Rivelazioni

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Il mio nome all’anagrafe è Roberto ma non è il mio, io sono stata sempre Roberta nata orgogliosamente gay mi sento donna e ho venti anni, i vestiti di mamma provati di nascosto e senza il coraggio di dirlo, università lontano da casa e di seghe e pompini fatti nel buio dei cinema o a casa di amici ne ho fatti tanti ed è quello che faccio meglio e con i quali mi sono nutrito di sborra. Avrei voluto farlo, ma non sono mai stato inculato sono ancora vergine, solo qualche carotina, ma alla fine ho deciso!.
Si! era tempo che il mondo mi riconoscesse come ero, dovevo farlo, vestirmi e uscire in strada, far vedere a tutti quanto potessi essere appetibile mettendo in mostra quanto fossi bella, ho provato in casa, mettendomi un reggiseno appena imbottito una seconda misura, le tette grandi le credo poco eleganti, un perizoma con un filetto che metteva in risalto il mio culo e il cazzo, non piccolo, lo tenevo tra le gambe e a stento ne era costretto, mi guardo nello specchio dell’armadio e vedo una bella ragazza, gambe ben tornite merito delle lezioni di danza, denaro ben speso, che mi permettono anche di potermi succhiare le dita affusolate dei miei bei piedi bianchi.
Si!…è, proprio tempo! ho comprato su internet un magnifico completino sexy…molto sexy, un bellissimo vestitino corto a mezza coscia…rosso, reggiseno nero, reggicalze e calze velatissime…naturalmente neri 15 e un paio di scarpe rosse tacco 12 mi piacciono le scarpe, sono proprio donna e ora doccia mi insapono bene il cazzo ed il culo mi ficco il tubo della doccia nell’ano e apro l’acqua un bel getto di acqua tiepida mi inonda l’intestino, mi sento pulito ed eccitato, il cazzo si è fatto duro e mi masturbo sborrandomi in mano che avvicino alla bocca e riprendo la mia sborra che ingoio con piacere, mi depilo accuratamente, anche se di peli non ne ho molti, lascio quelli sul pube mi sono sempre piaciuti i miei e quelli dei miei amici, mi profumo, un trucco leggero non voglio apparire una puttana, voglio sembrare una signora da portare a cena in un bel ristorante, è la mia prima uscita, vorrei il meglio, ora indosso il perizoma che a stento contiene il cazzo ma il culo risalta in tutta la sua bellezza, il reggiseno, il reggicalze, le calze e le mie bellissime scarpe rosse, le calzo, forse avrei dovuto pendere mezzo numero in più, no, e la punta e il tacco dodici faccio due passi incerti, quelle di mamma erano più basse. Cazzo!!! mi fanno delle gambe bellissime, il vestito ora, lo infilo ci entro come in un preservativo, attillato e corto quanto basta per far risaltare il culo e spalle scoperte, prendo la pochet rossa. ed esco.
Entro in ascensore con un signore che scende con me, pensa che io sia femmina, non è giovane avrà 60 anni ma un bell’uomo più alto di me smette accanto e appena dietro così può guardarmi il culo e le spalle poggia la mano sul culo, è calda, non mi muovo, capisce che ci sto, fermo l’ascensore mi avvicino alla sua patta e lo tocco, sussulta ma non vedeva l’ora viste l dimensioni del suo cazzo gli apro i pantaloni e gli tiro fuori il cazzo e inizio a segarlo prima piano e poi sempre più veloce, sento che sta per sborrare mi abbasso lo prendo in bocca e me la inonda di sborra che ingoio golosa, mi alzo e lo bacio in bocca gli predo la mano e lo metto sul mio cazzo, che faccia ha fatto! Mi guarda mi da il suo biglietto e mi dice “Chiamami, sono Zio Marco”
Eccomi in strada salgo in auto, oh cazzo, debbo togliere le mie bellissime scarpe per guidare, arrivo in centro, inizio a camminare sculettando, mi siedo in un tavolino di un locale, accavallo le gambe e mi guardo intorno sto notando quanti bei cazzi girano, uno sguardo si è posato sulle mie cosce, quanto mi piace, mi alzo e lo sguardo si posa sul culo, come faccio a girare con questo culo, è un arma letale, si alza quel che sembra un bel cazzo mi insegue e mi ferma
“bellezza”, dice “prendiamo un aperitivo? sono Mario”
“perché no! Non aspetto nessuno, sono Roberta”
