una marchetta per pagare 4

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una marchetta per pagare 4

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Insomma questa vita da marciapiede cominciava a piacermi, forse era il fatto che non ero obbligato e era per puro piacere stà di fatto che anche la sera dopo ero sulla strada, mi ero fatto una piccola dote di intimo e abiti super sexy coi soldi guadagnati, le mie amiche ormai si erano abituate a me, io per non disturbare me ne stavo un pò più staccato da loro ed ero quindi vicino ad un prato, quella sera faceva freschino ed io avevo indosso un giubbettino di finta pelliccia rosa come era tutto il mio vestito, ero una bomboniera, vedevo le mie amiche lavorare di continuo ed io rimanevo all’asciutto poco male non ero obbligato e me ne stavo coi miei pensieri quando arriva una mercedes cabriolet tutta bianca sopra un signore con frac e bombetta mi guardò per un bel pò,
“Ciao sei sola?”
“Per adesso si ma se aspetti arriveranno le mie amiche”
“Senti ma quanto vuoi per un rapporto completo ma senza premura?”Abito abbastanza vicino”
Lo guardai per bene e pensai che il signore se la passava bene, forse era pure ricco”
“200 euro”
“Sei un pochino cara figliola”
“Non ci sono problemi, mi hai detto senza premura e quindi chissà quanto tempo sarò con te, ma se vuoi frà non molto arriveranno le altre”
“Hai ragione, ho detto senza premura e hai pensato che ti terrò molto tempo, dai sali”
Salii su quella macchina e difatti da lì in 5 minuti eravamo arrivati, abitava in una bella villa tutta bianca con un bel giardino fiorito davanti, dentro invece le pareti erano tutte in rosa di varie tonalità, ci mettemmo in salami fece sedere
“Vuoi da bere un liquore o uno spumantino?”
“Vada per lo spumantino”
Mi dette un calice di Cartizze, era bello fresco, io lo sorseggiai lentamente lui dopo essersi servito mi venne vicino e intrecciammo i bicchieri, poi una volta bevuto mi venne ancora più vicino e ci baciammo, dapprima un bacio leggero poi ci guardammo in viso ed allora il bacio si fece più rovente, lui mi mise subito la lingua in bocca ed io l’accettai supinamente, mi misi sopra lui a cavalcioni e cominciai a baciarlo selvaggiamente mordendogli anche un pò le labbra, mi tolsi il perizoma e gli abbassai la cerniera il suo cazzo svettò fuori voglioso del mio culo, io mi infilai sopra e stetti ferma, lo abbracciai stretto e gli dissi
“Il tuo cazzo ha voglia dai prendimi”
Cominciò a muoversi dentro di me il ritmo aumentò ma molto lentamente, mentre mi scopava ci baciavamo, il ritmo aumentò e piano piano persi la testa
“Siiiii daiii daiii siiii mi piace”
“Sono felice che ti piaccia ma sei la prima che me lo fà capire veramente”
“Siii siii dai scopami scopami mi piace mi piace tantissimo ohhhhh siiiii”
“Lulù sei stupenda, adesso capisco perchè hai chiesto più delle altre”
“Siii siiii io ti faccio capire veramente che mi piace essere scopata e tu sei bravissimoooooo”
“Che tesoro che sei, mi piaci tantissimo sai, sei bella, sexy, scommetto che saresti sexy anche da maschio”
“Vuoi che mi metta nuda?”
“Nooo questa sera no, ci sarà tempo tesoro”
“Ohhhhh che bello dai dai scopami scopami siii”
IL signore era un vero toro da monta, mi scopò per ben 20 minuti, tempo che io sborrai su di lui scusandomi poi mi riempì le budella di 8 fiotti di sperma caldo e denso, rimasi su di lui ancora un pò, poi uscìì da lui e con sua sorpresa gli pulii l’uccello rendendolo come nuovo.
Una volta messoci a posto mi baciò ancora
“Tu sei diversa dalle altre tu ci metti l’anima, sei calda, appassionata” e mi diede 300 euro,” te li sei meritati Lulù”
” Non conosco il tuo nome”
“Gianfranco Lunari e ho uno stabilimento che produce intimo e abiti sexy per negozi porno shop”
“Interessante Gianfranco, ora per piacere mi porti al mio posto?”
“Certamente Lulù e adesso cercherò solo te”
Arrivai al mio posto le mie amiche erano tutte lì, appena scesi dalla macchina mi furono subito vicine
“Hai preso tu questa volta Gianfranco”
” Si lo conoscevate?”
“Certo è un persona gentilissima”
” Si è vero, un vero gentiluomo, ragazze io scappo a casa”
“Ciao Lulù”
Arrivai a casa, feci più silenzio possibile ma all’improvviso si accesero le luci, c’erano sia mio pasdre che mia madre che appena mi videro fecero un viso disgustato
“Sei diventata una puttana?”
“No, ero ad una festa”
“Non è vero abbiamo visto gli altri vestiti e l’intimo sei una puttana travestita, sei una vergogna per noi, prendi le tue cose e vai via, non ti vogliamo più vedere”
Rimasi basita nel sentire e vedere tutto quell’odio nei miei confronti, presi una valigia e ci misi le mie cose, l’intimo gli abiti le scarpe ed i soldi guadagnati presi la mia auto e me ne andai dalle mie amiche che vedendomi arrivare si stupirono
“Lulù come mai sei di ritorno?”
“I miei mi hanno buttato fuori di casa”
“Non lo sapevano?”
“No avevo iniziato solo per pagare una scommessa e poi basta, invece il gioco mi ha preso e questa sera mi hanno sorpreso”
“Senti vieni a casa mia, ho un divano letto per le emergenze e questa è una di quelle, cosa fai lavori ancora?”
“Dipende da te Ursula, stai qui ancora tanto tempo?”
“No dai andiamo, per questa volta va bene così”
 


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