a quando ho preso la decisione giusta, anche perché avevo nello stomaco tante farfalle che mi rodevano la micia avevo un prurito lo dovuta grattare e farmi un bidet con acqua fredda stava prendendo fuoco. Lei parlava e io la guardavo, aveva una sottana trasparente bianca lucente molto leggera si intravvedevano i seni ancora belli sodi con due capezzoli dritti che puntavano la sottana, sembrava che volevano uscire. La sottana era alquanto corta a mala pena copriva
la fica lasciando scoperte due cosce belle piene e lisce. Cosa poteva succedere secondo voi, il cazzo comincio a gonfiarsi a riprendere le dimensioni notevoli, venti centimetri di lunghezza e bello grosso di circonferenza, la capocchia era più grande della circonferenza del cazzo,e quando scopavo le mie fidanzate alcune si opponevano a darmi Il culo, la fica neanche a parlarne volevano restare vergini. Quindi si finiva in e seghe e pompini,, anche per quelli avevano difficoltà a metterlo in bocca, senza sganasciare la mandibola. Avevo stretto la sua mano che mi aveva porto, la tirai verso di me, forse lei aspettava solo questo, mi abbraccio forte facendomi sentire i seni sul mio petto. La presi con forza e la posai accanto me le diedi un bacio lunghissimo, lei apri la bocca e cerco la mia lingua, si avvinghiarono, la saliva veniva scambiata nelle nostre bocche, poi vidi che alzò il busto mi afferrò il cazzo accarezzando e ammirandola sua potenza, mi dice, Mimmo ma come è grosso cosa hai fatto, mi ricordavo che era grosso, ma non così, che bello e tutto mio, non lo dividerò con nessuno. Lo leccava per tutta la lunghezza succhiava i coglioni si riempiva la bocca E poi spalanca la bocca e ingoia la cappella cercava di ingoiare il più possibile ma non arrivava neanche alla metà della sua lunghezza, lo esce mi dice, Mimmo non riesco a prenderlo in bocca tutto sbatte nel palato e non va oltre. Le dico ora ti insegno io come fare, la faccio girare sulla schiena con la testa fuori da letto. Ora segui ciò che dico, apri la bocca con la testa reclinata essere essendo tutto perpendicolare al collo entrerà tutto. Lei apre la bocca le faccio entrare il cazzo e piano piano comincia a entrare ingoia. tutta la mazza, resiste un po’. poi sfilo’ il cazzo, prima che si soffoca, le venne da vomitare, ma era contenta aveva imparato un altra cosa. Continua a farmi il pompino, era da svenire per il piacere che mi stava dando, gli vengo in bocca con fiotti possenti, ingoia tutto, alla fine con la lingua mi pulisce la cappella, gusta schioccando le ultime gocce di nettar. Come è buono erano tre anni che non lo bevevo, ora devo recuperare il tempo perduto voglio bere litri di questo succoso nettare. Io intanto era da un po’ che avevo due dita nella sua fica, era bagnatissima, le tocco il clitoride e lo strizzo dolcemente con due dita, comincia gemere gira la testa da una parte all’altra grida dal piacere viene nella mia mano sbrodolando il suo nettare. Non contenta si rituffa sul mio cazzo mi fa un altro bocchino, mi fa godere un altra volta beve tutta la mia sborra, questa volta era soddisfatta. Mi da un lungo bacio e mi dice amore mio devo recuperare ho perso troppo tempo senza usarla, dovrai fare gli straordinari mi devi scopare tutti i giorni in tutti i posti della casa in tutte le posizioni, ho il libro del kamasutra. Ti amerò e tu mi amerai come una coppia sposata, per questo verrai a dormire con me nel letto matrimoniale, i bambini verranno a dormire qui. Per stasera basta così, volevo bere la tua sborra, come tanti anni fosti tu a farmela bere, buonanotte amore, chiuse la porta, mi aspettava notti di fuoco. Il racconto sfuma qui, ma non finisce.

Vi chiedo cari lettori di dare il vostro giudizio, se ci sono errori, e che con i verbi ci faccio a botte, non fateci caso, ditemi se posso ancora scrivere oppure mi dite LEVACE I MANO.

 


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2 thoughts on “Amo mia sorella e lei ama me (uno)

  1. gengiscanner

    la prima figa vista toccata e baciata è stata quella di mia sorella, che in primo momento non voleva ma poi la convinsi dolcemente a provare, non l’avessi mai fatto! Non perché non fosse buona e gustosa, era una sensazione forte meravigliosa, l’adrenalina e l’eccitazione arrivavano alle stelle, più si bagnava e più mi piaceva accarezzarla, baciarla e leccarla, sentivo i suoi spasmi, i mugolii di piacere che provava, ma perché le piacque così tanto che poi me la sbatteva in faccia quasi tutti i giorni, non mi dispiaceva ma a volte non era proprio appetibile, storcevo i naso, lei si offendeva, ma spiegavo che non è che non volessi per farle dispetto, ma c’era qualche piccolo inconveniente olfattivo che mi bloccava, comprese il problema e si curò di più e meglio, a volte esageratamente con profumi quasi più nauseabondi del suo forte odore naturale, poi trovata la giusta armonia tra igiene e prodotti, oltre a capire d’evitare mutandine in fibre sintetiche e utilizzare quelle in fibre prevalentemente naturali, riusciva a “confezionare” quel mistero morbido di peli neri e profumati con sapienza da farmi perdere la testa follemente; si aspettava che i nostri gen uscissero di casa per dedicarci a questa follia di godimento, in quel periodo non c’era nulla di più bello e travolgente che baciare la figa a mia sorella, lei mi ricambiava segandomi, desideravo lo stesso trattamento ma non era pronta non se la sentiva, la rispettavo e mi accontentavo delle sue mani. Poi crescendo abbiamo lentamente smesso per le prime avventure amorose e sessuali fuori casa con amici/amiche.
    Ho capito da questa esperienza che le femmine provano molto più piacere e goduria dal sesso che di noi maschi, le riusciva a placare la mia eccitazione con una sega di pochi minuti, io invece dovevo impegnarmi e faticare per soddisfarla, hanno bisogno di più tempo e più orgasmi per placare le loro voglie vederle soddisfatte e serene.

     

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