Pompamico

Pompamico

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Scrivere un racconto del genere significa molto per me. Sono un uomo di 35 anni. La mia vita va bene. Ho un lavoro, una casa e una bella compagna con cui progettare il futuro. Solo una cosa mi mancava, più cercavo di ignorarla e più si faceva viva. Non c’era un giorno che non ci pensassi e non mi faceva sentire appagato e sereno. Si, per rendere la mia vita davvero completa mi mancava un cazzo.
Mi ritengo etero, mi piacciono le donne e tanto. Gli uomini no, per nulla. Ovviamente il controsenso sta nel desiderare proprio quella parte che una donna non può darti.
E cosi nonostante non provi attrazione per un maschio mi sono trovato a cercare un amico, che potesse soddisfare questa mancanza.
Perchè cari lettori, dopo anni di autoconvincimento mi ero stufato. Dovevo trovare qualcuno, un complice con cui sentirmi tranquillo e che fosse riservato, magari sposato o comunque impegnato, non gay e per questo doveva anche essere un maiale che desiderasse la mia bocca piuttosto che masturbarsi da solo.
Mi sentivo strano nel fare ricerche su siti di incontri o in chat piu o meno anonime.
Molti erano chiacchieroni inconcludenti.
Un giorno però conobbi Fausto.
E dopo questo lungo preambolo andiamo ai fatti.
Su un noto sito di incontri trovai il suo annuncio. Un uomo sui 55, qualche chilo in piu e pochi capelli in testa. Scriveva di essere sposato e per questo bisognava essere pazienti. Apparentemente etero e cercava altre donne per divertirsi.
Dopo aver sfogliato le prime foto che mostravano il suo corpo, ovviamente censurato, trovai la foto che mi interessava.
Un bel cazzo largo, tozzo, non lunghissimo ma comunque di tutto rispetto che svettava sopra due palle grosse e piene.
Appena lo vidi pensai subito “Voglio succhiarlo”.
In quel momento decisi di contattarlo, aveva tutte le carte in regola. Persona adulta, abitava vicino Milano, impegnato e cazzo bellissimo.
Scrissi un annuncio sincero. Mi presentai e gli spiegai che non ero un gay represso in cerca di sveltine  ma un ragazzo che cercava un amico per soddisfare la sua passione.
Volevo fare pompini e volevo lo sperma.
Era quasi un ossessione e ho pensato a  lungo di essere matto. Poi ho concluso che ero fatto così e che devo accettarmi. Quindi, mail scritta e attesa trepidante di una risposta.
Risposta che arrivò il giorno dopo.
Fu sincero. Rispose che non gli piacevano gli uomini e che gli faceva strano l’idea di un amico pronto a soddisfarlo.
Non mi diedi per vinto.
Trovai il coraggio e scrissi:
“Ciao, ti capisco perfettamente. Però sei sicuro di voler rifiutare la proposta di un pompino? Ascoltami… ci vediamo in un centro commerciale. Se riterrai che io sia un pazzo o pericoloso potrai andartene in sicurezza. Altrimenti, se lo vorrai, andremo in bagno e ti svuoterò quelle palle da ogni goccia di sperma. Ho visto il tuo uccello in foto e da quel momento non desidero altro che succhiarlo come la peggiore delle troie. Sono disposto a pagare un motel se lo preferisci.. ti prego però.. permettimi di succhiarti il cazzo. Non te ne pentirai”
La risposta arrivò e mi gelò il sangue.
“Ci sei domani mattina alle 11? Potremmo prenderci un caffè”
Non c’ero.. ovviamente lavoravo  ma come potevo rifiutare?
Presi ferie e risposi di si indicando un centro commerciale vicino.
L’indomani mi tremavano letteralmente le gambe. Stavo andando in un luogo pubblico ad incontrare un uomo con il chiaro intento di succhiargli il cazzo e con la speranza di conquistarlo per diventare il suo svuotapalle.
Prima di uscire mi ero rasato con cura pensando al fatto che se avesse voluto sbattermelo in faccia avrebbe dovuto trovare una pelle liscia.. mentre mi rasavo avevo un erezione e faticavo a riconoscermi allo specchio.
In auto nervosamente cercavo di stare tranquillo e ripassavo mentalmente cosa dire e cosa evitare. Ero consapevole che probabilmente sarei stato travolto dalle emozioni ma provavo a controllarmi.
