Manolo e ramos 9

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Manolo e ramos 9

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Andai al lavoro il giorno dopo e tutti vollero sapere di mio padre, passai tutta la mattina a spiegare a tutti la situazione, alla sera andai in ospedale mia madre si era assopita un momento mentre mio padre era sveglio, appena mi vide mi fece segno di non fare rumore, mi avvicinai a lui perchè voleva darmi un bacio, un bacio dopo tantissimo tempo, quanto ho desiderato quel bacio e subito dopo mi scesero due lacrime
“Ivano lo sò ti ho trattato male e ti ho pure buttato fuori di casa che eri minorenne e me ne vergogno, se continuerò a vivere cambierà tutto, allora ti sei diplomato e lavori già?”
” Si papà mi sono diplomato con 58 sessantesimi e lavoro in una casa di moda come aiuto contabile”
“Sono contento per te, sai mi stanno riempiendo di cibo, mi esce dagli occhi, neanche da giovane mangiavo così tanto”
” E’ per farti riprendere forse come ti senti”
“Non lo sò veramente, vorrei aspettare qualche giorno”
In quel momento si svegliò mia madre e mi abbracciò subito
“Tuo padre!”
“Si grazie, scusa Luigi ma non ce la faccio più”
“Tranquilla vai pure, domani rimani pure in casa, riposati, anche te non sei più una ragazzina per certi strapazzi”
“Ok ciao papà porto la mamma a casa e poi vado a casa mia”
“Ivano ma la tua casa è la nostra”
“Non mi sento ancora pronto scusami”
“Ma dove abiti adesso ti vogliono bene?”
” Si molto fino al diploma mi hanno mantenuto quindi!”
“Ma chi sono?”
“Lascia stare papà gente che a te non piacerebbero”
“Cioé”
“Una trans grande e grossa e due ragazzi giovani, hanno circa un anno più di me”
“Fai l’amore con loro?”
” Si e anche tanto”
” Se sei contento con loro sono contento anch’io”
“Allora ciao”
“Ciao Ivano”
Portai a casa mia madre e poi da Ester, appena mi vide mi abbracciò e volle sapere tutto su mio padre, ero stanco, quella notte Ester si era scatenata con me e adesso ero proprio giù, ci mettemmo a tavola, mangiai qualcosa e mi addormentai a tavola.
Mi trovai poi a letto con un babydoll rosa
“Ivano questa notte ti farò dormire però stai benissimo col babydoll”
Quella notte dormii come un sasso e al mattino ero bello fresco andai a lavorare e poi da mio padre.
Passò una settimana così e mio padre era rifiorito, mia madre aveva sempre le lacrime agli occhi quando andava a trovarlo e venne il giorno che mio padre tornò a casa, il dottore ci diede le ultime medicine ma ci disse che la migliore medicina a questo punto era di stare in famiglia e mangiare ancora.
Facemmo una piccola festa quel giorno, non andai a lavorare e alla sera ero un pò brillo, quando mio padre mi vide che stavo andando via scoppiò a piangere e mi abbracciò stretto.
Arrivai da Ester con le lacrime agli occhi lei capì
“Ivano ho capito sai, questa è l’ultima notte che passerai con me domani sera tornerai per sempre nella tua vera casa”
“Si Ester sai mio padre quando mi ha visto andare via è scoppiato a piangere e mi ha abbracciato”
“Questa notte sarai mio per l’ultima volta, non ti metto nulla, sarai al naturale”
“Grazie Ester, ti voglio bene”
Quella notte fù veramente scatenata, subito appena disteso mi venne dietro e mi penetrò, ormai il mio culo riceveva il suo cazzo senza problemi, mi scopò lento lento ma la voglia la fece scatenare subito e così il suo cazzo divenne come un pistone di un motore di una macchina di alta velocità, io sobbalzavo ad ogni suo affondo, non dicevo nulla ma sapevo che quella sarebbe stata l’ultima scopata, Ester aveva un cazzo poderoso che avrebbe fatto felice un sacco di gente, quella notte mi versò nel culo per ben 4 volte il succo del suo godimento, mi alzai e feci una doccia perchè puzzavo di sperma da fare schifo, riempii la mia macchina delle poche cose da maschio che ancora potevo portare, salutai con un grande bacio Ester e andai al lavoro, quel giorno però non vedevo l’ora di poter tornare a casa, nella mia vecchia casa, mia madre e mio padre mi accolsero con un abbraccio e un sacco di baci.
Purtroppo in quel periodo venne la fiera della moda per cui non avevo tempo da pensare a nulla e quindi a Ester e ai miei amici, neanche per una telefonata, andavo al lavoro alle 7 e tornavo alle 10 di sera cenavo e andavo a letto.
Una mattina ricevetti una telefonata da Ester
“Ciao Ivano come stai?”
“Stanchissimo, inizio a lavorare alle 7 e finisco alle 10 di sera”
“Ohh poveretto, senti è successo una cosa grave al mio paese e quindi devo tornare per sempre, anche Ramos e Manolo devono venire perchè è anche un loro parente, il negozio l’ho già venduto, domattina prendo l’aereo e vado via per sempre, non potresti venire solo per un saluto? i ragazzi vorrebbero salutarti è un pò che non ti vedono”
“Non ti prometto nulla ma cercherò di venire”
“Anche tardi non fà niente tanto lo sai che io dormo poco”
La sera alle 9 ero da Ester che mi accolse con un abbraccio e un grosso bacio sulla bocca dai suoi occhi scendevano tante lacrime poi fù la volta dei due ragazzi che mi abbracciarono e scoppiarono a piangere come due bambini Manolo si era effeminato ancora di più, lo abbracciai e lo baciai sulla bocca, quando andai via avevo le lacrime anch’io e feci fatica a guidare fino a casa.
Finito il tempo della fanciullezza, quella sera mi sentii un pò più uomo, più maturo.

FINE

 


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