Un’inculata inaspettata

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Un’inculata inaspettata

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Attraversando il parco incontro Romolo, è un amico di mio padre che non vedevo da parecchio tempo.
Per un certo periodo ha frequentato casa mia con la sua famiglia, ricordo che suo figlio mi prendeva in giro perché non volevo fare i giochi da “maschio” che piacevano a lui ma preferivo intrattenermi con le femminucce che si divertivano con la Barbie.
“Ciao Rosy, come stai?”.
“Buongiorno Romolo, io sto bene e tu? A casa tutto bene?”.
Mentre dico queste cose noto la sua espressione, è un po’ strana, mi squadra dalla testa ai piedi.
Infatti va subito al dunque: “Oh! Rosy, me lo dai il culo?”.
“Ma che dici, dai, ti sembra il caso…”.
“Dai, su, non fare la ritrosa, il sofisticato, lo so che lo prendi nel culo”.
“Ma chi te lo ha detto?”.
“Ma va, lo dicono tutti… che ti piace farti inchiappettare… di brutto… ti vesti da donna… lo prendi anche in bocca e bevi la sborra!”.
“Ma… forse… però…”.
“Ti metti le minigonne, sempre col culo di fuori… vai nei posti dove ci sono gli uomini che aspettano… dicono ce l’hai spanato e si entra che è un piacere, senza sforzo… sei meglio di una figa…”.
“Ma come fai a dirlo!”.
“…ti inculano anche in tanti, tutti in fila. E via, dammelo anche a me, uno più o uno meno. Ho un bel cazzo, ti piacerà”.
“Ma con te mi sembra strano, sei come un papà per me. Poi è tardi, devo andare via”.
“Hai visto che è vero, dici solo che sono come un papà, ma non sono il tuo! E su! Un colpetto, andiamo là, nel casotto dei giardinieri, dietro le siepi, è abbandonato, si può entrare e non ci vede nessuno”.
“No, dai, falla finita, Romolo”. Nonostante la mia insita troiaggine sono imbarazzata, non avrei mai pensato che Romolo, integerrimo padre di famiglia, avrebbe voluto scoparmi.
“Ma perché a me non me lo vuoi dare, non sono mica così brutto… lo hai dato anche a certi tipi che fanno proprio schifo… no, scusa, ma dicono che vai con i vecchi!”.
“Già, purtroppo la gente parla e si inventa le cose (bugia, è vero che vado con i vecchi, vado con tutti, n.d.r.). Ti voglio bene e non sei brutto ma proprio devo andare a casa”.
“Suuu! Facciamo presto, ci metto poco a godere. Poi me l’hanno detto nel circolo di piazza G., c’erano anche i due che ci lavorano, il figlio del gestore e l’inserviente, quello che pulisce, lui si che è brutto, è vecchio e ciccione… anche loro hanno detto che ti hanno inculato, cosa ho io di diverso da loro?”.
“Niente. Vabbè, dai, andiamo”.
Rassegnato lo seguo, appare contento.
“Cazzo Rooosyyyy! Allora me lo dai il culo! Ti prometto che facciamo presto”.
Arriviamo nel casottino, lo chiude dall’interno legando le maniglie con un filo di ferro che trova lì, mi spoglio velocemente, come cosa da femmina ho addosso solamente i minuscoli slippini col fiocchetto rosa.
“Cavolo Rosy… come sei veloce… ti sei già tolto tutto… che belle mutandine hai… bravo, sfilale… proprio un bel culo, hanno ragione… appoggiati lì, al bidone, che torna meglio… si, brava, allargalo… sput (sputa sul buco)”.
Arrapatissimo me lo spinge dentro in un istante, brucia come una lama rovente.
“Ehi… fai piano, cavolo come ce l’hai grosso!”
“Grosso, eh! Ma sta entrando! Non è così spanato… ah… è morbido morbido, avvolgente!”
“Magari è spanato ma è delicato… fai più piano, che mi brucia”.
“Ah… uh… ti brucia per tutti quelli che prendi sempre… uhhhh… ahhh…”
Ciak… ciak… ciak…
Ora si sente solamente il rumore del ventre di Romolo che picchia su mio culo, assieme al respiro affannoso di entrambi.
Ciak… ciak… ciak…
Ciak… ciak… ciak…
Ciak… ciak… ciak…
Ciak… ciak… ciak…, ciak, ciak, ciak, ciakciakciak, aumenta il ritmo.
“Ahhhhh…”
Mi sborra nelle viscere, lo tira fuori e me lo struscia sulle natiche.
“Ha visto Rosy, ho fatto presto!”
“Si, hai fatto presto, ma mi hai fatto male…” Infatti mi brucia ancora.
“Male? No, dai che ti è piaciuto! Quasi, quasi avresti voluto che duravo ancora un po’, sarà per la prossima volta ah ah ah! (ridacchia) E’ un po’ sporco, mi hanno detto che glielo pulisci sempre…”
“Anche questo ti hanno detto? Te lo pulisci da solo!”
“Suuu, Rosy, solo un pochino, appena appena in bocca…”
“Uff… okay, va bene, te lo pulisco”.
“Mamma mia! Con la lingua… in bocca, come dicono… non ci credevo… te fai tutto! Cazzo sei bravo! Come succhi, se fai così sborro un’altra volta”.
“Slurp… slurp…”
“Ahhh… dai Rosy… dai… ci hai preso gusto… sssshhh… così in punta… ahhh… cazzo… cazzo… che bocca… fino in gola, daiiii!”
“Slurp… slurp… slurp…”
“Ahhhh… ora però beviiiiii, ingoia tutto, si cosììììììììììì!”.
Mi schizza in gola sbuffando come una locomotiva, deglutisco rapidamente, altrimenti mi va di traverso la sborra.
“Contento?” Mentre lo interrogo mi accorgo della roba bianca che ho sulle labbra, ci passo la lingua e mando giù mentre gli faccio un sorrisetto.
“Si, cazzo, Rosy, mi hai tirato fuori anche l’anima”.
“Okay, ora però vado a casa”
“Ma dobbiamo rivederci, va bene?”
“Si, va bene”.
“Ciao Rosy, sei proprio un bravo ragazzo, saluta tanto papà e tutto il resto della famiglia, digli che magari lo chiamo e si esce tutti assieme come una volta”.
“Si, sarà fatto, Romolo, a presto”.

 


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