Prova di forza

Prova di forza

Spread the love
Sono Matteo.
Questo è il racconto di un episodio avvenuto un anno fa.
Riccardo aveva appena compiuto 18 anni. Lui è etero, ma volevo studiare qualcosa per divertirmi un po’ con lui. Merita davvero: è un ragazzo di media statura (175-180 cm). Non disdegna affatto sport come ciclismo ed arrampicata, per questo motivo il suo fisico lineare denota una muscolatura ben definita. Le sue gambe, dalle ginocchia in su appaiono affusolate e toniche allo stesso momento e i muscoli convergono in due glutei ben scolpiti, che dominano sulle gambe.
Lo portai in un casolare in campagna per berci qualcosa.
Lui portava pantaloni militari, quindi rovesciai di proposito la mia birra sui suoi pantaloni, cosí da potergli procurare “dispiaciuto” un paio di pantaloni più idonei: pantaloni di una tuta da ginnastica Adidas in tessuto di poliestere nero, niente affatto larghi.
Lo osservavo mentre se li tirava su e il tessuto si tendeva sulle cosce e sul culo.
Quando ha rilasciato l’ elastico che si è stretto con uno “sciak” intorno ai fianchi, mi sono dovuto girare e pensare ad altro, perché il cazzo cominciava a farmi male, da tanto era diventato duro.
Bevavamo il resto della birra e intanto davo un’ occhiata a come il tessuto dei pantaloni si insinuava intorno al culo e a come si tendeva sul suo pacco.
Avevo sempre più voglia di afferrarlo, cosí gli proposi una prova di resistenza fisica.
Gli dissi che secondo me non sarebbe riuscito ad appendersi con le mani alle travi del tetto del casolare e rimanere in quella posizione per più di 30 secondi.
Lui accettò subito per farmi vedere che era molto forte e si appese. I suoi piedi tendevano a toccare comunque a terra, cosí mi offríi per tenerglieli su, piegando le sue ginocchia.
Povero Riky… Era tutto concentrato a vincere la sfida e non si rese conto di essere caduto nella mia trappola!…
In quella posizione, infatti, doveva tenere le mani saldamente ancorate in alto sulla trave, se voleva evitare di sbattere il naso a terra!
I 30 secondi passarono e lui esultò per aver vinto.
Io gli dissi che se voleva scendere di lí, doveva arrendersi ed ammettere che era una schiappa.
Lui replicò che non lo avrebbe mai fatto e che sarebbe potuto rimanere in quella posizione ancora per un’ ora.
A quel punto mi adoperai per far sí che implorasse pietà:
Strinsi le sue caviglie sotto il braccio destro e cominciai ad infilare la mano sinistra appena sotto il suo culo, spingendo le dita centrali in profondità. Questo provocò l’ immediato irrigidimento dei muscoli delle sue cosce. Mi chiese cosa volevo fare. Gli dissi per l ultima volta di implorare pietà. Visto che rifiutò, bastò spingere ancora un po’ per penetrare con la mano fra le cosce e il culo duri come il marmo. Spinsi fino a raggiungere le sue palle e riuscire ad afferrare comodamente il suo cazzo. Lui urlava mentre io avvolgevo la mano intorno al suo scroto. Era magnifico sentire la forza dei suoi muscoli stringere il mio avambraccio, mentre la mia mano tormentava il suo scroto tenero ed indifeso!
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.