è bello, alto, brizzolato, elegante… cazzo!! è mio, andiamo a cena in un bel ristorante, tutti gli sguardi sono su di me, Mario mi sposta la sedia per farmi sedere, mi sento una signora mi siedo e ordiniamo, mi fa piedino sotto il tavolo, non mi ritraggo, ha capito che lo voglio, Mario paga e senza neanche dire una parola, andiamo in auto a casa sua nel tragitto gli carezzo il cazzo, se lo aspettava, è già durissimo, appena in casa mi attacca ad una parete e mi mette la lingua in bocca la sento in gola e lo ricambio volentieri toccandogli il cazzo se fosse possibile più duro di prima, gli apro la patta…bellissimo grande lungo e largo mi metto in ginocchio, comincio a leccarlo e bagnarlo bene apro la bocca al massimo e lo prendo in bocca partendo dalla cappella e scendo lungo il cazzo fino alle palle, lo sento vibrare e penso che mi stia per scaricare in bocca la sua sborra, ehm no!, troppo presto, mi alzo e lo bacio, sente il sapore del suo cazzo, comincio a spogliarlo, è molto eccitato gli tolgo la camicia gli succhio e gli mordo i capezzoli lui vibra come una corda di contrabbasso, slaccio la cinghia slaccio i bottoni gli abbasso i pantaloni e le mutande, che spettacolo, ora tocca a me spogliarmi mi siedo sul letto mi tolgo le scarpe e lui prende in mano i miei piedi e comincia ad accarezzarli e baciarli mi succhia le dita mi accarezza le gambe e sale è ormai arrivato alle cosce, ora che succederà…ecco è arrivato, sente il mio cazzo un attimo di sorpresa non se lo aspettava , ma non ritrae la mano, inizia a toccarmi mi alzo per spogliarmi, tolgo il mio vestitino rosso e metto in mostra il mio culo, le mie piccole tette e il mio cazzo che sporge dal perizoma, lo prende in mano e inizia a segarlo con amore che bello mi stendo sul letto, mi lecca il cazzo e lo prende in bocca mentre mi toglie il perizoma
“lo vuoi nel culo? ” mi chiede
“si, certo che lo voglio, sono vergine e ho paura”
“dai proviamo farò piano, se ti fa male mi fermo” .
Si certo lo voglio nel culo, mi sdraio sul letto soffrirò lo so ma la voglia è troppa, non ho lubrificanti, lui va in cucina e prende del burro, lubrifica il suo cazzo e il mio ano, sono a faccia in giù a gambe aperte, mi infila un dito, poi due e poi tre nel mio buchino che cede allargandosi, sento che appoggia la sua cappella al mio buchino che freme ora inizia ad infilarlo piano, mai preso un cazzo, ecco entra, un poco di dolore ma lo voglio entra la cappella il dolore aumenta ma il io la voglio e spingo il culo verso di lui mi inculo da solo entra fino in fondo sento un forte dolore come si fosse rotto qualcosa, certo il culo, mordo il cuscino per non gridare è dentro, mi muovo lentamente io e si muove lentamente lui, fa male ma e bello averlo nel culo, mi pompa con amore, che bello, eccola la sborra calda mi riempie, è tanta, esce dal culo la raccolgo con la mano che lecco, ora mi gira e mi prende il cazzo in mano e lo prende in bocca lo lecca e mi fa sborrare e ingoia, lo bacio e lo ribacio, una doccia e ci rivestiamo e lo sento ancora nel culo, cammino male? Non lo so ma sembra come lo avessi ancora nel culo. Mi accompagna alla macchina mi ribacia,
“ci vediamo bel cazzo ti è piaciuto il mio culo?”
“molto, dammi il tuo numero”
“eccolo, fatti sentire”
Lo rivedrò? non lo so, ma ormai il culo è aperto e tutti i cazzi del mondo possono essere miei.
Ciao amori, sono passate quasi cinque settimane dalla magnifica inculata con Mario, e vi dico la verità ho pensato tanto a lui, gli ho telefonato, mi ha risposto una donna
“ pronto chi parla?”
“buongiorno c’è Mario sono un amico Robert…o? “
“no mi spiace, rientra tra tre settimane? “
“grazie richiamerò? “
Cazzo chissà quale altro culo è andato a sfondare, ma che succede, non devo essere gelosa, non credo che mi ami, sai che faccio? Telefono a zio Marco che so essere un professore universitario
“pronto! “
“pronto, c’è il professore? Sono una sua alunna“
“ ora lo chiamo”
“si, chi è? “
“ sono Roberta, si ricorda? in ascensore” “si cara, entra”….
Si cara

 

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