Maurizio

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Maurizio

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Maurizio era un tipo socievole, andava d’accordo con tutti. Aveva un aspetto fiero, due grandi mani callose, un bel naso aquilino e due occhi nerissimi che suscitavano inquietudine e soggezione quando lui ti guardava. Lavorava saltuariamente come muratore e conduceva una vita modesta. Abitava in una stanza nella città vecchia, abbastanza vicino al centro. Visto che quella sera si era fatto tardi e non c’era più un treno che mi riportasse a casa si era offerto di ospitarmi. Ci incamminammo e nel percorso lui di tanto in tanto mi guardava ironicamente in tralice come se si prendesse gioco di me e meditasse qualcosa nei miei riguardi. Fra una chiacchiera e l’altra parlando e scherzando in modo cameratesco arrivammo finalmente dove abitava. Entrammo dentro. Era la prima volta che ci venivo e mi misi ad osservare l’ambiente in cui mi trovavo. La stanza era ampia, al centro c’era un grande letto ancora sfatto, di fianco appoggiato al muro era collocato un tavolo con un fornello, in fondo c’era la porta del bagno. Da una finestrone in alto sulla parete esterna penetrava la luce dell’illuminazione della strada. Maurizio mi accolse come meglio poteva, rifece il letto, mise un po’ in ordine e poi mi offrì da bere. Alla fine decidemmo di andare a dormire e dopo essere passati in bagno e fatti preparativi per la notte finimmo sotto le lenzuola. Domenico si era messo un vecchio pigiama a righe, di quelli che hanno un’apertura al centro dei pantaloni, là dove serve. Da quell’apertura sporgeva di tanto in tanto la punta di un membro di dimensioni ragguardevoli. Io avevo solo la maglietta e le mutande. Insomma una volta coricati eravamo uno di fianco all’altro e io avevo la schiena rivolta verso il mio amico. Cercavo di prendere sonno ma la cosa era difficile perché Maurizio si muoveva di continuo nel letto e sembrava non avesse pace. Finì che gli chiesi la ragione di tutto quell’agitarsi e per tutta risposta mi sentii dire “Con tutto quel bengodi che mi trovo accanto e non poterlo avere, per forza che non dormo”! Muovendomi lentamente abbassai un poco le mutande, mi spinsi verso di lui e facendogli offerta in modo esplicito il mio didietro e gli dissi “Lo vuoi”? In un attimo le mutande mi vennero calate e quasi strappate di dosso e il cazzo duro di Maurizio cominciò a strusciarmi tra le natiche cercando il buco. Colto di sorpresa cercai di reagire dicendo “Va bene, te lo do, però fai piano”. L’imperiosa ingiunzione che seguì alle mie parole fu del tutto inattesa e allibito mi sentii dire. “Ma che piano e piano, è più di un mese che non trombo. Ora lo prendi e stai zitto. Su, mettiti a pecorina e apri il culo senza fare storie”. Frastornato ma obbediente assecondai il suo volere e mi misi in ginocchio con il didietro sollevato in alto. Per fortuna nonostante tutto il mio impaziente amico ebbe l’accortezza di bagnarmi per bene il buco, e lo stesso fece col suo cazzo, cosa che si rivelò estremamente gradevole. Poi appoggiato in fretta il cazzo sull’apertura lo spinse dentro tutto in una volta fino ai testicoli. Segui, da parte sua un sonoro sospiro di soddisfazione e da parte mia un debole lamento. Ma l’assalto aveva appena avuto inizio e l’invasore non si lasciò intenerire, al contrario, dopo avermi affibbiato due schiaffi sulle natiche cominciò a cavalcarmi con forza per dare sfogo all’urgenza di un desiderio trattenuto troppo a lungo. Mentre mi montava Maurizio non fece mancare commenti sul mio gran culo da troia né si scordò di dirmi lui aveva capito subito che nonostante il mio aspetto da santarellina avevo una voglia di cazzo che si avvertiva da lontano. Sotto quella furia io pensavo che il mio amico aveva reagito alla mia provocazione proprio come mi aspettavo e con compiacimento osservai tra me che stavo godendo il risultato di quello che da tempo avevo cercato e voluto. La mattina dopo, mentre il sole entrava su in alto dalla finestra e io me ne stavo a pancia in giù pigramente abbracciato ad un cuscino Maurizio mi venne sopra, mi penetrò di nuovo e mi fece godere ancora una volta tutte le delizie di questo mondo. Alla fine riuscii a prendere il treno, mentre ero seduto e udivo vicino a me il vociare indistinto degli altri passeggeri sentivo lo sperma che colava giù dal buco socchiuso finendo a bagnarmi le mutande. Era una situazione imbarazzante ma nonostante tutto provavo un segreto piacere perché mi sembrava che il cazzo di Maurizio fosse ancora dentro di me.

 


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3 thoughts on “Maurizio

    1. Corrado

      Era un sabato sera decido di andare al club prive’ mi preparo facendomi un bellissimo clistere ho profumato il mio buco del culo arrivato alle ore ventuno entrato. Mi diretto al bar mi viene vicino un bellissimo ragazzo sui trentacinque anni molto bello il suo peso sui novanta kg aveva anche un bellissimo cazzo sui ventotto cm lui mi disse all’orecchio mi abbracciò bacciandomi in bocca mi passava la sua lingua sulla mia bocca lui mi disse ho un bellissimo buco del culo tutto da leccare poi mi disse andiamo in un camerino le dico di sì andiamo nel camerino mi disse distenditi lui mi adesso ti vengo sopra lui mi viene sopra a cavalcioni con le mani si allargò le chiappe con le mani mi disse adesso leccami bene il mio buco aveva un bellissimo buco del culo mentre leccavo il suo buco cominciò ha erutare scorreggiare aveva un bellissimo buco del culo era vergine poi mi disse adesso alza un po’ il tuo culo lui mi viene dietro mi lubrifico’ bene il mio buco sì lubrifico’ anche il suo cazzo mi diete da annusare del popper poi mi invitò a spingere forte come se dovessi cagare lui allora spingeva dentro il suo cazzo lo avevo tutto dentro nella mia pancia mi brucciava molto lui cominciò ha pompare molto forte cominciò ha godere ebbi un orgasmo anale intanto lui cominciò ha pompare poi lui ebbe un’erruzzione dal suo buco del culo scorreggiare mentre pompava dopo cinque minuti mi disse adesso prendilo in bocca voglio scaricare il mio sperma nella tua bocca prendo in bocca la sua cappella è cominciò a erutare sperma ne fece talmente tanta ne avrà fatta un bel bicchiere la mandai giù tutta era molto buona dolciastra era un po denza poi siamo andati a fare una bella doccia poi mi invitò di andare al bar mi offrì un cognac ci siamo scambiati i cellulari

       

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