Un normale pomeriggio da puttanella

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Un normale pomeriggio da puttanella

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Ormai sono una puttana, puttanella o puttanina, perché sono molto giovane, ma proprio nel senso letterale della parola.
Maurizio e Rocco si danno da fare, mi scopano e mi fanno scopare, per il loro tornaconto.
Poi i maschi che lo sanno mi vengono a cercare anche da soli.
Oggi sono al bar, sto giocando con la macchinetta, c’è questo tizio accanto a me, da proprio la sensazione di aspettare.
Sono stato a casa sua, nel centro del paese, lì vicino, mi ci ha portato Maurizio, gliel’ho preso in bocca a tutti e due e dopo mi hanno inculato, lui mi ha anche un po’ toccato e succhiato, ovviamente Maurizio ha avuto qualcosa in cambio, forse soldi.
Quando finisco di giocare si avvicina e mi dice che deve andare in bagno, “portamelo a pisciare”, testuali parole, che mi farà un regalo.
Sono lì, titubante, vorrei dire di no, però poi ci vado.
Prima il corridoio poi ci sono sei scalini da scendere, mi tiene una mano sulla spalla ed una sul culo, sono roba sua.
Entriamo e chiude la porta col chiavistello.
“Dai”.
Slaccio i suoi pantaloni e glielo tiro fuori, non è la prima volta che faccio pisciare qualcuno, me l’hanno fatto fare fin da piccolo, succede ancora. È già balzotto, tenendolo con la mano destra lo dirigo verso il centro della tazza.
La lascia andare, una pisciata lunghissima, pissssssssssss, mi bagno la mano.
“Adesso menamelo… brava Rosy”.
Lo sego un po’, ora vuole che glielo prendo in bocca, anche se ha appena pisciato.
Sospirando metto due salviette per terra e mi ci inginocchio sopra, ora ce l’ha bello duro, lo succhio.
C’è ancora del piscio, mi finisce in bocca, è salato, una parte la devo mandare giù, è andata in gola e altrimenti mi strozzo, l’altra la sputo nella tazza, ma ne è rimasta poca.
Vado avanti a succhiarlo, faccio avanti e indietro con la testa, mi aiuto anche con le mani.
Mi accorgo che sta cambiando il tono del respiro, sta godendo, a momenti viene.
Vorrei farlo sborrare fuori ma mi blocca per il collo, mi sborra in bocca, praticamente in gola, mi tiene lì finché non l’ho ingoiata tutta, finché non ha scolato l’ultima goccia. È parecchia, dal gusto indefinito, non cattivo.
Conosco il sapore della sborra di quai tutti quelli che conosco ed anche di tanti che non conosco.
Ora posso staccarmi, lui se lo guarda, è bello pulito e lo infila nei pantaloni.
Mi rialzo, mentre usciamo mi allunga dieci euro, magari a sua moglie dice che li ha persi.
Andiamo nel bar, se la fila subito.
Ora siamo soli io ed il barista, a quest’ora del pomeriggio c’è poca gente in giro.
Lo saluto e sto per andarmene, mi ferma, lui sa benissimo cosa ho fatto nel cesso.
“E no, troietta, lo sai che se fai queste cose nel mio bar mi devi dare qualcosa in cambio”.
Uffa, ancora…
Chiude a chiave, andiamo nel piccolo magazzino delle bibite, lo tira fuori, mi accovaccio e glielo prendo in bocca, appena è duro vuole il culo.
Me lo immaginavo, non è la prima volta che mi scopa, sempre in questo modo, scopro il culo e mi appoggio alle casse delle bibite con la testa, allargo il buco con le mani, apro le natiche, si fa colare la saliva sulla cappella e me lo butta dentro.
Wraaam! Tutto in un colpo, faccio fatica a non gridare ma di là, nel retrobottega, c’è sua moglie e dobbiamo fare piano.
Una dozzina di colpi e mi viene dentro, in dieci minuti abbiamo finito.
Se lo ripulisce su una chiappa, ci rivestiamo e filiamo via, dopo un minuto arriva la moglie.
Saluto tutti e due, lei mi risponde molto cordialmente, è molto amica di mia madre e mi chiede di lei, “tutto bene” rispondo poi me ne vado. Ovviamente lui non mi da niente, ho pagato l’utilizzo del bagno.
Mentre cammino tengo il culo stretto stretto, altrimenti mi cola fuori la sborra del barista.
La butto fuori a casa, la cago nel bagno poi devo studiare, un ordinario pomeriggio da puttanella.
Ho parlato di pomeriggio, non è nulla, stasera mi aspetta Maurizio.

 


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