L’erezione costante mi confermava che ero al limite e che era giunto il momento di prendermi quello che mi ero negato fino a quel momento.
Ridacchiai persino pensando “povero Fausto, magari si spaventerà a vedere quanta fame e voglia ho di cazzo”.
Parcheggiai nei sotterranei e feci la strada a piedi.
Ero teso, impaurito, imbarazzato ma sempre eccitato. Per ora reggevo e non scappavo. Arrivai un po prima e passando velocemente davanti al bar ma non lo vidi.
Allora mi fermai davanti una vetrina di un negozio di elettronica. Non riuscivo a vedere granchè. La testa era altrove. I minuti passarono lenti quando mi accorsi di una figura che poteva corrispondere alle foto.
Il battito accelerò e immaginai che il cuore sarebbe potuto uscire dal mio petto. Mi feci coraggio e armato di un sorriso cordiale mi avvicinai a quell’uomo.
“Fausto? Annuncio di internet?”
“Si ciao, piacere”
Mi tese la mano e sorrise.
Aveva un maglione a v marrone e sotto portava una camicia piu chiara. Pantaloni color crema e scarpe marroni.
Era grasso. La pancia era notevole. Forse la foto era di qualche mese prima. Ma non ero deluso. Quello che desideravo non muta in pochi mesi, e a meno che non avesse usato photoshop sarebbe stato identico.
“Eccoci qua” mi disse “non ti nascondo che provo parecchio imbarazzo”
“Ma no dai! Io me la sto facendo sotto!! Ahahah”
Indubbiamente eravamo imbarazzatissimi ma se eravamo li significava che lui voleva un pompino e io volevo farlo.
Mi offri il caffè e mi disse.
“Non sei femminile, per nulla. Non so se riuscirò sai?”
“Beh.. chiudi gli occhi e immagina chi vuoi! Non dovrai innamorarti di me ma solo apprezzare le mie capacità..”
“Non sborro da 10 giorni.. mia moglie ormai non mi da piu le attenzioni di un tempo. Non sembri un pazzo. Avevi ragione nella mail, sembri a posto. Quindi… se vuoi… vorrei capire se avevi ragione solo in merito al tuo carattere”
Rimasi inizialmente impietrito. Mi stava facendo capire che mi dava il cazzo?!? Dovevo realizzare che stava accadendo e dovevo rispondere.
“Oddio… mi stai dicendo che…”
“Si…. ti sto dicendo che…”
“Dio mio… e dove vorresti?”
“Ho mezzora… ho poco tempo e troppa sborra per cercare un motel. Se vuoi andiamo in bagno o nei parcheggi”
Ero assolutamente in uno stato di confusione totale. Decisi d’impulso.
“Bagno… andiamo e vediamo com’è la situazione”
Erano le 11.15 di un Mercoledi. Il centro era abbastanza vuoto e camminavo di fianco ad un uomo che pochi minuti dopo mi avrebbe infilato il cazzo in bocca.
Non parlammo. Arrivammo ai bagni.
C’erano 5 bagni chiusi e diversi orinatoi.
Solo uno era occupato.
Fausto mi guardò e mi fece cenno di si con la testa. Ricambiai.
Andò alla porta piu lontana dall’ingresso ed entrò. Lasciò la porta socchiusa. Mi lavai le mani. Le asciugai ed entrai da lui.
Chiuse la porta a chiave.
Gli chiesi solo sottovoce.
“Vuoi sederti o stare in piedi?”
Guardò le condizioni del water e senza rispondere si sedette sbottonandosi i pantaloni.
Ero in piedi di fronte a lui che lo guardavo armeggiare prima con la cinta. Poi con il bottone e infine con la zip. Poi abbassò i pantaloni alle ginocchia e subito dopo fece lo stesso con le mutande.
Ero in piedi di fronte ad un uomo con il cazzo mezzo barzotto che aspettava un pompino.
Mi inginocchiai. Fissai per qualche secondo quell’uccello poi con una mano lo toccai, lo presi in mano. Era pesante, notai qualche pelo sulle palle e una cappella rosa.
Non puzzava ma sentivo l’odore. Il mio cazzo si indurì. Probabilmente solidale con un altro cazzo che di li a poco sarebbe stato soddisfatto. Lui no.. a casa mi sarei segato dopo. Ma non li.. sarei venuto subito.
Cominciai a segarlo e sentivo che prendeva consistenza. Aveva davvero delle belle palle. Continuavo a pensare alla sborra, immaginavo ne facesse tanta.
L’uomo nell’altro bagno era già uscito e apparentemente eravamo soli.
Io stavo segando da una trentina di secondi, mi sbattevo il cazzo sulla mano sinistra e quando notai che era bello duro senza pensare ancora mi avvicinai con il viso.
Odorai da pochi centimetri e ne rimasi estasiato. Cosi aprì la bocca e accolsi la punta della cappella.
Una piccola succhiata e sentii quel sapore salato e selvatico di cui non potrò fare a meno.
Con la bocca aperta stavo leccando la cappella e cercavo Di non dimenticare neppure un punto. Lo volevo assaporare..
Lui era rilassato sulla tazza e aveva il viso rivolto al soffitto ma con gli occhi chiusi.
Io con la mano destra segavo leggermente il cazzo che era nella mia bocca. Segavo e dolcemente succhiavo. Spostai la mano sulla punta spingendola verso il suo ombelico per mettermi di fronte alle sue palle. Le leccai e succhiai leggermente.. poi risalii sul tronco e rimisi la cappella in bocca. Stavo leccando parecchio perchè era fradicio di saliva. Ogni tanto sentivo un sapore pungente e capivo si trattava del liquido pre eiaculatorio. Volevo piantarmelo in gola fino a soffocare ma l’ambiente non lo permetteva.. volevo sputarci sopra e farmi scopare la bocca.. dovevo controllarmi.
Lo sfilai dalla bocca. Lo presi in mano e lo guardai.
Ricoperto di saliva, durissimo e le palle ormai piene.
Mi bisbigliò “fammi venire.. succhi benissimo…”
E io “non hai visto ancora nulla… ora rilassati e riempimi”
Accelerai il ritmo, spompinavo e frullavo la lingua sulla cappella mentre segavo ora piu velocemente con la mano.
Attendevo la sborra, da anni la attendevo e sapevo che a breve l’avrei finalmente avuta.
Forse passò un minuto o forse due quando sentii il cazzo pulsare e vibrare nella mia mano.
La bocca era saldamente attaccata alla cappella e realizzai che stava venendo solo un attimo prima di sentire uno schizzo di sborra riempirmi il palato, poi arrivò il secondo, il terzo e il quarto…
Ero pieno.. era calda, densa e dal sapore indescrivibile.
Il mio cazzo stava per scoppiare dall’eccitazione.
Con la bocca piena di sborra continuavo a succhiare dolcemente per svuotarlo.
Mi staccai e gli feci vedere la bocca piena. Poi la chiusi. Passai ancora la lingua per assaporarla ancora e ingoiai.
Dopo aver ingoiato riaprii la bocca per fargli vedere che nulla era stato sprecato.
Ripresi il cazzo in bocca e aspirai una minima gocciolina che era comparsa in punta. Lo pulii per bene e poi mi staccai.
Lui senza parlare mi spostò, si alzò e si rivestì.
Mi alzai anche io ed entrambi volevamo capire se saremmo potuti uscire.
C’era silenzio. Aprimmo la porta e prima lui e poi io andammo verso i lavabi.
Ci lavammo le mani in silenzio e uscimmo dai bagni.
Mi disse:
“Sai una cosa? Me lo hai succhiato divinamente”
“Sai una cosa? Hai visto solo l’antipasto… volevo piantarmelo in gola il tuo palo”
“Allora la prossima volta andiamo in un motel cosi mi fai vedere il repertorio”
“Ok ma ti voglio carico… non mi accontenterò di una sola sborrata.. anche se da cavallo.. me la sento in bocca sai?”
“Sei davvero un maiale, ma si vede che ti piace il cazzo. Quindi ci penserò io a te troietta”
“Era la cosa piu bella che potessi dirmi… grazie di avermi sborrato in bocca”
“Prego… abituati a quel sapore”
“So gia che non potrò piu farne a meno, ti lascio il mio cell. Mandami un messaggio quando vuoi e mi organizzerò”
“Contaci..”Cosi con una stretta di mano ci salutammo.
Io tornai in bagno, stavolta da solo, e mi segai.
Schizzai in pochissimo tempo.
Poi tornai in macchina piu sollevato e sereno.
Consapevole di aver trovato il cazzo che volevo.Se vi è piaciuta la storia scrivete o commentate mandandomi una mail:
[email protected] di fantasia.. spero ancora per poco
 

One thought on “Pompamico

  1. Rosy

    E’ una goduria pazzesca succhiare il cazzo ai panzoni, meglio se sa di piscio, è bello grosso e ti sborra in gola. Se poi te lo sbattono anche nel culo, beh, è il massimo.

     

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